Liturgia cattolica

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Per la Chiesa cattolica, la liturgia è l'esercizio del ministero sacerdotale di Cristo attraverso riti che manifestano e fondano la Chiesa. La relazione tra rito e liturgia non è quindi una relazione di identità, anzi, la liturgia si esprime attraverso il rito. Uno degli errori più comuni consiste proprio nel pensare la liturgia unicamente come culto pubblico della Chiesa, un'azione cioè che si riduce ad essere espressione di una realtà istituzionale e fondata su norme cultuali (chiamate rubriche). Il concetto di liturgia nel cattolicesimo è ben più ampio e difficilmente se ne può dare una definizione stringata che sia al tempo stesso esaustivo. Difatti il Concilio Vaticano II definendo il ruolo della liturgia "principalmente il culto della maestà divina" e "il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia" (Sacrosanctum Concilium 10, 33), la inserisce all'interno della spiritualità della chiesa, fonte e culmine della stessa fede e della teologia. Inoltre, se si guarda alla sacra scrittura ci si accorgerà ben presto come i due principali eventi di rivelazione della Bibbia cristiana, la donazione delle tavole della legge sul Sinai a Mosè ed il Mistero Pasquale, avvengono in un contesto che si può definire liturgico sulla base del quale la Chiesa si fonda e formula i suoi riti.

La lex orandi, cioè l'insieme delle norme cultuali definite dalla chiesa, comprende la forma delle celebrazioni religiose solenni, ma anche l'ordinario e il proprio dei riti quotidiani, quali la Celebrazione eucaristica, i sacramenti, la liturgia delle ore.

Calendario liturgico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anno liturgico della Chiesa cattolica.

La Chiesa segue, durante l'anno, un ciclo di festività definito anno liturgico. Ogni celebrazione liturgica comprende delle parti fisse, dette ordinario, che rimangono immutate, mentre altre parti variano a seconda della festività, come ad esempio le letture tratte dalla bibbia, le collette, e il proprio del tempo. Nella chiesa cattolica esistono inoltre diversi calendari liturgici, diversi per rito: romano (forma ordinaria e straordinaria), ambrosiano, bizantino ecc

L'anno liturgico del rito romano inizia la prima domenica d'avvento, quattro domeniche prima del Natale. Le prime due domeniche sono incentrate sull'attesa ultima e definitiva di Cristo Signore, con conseguente invito ad un tempo di impegno vigile e fruttuoso; le altre due domeniche sull'attesa del Natale (cioè della celebrazione liturgica del mistero della nascita di Gesù, Figlio di Dio): non si recita il Gloria e il colore delle vesti e degli addobbi è il viola, colore proprio dei tempi penitenziali, eccetto la terza domenica detta "Gaudete" quando il viola può essere attenuato con il rosa. All'interno dell'Avvento, si celebra la solennità dell'Immacolata Concezione (8 dicembre).

Il tempo di Natale si apre con la messa della Vigilia e si conclude la domenica del Battesimo di Gesù. Il Tempo di Natale si conclude con il ricordo del Battesimo che Gesù ricevette all'età di trent'anni da Giovanni il Battista. Dopo il Battesimo, Gesù iniziò la sua predicazione. Il colore delle vesti è bianco.

Nella forma ordinaria del rito romano inizia il Tempo ordinario interrotto, dopo un breve periodo, dalla Quaresima, che comincia il mercoledì delle Ceneri. Nella forma straordinaria si hanno le domeniche dopo l'epifania, con il tempo di Settuagesima precedente la quaresima.

La Quaresima, che dura quaranta giorni più le domeniche interposte, è un tempo di penitenza, di riflessione e di conversione. Il colore liturgico è il viola, eccetto la quarta domenica detta "Laetare" quando il viola può essere attenuato con il rosa, un'anticipazione della gioia pasquale e della speranza cristiana nell'imminenza del mistero della Pasqua.

La domenica delle Palme fa celebrare l'ingresso di Cristo a Gerusalemme, dando inizio, così, alla Settimana Santa, al cui interno (dal Venerdì Santo alla Domenica di Risurrezione) si inserisce il Triduo Pasquale, il periodo centrale dell'anno liturgico, in cui si celebra la morte e risurrezione di Gesù. Il triduo è preceduto (Giovedì Santo) dalla Messa crismale in cattedrale, in cui il vescovo insieme con tutti i sacerdoti benedice gli olii santi usati per i Sacramenti dell'iniziazione cristiana (battesimo e cresima) e per i sacramenti dell'ordine e dell'unzione degli infermi. Inoltre vengono rinnovati dai sacerdoti gli impegni assunti il giorno dell'ordinazione presbiterale. La sera si celebra la Messa in Coena Domini, in cui si fa memoria dell'istituzione dell'Eucaristia. Con il triduo pasquale si celebra la dolorosa Passione e la Morte di Cristo (Venerdì Santo), Gesù nel sepolcro (Sabato Santo) e infine la domenica di Pasqua, la Risurrezione di Cristo, che "sconfigge la morte e salva l'umanità".

Il tempo di Pasqua della durata di cinquanta giorni, si compone di sette settimane. È incentrato sulla risurrezione di Gesù, sulle sue apparizioni, come testimonianza di fede dei primi discepoli. Si conclude con il ritorno di Gesù Risorto al Padre (Ascensione 40 giorni dopo la pasqua, in Italia spostato alla sesta domenica) ed il dono dello Spirito Santo ai discepoli per continuare la missione di Gesù, mediante la testimonianza ed il dono della sua Parola e della sua Vita nei sacramenti (Pentecoste, settima domenica).

Dopo il tempo di Pasqua (colore bianco) ricomincia il Tempo ordinario (colore verde), chiamato anche Tempo per annum, che nella forma ordinaria riunisce ciò che nel calendario tradizionale è costituito da tre serie di domeniche, le domeniche dopo l'Epifania, il Tempo di Settuagesima e le domeniche dopo Pentecoste. Il Tempo ordinario è il Tempo in cui Chiesa, animata e guidata da Cristo, lo annuncia, lo celebra, lo dona. Altri colori dei paramenti liturgici sono il rosso (nelle ricorrenze dei santi martiri) e il bianco (nelle ricorrenze che celebrano la Madonna e i santi non martiri, come i dottori della chiesa o i confessori). In alcuni santuari mariani nelle feste dedicate alla Madonna è ammesso il colore azzurro.

Sacramenti[modifica | modifica sorgente]

Eucaristia[modifica | modifica sorgente]

L'eucaristia è il rinnovamento incruento del Sacrificio di Cristo sulla Croce, il memoriale della Pasqua di morte e risurrezione di Cristo, annuncio della sua venuta finale (parusia). Questo sacramento, secondo il dogma cattolico, rende realmente e sostanzialmente presente Gesù Cristo: il suo corpo, il suo sangue, la sua anima e la sua divinità. Nel rito romano ciò avviene durante e con celebrazione della Messa, che può avvenire secondo due diversi usi, ordinario (secondo il Messale edito da papa Paolo VI nel 1969) e straordinario (secondo il Messale detto di "papa San Pio V" e editato nel 1962 dal Beato Giovanni XXIII) .

Messa

Celebrazione eucaristica nel rito romano (forma ordinaria)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Messa.

Nel rito romano ordinario l'Eucaristia si compone di due parti principali e di alcuni riti: iniziale, di comunione e di congedo. Il rito iniziale comincia con l'antifona d'ingresso, la processione del celebrante e dei ministri ed il segno della Croce. Segue il Confiteor, cioè la confessione dei peccati, conclusa dalla litania del Kyrie eleison. in seguito viene intonato l'inno Gloria in excelsis Deo (solo nei giorni festivi, ma non in Quaresima né in Avvento) e la Colletta, una preghiera recitata o cantata dal sacerdote che raccoglie le orazioni di tutti i fedeli ed introduce alla liturgia della Parola.

La liturgia della Parola consiste nella proclamazione (che è molto più di una semplice lettura) di brani tratti dalla Bibbia. La prima è tratta dall'Antico Testamento. Segue il canto del salmo e la lettura dell'epistola, tratta dalle Lettere degli Apostoli. Viene cantato l'alleluia e poi il Vangelo, la terza lettura, viene letto o cantato da un diacono o da un sacerdote e ascoltato in piedi dall'assemblea. Dopo l'omelia del celebrante, si rinnova la professione di fede cantando il Credo, il simbolo niceno, segue la preghiera dei fedeli. La Liturgia della Parola è strutturata in modo dialogico: Dio parla rivolgendosi alla comunità dei credenti mediante le letture, la comunità risponde con il Salmo responsoriale, il canto dell'Alleluia (prima della proclamazione del Vangelo), il Credo e la preghiera dei fedeli.

Si entra così nella Liturgia eucaristica, di cui la Liturgia della Parola è preparazione. Inizia con la presentazione dei doni, che nei giorni di festa e solennità può essere introdotta da una processione in cui alcuni fedeli portano all'altare il dono del pane e del vino ed il celebrante, a nome della comunità, li offre a Dio perché diventino, per opera dello Spirito Santo, corpo e sangue di Cristo. La liturgia eucaristica continua con la preghiera eucaristica, preghiera rivolta a Dio in cui si fa memoria di un particolare evento della storia salvifica operata da Dio. La preghiera eucaristica segue un itinerario celebrativo segnato da alcune parti tra cui il Santo. Cuore della preghiera eucaristica è la preghiera di consacrazione: è ritenuta fondamentale, perché le parole che contiene sono state dette e sono state comandate di ripeterle direttamente da Gesù nell'Ultima Cena. La preghiera eucaristica termina con una solenne preghiera (detta dossologia) in cui a Dio viene offerto e presentato, in atteggiamento di profonda lode e ringraziamento, non più il pane ed il vino, ma Cristo stesso, presente nel segno del pane e del vino e della comunità: è l'offerta per eccellenza gradita a Dio. È operata dal ministro ordinato e suggellata dall'Amen dei fedeli. Seguono i riti di comunione (tra cui la preghiera dell'Agnus Dei e la recita del Padre Nostro), la consegna ai fedeli dell'Eucarestia. Dopo uno spazio di silenziosa preghiera segue il rito di congedo con la preghiera (postcommunio), la benedizione finale ed il mandato dallo spessore missionario.

Celebrazione eucaristica nel rito romano (forma extraordinaria)[modifica | modifica sorgente]

Messa tridentina solenne
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Messa tridentina.

La messa tridentina è la forma tradizionale della celebrazione liturgica del rito romano. Deve il suo nome al mandato dato dal Concilio di Trento a papa Pio V di promulgare un nuovo Messale (1570), che in ogni caso prescrive una liturgia molto simile a quella anteriore al Concilio, che era regolata dagli Ordines Romani, serie di libri liturgici di cui i più antichi risalgono probabilmente al VI secolo. Fu l'unica liturgia eucaristica del rito romano fino al 1970, quando papa Paolo VI introdusse il nuovo Messale successivo alla riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II. A partire dalla promulgazione del motu proprio Summorum Pontificum del 2007 è stata completamente liberalizzata.

Servizi liturgici[modifica | modifica sorgente]

I ruoli dei partecipanti, nelle due forme del rito, sono in gran parte gli stessi:

Celebrazione eucaristica nel rito bizantino[modifica | modifica sorgente]

Il patriarca melchita Gregorio III durante la Divina Liturgia di Pentecoste, Roma 11 maggio 2008.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Divina Liturgia.

I cattolici di rito bizantino celebrano l'eucaristia in una forma diversa e generalmente adottano la Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo, risalente al IV secolo. Presenta piccole differenze rispetto alla liturgia adottata dalla Chiesa ortodossa, come l'introduzione delle orazioni per il papa e la facoltà di menzionare il Filioque nella recita del Credo.

Liturgia delle ore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Liturgia delle ore e ore canoniche.

La Liturgia delle ore costituisce la preghiera con la quale i fedeli del rito romano, e soprattutto i sacri ministri, santificano il corso del tempo della giornata.

È organizzata attorno ai salmi e a altre letture bibliche, alle quali si aggiungo preghiere nate nella tradizione della chiesa cattolica.

Si struttura attorno alle due ore principali delle Lodi mattutine e dei Vespri, che si recitano rispettivamente al mattino e alla sera. Le altre ore sono l'Ufficio delle letture, nel quale si fa una lettura più abbondante della Bibbia e dei Padri della Chiesa, l'Ora media, a recitarsi a metà della giornata, e la Compieta, che è la preghiera prima del riposo notturno.

Rimane possibile recitare il Breviario romano in sostituzione della Liturgia delle ore.

Musica per la liturgia[modifica | modifica sorgente]

Rinnovamento liturgico degli anni Sessanta

Secondo il Concilio Vaticano II[1] nella liturgia della Chiesa di rito latino il gregoriano deve avere il posto principale nelle celebrazioni, anche se non si escludono altri generi di musica sacra, soprattutto la polifonia. L'organo a canne deve essere tenuto in particolare considerazione, per la sua capacità di dare splendore al culto ed elevare l'animo a Dio. Devono essere promosse le scholae cantorum in tutte le chiese e occorre conservare e incrementare il patrimonio tradizionale di musica sacra.

I testi per la liturgia eucaristica romana sono contenuti nel Messale romano. La musica e preghiere si trovano nel Graduale Triplex e nel Liber Usualis. Altri libri sono l'antifonario, il liber cantualis.

Gli altri riti della Chiesa cattolica (ad esempio il maronita) hanno i propri testi liturgici.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Decreto conciliare Sacrosantum concilium, artt 114-116-120
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