Conclave del 1958

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Conclave del 1958
Sede vacante.svg
Papa Giovanni XXIII
Papa Giovanni XXIII
Durata Dal 25 al 28 ottobre 1958
Luogo Cappella Sistina, Città del Vaticano
Partecipanti 51 (2 assenti)
Scrutini 11
Decano Eugène Tisserant
Vice Decano Clemente Micara
Camerlengo Benedetto Aloisi Masella
Protodiacono Nicola Canali
Segretario del conclave Alberto di Jorio
Eletto Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
 

Il conclave del 1958 venne convocato a seguito della morte del papa Pio XII, avvenuta a Castel Gandolfo il 9 ottobre dello stesso anno. Si svolse alla Cappella Sistina dal 25 al 28 ottobre, e, dopo undici scrutini, elesse papa il cardinale Angelo Roncalli, patriarca di Venezia, che assunse il nome di Giovanni XXIII. L'elezione venne annunciata dal cardinale protodiacono Nicola Canali.

Orientamento generale dei porporati[modifica | modifica wikitesto]

Benché negli ultimi anni le condizioni di salute di Pio XII apparissero precarie, la straordinaria personalità del pontefice romano non aveva permesso il formarsi di una linea alternativa alla sua visione monolitica della Chiesa cattolica. Il papa, inoltre, non creava nuovi cardinali dal concistoro del 12 gennaio 1953, con il risultato che importanti prelati quali l'arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini e il pro-segretario di Stato Domenico Tardini, risultavano "di fatto" esclusi da una possibile successione.

L'orientamento generale della maggior parte del collegio cardinalizio, dopo il quasi ventennale pontificato di Pio XII, quindi, propendeva verso l'elezione di un papa anziano, di transizione.[1] Questo orientamento ricorreva già da anni nei rapporti diplomatici che le ambasciate accreditate in Vaticano inviavano ai loro governi per tenerli aggiornati sugli orientamenti a proposito del nuovo papa.[2]

Anche l'ambasciatore italiano Francesco Giorgio Mameli, in un rapporto del 1954 al ministro degli esteri Attilio Piccioni, parlò della tendenza dei cardinali a orientarsi verso un porporato anziano per un papato di transizione.[2] Tale rapporto indicava tre possibili papabili nei cardinali Alfredo Ottaviani, Giacomo Lercaro e Ernesto Ruffini e nell'arcivescovo di Napoli, Marcello Mimmi, un possibile outsider. Qualora fosse prevalsa la preferenza per una personalità proveniente dalla diplomazia, il rapporto identificava nel patriarca di Venezia Angelo Giuseppe Roncalli e nel cardinale armeno Krikor Bedros XV Aghagianian coloro che avrebbero riscosso i maggiori consensi.[3]

Formazione e composizione del conclave[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1941, con la morte del cardinale Lorenzo Lauri, era rimasta vacante la carica di camerlengo, che avrebbe dovuto presiedere agli affari ordinari e curare l'organizzazione del conclave. Il giorno stesso della morte del pontefice, pertanto, i cardinali della curia elessero camerlengo Benedetto Aloisi Masella, arciprete di San Giovanni in Laterano e prefetto della congregazione per la disciplina dei sacramenti.

I cardinali, giunti a Roma, trovarono la città turbata da uno spiacevole episodio accaduto alla morte del papa. L'archiatra pontificio Riccardo Galeazzi Lisi, infatti, aveva fotografato il corpo nudo di Pio XII durante le procedure dell'imbalsamazione e venduto il tutto ai giornali, i quali pubblicarono anche un resoconto delle procedure stesse. Galeazzi Lisi tenne anche una conferenza stampa dove fornì i dettagli tecnici più crudi dell'imbalsamazione, fino a provocare reazioni di sdegno.[4]

In totale c'erano 53 cardinali elettori, ma, a causa delle restrizioni imposte dai governi comunisti, al cardinale ungherese József Mindszenty e al croato Alojzije Viktor Stepinac non fu permesso recarsi a Roma per il conclave. Di conseguenza solo 51 cardinali parteciparono al conclave, e il quorum per l'elezione a papa venne fissato a 34 voti.

Candidature[modifica | modifica wikitesto]

Il cardinale Aghagianian fu la principale candidatura alternativa ad Angelo Roncalli

Prima del conclave venne avanzata la candidatura del "delfino" di Pio XII, il cardinale Giuseppe Siri. L'iniziativa sarebbe partita dai cardinali Ignace Gabriel I Tappouni, Gaetano Cicognani e Benedetto Aloisi Masella. Secondo Cicognani, Siri sarebbe stato «l'unico candidato in grado di continuare il magistero di Pio XII».[1][5] L'età di Siri, appena 52 anni, tuttavia, male si sarebbe conciliata alla prospettiva di un pontificato breve.[6]

Il cardinale Clemente Micara propose anche il nome dell'arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini, benché non fosse ancora cardinale, ma forse più per una sorta di dimostrazione affettiva che per una reale intenzione di voto.[7]

L'elezione alla carica di camerlengo del cardinale Aloisi Masella ebbe l'effetto di indirizzare una parte delle preferenze dei "curiali" in favore di quest'ultimo; un'altra parte sembrava propendere per Aghagianian e una terza per Roncalli. Quest'ultimo, inoltre, sembrava riscuotere i favori dei cardinali francesi.[7]

Nelle giornate immediatamente precedenti all'apertura del conclave, Angelo Giuseppe Roncalli registra nel diario un "gran movimento di farfalle" intorno alla sua persona, alludendo alle molteplici visite ricevute nel suo alloggio di Via Aurelia. Gli fece visita due volte l'anziano cardinale Dalla Costa di Firenze, comunicandogli il suo appoggio, insieme a quello del cardinale Maurilio Fossati; anche numerosi cardinali francesi gli dichiararono la disponibilità del loro gruppo a votarlo.[8] Prima del conclave, Roncalli ebbe colloqui personali anche con Tardini, Ottaviani e Masella.[9]

Le votazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le votazioni iniziarono il 25 ottobre 1958 con le candidature principali di Roncalli e Aghagianian, fiancheggiate da quelle di Aloisi Masella, Ruffini ed altri, quanto meno nei primi turni[8]. Per Roncalli ci sarebbero stati inizialmente una ventina di voti, diciotto per Agagianian, quattro per Lercaro, due a Montini e altri a Valeri[8].

La mattina del 27 ottobre avrebbe preso corpo la candidatura Aloisi Masella, con circa diciotto voti, senza intaccare il pacchetto dei voti di Aghagianian e Roncalli. I consensi di Masella, tuttavia, si sarebbero già erosi in serata, scendendo a circa dieci. Al nono-decimo scrutinio sarebbero scesi intorno alla decina anche i voti in favore di Aghagianian.[8]

Nel decimo scrutinio, infatti, Roncalli, con trentuno-trentadue voti, sfiorò l'elezione e, nel pomeriggio del 28 ottobre, all'undicesimo, con trentasei voti, raggiunse il quorum necessario e salì al soglio pontificio.[8]

Lo stesso Roncalli, ormai divenuto papa Giovanni XXIII, il 1º febbraio 1959, in un discorso al collegio armeno a Roma, raccontò: «Sapete che il vostro cardinale e io eravamo come appaiati nel conclave dello scorso ottobre? I nostri nomi si avvicendavano or su, or giù, come i ceci nell'acqua bollente».[10]

Lista dei partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

  1. Benedetto Aloisi Masella
  2. Nicola Canali
  3. Gaetano Cicognani
  4. Pietro Ciriaci
  5. Pietro Fumasoni Biondi
  6. Marcello Mimmi
  7. Alfredo Ottaviani
  8. Giuseppe Pizzardo
  9. Federico Tedeschini
  10. Eugène-Gabriel-Gervais-Laurent Tisserant
  11. Valerio Valeri
  12. Elia Dalla Costa
  13. Maurilio Fossati
  14. Giacomo Lercaro
  15. Clemente Micara
  16. Angelo Roncalli
  17. Ernesto Ruffini
  18. Giuseppe Siri
  19. Maurice Feltin
  20. Pierre-Marie Gerlier
  21. Georges-François-Xavier-Marie Grente
  22. Achille Liénart
  23. Clément-Emile Roques
  24. Benjamín de Arriba y Castro
  25. Enrique Pla y Deniel
  26. Fernando Quiroga y Palacios
  27. Josef Frings
  28. Joseph Wendel
  29. Jozef-Ernest van Roey
  30. John D'Alton
  31. Stefan Wyszyński
  32. Manuel Gonçalves Cerejeira
  33. Grégoire-Pierre Agagianian
  34. Paul-Émile Léger
  35. James Charles McGuigan
  36. James Francis McIntyre
  37. Francis Spellman
  38. Jaime de Barros Câmara
  39. Augusto da Silva
  40. Carlos Carmelo Vasconcellos Motta
  41. Antonio Caggiano
  42. Santiago Copello
  43. José Caro Rodríguez
  44. Crisanto Luque Sánchez
  45. Manuel Arteaga y Betancourt
  46. Carlos María de la Torre
  47. Thomas Tien Ken-sin
  48. Valerian Gracias
  49. Ignatius Gabriel I Tappuni
  50. Teódosio de Gouveia
  51. Norman Gilroy

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Lai, p. 140.
  2. ^ a b Zizola, p. 211.
  3. ^ Zizola, p. 212.
  4. ^ Benny Lai, Vaticano sottovoce, Editrice Longanesi, pagina 280.
  5. ^ Esiste anche una teoria secondo la quale il cardinale Giuseppe Siri sarebbe stato eletto in questo conclave, ma sarebbe stato costretto a rinunciare al papato. Questa teoria, comunque, non è accreditata né dagli storici, né dai vari biografi di Siri. I misteri del conclave. URL consultato il 26 marzo 2013.
  6. ^ Zizola, p. 215.
  7. ^ a b Zizola, p. 220.
  8. ^ a b c d e Zizola, p. 220 e succ.
  9. ^ Papa "buono": fu vera sorpresa?. URL consultato il 25 marzo 2013.
  10. ^ Zizola, p. 221.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Zizola, Il conclave, storia e segreti, Roma, Newton & Compton, 1997, ISBN 88-8183-425-1.
  • Benny Lai, Il Papa non eletto: Giuseppe Siri, cardinale di Santa Romana Chiesa, Roma e Bari, Laterza, 1993, ISBN 88-420-4267-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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