Papa

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Lo stemma del papato.

Papa è il titolo proprio del vescovo di Roma, patriarca della Chiesa latina, sommo pontefice della Chiesa cattolica e sovrano dello Stato della Città del Vaticano.

L'ufficio del papa prende il nome di Papato, mentre la sua giurisdizione ecclesiastica ha il nome di Santa Sede e Sede Apostolica ed è ente di diritto internazionale. La particolare preminenza del papa sulla Chiesa deriva dal suo essere considerato successore dell'apostolo Pietro, al quale l'interpretazione cattolica dei Vangeli riconosce l'incarico, ricevuto direttamente da Cristo, di guida della Chiesa universale[1]. Pietro, secondo la tradizione, avrebbe retto negli ultimi anni di vita la comunità cristiana di Roma, divenendone il primo vescovo e subendovi il martirio nell'anno 67.

Il titolo di papa deriva dal greco πάππας (pàppas), espressione familiare per "padre" attestata a partire dal III secolo, contentestualmente ad un analogo uso fatto per indicare il vescovo di Alessandria, in Egitto.

Attualmente sulla Sede di Pietro siede papa Benedetto XVI, 265° vescovo di Roma, al secolo Joseph Alois Ratzinger.

Indice

Nella Chiesa antica

Vi sono diverse ipotesi sull'esistenza di una forma di primato petrino nella Chiesa antica.

Sant'Ireneo di Lione nell'Adversus haereses stila una lista di quelli che furono i successori della Chiesa «somma ed antichissima ed a tutti nota, fondata e costituita in Roma dai gloriosissimi Apostoli Pietro e Paolo. A questa Chiesa, per la sua peculiare principalità (propter potiorem principalitatem), è necessario che convenga ogni Chiesa, cioè i fedeli dovunque sparsi, poiché in essa la tradizione degli Apostoli è stata sempre conservata» (Adversus haereses, III, 3, 2: PG 7,848).

Inoltre, tale primazia è indicata, per l'Occidente, già nei primissimi Concili della Chiesa: al Primo concilio di Nicea (19 giugno 325) venne riconosciuta la preminenza di alcune sedi patriarcali in modo canonico: «In Egitto, nella Libia e nella Pentapoli siano mantenute le antiche consuetudini per cui il vescovo di Alessandria abbia autorità su tutte queste province; anche al vescovo di Roma infatti è riconosciuta una simile autorità. Ugualmente ad Antiochia e nelle altre province siano conservati alle chiese gli antichi privilegi.»

Infine, durante il primo concilio di Costantinopoli (tenutosi dal maggio al luglio del 381) si decise che «Il vescovo di Costantinopoli avrà il primato d'onore dopo il vescovo di Roma, perché tale città è la nuova Roma». Questo canone non fu, però, accettato dai papi Damaso I e Gregorio I.

Mentre la sede di Roma è stata fondata dall'apostolo Pietro e da San Paolo, quella di Alessandria risalirebbe all'evangelista Marco. Infine, Antiochia sarebbe una chiesa fondata anch'essa dall'apostolo Pietro e il Patriarcato di Costantinopoli, per tradizione, si fa discendere da Sant'Andrea, fratello di San Pietro.

Il ruolo e i titoli del papa nella Chiesa cattolica

La basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, la sede del papa quale Vescovo dell'Urbe.
Gesù dona a Pietro le chiavi sacre.

Nel corso dei secoli vari sono stati i titoli attribuiti al Romano Pontefice. Teologicamente pù importanti sono quelli di Vicario di Cristo in terra e Successore dell'apostolo Pietro. Negli atti ufficiali in cui il nome del papa è posto all'inizio (tale ad es. è una costituzione apostolica) in modo costante almeno dal pontificato di Paolo VI al nome del papa senza ordinale (ad es. "Paolo") segue solo il titolo di vescovo e quello di Servo dei Servi di Dio. Nella Chiesa cattolica il papa ha compiti, titoli ed autorità, sia a livello locale che universale:

  • Innanzitutto il papa è il vescovo di Roma. Questo ufficio determina tutti gli altri, cioè il papa è tale in quanto vescovo di Roma e non viceversa.
  • Il papa è, inoltre, arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica romana, una delle antiche sedi apostoliche.
  • Il papa è anche il primate d'Italia.
  • Nella tradizione, è anche il patriarca della Chiesa latina, la più estesa fra le Chiese cattoliche particolari. Questo ruolo viene riconosciuto anche dalle Chiese ortodosse separate da Roma, ma che hanno mantenuto la disciplina canonica della Chiesa antica. Da questo ruolo patriarcale derivano i titoli condivisi con altri patriarchi di «sua santità» o «santo padre». Il titolo di Patriarca dell'Occidente è stato soppresso per volere di papa Benedetto XVI nel 2006. Il Papa ha così deciso sia per tentare un riavvicinamento con le Chiese separate che non hanno mai riconosciuto come valido questo titolo sia perché l'Occidente a cui il titolo fa riferimento si è esteso anche all'America, uscendo così dal significato originario che esso aveva in riferimento alla sola Europa.[2]
  • Nella Chiesa cattolica, al papa viene assegnato un ruolo universale, non accettato dalle altre Chiese. Poiché san Pietro fu a capo della Chiesa di Roma, dove fu martirizzato, il papa viene anche detto successore di Pietro, il principe degli apostoli. I cattolici ritengono che il primato che san Pietro avrebbe esercitato sugli apostoli si sia trasmesso anche ai suoi successori, così come il ministero del sacerdozio. Egli è pertanto il capo del collegio episcopale ed è una fonte del magistero ecclesiastico che può esercitare da solo o con i vescovi nel Concilio ecumenico; in particolare, egli è infallibile quando definisce ex cathedra verità essenziali circa la fede e la morale. Nell'esercizio del suo potere il papa è coadiuvato dal collegio dei cardinali e dalla Curia romana.
  • Fra gli altri titoli usati dal papa, che in realtà non sono specifici del papato ma comuni a tutti i vescovi, vi è quello di "pontefice" (termine derivato dal latino che indica il ruolo di sacerdote) e "vicario di Cristo", che indica il compito di governo della Chiesa proprio di ogni vescovo.
  • Il Codice di diritto canonico definisce il papa «Organo supremo della potestà di giurisdizione» e in lui si assommano i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli. In questa veste viene anche chiamato "Sommo Pontefice della Chiesa Universale" e "Servo dei servi di Dio".
  • Il papa riveste anche un ruolo "secolare" in quanto sovrano dello Stato della Città del Vaticano e della Santa Sede; quest'ultima è un soggetto della diplomazia e del diritto internazionale.

Il titolo di Papa è attestato sin dal III secolo, a quando viene fatta risalire un'epigrafe nelle catacombe di San Callisto situate in Roma, nella quale un certo diacono Severo, avendo scavato un cubicolo doppio per sé e la sua famiglia poiché gli era morta la figlia di dieci anni, dice di essere stato autorizzato da "papae sui Marcellini", ossia il suo papa Marcellino (296-304).

Caratteristiche del papato

Il primato papale

Per approfondire, vedi la voce primato papale.

Il primato papale è l'autorità apostolica del vescovo della diocesi di Roma su tutte le chiese particolari della Chiesa cattolica, sia di rito latino che di riti orientali.

La Chiesa ortodossa riconosce un primato di onore al vescovo di Roma ma ritiene che non sia valido finché continua la suddivisione tra chiesa orientale ed occidentale successiva allo scisma d'Oriente-Occidente.

Le Chiese protestanti non riconoscono alcuna autorità superiore al vescovo di Roma poiché la ritengono non conforme alle Sacre Scritture. Al giorno d'oggi molte Chiese mantengono questa opinione, mentre altre non escludono una forma di ministero papale, in prospettiva ecumenica, sostanzialmente diversa dal primato papale attuale. La chiesa anglicana ritiene che "Entro il suo più ampio ministero, il vescovo di Roma offre un ministero specifico riguardante il discernimento della verità, come un'espressione del primato universale." Tuttavia "Questo servizio particolare è stato fonte di difficoltà e di fraintendimenti tra le chiese."[senza fonte]

L'infallibilità papale

Per approfondire, vedi la voce infallibilità papale.

Il dogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano Primo il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il magistero del papa deve essere considerato infallibile quando viene espresso ex cathedra, cioè quando il papa esercita il «suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani» [...] e «definisce una dottrina circa la fede e i costumi». Pertanto, quanto da lui stabilito «vincola tutta la Chiesa cattolica».

Finora il dogma dell'infallibilità è stato utilizzato solo due volte, da Papa Pio IX per affermare l'Immacolata Concezione di Maria, e da Papa Pio XII per affermare l'Assunzione della Vergine Maria.

L'elezione del papa

Per approfondire, vedi la voce Conclave.
Foto dell' attuale Pontefice, Benedetto XVI

Le modalità di elezione del papa hanno subìto numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal popolo e dal clero romano. Alcuni vennero nominati dall'imperatore del Sacro Romano Impero, che si arrogava questa facoltà attraverso il Privilegium Othonis, un documento stipulato il 1º febbraio del 962 dall'imperatore Ottone I e del quale si avvalsero anche i suoi successori, fino a Enrico III. Nel caso di papa Fabiano, l'elezione avvenne allorché una colomba si posò sul suo capo. Questo venne considerato come un inequivocabile segno della designazione divina. Nella chiesa delle origini il Papa veniva eletto come tutti gli altri vescovi, con il concorso del clero e della comunità romana. Col passare degli anni, visti i vari tentativi di intrommissione, la componente laica venne eliminata dall'elettorato attivo. Ciò nonostante l'influenza del potere temporale non venne meno, si pensi al fatto che la nomina del vicario di Pietro era addirittura ratificata con proprio placet dall'imperatore. Solo con il Decreto di Niccolò II del 1059 il clero e il popolo romano vengono definitivamente espulsi dal processo di elezione del Papa e l'elettorato attivo viene riservato ai cardinali-vescovi.

Attualmente l'elezione del papa viene decisa dai cardinali riuniti in conclave (diritto risalente al 1059, stabilito con un concilio in Laterano voluto da papa Niccolò II) tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i ventidue dalla morte del precedente pontefice. I cardinali durante tutta la durata del conclave non possono avere alcun contatto con l'esterno. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno e il loro esito è segnalato ai fedeli all'esterno con una fumata, nera se negativo, bianca se positivo. Qualsiasi maschio battezzato celibe può essere eletto papa (sebbene l'elezione di un non vescovo sia avvenuta raramente) e se non ha ancora ricevuto gli ordini sacri gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo. Le norme in vigore per la sede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l'elezione del nuovo papa sono state promulgate nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis da papa Giovanni Paolo II nel 1996.

Benedetto XVI con un motu proprio del 26 giugno 2007 ha stabilito che la maggioranza necessaria all'elezione del papa sarà di due terzi dei votanti per tutti gli scrutini e che a partire dal tredicesimo giorno di conclave si debba procedere al ballottaggio, sempre mantenendo la maggioranza dei due terzi per la validità dell'elezione, tra i due cardinali più votati nell'ultimo scrutinio. Questi ultimi perdono il diritto di voto: è stata così abolita la norma stabilita da Giovanni Paolo II, che prevedeva una riduzione del quorum alla maggioranza assoluta dei votanti a partire dal trentaquattresimo scrutinio (o trentacinquesimo se si era votato anche il giorno di apertura del Conclave).

L'incoronazione e la presa di possesso della Diocesi

Alla presentazione del nuovo pontefice, eseguita attraverso il tradizionale annuncio dell'Habemus Papam, segue, solitamente dopo pochi giorni la solenne cerimonia di incoronazione papale nella basilica di San Pietro in Vaticano, che avvia il complesso delle cerimonie di insediamento, che comprendono, nei giorni successivi, le visite alle basiliche patriarcali di San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore e che si concludono con la solenne cerimonia di presa di possesso dell'Arcibasilica lateranense, cattedrale della Diocesi di Roma.

Dimissioni dal papato

Come stabilito dal Codice di Diritto Canonico, Libro II "Il popolo di Dio", parte seconda "La suprema autorità della Chiesa", capitolo I "Il Romano Pontefice e il Collegio dei Vescovi" sono contemplate le dimissioni dal papato[3][4][5], fatto che darebbe vita al titolo di Papa "emerito":

« Can. 332 - §2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti. »

Ad oggi, ci sono stati i seguenti casi di dimissioni dalla carica di Papa: quello di Celestino V, detto anche "il Papa del gran rifiuto", che portò all'elezione di Bonifacio VIII; poiché quest'ultimo fu un pontefice non affine a Dante Alighieri, egli nella sua Divina Commedia pone Celestino V nell'Antinferno tra gli ignavi:

« Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto,

vidi e conobbi l'ombra di colui

che fece per viltade il gran rifiuto. »

Altri casi più difficilmente inquadrabili, date le vicissitudini, di: Benedetto IX, che prima si dimise a favore di Silvestro III salvo poi riassumere la carica per poi rivenderla a Gregorio VI, il quale, accusato di simonia, dopo aver ammesso le sue colpe si dimise a sua volta.

Il nome dei papi

Per approfondire, vedi la voce Nome pontificale dei papi.

È tradizione che il nuovo papa scelga per sé un nuovo nome. Il primo a cambiare il suo nome di battesimo fu, nel 533, Giovanni II che in realtà si chiamava Mercurio e ritenne perciò inappropriato che il vescovo di Roma avesse il nome di una divinità pagana. Dopo di lui anche altri papi scelsero un nuovo nome, o perché avevano nomi sgradevoli o perché non italiani. Nessuno di nome Pietro volle poi chiamarsi Pietro II in segno di rispetto verso san Pietro. Il cambio del nome divenne una regola, la quale ebbe tuttavia qualche eccezione. Ad esempio Adriaan Florenszoon Boeyens fu Adriano VI, Marcello Cervini fu Marcello II.

Storia del Papato

Per approfondire, vedi le voci Diocesi di Roma#Storia e Stato Pontificio.

Durata dei pontificati

I pontificati più lunghi

Secondo i dati della Chiesa cattolica di Roma (in ordine decrescente di durata):

  1. Pietro apostolo (dal 33 al 64/67): 31 o 34 anni
  2. papa Pio IX (dal 1846 al 1878): 31 anni, 7 mesi e 23 giorni (11.560 giorni)
  3. papa Giovanni Paolo II (dal 1978 al 2005): 26 anni, 5 mesi e 17 giorni (9.665 giorni)
  4. papa Leone XIII (dal 1878 al 1903): 25 anni, 4 mesi e 29 giorni (9.280 giorni)
  5. papa Pio VI (dal 1775 al 1799): 24 anni, 6 mesi e 14 giorni (8.962 giorni)
  6. papa Adriano I (dal 772 al 795): 23 anni, 10 mesi e 25 giorni (8.738 giorni)
  7. papa Pio VII (dal 1800 al 1823): 23 anni, 5 mesi e 6 giorni (8.559 giorni)
  8. papa Alessandro III (dal 1159 al 1181): 21 anni, 11 mesi, e 2 giorni (8.029 giorni)
  9. papa Silvestro I (dal 314 al 335): 21 anni e 11 mesi e 1 giorno (8.005 giorni)
  10. papa Leone I (dal 440 al 461): 21 anni e 1 mese e 13 giorni (7.713 giorni)
  11. papa Urbano VIII (dal 1623 al 1644): 20 anni, 11 mesi e 23 giorni (7.663 giorni)

La Chiesa cattolica definisce Pietro apostolo il primo papa. Occorre considerare che il papa è il vescovo di Roma, e quindi secondo alcuni il pontificato di Pietro non dovrebbe avere inizio subito dopo l'ascensione di Gesù al cielo, ma solo da quando Pietro si stabilì a Roma, divenendo il capo (vescovo) dei cristiani di Roma. In tal caso il periodo di papato di Pietro apostolo si riduce a circa venticinque anni (il periodo che si presume sia stato quello della sua permanenza nell'Urbe). Pertanto la classifica dei pontificati più lunghi inizia da Pio IX e prosegue con Giovanni Paolo II al secondo posto. Pietro si porterebbe al quarto posto, dopo papa Leone XIII.


Per approfondire, vedi le voci Pietro apostolo e Elenco dei papi.

I pontificati più brevi

Secondo i dati della Chiesa cattolica di Roma (in ordine crescente di durata):

  1. papa Urbano VII (15 settembre - 27 settembre 1590): 13 giorni
  2. papa Bonifacio VI (aprile 896): 16 giorni
  3. papa Celestino IV (25 ottobre - 10 novembre 1241): 17 giorni
  4. papa Sisinnio (15 gennaio - 4 febbraio 708): 21 giorni
  5. papa Teodoro II (dicembre 897): 21 giorni
  6. papa Marcello II (10 aprile - 1 maggio 1555): 22 giorni
  7. papa Damaso II (17 luglio - 9 agosto 1048): 24 giorni
  8. papa Pio III (22 settembre - 18 ottobre 1503): 27 giorni
  9. papa Leone XI (1 aprile - 27 aprile 1605): 27 giorni
  10. papa Benedetto V (22 maggio - 23 giugno 964): 33 giorni
  11. papa Giovanni Paolo I (26 agosto - 28 settembre 1978): 33 giorni


  • Papa Stefano (eletto) Sarebbe in realtà a lui da attribuire il primato di pontificato più breve, e non a papa Urbano VII, poichè la durata fu di soli 3 giorni, morto infatti per Ictus non fece in tempo ad essere consacrato. Per tanto omesso dalla lista papale. Resta il fatto che mai si è verificata una elezione cosi breve al soglio di Pietro. Fu escluso dalla lista dei papi per secoli, reinserito, e di nuovo escluso dal 1961, provocando a volte qualche incongruenza nell'Elenco dei papi di nome Stefano che lo hanno seguito.


Tra i pontificati più brevi è da ricordare anche quello di Celestino V, l'unico papa ad aver rinunciato al proprio incarico (dopo appena 100 giorni), imprigionato dal successore Bonifacio VIII, lo stesso Bonifacio cui è predetta la pena eterna da Dante nella Divina Commedia, per la sua sete di dominio e la sua corruzione, e contro cui si scagliarono le invettive di gran parte degli intellettuali e spirituali del tempo. La credenza popolare indica in Celestino V il personaggio del gran rifiuto, identificazione rifiutata da alcuni critici danteschi.

Si narra pure che il nipote di papa Gregorio X, il cardinale Vicedomino de' Vicedomini, fosse stato eletto papa il 5 settembre, nel terzo conclave susseguente alla morte dello zio (dopo Innocenzo V e Adriano V eletti e morti lo stesso anno), ma che non avesse accettato subito il suo ministero, chiedendo un giorno per decidere ma manifestando a priori l'intenzione di voler prendere il nome di Gregorio XI. La notte stessa, però, morì. Giustamente non è annoverato nella storiografia ufficiale dei Pontefici della Chiesa Cattolica, non avendo egli ancora accettato l'ufficio apostolico prima di morire, anche se il decesso subito dopo l'elezione è stato fino ad ora un fatto unico nella storia del papato.[6].

Adriano V, papa per 39 giorni nel 1276, morì prima di poter essere ordinato sacerdote.

Onorificenze pontificie

Il papa concede varie onorificenze, tra cui:

Note

  1. ^ Mt16,17-19;Lc21,31-32;Gv21,15-18
  2. ^ Sulla recente rinuncia al titolo di «patriarca»
  3. ^ [1]
  4. ^ [2]
  5. ^ [3]
  6. ^ Se fosse vissuto almeno un giorno in più forse avrebbe accettato, e, in tal caso, il 1276 avrebbe visto ben cinque papi in successione. Coloro che ci narrano questa vicenda parlano - forse riferendosi alla stessa fonte - per sentito dire, ma non portano documentazione storica, ed è difficile credere che in due giorni - dal 6 all'8 settembre - si sia potuto eleggere un altro papa, Pedro "Ispano" Iuliani, Giovanni XXI (1276-1277). Ciò avvalora la tesi che il Vicedomini sia in effetti morto durante il conclave e che la sua avvenuta elezione sia solo leggenda. La notizia della sua elezione e della sua subitanea morte può essere reperita nel Dizionario di erudizione storico-ecclesastica di G. Moroni ed nelle Vitae et res gestae Pontificum Romanorum et S. R. E. Cardinalium del Chacon

Voci correlate

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