Salonicco
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| Salonicco | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Θεσσαλονίκη - Thessaloniki | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Periferia: | Macedonia Centrale | ||||||||
| Prefettura: | Salonicco | ||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 0 / 20 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 17,8 km² | ||||||||
| Abitanti : | 967.101 [1] (2008) | ||||||||
| Densità: | 20,449 ab./km² | ||||||||
| CAP: | 53x xx, 54x xx, 55x xx, 56x xx | ||||||||
| Prefisso tel: | 2310 | ||||||||
| Targa: | N | ||||||||
| Nome abitanti: | Tessalonicesi | ||||||||
| Status: | Città | ||||||||
| Sindaco: | Vasileios Papageorgopoulos (1999) | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Salonicco (in greco Θεσσαλονίκη, Thessaloniki), l'antica Tessalonica, è la seconda città della Grecia per numero di abitanti e la prima e più importante della regione greca della Macedonia. È inoltre il capoluogo della Prefettura di Salonicco, e della Regione UE (o dell'equivalente periferia greca) della Macedonia Centrale. Conta circa 363.978 abitanti, mentre l'area urbana 967.101.
L'area metropolitana ha un totale di circa un milione di abitanti, e giace su una baia del Golfo Termaico alla testa della penisola calcidica. Le coordinate della città sono: 40° 38' N e 22° 58' E.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Antichità
La città venne fondata attorno al 315 a.C. da Cassandro, Re dei Macedoni, nelle vicinanze o sul luogo dove sorgeva l'antica città di Therma e diversi altri villaggi. Cassandro le diede il nome di sua moglie Tessalonica, che era anche sorellastra di Alessandro Magno. Ella venne così chiamata dal padre, Filippo II di Macedonia, per commemorare la sua nascita nel giorno in cui egli ottenne una vittoria (nike) sui Tessalici.
| Monumenti paleocristiani e bizantini di Salonicco Paleochristian and Byzantine Monuments of Thessalonika |
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| Tipologia | Culturali |
| Criterio | (i) (ii) (iv) |
| Pericolo | Bene non in pericolo |
| Anno | 1988 |
| Scheda UNESCO | inglese francese |
| Patrimoni dell'umanità in Grecia |
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Dopo la caduta del regno di Macedonia, nel 146 a.C., Salonicco entrò a far parte dell'Impero Romano. Divenne un importante centro commerciale sulla Via Ignazia, una strada romana che collegava Bisanzio (in seguito Costantinopoli, oggi Istanbul) con Durrachium (l'odierna Durazzo, in Albania). La città divenne capitale di uno dei quattro distretti romani di Macedonia, ed era governata da un pretore. Nel 42 a.C., per essersi schierata a fianco di Ottaviano e Antonio contro Cassio e Bruto, i vincitori l'avevano dichiarata 'città libera', col suo dèmos, la sua bulè e con magistrati propri (i politarchi). Tale privilegio le imponeva l'obbligo morale di un lealismo oltre ogni sospetto. Essa ospitava una considerevole colonia ebraica e fu uno dei primi centri della cristianità. Nel suo secondo viaggio missionario, San Paolo predicò nella sinagoga della città, la principale in quella parte di Macedonia, e gettò le fondamenta di una chiesa. L'opposizione nei suoi confronti da parte degli Ebrei lo costrinse a lasciare la città e a trovare rifugio a Veria.
Salonicco ottenne un santo patrono, san Demetrio, nel 306. Egli era un proconsole romano di Grecia sotto l'imperatore Massimiano, e venne martirizzato a Sirmium, l'odierna Sremska Mitrovica (Serbia). Le sue reliquie sono tutt'ora ospitate e venerate a Salonicco.
Quando l'Impero Romano venne diviso in una parte orientale ed una occidentale, governate rispettivamente da Bisanzio/Costantinopoli e Roma, Salonicco ricadde sotto il controllo dell'Impero romano d'Oriente. La sua importanza era seconda solo alla stessa Costantinopoli. Nel 390, dopo una rivolta contro l'imperatore Teodosio I e le sue nuove politiche di condanna dell'omosessualità, conseguenti all'adozione del cristianesimo, tra i 7.000 e i 15.000 cittadini di Salonicco vennero uccisi per vendetta nell'ippodromo. Un atto per cui Teodosio si guadagnò una scomunica temporanea.
[modifica] Medioevo
Ripetute invasioni barbariche successive alla caduta dell'Impero romano, lasciarono la Macedonia spopolata, e la stessa Salonicco fu oggetto di attacchi degli Slavi nel VII secolo. Questi non riuscirono a catturare la città, ma una considerevole comunità slava vi si insediò. I fratelli San Cirillo e San Metodio nacquero a Salonicco, e l'imperatore Michele III, affermando che "gli abitanti di Salonicco parlano lo slavonico abbastanza bene", li incoraggiò a visitare le regioni slave settentrionali come missionari. Lo slavo meridionale da essi usato divenne la base dell'Antico slavo ecclesiastico. Nel IX secolo, i bizantini decisero di spostare il mercato per i prodotti provenienti dalla Bulgaria da Costantinopoli a Salonicco. Lo zar Simeone I invase la Tracia, sconfisse un esercito bizantino e costrinse l'impero a riportare il mercato a Costantinopoli.
La città venne occupata dai Saraceni nel 904 e dai Normanni di Sicilia nel 1185, con notevoli distruzioni e perdite di vite umane in entrambe le occasioni. L'Impero Bizantino ne perse realmente il controllo nel 1204, quando Costantinopoli venne conquistata dalla Quarta Crociata. Salonicco ed il territorio circostante (il Regno di Tessalonica), divennero il feudo più grande dell'Impero Latino, che occupava gran parte della Grecia settentrionale e centrale. La città venne data dall'imperatore Baldovino I al suo rivale Bonifacio I del Monferrato, ma nel 1224 venne conquistata da Michele Ducas, il despota greco d'Epiro. La città venne ripresa dall'Impero Bizantino nel 1246. Nel 1423 incapace di difenderla dalle invasioni dell'Impero Ottomano, il despota bizantino Andronico Paleologo fu costretto a venderla alla Repubblica di Venezia, che la tenne fino a quando venne catturata dal sultano ottomano Murad II nel 1430.
[modifica] Epoca moderna
Salonicco, ribattezzata Selânik, rimase sotto controllo ottomano fino al 1912 e divenne una delle città più importanti dell'impero, dotata di un grande porto costruito nel 1901 dai commercianti albanesi. Il fondatore della Turchia moderna, Kemal Atatürk, di madre albanese[senza fonte], nacque a Salonicco nel 1881, e il movimento dei Giovani Turchi ebbe qui il suo quartier generale all'inizio del XX secolo. La città ha costituito un unicum al mondo in quanto popolata in maggioranza da ebrei, nel 1910 l'amministrazione municipale contava 132.000 abitanti, di cui 65.000 ebrei, 35.000 greci e 30.000 turchi o mussulmani[2]. Gli ebrei erano in gran parte sefarditi espulsi dalla Spagna e dal Portogallo dopo il 1492. Erano presenti anche alcuni ebrei romanioti. La lingua quotidiana parlata in città era il Ladino giudeo-ispanico, un linguaggio giudaico derivato dal castigliano del XV secolo. Il giorno di riposo settimanale in città era il sabato, lo Shabbat ebraico. (Per approfondire si veda la voce Storia degli ebrei a Salonicco).
Salonicco fu la principale preda della prima guerra dei Balcani del 1912, durante la quale venne conquistata dalla Grecia alla Bulgaria. Re Giorgio I di Grecia venne assassinato a Salonicco nel marzo del 1913. Durante la prima guerra mondiale, una grossa forza di spedizione alleata sbarcò a Salonicco, per usare la città come base per un offensiva contro la Bulgaria alleata della Germania. Vi venne stabilito un governo provvisorio pro-alleati, guidato da Eleftherios Venizelos, contro il volere del Re di Grecia, tedesco e a favore della neutralità.
Nel 1917 gran parte della città venne distrutta da un grande incendio di origine sconosciuta, probabilmente accidentale. Venizelos proibì la ricostruzione del centro cittadino fino a quando non fosse stato pronto un progetto moderno. Questo venne completato pochi anni dopo dall'architetto e archeologo francese Ernest Hebrard. Il progetto di Hebrard spazzò via le caratteristiche orientali di Salonicco e la trasformò in una città di stile europeo.
Una conseguenza dell'incendio fu la distruzione delle abitazioni e dei beni di quasi metà della popolazione ebraica, che fu costretta ad emigrare. Molti si recarono in Palestina, alcuni salirono sull'Orient Express in direzione Parigi, altri ancora emigrarono in America. Gli ebrei emigrati vennero rapidamente rimpiazzati dai profughi di un altro disastro pochi anni dopo la guerra, quando grandi gruppi di greci vennero espulsi dalla Turchia nel 1922 a seguito della Guerra Greco-Turca. La città di conseguenza si espanse enormemente. Venne soprannominata "La capitale dei rifugiati" (I Protévoussa ton Prosfígon) e "Madre dei poveri" (Ftohomána), ed ancora oggi la cultura e gli abitanti hanno caratteristiche distintamente Anatolica.
Salonicco cadde davanti alle forze della Germania Nazista nel 1941 e rimase sotto occupazione tedesca fino al 1944. La città subì notevoli danni a causa dei bombardamenti alleati, e quasi tutta la popolazione ebraica venne sterminata dai nazisti. Nell'opera di resistenza civile all'Olocausto si distinse in particolare l'impegno dell'allora Console italiano Guelfo Zamboni -che rilasciò centinaia di attestati di cittadinanza italiana contro le deportazioni -, ma anche di singole famiglie italiane, come i Citterich. La loro opera di solidarietà è stata riconosciuta dall'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme che ha conferito loro l'alta onorificenza di Giusti tra le nazioni.
La città venne ricostruita abbastanza rapidamente dopo la guerra, ma nel 1978 venne gravemente danneggiata da un terremoto.
Salonicco è stata Capitale Europea della Cultura nel 1997.
La città ha due università: la Università Aristotele di Salonicco, la più grande università greca (fondata nel 1926) e l'Università di Macedonia.
[modifica] Popolazione storica
| Anno | Popolazione | Variazione |
|---|---|---|
| 1981 | 406.413 | - |
| 1991 | 383.967 | -22.446/-5,52% |
| 2001 | 355,953 | -28.014/-7,29% |
Salonicco rappresenta un unicum, all'interno dell'Unione Europea, per la rapida trasformazione demografica subita nell'ultimo secolo, in particolare dopo la sua annessione allo Stato greco nell'autunno del 1912, al termine della Prima Guerra Balcanica. Al momento della liberazione la comunità greca occupava il terzo posto su un totale di 157.887 abitanti, si contavano 39.965 greci (25.3%) contro 61.439 israeliti, (38,9%), 45.867 musulmani (29%), 6.263 Bulgari (3,9%) e 4.364 (2,7%) persone di varie nazionalità. Nel giro di pochi anni, nel 1916, su un totale di 165.704 abitanti l'elemento greco questa volta occupa il primo posto con 68.205 abitanti (41,33%), contro i 61.400 (37%) della comunità israelita e i circa 30.000 (18%) della comunità musulmana. Negli anni successivi queste proporzioni sono cambiate totalmente. Il mutamento radicale della carta demografica ed etnologica di Salonicco e di tutta la Macedonia è avvenuto attraverso due avvenimenti che hanno sconvolto la struttura demografica e l'identità stessa della città. Il primo è lo scambio di popolazioni tra la Grecia da una parte e la Bulgaria e la Turchia dall'altra (1919-1926). Con questo scambio (-il più grande nella storia dell'Europa sud-orientale e del Mediteraneo orientale-) l'elemento greco in 15 anni ha avuto un'impennata sia in Macedonia (88,3% nel 1926) sia nella periferia di Salonicco (80%). Il secondo fattore è dato dalle conseguenze dell'invasione italiana e tedesca (1941) e il conseguente annientamento della quasi totalità della comunità ebraica. Di quella che è stata una delle più ricche e composite "capitali ebraiche" d'Europa" resta oggi molto poco. Visitando la città potrebbe essere interessante il vecchio quartiere turco che ospitando molte attività commerciali sta vivendo una nuova vita.
[modifica] Sindaci storici
- K. Merkouriou
- George Sermetis (1943 - 1944)
- Petros Levis (1944 - 1945)
- Christos Konstantinou
[modifica] Economia
Salonicco è una importante città portuale ed un importante centro commerciale e industriale. Le industrie locali producono olio, acciaio, prodotti petrolchimici, tessili, macchinari, farina, cemento, farmaceutici, e liquori. La città è anche un importante snodo per i trasporti dell'Europa sud-orientale.
[modifica] Sport
[modifica] Pallacanestro
Le squadre di Salonicco che partecipano alla Lega A1 (Prima divisione) sono:
- Aris Basketball Club
- Paok Basketball Club
- Iraklis Basketball Club
L'Iraklis fu la prima squadra a vincere il titolo nazionale nel 1927-1928 e vinse nuovamente nel 1934-1935. Uno dei primi giocatori dell'Iraklis, Abatzioglou, fu uno dei 13 fondatori della FIBA, la federazione internazionale della pallacanestro. In Grecia la maggior parte delle squadre possiede uno stadio. Queste tre squadre possiedono 3 stadi distinti nei quali si allenano e giocano le partite.
[modifica] Calcio
- Aris F.C. - fondata nel 1914
- Iraklis F.C. - fondata nel 1908
- PAOK F.C. - fondata nel 1926
Al 2004, le squadre di cui sopra sono le uniche tre squadre di Salonicco ad aver vinto un campionato nazionale e ad aver giocato nelle coppe europee. L'Iraklis ha inoltre vinto la Coppa dei Balcani per club nel 1984-1985. Queste squadre hanno partecipato alla massima divisione del campionato greco fin dalla sua introduzione nel 1959-1960, con due sole eccezioni (l'Iraklis nel 1980-1981 e l'Aris nel 1997-1998). Altre squadre di Salonicco che hanno giocato in prima divisione sono Apollon, Makedonikos, e Thermaikos.
Nel 2004 la città ha ospitato alcune partite di calcio delle Olimpiadi di Atene 2004.
[modifica] Clima
La città è caratterizzata da un clima mediterraneo, a nord di di Salonicco invece il clima è quello tipico dei Balcani. In inverno sono comuni le gelate e non è raro assistere a abbondanti nevicate. D'estate picchi di temperatura dell'ordine dei 45 gradi non sono fuori dalla norma.
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temp. max. media (°C) | 9 | 10 | 13 | 18 | 23 | 28 | 31 | 30 | 26 | 21 | 14 | 10 | 19.4 |
| Temp. min. media (°C) | 1 | 2 | 5 | 7 | 12 | 16 | 18 | 18 | 15 | 11 | 6 | 2 | 9.4 |
| Piogge (mm) | 40 | 38 | 43 | 35 | 43 | 30 | 22 | 20 | 27 | 45 | 58 | 50 | 451 |
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic |
| Temperature record [°C] | 20 | 22 | 25 | 31 | 36 | 39 | 42 | 39 | 36 | 32 | 27 | 26 |
[modifica] Gemellaggi
-
Hartford, Stati Uniti d'America, dal 5 maggio 1962 -
Filippopoli, Bulgaria, dal 27 febbraio 1984 -
Bratislava, Slovacchia, dal 23 aprile 1986 -
San Francisco, Stati Uniti d'America, dal 6 agosto 1990 -
Alessandria d'Egitto, Egitto, dal 12 luglio 1993
[modifica] Punti di interesse
- La Torre Bianca di Salonicco (Lefkos Pyrgos), considerata il simbolo della città.
- L'Arco e la Tomba di Galerio
- La Chiesa di San Demetrio le estese mura cittadine della Città Alta (Ano Poli).
- Torre OTE, una torre radio-televisiva.
- La Basilica di Santa Sofia.
[modifica] Musei
- Cripta di San Demetrio di Salonicco
- Museo ebraico di Salonicco (Museo Djudio de Salonik)
- Museo macedone di arte moderna di Salonicco
- Museo statale di arte moderna che tra l'altro conserva le 1275 opere della collezione Kostaki, una delle maggiori al mondo riguardanti l'avanguardia artistica russa.
- Macedonia-Thrace Folklore and Ethnological Museum, housed in the G. Modiano Mansion
- Museo della cultura bizantina
- Museo archeologico di Salonicco
- Museo del cinema di Salonicco
- Museo della lotta macedone di Salonicco
- Museo dello sport di Salonicco
- Museo dell'acqua di Salonicco
- Torre Bianca di Salonicco, museo e monumento
[modifica] Siti archeologici
- Cimitero arcaico di Salonicco, (Agia Paraskevi)
- Antica Agorà di Salonicco
- Monastero di Latomos
[modifica] Personalità legate a Salonicco
- Santi Cirillo e Metodio
- Mustafa Kemal Atatürk
- Nazim Hikmet
- Manolis Anagnostakis
- Stavros Koujioumtzis
- Despina Pajanou (n. 9 dicembre 1958)
- Dionysis Savvopoulos (n. 2 dicembre 1944), compositore, scrittore e cantante greco
- Calliope Tatti (1897 - 1978)
[modifica] Note
- ^ 800.674 nell'intera area urbana
- ^ Régis Darques, Salonique au XXe siècle, de la cité ottomane à la métropole grecque, p.78.
[modifica] Voci correlate
- Assedio di Tessalonica (1422)
- Makedonia (quotidiano)
- Ospedale di AHEPA
- Storia degli ebrei a Salonicco
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Salonicco
[modifica] Collegamenti esterni
- Mapquest - Salonicco
- Guida a Salonicco
- www.saloniki.org
- Guida a Salonicco per turisti
- Atene 2004: Salonicco città olimpica
- Scheda UNESCO

