Conclave del 1447

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Conclave del 1447
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Papa Niccolò V
Papa Niccolò V
Durata Dal 4 marzo al 6 marzo 1447
Luogo Santa Maria sopra Minerva, Roma
Partecipanti 18
Decano Giovanni Berardi di Tagliacozzo
Vice Decano Francesco Condulmer
Camerlengo Ludovico Trevisan
Protodiacono Prospero Colonna
Eletto Niccolò V (Tommaso Parentucelli)
 

Il conclave del 1447 venne convocato a seguito della morte di papa Eugenio IV e si concluse con l'elezione del papa Niccolò V.

Situazione generale[modifica | modifica sorgente]

Anche se Eugenio IV morì il 28 febbraio i cardinali entrarono presto in conclave, il 4 marzo, sotto la spinta del defunto pontefice, piuttosto che aspettare i nove giorni prescritti dall'Ubi periculum. Dei ventiquattro cardinali viventi, solo diciotto erano presenti a Roma per il conclave. Questo, come quello precedente che elesse Eugenio IV, si tenne nel dormitorio delle monache domenicane di Santa Maria sopra Minerva, anche se alcuni membri del Collegio cardinalizio avrebbero preferito trasferire la sede in Vaticano.

Molti baroni romani, tra cui si distingueva il prominente Giovanni Battista Savelli non ancora cardinale all'epoca del conclave, insistettero per un periodo di tempo a essere abilitati al voto (probabilmente desideravano solo essere presenti all'elezione). La famiglia Savelli era stata infatti incaricata di custodire il conclave già con papa Gregorio X, ma Giovanni Battista desiderava farlo, per la prima volta, dal suo interno.

Prospero Colonna, decano del Collegio dei cardinali e ultimo cardinale creato da papa Martino V, era indicato come probabile vincitore all'inizio del conclave. Colonna ricevette dieci voti al primo scrutinio, gli altri otto andarono al cardinale Domenico Capranica. Il giorno successivo gli aderenti al Colonna continuarono a votare per lui mentre gli altri otto tentarono di bruciare voti, senza successo, puntando la loro scelta su altri, includendo gli arcivescovi di Benevento e Firenze, allora non ancora cardinali. Colonna ebbe il supporto dei cardinali francesi ma non del popolo romano, che avrebbe preferito Niccolò d'Acciapaccio, a causa dell'uso della violenza da parte dei Colonna durante il pontificato dello zio.

Il 6 marzo dopo il primo dei due scrutini quotidiani, durante i quali il Colonna ricevette di nuovo dieci voti, Capranica prese la parola implorando due altri cardinali di assegnare il loro voto al Colonna e ricordando le varie situazioni politiche di rilevante pericolosità: l'incombente esercito di Alfonso re d'Aragona, il regno dell'antipapa Felice V, duca di Savoia. Secondo Thomas Adolphus Trollope, fratello del celebre Anthony Trollope, i cardinali definivano ironicamente il Colonna come "agnello mansueto", poiché aveva fatto man bassa, insieme ai suoi parenti, del tesoro papale dello zio Martino V e per un periodo di tempo era stato scomunicato da papa Eugenio IV.

Tommaso Parentucelli si alzò a seguito di questo discorso mentre Giovanni Berardi di Tagliacozzo, pensando che il suo collega volesse affermare la necessità di votare il Colonna, lo interruppe e chiese una proroga. A questo punto Ludovico Trevisan, adirato per la richiesta del Berardi, chiese chi avrebbe preferito eleggere. Parentucelli (equivocando le parole di Trevisan, forse di proposito), prima che il Berardi potesse rispondere, dichiarò che egli stesso avrebbe fatta sua la scelta di Berardi. "Allora, do il mio voto per te!" escalmò Berardi, una mossa che Trevisan si sentì obbligato a seguire. Uno dopo l'altro i cardinali dettero il voto a Parentucelli, con l'undicesimo voto proveniente dal "Cardinal Martino" e il dodicesimo, quello decisivo, proveniente dal "Cardinale di San Sisto".

Collegio cardinalizio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Collegio cardinalizio.

Cardinali presenti[modifica | modifica sorgente]

Cardinali assenti[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Thomas Adolphus Trollope, The papal conclaves, as they were and as they are, 1876.
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