Vespri

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I vespri sono la preghiera del tramonto, cioè una delle maggiori ore canoniche della Chiesa. Esso consiste di due parti: la salmodia, cioè il canto dei salmi, e una seconda parte con preghiere varie dette capitulum e formulæ.

Struttura della celebrazione[modifica | modifica wikitesto]

Vespri solenni nella chiesa ortodossa
Coro di San Domenico a Bologna

Rito romano[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente, nella forma ordinaria del rito romano, i vespri sono formati da:

  • saluto iniziale;
  • un inno, che nelle Domeniche e nelle ferie (celebrazioni dei giorni feriali) del Tempo di Avvento, di Natale, di Quaresima e di Pasqua, si prende dal proprio della liturgia delle ore, mentre per le Domeniche e le ferie del Tempo Ordinario si prende dal salterio. Nelle solennità e nelle feste dei Santi, si prende dal Proprio o dal Comune, mentre per le memorie, se non hanno inno proprio, si prende dal comune o dalla feria corrente. In ogni caso è tuttavia lasciata la scelta per un altro inno o canto adatto approvato dall'autorità ecclesiastica;
  • la salmodia, formata da due salmi o da due parti di salmi e da un cantico del Nuovo Testamento, che si recitano ciascuno con l'antifona richiesta dall'ufficio che si celebra. Nell'ufficio delle domeniche (primi vespri della domenica, il sabato sera, secondi vespri della domenica, domenica sera.) e delle ferie, i salmi e il cantico si prendono dal salterio, mentre le antifone si prendono dal Proprio o dal salterio. Nelle solennità e nelle feste, nei giorni fra l'ottava di Natale e di Pasqua (gli otto giorni seguenti le due festività), i salmi, il cantico e le antifone si prendono dal Proprio o dal Comune. Nelle memorie, salmi, cantico e antifone si prendono sempre dal salterio, tranne quando la memoria abbia salmi ed antifone proprie. Alla salmodia fanno seguito la lettura breve o lunga;
  • lettura breve: nell'ufficio delle domeniche e delle ferie, la lettura breve si prende dal Proprio del Tempo o dal salterio; nelle solennità e nelle feste si prende dal Proprio o dal Comune; nelle memorie dei santi, quando non vi sia una lettura propria, si può scegliere tra la lettura del Comune o quella della feria;
  • lettura lunga: in sostituzione della lettura breve soprattutto nella celebrazione con il popolo. Può essere seguita da una breve omelia;
  • responsorio breve: viene recitato o cantato un ritornello responsoriale, tratto dalle Scritture, e intervallati da un versetto (anch'esso di provenienza biblica) e dalla prima parte del Gloria al Padre. Serve quale meditazione conclusiva sulla lettura breve precedente;
  • il cantico evangelico del Magnificat, o della Beata Vergine, con la rispettiva antifona (variabile in base al giorno);
  • le intercessioni (brevi preghiere di ringraziamento per il giorno appena trascorso, di cui l'ultima sempre dedicata ai defunti);
  • la recita del Padre Nostro;
  • l'Orazione conclusiva (variabile giorno per giorno);
  • il saluto finale con la benedizione (nella celebrazione comune presieduta da un diacono o un sacerdote).

In parte tratto da "La preghiera del mattino e della sera. I 4 schemi del salterio. Lodi, Ora media, Vespri, Compieta." Edizioni Dehoniane Bologna. A sua volta estratto da "La preghiera del mattino e della sera", testo ufficiale per l'uso liturgico pubblicato dalla C.E.I.

Rito ambrosiano[modifica | modifica wikitesto]

Nel rito ambrosiano viene utilizzato il cosiddetto Diurna Laus, volume approvato dall'arcivescovo di Milano utilizzato in tutte le parrocchie della suddetta diocesi. Il Diurna Laus comprende, oltre ai vespri anche le Lodi mattutine (recitate al mattino), l'Ora Media (recitata nel primo pomeriggio) e la Compieta (recitata alla sera). Durante il rito dei vesperi si assegnano diversi ruoli per la preghiera comunitaria:

  • Il Capo: che presiede i vespri; solitamente questo incarico è affidato al prete o al sacerdote, ma in mancanza di essi, può essere affidato a qualsiasi altro fedele. Introduce alla preghiera, legge le Orazioni, introduce le Intercessioni e il Padre Nostro.
  • Coro primo e Coro secondo: ogni paragrafo dei salmi sarà letto a intermittenza dal Primo Coro e dal Secondo Coro. Ogni coro è formato da un numero uguale di persone, che solitamente vengono affidate ad esso in base alla loro disposizione durante la preghiera.
  • Lettore del Lucernario o Rito della Luce: legge i primi versetti del Rito della Luce, e nel caso ci fosse, anche della Commemorazione del Battesimo. I versetti del Rito della Luce possono essere anche cantati. I restanti versetti sono letti da entrambi i cori.
  • Lettore delle Antifone: Ogni salmo è preceduto da un'Antifona (che può differenziarsi nel periodo della Quaresima o della Pasqua) di cui il primo (o unico) versetto sarà letto dal lettore, mentre il versetto restante sarà letto da entrambi i cori. Anche l'inizio del salmo presenta un'antifona di cui ancora il primo versetto sarà letto dal lettore, mentre il restante dal primo coro.
  • Intercessioni: sono solitamente cinque o sei, simili alle preghiere dei fedeli, presentano un primo versetto letto dal lettore (ogni intercessione viene letta da un lettore diverso o dallo stesso lettore) mentre i versetti finali da tutti.

Il vespero in rito ambrosiano si svolge in questo modo:

  • Inizio:
Sacerdote: "Il Signore sia con voi." Tutti: "E con il tuo Spirito".

Se il vespero non è presieduto da un sacerdote o diacono si recita invece:

Capo: "Signore ascolta la nostra preghiera." Tutti: "E il nostro grido giunga fino a te."

Durante la risposta dei cori si fa il segno della croce.

  • Rito della Luce:
Lettore del rito: legge o canta i primi due versetti. Tutti: leggono o cantano gli ultimi versetti.

Il rito è composto da tre strofe, di cui gli ultimi versetti sono identici fra loro.

  • Inno:
Lettore delle Antifone: legge il primo versetto della prima strofa. Tutti: leggono le restanti strofe.

L'inno può essere interamente sostituito con un canto a scelta.

  • Primo salmo:
Lettore delle Antifone: legge il primo versetto dell'antifona che precede il salmo. Tutti: leggono il versetto restante.

Quest'antifona può variare se la preghiera viene recitata durante la Quaresima o il periodo di Pasqua.

Lettore delle Antifone: legge il primo versetto dell'antifona che inizia il salmo. Primo Coro: legge il versetto restante.

Le strofe seguenti saranno lette interamente dal Primo Coro e dal Secondo Coro alternati. Alla fine del salmo viene recitato il Gloria.

  • Secondo salmo:

È identico al Primo salmo.

  • Prima Orazione:
Sacerdote: legge l'orazione. Tutti: "Amen."
  • Cantico della Beata Vergine:
Lettore delle Antifone: legge il primo versetto dell'antifona. Tutti: leggono il versetto finale.

Il lettore poi, pronuncia il primo versetto del Cantico della Beata Vergine Maria, cantico che resta invariato per ogni vespero. Inizia in questo modo:

Lettore delle Antifone: "L'anima mia magnifica il Signore." Tutti: concludono il cantico.

Alla fine del cantico si recita un Gloria.

Tutti: "L'anima mia magnifica il Signore."
Tutti: rileggono l'antifona che anticipa il cantico.
Tutti: "Kyrie Eleison, Kyrie Eleison, Kyrie Eleison."

Durante la Settimana Santa il cantico viene saltato.

  • Seconda Orazione:

Sistema identico alla Prima Orazione.

  • Commemorazione del Battesimo:

Non è presente in tutti i vesperi.

Lettore del Rito della Luce: legge i primi versetti. Tutti: leggono gli ultimi versetti.

È composto solitamente da due strofe, e gli ultimi versetti sono identici. Durante la Settimana Santa la commemorazione viene saltata.

  • Orazione del Battesimo:

È presente se vi è anche la Commemorazione del Battesimo, ed il sistema è identico alle orazioni precedenti. Durante la Settimana Santa l'orazione del battesimo viene saltata.

  • Intercessioni:
Sacerdote: introduce le intercessioni. Tutti: rispondono all'introduzione.

Successivamente un'unica persona o diverse persone leggono ciascuno i primi versetti di un'intercessione, e tutti leggono gli ultimi.

  • Padre Nostro:
Sacerdote: introduce il Padre Nostro e recita il primo versetto "Padre Nostro...". Tutti: recitano il resto della preghiera.
  • Conclusione:

Il sacerdote dà la benedizione:

Sacerdote: "Il Signore sia con voi." Tutti: "E con il tuo Spirito. Kyrie eleison, kyrie eleison, kyrie eleison."
Sacerdote: "Vi benedica Dio onnipotente che è Padre, Figlio e Spirito Santo." (segno della croce) Tutti: "Amen."
Sacerdote: "Andiamo in pace." Tutti: "Nel nome di Cristo."

In mancanza di un sacerdote o diacono:

Capo: "Il Signore ci benedica e ci custodisca." Tutti: "Amen".

Oppure:

Capo: "La Santa Trinità ci salvi e ci benedica." Tutti: "Amen".

Origini: prima del VI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Prima della scrittura della Regola di San Benedetto (anni 530-43), che rappresenta una codificazione dell'ufficio dei vespri, si aveva un ufficio serale corrispondente ai vespri e a compieta. Il nome era variabile. Se San Benedetto la chiama Vespera, e questo nome alla fine è prevalso, si trova anche Vespertina synaxis, oppure Vespertina solemnitas.

Tuttavia il nome più comune in quest'epoca è Lucernalis oppure Lucernaria hora. Il nome è dovuto al fatto che si accendevano le candele, sia per il simbolismo che per motivi funzionali. Un testo latino del IV secolo, chiamato Peregrinatio, che descrive gli usi liturgici della Chiesa di Gerusalemme, chiama questo servizio religioso Lichnicon che è la trascrizione latina della parola greca lychnikon, corrispondente a Lucernarium. L'autore scrive che l'ufficio aveva luogo all'ora decima, cioè alle 16, ed era celebrato nella chiesa del sepolcro. All'accensione delle luci nel santuario venivano cantati i salmi lucernali, dopodiché seguivano preghiere, litanie e benedizioni. Il rito del Lucernarium è citato anche in altri scrittori del IV secolo come Sant'Agostino, Sant'Ambrogio, San Basilio Magno, Sant'Efrem il Siro e, poco dopo, in vari concili in Gallia e in Spagna o in testi di monasteri. Tuttora i vespri di rito ambrosiano iniziano con l'accensione dei lumi accompagnata da un canto responsoriale chiamato appunto Lucernarium.

San Giovanni Cassiano descrive, qualche anno dopo la peregrinatio, l'uffico celebrato dai monaci egiziani: essi recitavano 12 salmi alle Vigilie (mattutini). Poi venivano lette due lezioni, dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Dopo ogni salmo veniva detta una breve preghiera. L'ufficio, molto simile a quello descritto nella peregrinatio, aveva luogo verso le 18 e venivano accese tutte le luci. La synaxis della sera voleva ricordare i sacrifici vespertini della legge antica, come pure l'uso di incenso, candele e lumi che derivava dal rituale ebraico.

Prima del IV secolo abbiamo allusioni alla preghiera serale da parte dei più antichi Padri della Chiesa come papa Clemente I (Clemente Romano), Sant'Ignazio d'Antiochia, Clemente Alessandrino, Tertulliano ecc. Plinio il giovane, nella sua famosa lettera scritta agli inizi del II secolo, parla di riunioni liturgiche dei cristiani al mattino e alla sera "coetus antelucani et vespertini". I vespri quindi, insieme alle Vigilie, sono il più antico ufficio liturgico conosciuto della Chiesa.

Dal VI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel VI secolo l'ufficio dei vespri nella Chiesa latina aveva già la stessa struttura che mantenne nel corso del medio evo fino ai giorni nostri. Un documento dell'epoca descrive l'ufficio benedettino dell'ora della sera, o vespertina synaxis secondo l'ordine seguente:

Quattro salmi, un capitulum, un responsorio, un inno, un versiculum, un cantico dal vangelo (Magnificat), la litania, il Kyrie eleison, il Pater, il finale cioè l'oratio (preghiera) e il congedo (Regola di San Benedetto, XVII).

I salmi per la preghiera della sera sono compresi fra il 109 e il 147 (numerazione greca), con l'eccezione dei numeri 117-127 e 133-142; i salmi 138, 143 e 144 sono divisi in due parti, mentre il 140 e 141 sono uniti. Questa disposizione è circa la stessa di quella dell'Ordo Romanus, con la differenza che in quest'ultimo i salmi sono cinque invece di quattro e con l'introduzione di un inno.

L'ora di esecuzione della preghiera variava fra l'ora decima (le 16) e l'ora dodicesima (le 18). Si trattava quindi dell'ora del tramonto, celebrata prima che la luce calasse, quindi senza necessità di torce o candele. In precedenza, prima dell'introduzione dell'ufficio di compieta a carattere più spiccatamente notturno, i vespri erano celebrati dopo il tramonto.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]