Greco bizantino
| Storia della lingua greca (vedi anche: alfabeto greco) |
| Proto-greco
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| Miceneo (1600–1100 a.C. ca. )
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| Greco antico (800–330 a.C. ca.) dialetti: eolico, arcado-cipriota, attico-ionico, dorico, nord-occidentale, locrese, panfilio; lingua omerica. |
| Koiné greca (330 a.C.–330 ca.)*
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| Greco medievale (330–1453)
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| Greco moderno (dal 1453) dialetti: cappadocico, cretese, cipriota, demotico, griko, katharevousa, pontico, tsakonico, Yevanic
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Il greco bizantino o medioevale è la variante di lingua greca diffusasi nel corso del Medio Evo nell'Impero bizantino ed in seguito in altri paesi come oggetto di studio. Fino ad età giustinianea ricevette influenze dal latino, all'epoca lingua ufficiale dell'Impero romano d'Oriente, e, successivamente, anche dagli idiomi slavi e neolatini (e in particolare dal francese e dal veneto, soprattutto in età basso-medievale).
[modifica] Storia del greco bizantino
Il greco bizantino si iniziò a delineare ben prima della nascita di Bisanzio, con la formazione della cosiddetta κοινή (koinè per il greco antico, kinì per quello moderno) che presentava numerose semplificazioni rispetto agli idiomi parlati nell'antica Grecia delle polis.
La semplificazione più eclatante presente in greco bizantino è la riforma della pronuncia e la prevalenza assoluta del suono "i". Quest'ultimo, sin dall'età ellenistica, poteva infatti essere reso dai dittonghi ει ed οι (quest'ultimo solo a partire dal X secolo) e dalle vocali η, ι ed υ (in quest'ultimo caso, infatti, pensiamo alla lettera greca Y, che noi pronunciamo alla bizantina "ipsilon", ma che andrebbe pronunciata "üpsilon" secondo la pronuncia greca classica). Inoltre, il dittongo αι veniva letto "e". Spesso le parole italiane che derivano dal greco sono traslitterate secondo la pronuncia bizantina (per es.: παιδεία si legge, per i bizantini, "pedìa", per gli antichi "paidéia"; cfr. Wikipedia)
L'umanista che raccolse le regole bizantine di pronuncia fu il tedesco Johannes Reuchlin, i cui studi sono tuttora presi come base di studio per il greco antico nei paesi anglosassoni e nella stessa Grecia. Infatti, riguardo alla pronuncia, il greco moderno è quasi identico a quello bizantino. Le regole invece più antiche (pronuncia Renstituta o erasmiana) furono raccolte dallo studioso olandese Erasmo da Rotterdam, tuttora seguito nei paesi di tradizione cattolica. Ciononostante, le parole greche rimaste nella liturgia cattolica (per esempio l'invocazione Kyrie eleison, Κύριε ἐλέησον) vengono pronunciate Kirie eléison seguendo la fonetica (reuchliana) del greco bizantino, laddove seguendo la pronuncia erasmiana dovrebbero essere pronunciate Kürie eleèson.
In greco moderno, che è il diretto discendente del greco bizantino e medievale, sono del tutto scomparsi gli spiriti e gli accenti sui monosillabi.