Ius exclusivae
Con il termine ius exclusivae (latino: diritto di esclusiva, detto anche diritto di veto) si intende l'antico privilegio di alcuni sovrani cattolici europei di proibire l'elezione a pontefice di una determinata persona. Questo diritto è stato esercitato dai re di Francia, di Spagna, dai sacri romani imperatori e dagli imperatori d'Austria contro papabili a loro sgraditi. Lo ius exclusivae, da parte del sovrano, consisteva nell'ordinare al cosiddetto "cardinale della corona" di far sapere all'assemblea cardinalizia riunita nel conclave che un determinato candidato non era gradito al sovrano stesso, rendendo così difficilissima, se non impossibile, la sua elezione.
Tale diritto sembra essersi imposto stabilmente nel corso del XVII secolo, anche se precedentemente si ebbero delle azioni simili. Non sembra essere correlato all'antico diritto esercitato dagli imperatori bizantini e dai sacri romani imperatori di confermare l'elezione papale. La Spagna oppose il veto contro un cardinale per la prima volta nel 1605. Nel 1644, nel conclave che elesse papa Innocenzo X Pamphilj, la Spagna pose il veto contro il cardinale Giulio Cesare Sacchetti. Il cardinale Giulio Mazarino arrivò troppo tardi per annunciare il veto della Francia contro Pamphilj, poiché era già stato eletto papa.
Indice |
[modifica] Elenco dei veti
- Conclave del 1314-1316: veto del conte di Forez contro il cardinale Arnaud Fournier a nome del conte di Poitiers Filippo (il futuro Filippo V di Francia).
- Conclave del 1644: fallito veto di Luigi XIV di Francia contro il cardinale Giovanni Battista Pamphilj, divenuto papa Innocenzo X.
- Conclave del 1655: veto di Filippo IV di Spagna contro il cardinale Giulio Cesare Sacchetti.
- Conclave del 1669-1670: veto di Carlo II di Spagna contro i cardinali Pietro Vidoni e Francesco Maria Brancaccio e veto di Luigi XIV di Francia contro i cardinali Benedetto Odescalchi e Scipione Pannocchieschi.
- Conclave del 1700: veto di Luigi XIV di Francia contro il cardinale Galeazzo Marescotti.
- Conclave del 1721: veto di Carlo VI del Sacro Romano Impero contro il cardinale Fabrizio Paolucci e di Filippo V di Spagna contro il cardinale Francesco Pignatelli.
- Conclave del 1724: veto di Carlo VI del Sacro Romano Impero contro il cardinale Fabrizio Paolucci.
- Conclave del 1730: veto di Filippo V di Spagna contro il cardinale Giuseppe Renato Imperiali.
- Conclave del 1740: veto di Filippo V di Spagna contro il cardinale Pier Marcellino Corradini.
- Conclave del 1758: veto di Luigi XV di Francia contro il cardinale Carlo Alberto Guidoboni Cavalchini.
- Conclave del 1774-1775: veto di Carlo III di Spagna contro il cardinale Giovanni Carlo Boschi.
- Conclave del 1799-1800: veto di Francesco II del Sacro Romano Impero contro tutti i cardinali di Francia, Spagna, Napoli, Genova e Regno di Sardegna e veto di Carlo IV di Spagna contro il cardinale Alessandro Mattei.
- Conclave del 1823: veto di Francesco I d'Austria contro il cardinale Antonio Gabriele Severoli.
- Conclave del 1829: veto di Carlo X di Francia contro il cardinale Bartolomeo Pacca.
- Conclave del 1830-1831: veto di Ferdinando VII di Spagna contro il cardinale Giacomo Giustiniani.
- Conclave del 1846: veto di Ferdinando I d'Austria contro il cardinale Tommaso Bernetti.
- Conclave del 1903: veto di Francesco Giuseppe I d'Austria contro il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro.
[modifica] Posizione della Chiesa
Il diritto di esclusiva non è mai stato formalmente riconosciuto dal papato, anche se molti conclavi hanno ritenuto opportuno riconoscere tale obiezione nei confronti di alcuni papabili, accettando così l'interferenza laica. Con la bolla In eligendis del 9 ottobre 1562 papa Pio IV ordinò ai cardinali per eleggere il papa senza alcun rispetto per il potere laico. La bolla Aeterni Patris Filius del 15 novembre 1621 vietava ai cardinali di cospirare contro un candidato. Questi documenti, tuttavia, non condannano il diritto di esclusiva. Nella costituzione In hac sublimi del 23 agosto 1871, papa Pio IX vietò qualsiasi tipo di interferenza laica nelle elezioni papali.
Il più recente, ed ultimo, utilizzo del veto si ebbe nel conclave del 1903 quando il cardinale della corona Jan Puzyna, a votazioni iniziate, si alzò in piedi ed annunciò che l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria non gradiva, a causa delle sue posizioni troppo filo-francesi ed anti-austriache, il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro. I cardinali rimasero stupiti («Un episodio disgustoso» commentò il cardinale Andrea Carlo Ferrari; «La cosa in sé stessa, ed il modo, recò stupore e indignazione al Sacro Collegio. Grande e penosa l'impressione di tutti», disse il cardinale Domenico Ferrata [1] ), ma accettarono l'interferenza imperiale e Rampolla, il quale era molto vicino all'elezione, perse i propri voti.
Papa Pio X, a seguito di questo episodio, proibì espressamente il diritto di veto nella costituzione Commissum Nobis del 20 gennaio 1904:
| « Pertanto, in virtù della santa obbedienza, sotto la minaccia del giudizio divino e la pena della scomunica latae sententiae, Noi vietiamo ai Cardinali di Santa Romana Chiesa, tutti e singoli, così come al segretario del Sacro Collegio dei Cardinali, e tutti gli altri che prendono parte al conclave, di ricevere anche sotto forma di un semplice desiderio l'ufficio di proporre il veto, in qualsiasi modo, sia per iscritto o con la parola di bocca. E la Nostra volontà è che tale divieto sia esteso a tutte le intercessioni [omissis] con le quali i poteri laici possono adoperarsi per invadere in sede di elezione un pontefice » |
Nessun potere laico ha più cercato di esercitare il diritto di esclusiva dopo il 1903, anche a causa della caduta delle grandi monarchie europee dopo la prima guerra mondiale.
[modifica] Note
- ^ Giancarlo Zizola, Il conclave, storia e segreti, Newton Storia, pagina 177.
[modifica] Bibliografia
- Alberto Melloni, Il conclave. Storia dell'elezione del Papa, Il Mulino, Bologna, 2005.
- Ambrogio M. Piazzoni, Storia delle elezioni pontificie, Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 2003.
- Luciano Trinca, Conclave e potere politico. Il veto a Rampolla nel sistema delle potenze europee (1887-1904), Edizioni Sudium, Roma, 2004. ISBN 9788838239496
- Giancarlo Zizola, Il conclave, storia e segreti, Newton & Compton, Roma, 2005. ISBN 9788854103931