Filippo IV di Spagna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Filippo IV d'Asburgo
Ritratto di Filippo IV  di Diego Velázquez
Ritratto di Filippo IV di Diego Velázquez
Re di Spagna
Stemma
In carica 31 marzo 1621 - 17 settembre 1665
Predecessore Filippo III di Spagna
Successore Carlo II di Spagna
Nome completo Felipe Domingo Víctor de la Cruz
Altri titoli Re di Sicilia
Re di Napoli
Duca di Milano
Duca di Borgogna
Nascita Valladolid, Spagna, 8 aprile 1605
Morte Madrid, Spagna, 17 settembre 1665
Sepoltura Monastero dell'Escorial
Casa reale Asburgo
Padre Filippo III di Spagna
Madre Margherita d'Austria-Stiria
Coniugi Elisabetta di Francia
Maria Anna d'Austria
Figli Prime nozze:
Baltasar Carlos
Maria Teresa
Seconde Nozze:
Margherita Teresa
Filippo Prospero
Carlo II
Firma Firma del Rey Felipe IV de España.svg

Filippo IV d'Asburgo, in spagnolo Felipe IV (Valladolid, 8 aprile 1605Madrid, 17 settembre 1665), anche detto Filippo il Grande (Felipe el Grande) o Il Re Pianeta (El rey Planeta), fu re di Spagna dal 1621 fino alla morte, sovrano dei Paesi Bassi spagnoli nonché re del Portogallo e di Algarve come Filippo III (in portoghese Filipe III) fino al 1640.

All'alba della sua morte nel 1665, l'Impero spagnolo aveva raggiunto il suo zenith territoriale raggiungendo la ragguardevole dimensione di 12,2 milioni di chilometri quadrati, ma d'altro canto esso si trovava in declino, processo che l'incostanza di Filippo e le mancate riforme della politica interna e di quella militare contribuirono a far peggiorare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Filippo IV nacque a Valladolid, figlio primogenito di Filippo III e di sua moglie, Margherita d'Austria. All'età di 10 anni egli sposò Elisabetta di Francia nel 1615, anche se questa relazione fu solo di facciata e predisposta dalla politica dell'epoca; qualche storico giunse persino a suggerire che l'Olivares, suo ministro chiave, giunse poi deliberatamente a tenere separati i due per mantenere la sua influenza personale sul re, incoraggiando invece Filippo ad avere diverse amanti.[1] Filippo ebbe sette figli, ma il suo unico maschio avuto da Elisabetta, Baldassarre Carlo morì all'età di sedici anni nel 1646. La morte di suo figlio scioccò profondamente il re, che per l'epoca si era dimostrato un ottimo padre. Elisabetta riuscì con altri nobili a cospirare affinché l'Olivares venisse rimosso da corte nel 1643 e per un breve periodo fu ella a poter esercitare una considerevole influenza su Filippo anche se continuò ad essere osteggiata dal successore dell'Olivares, de Haro.[1]

Filippo si risposò dopo la morte della prima moglie nel 1646 e la scelta ricadde questa volta su Marianna d'Austria, sua nipote e figlia di Ferdinando II d'Asburgo, donna che seppe guidare la politica di Filippo e nel contempo rafforzare il suo legame con l'Austria.[2] Marianna ebbe sei gravidanze, ma sfortunatamente le riuscì di mettere al mondo solo una bambina, Margherita Teresa[3], poi nacque il principe Filippo che morì in tenera età ed infine il futuro Carlo II di Spagna nel 1661 (il quale ad ogni modo era continuamente malato ed in pericolo di vita, il che rendeva la sua eredità potenzialmente incerta).[4]

La percezione storica della personalità di Filippo mutò considerevolmente a seconda della epoche. Gli autori vittoriani erano inclini a dipingere Filippo come un debole individualista, il quale delegava eccessivamente gli affari di governo ai suoi ministri, regnante su una debosciata corte barocca.[5] La stima degli storici verso Filippo IV ad ogni modo migliorò considerevolmente durante il XX saecolo, facendo dei paragoni tra il regno di Filippo e quello di suo padre, spingendo molti a ritenerlo più ricco di energia fisica e mentale del genitore.[6]

Filippo venne idealizzato dai suoi stessi contemporanei come un modello di regnante barocco. Pur mantenendo una rigida solennità esterna, molti degli ambasciatori stranieri alla corte di Madrid descrivevano Filippo come piuttosto impassibile in pubblico come una statua,[7] esagerando dicendo di averlo visto ridere solo tre volte in tutta la sua vita. Filippo certamente aveva un forte senso della dignità regale,[8] ma era anche fortemente costretto dalla figura imperante del conte-duca di Olivares.[8] Filippo era un ottimo cavallerizzo, abile cacciatore e devoto sostenitore della tauromachia,[6] hobbies che ebbero sempre un ruolo centrale nella sua vita pubblica di corte durante il suo regno.

Filippo con la sorella maggiore Anna nel 1612 in un ritratto di Bartolomé González y Serrano.

Nella vita privata, Filippo viene descritto come una persona con un certo senso dello humor e del divertimento soprattutto in gioventù.[9] Egli frequentò l'Università di Madrid, dando vita ai saloni letterari spagnoli, animando la letteratura e la poesi contemporanea col suo tocco umoristico e scanzonato.[10] Bravo attore, egli spesso si trovò a contestare ai contemporanei l'eccessiva frivolezza degli intrattenimenti a corte.[11] La sua personalità appariova così naturalmente gentile ed affabile.[12] Oltre a tutto ciò egli aveva una profonda cultura con ottimi rudimenti di latino, francese, portoghese ed italiano oltre che di geografia.[13] Come molti suo contemporanei (tra cui l'Olivares stesso) egli era un appassionato di astrologia.[14] Si dedicò anche alla poesia traducendo dei testi di storia politica di Francesco Guicciardini che ancora oggi sono conservati in forma di manoscritto.

Malgrado questi numerosi atti positivi, ancora oggi egli viene ad ogni modo visto da molti come debole e come la sua debolezza una delle cause innegabili del crollo della floridezza dell'impero spagnolo. Sebbene l'ultracattolicesimo di Filippo lo portasse a criticare gli scrittori di lingua inglese, egli si sentiva piuttosto come un "pio indolente" nella sua vita privata.[13] L'argomento religioso lo permeò soprattutto nei primi anni del suo governo quando intrattenne una fitta corrispondenza con la badessa suor María de Ágreda.[15] Malgrado questo attaccamento, Filippo IV non si negò il lusso di qualche amante, in particolare di attrici di teatro;[6] tra cui la più famosa fu certamente María Inés Calderón (detta "La Calderona"),[16] dalla quale ebbe un figlio nel 1629, Juan José, che venne riconosciuto poi e cresciuto a corte come principe.[4]

I favoriti ed il periodo di Olivares (1621-1643)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gaspar de Guzmán y Pimentel.
Ritratto del giovane Filippo IV nel 1623 ad opera di Diego Velázquez. Il dipinto mostra il prominente "labbro asburgico".

Durante il regno del padre di Filippo, Filippo III, la corte reale era stata dominata dalla famiglia aristocratica dei Sandoval e più precisamente dal Duca di Lerma, il principale tra i favoriti di Filippo III e primo ministro di Spagna per gran parte del suo regno. Filippo IV salì al potere in corrispondenza della decadenza dei Sandoval ad opera di cospirazioni di aristocratici a corte, trame guidate da don Baltasar de Zúñiga. De Zúñiga stesso iniziò ad esercitare una certa influenza sul principe,[17] introducendo poi suo nipote, Gaspar de Guzmán a sostituirlo nel ruolo, all'età di dieci anni;[18] In un primo momento si può dire che Filippo non considerò particolarmente l'Olivares.[19] Gaspar de Guzmán era estremamente predisposto ad ascoltare il re e per questo l'amicizia tra i due divenne presto molto forte,[20] al punto da farlo divenire una delle persone più influenti a corte.[19] L'Olivares divenne rapidamente il principale dei consiglieri di Filippo IV quando questi ascese al trono nel 1621 all'età di soli sedici anni, giungendo a posizioni di estrema fiducia al posto da predisporre che la firma dei documenti ad opera del re dovesse essere prima vagliata dal conte-duca. Filippo nominò l'Olivares a suo confidente e primo ministro, mantenendolo in carica per i vent'anni successivi.

Soprattutto nei primi anni del suo regno, Filippo venne svegliato personalmente dall'Olivares la mattina, di modo da poter discutere a quattrocchi i problemi del giorno[18] oltre ai due incontri quotidiani tra i due come previsto dal protocollo. Tale abitudine andò col tempo a declinare sin quando il re non incontrò l'Olivares appena una volta al giorno.[19] Filippo intervenne poco nella politica della Spagna tra il 1641 ed il 1642, anche se molti storici attuali lo dicono come coscienzioso nella politica di quegli anni,[8] sebbene forse troppo incerto nella presa delle decisioni.[21] Filippo comprese che la base della stabilità di uno stato stava proprio nell'avere ottimi ministri di governo e per questo trascorreva molto tempo con loro dando personalmente le direttive amministrative.[22] La stretta relazione tra Filippo e l'Olivares ad ogni modo era dimostrata anche ai loro contemporanei nei ritratti, posti l'uno al fianco dell'altro nel Palacio del Buen Retiro, atto che pose in subbuglio le corti d'Europa del tempo.[23] Ad ogni modo il rapporto tra il re ed il suo primo ministro non fu sempre idilliaco, anzi i due ebbero molti scontri su diversi argomenti frutto dei loro caratteri sostanzialmente diversi.[24]

Il principale favorito e primo ministro di Filippo IV, il conte-duca di Olivares, in un ritratto di Diego Velázquez.

Inizialmente, Filippo aveva scelto di mantenere la maggior parte dei funzionari statali che avevano fatto funzionare il regno sotto il governo di suo padre.[25] Sotto l'influenza però di de Zúñiga e dell'Olivares le cose cambiarono e Filippo rimosse dal suo incarico Cristóbal de Sandoval, duca di Uceda, figlio del duca di Lerma, che inizialmente era stato aiutato dal de Zúñiga a rimuovere il suo stesso padre da quella posizione per sostituirlo.[26] Gli intenti iniziali di Filippo erano dunque quelli di far tornare la monarchia spagnola ad un tono di sobrietà come era stato sotto il regno di suo nonno, scegliendo quindi anche i ministri come aveva fatto Filippo II.[27]

Filippo in passato venne considerato "visionario" nella sua politica,[6] ma gli storici recenti hanno trovato alcuni elementi di radicale importanza nelle prime decadi del suo regno. All'inizio del XVII secvolo la Spagna viveva un'atmosfera febbrile che prometteva un rafforzamento del potere della corona nel regno.[28] Tra gli scrittori d'epoca che maggiormente catturarono questo sentimento di Filippo e lo trasmisero al regno attraverso i loro scritti vi furono Justus Lipsius e Giovanni Botero che stimolarono la visione stoico-sacrificale della famiglia Asburgo come predestinata a guidare l'egemonia in Europa e nello specifico in Spagna.[29] Invocando i valori propri della madrepatria, la politica di Filippo IV fu dunque oltremodo radicale portandolo a reagire contro la rivolta olandese del 1609 e poi a prendere parte alla Guerra dei Trent'anni, introducendo il sistema della junta, o piccola commissione itinerante per la spagna, innovazione totale rispetto al tradizionale consiglio régio.

Dopo la caduta in disgrazia dell'Olivares a seguito della crisi del 1640–43, vittima degli intrighi di corte, Filippo inizialmente annunciò di voler governare in maniera autocratica senza l'ausilio di un primo ministro. Il sistema di governo della junta iniziò ad essere smantellato in favore dell'antico sistema del consiglio di stato. Lentamente ma progressivamente si insediò nella posizione di primo ministro il nobile Luis de Haro, nipote dell'Olivares, e compagno d'infanzia di Filippo stesso.[30] De Haro era generalmente reputato come mediocre e non rappresentò un momento di spicco per il governo spagnolo.[31] Dopo la morte di de Haro nel 1661, il cognato dell'Olivares, il duca di Medina de las Torres, divenne favorito reale al suo posto.[32]

Il governo[modifica | modifica wikitesto]

La politica estera e la Guerra dei Trent'anni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra dei trent'anni.
Filippo IV al culmine del suo successo, in un dipinto del 1631-2 eseguito da Diego Velázquez.

Il regno di Filippo IV si estese in gran parte durante la Guerra dei Trent'anni, uno dei periodi più turbolenti della storia militare europea. Negli ultimi anni del regno di Filippo III, Baltasar de Zúñiga aveva convinto il sovrano ad intervenire militarmente in Boemia e nell'Elettorato palatino a fianco dell'imperatore Ferdinando II. Una volta che lo stesso Filippo IV assurse al potere, egli venne convinto dallo stesso de de Zúñiga, nominato primo ministro, e dall'Olivares, a condurre una politica aggressiva al fianco del Sacro Romano Impero. Questo portò Filippo a rinnovare le ostilità con gli olandesi nel 1621 nel tentativo di recuperare le province perdute con trattative molto favorevoli alla Spagna. Il governo di Filippo proseguì con una strategia fortemente influenzata dalla questione olandese sino al 1643.[33] Malgrado lo spostamento della sua politica sulla materia militare, Filippo non era particolarmente bellicoso per natura, ma come egli stesso aveva notato nei suoi scritti "avendo ereditato un grande impero è inevitabile che qualche guerra lo attraversi"[34] giungendo a lodare giustamente il popolo di Castiglia per il contributo di sangue versato alla causa nazionale.[35]

Gli anni '20 del Seicento furono anni fruttuosi per la politica estera spagnola: la guerra contro gli olandesi procedeva bene culminando nella riconquista della città di Breda nel 1624. Sul finire del decennio, ad ogni modo, il governo di Filippo dovette fronteggiare altre urgenti questioni nell'ambito delle relazioni tra Francia e Spagna per la Guerra di successione mantovana (1628–31). Mentre i consiglieri di Filippo lo orientavano nelle Fiandre per salvaguardare le rotte tra Spagna e Paesi Bassi per fini commerciali, questi facevano di tutto per peggiorare le relazioni tra Luigi XIII di Francia e Filippo IV.[36] Questo fatto si dimostrò un tragico errore, mentre fortunatamente la prontezza delle truppe spagnole riuscì ad intervenire in Germania contro le truppe svedesi dell'Unione Protestante nella Battaglia di Nördlingen del 1634. L'Olivares convinse Filippo che la guerra con la Francia era ormai inevitabile e lo scontro non avrebbe avuto prigionieri ma solo vincitori e vinti.[37]

La Guerra franco-spagnola che scoppiò dal 1635 non ebbe però le conclusioni sperate. I primi successi spagnoli non spaventarono Parigi, ma d'altro canto nemmeno dopo la sconfitta spagnola a Rocroi la Spagna si arrese, continuando a rimanere un forte nemico da battere per i francesi. Negli anni '40 del Seicento, però, nuove rivolte nei territori spagnoli del Portogallo, portarono la spagna ad intervenire molto meno nel conflitto per badare maggiormente alle problematiche interne. Filippo reagì a questa situazione di pericolo abbandonando la politica incentrata sui Paesi Bassi, tagliando molti fondi all'Armata delle Fiandre e incentrando gli scontri in Catalogna dove la popolazione locale e le tendenze indipendentiste erano fomentate dai francesi.[38]

La pace di Westfalia e dei Pirenei[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo la battaglia di Rocroi, Filippo — ora obbligato a far dimettere il proprio favorito, il conte-duca di Olivares - diede disposizioni ai suoi ambasciatori di ricercare la firma di un trattato di pace. La Pace di Vestfalia, condotta per merito di Luis de Haro, risolse la Guerra degli ottant'anni nei Paesi Bassi e pose fine alle guerre in Germania, ma il conflitto con la Francia era ancora aperto. Filippo rispose a tono durante la Fronda francese del 1648, schiacciando definitivamente l'ultima grande insurrezione filo-francese in Catalogna nel 1651.[39] Ad ogni modo non emerse mai una schiacciante vittoria sulla Francia e nel 1658, dopo la perdita di Dunkirk sotto le forze anglo-francesi, Filippo era ormai obbligato alla pace.[40] Il Trattato dei Pirenei del 1659 ed il matrimonio della figlia di Filippo, Maria Teresa col giovane re Luigi XIV di Francia[41] furono gli elementi chiavi per concludere questo periodo bellico.

La Repubblica delle Sette Province Unite[modifica | modifica wikitesto]
Ritratto di Filippo IV a cavallo.

I Paesi Bassi tornarono alla corona spagnola per mancanza di discendenza da Isabella Clara Eugenia. Terminata la Tregua dei dodici anni con le Province Olandesi nel 1621, le ostilità ripresero prontamente. Gli spagnoli si mossero anche in direzione di un blocco commerciale nei confronti degli olandesi nella maggior parte dei porti europei. In terra, la guerra prese la forma di grandi assedi, come quello di Breda, piazza conquistata da Ambrogio Spinola nel 1625.

La risposta olandese si concentrò nel mare. Fu presa Recife nella costa del Brasile portoghese (Pernambuco). Nel 1628, il corsaro Piet Heyn s'impossessò della flotta spagnola delle Indie.

Il Cardinale-Infante Ferdinando d'Asburgo, fratello del re, dopo aver incontrato il successo nella battaglia di Nördlingen (1634) contro i protestanti e gli svedesi, invase lo stesso territorio olandese (1635), in uno sforzo estremo per porre fine alla guerra. L'iniziativa non andò in porto per via dell'inizio della guerra con la Francia. Più in là, con la battaglia navale delle dune (1658), la Spagna perse la possibilità di mandare truppe di rinforzo nelle Fiandre e la situazione della monarchia nelle Province si fece insostenibile.

Politica interna e la crisi della monarchia[modifica | modifica wikitesto]

Filippo IV in un ritratto del 1656 di Diego Velázquez.

Filippo IV aveva ereditato un grande impero da suo padre, che attraversava gran parte del mondo allora conosciuto, ma i molti cambiamenti di cui la Spagna fu testimone in quei tempi la posero in discussione di fronte ai propri domini. La Spagna del XVII secolo era nulla più di una grande collezione di possedimenti: i regno di Castiglia, Aragona, Valencia e Portogallo, le province autonome di Catalonia e Andalusia, completate dalle province più lontane di Napoli, Paesi Bassi, Milano e molti altri, tutti legati tra loro nell'unica persona di Filippo IV.[42] Ciascuna di queste aree aveva tassazioni, privilegi e dotazioni militari differenti il che portava a motivi di risentimento un po' ovunque, soprattutto in campo fiscale.[43]

Frustrato inoltre dalla notoria lentezza dei consigli, Filippo con l'Olivares focalizzò i propri sforzi per riformare gli aspetti più caotici dell'amministrazione spagnola con la creazione delle già menzionate juntas che però escludevano molta della nobiltà tradizionale dai posti d'influenza al governo.[44] Desideroso di dare alla Spagna una legislazione più puritana, Filippo IV influenzò particolarmente lo sviluppo di codici ad hoc ispirati da modelli religiosi, chiudendo i postriboli in Spagna ed estendendo i decreti papali per la sobrietà dei sacerdoti a tutti gli uomini di chiesa dei suoi domini.[45]

La vera e propria crisi scoppiò internamente nel 1640 quando Olivares intervenne in Catalogna per contrastare le sobillazioni francesi nell'area già in rivolta. Per sopprimere il malcontento locale, infatti, il conte-duca di Olivares si servì in prevalenza di soldati portoghesi il che portò allo scoppio di un'ulteriore rivolta indipendentista del Portogallo dal governo centrale di Madrid. I nobili di Lisbona espulsero Filippo dal Portogallo ed offrirono il trono alla dinastia dei Braganza, ponendo quindi fine a sessant'anni dell'Unione Iberica ed all'inizio della Guerra di restaurazione portoghese. L'anno successivo, il duca di Medina Sidonia tentò una nuova ribellione contro Filippo IV nel tentativo di riprodurre il successo dei Braganza.[46] Anche se Filippo ed il suo primo ministro furono in grado di reprimere la rivolta, il re si trovò sempre più isolato. Al suo ritorno da Saragozza, dove si era posto alla guida dell'esercito, trovò ad accoglierlo un solo nobile castigliano che lo scortò a corte ove giunse il giorno di Pasqua del 1641, il che portò a pensare che se non fosse stata ripristinata al sistema tradizionale, la nobiltà avrebbe detronizzato il re dal suo trono.[47]

Scosso dagli eventi, la soluzione di Filippo fu quella di rimuovere tutti i suoi favoriti e lo stesso Olivares nel 1643 nel tentativo di trovare un compromesso con l'élite spagnola, prendendo personalmente le redini della situazione nazionale e recuperando in parte le tradizioni proprie dell'aristocrazia al governo.[31] Egli dimostrò clemenza al duca di Medina Sidonia e la situazione iniziò naturalmente a stabilizzarsi. Malgrado questo la ribellione catalana continuò ancora per diversi anni: nel 1652 l'esercito spagnolo riprese il controllo di Barcellona e Filippo promulgò l'amnistia per i ribelli, promettendo per il futuro maggior rispetto per le tradizioni e la cultura locali.[48]

L'economia[modifica | modifica wikitesto]

Monarchia spagnola
Casa d'Asburgo
Royal Coat of Arms of Spain (1580-1668).svg

Carlo I
Filippo II
Filippo III
Figli
Filippo IV
Figli
Carlo II

La monarchia spagnola di Filippo IV si vide minacciata da una recessione economica che afflisse l'intero continente, ma che in Spagna fu più sensibile a motivo dei costi dell'ambiziosa politica estera. Per limitarne i danni si inasprirono le imposte, si sequestrarono i carichi di metalli preziosi provenienti dall'America, si vendettero cariche pubbliche e si manipolarono i cambi monetari.

Ogni tentativo di riequilibrare il pesantissimo carico fiscale del regno fallì soprattutto per le fortissime resistenze dei ceti elevati (che accettarono solo un'imposta straordinaria sul reddito). Filippo aveva la chiara intenzione di agire sulla moneta corrente spagnola che già aveva subito pesantissime inflazioni sotto suo padre e addirittura sotto suo nonno, ma questa continuò a salire vertiginosamente.[32] Una parte di questo insuccesso si dovette ancora una volta tributare all'azione del 1627 promossa dall'Olivares per risolvere i problemi di Filippo IV coi banchieri genovesi (che negli ultimi anni si erano dimostrati poco cooperativi col fallimentare regno di Spagna non sentendosi sicuri nei prestiti e negli investimenti nei confronti di una potenza ormai palesemente in decadenza), dichiarando quindi la bancarotta di stato.[49] Quando l'Olivares riuscì a saldare i debiti con la Repubblica di Genova, il primo ministro tentò di tornare all'uso dei banchieri spagnoli per saldare i conti di stato, provvedendo inoltre a confiscare i beni di molti nobili accusati di corruzione, ma anche questo piano fu insufficiente.

Andò in porto invece una riforma dell'ordinamento bancario, riorganizzato attraverso la creazione di monti di pietà, la riduzione dei dazi interni e la creazione di un'unica banca centrale che abolì quelle precedenti.

L'esercito[modifica | modifica wikitesto]

Filippo IV nelle vesti di corazziere, accompagnato dal suo nano di corte, in un dipinto di Gaspar de Crayer.

Dalla fine degli anni '20 del Seicento, l'esercito spagnolo non era più ormai quella grande potenza che era stato per il secolo precedente. I temibili tercios, composti da picchieri ben allenati, si dimostravano ora perlopiù difficili da muovere sul campo e fuori moda rispetto alle formazioni di moschettieri svedesi e olandesi. Filippo ed il conte-duca di Olivares dunque tentarono di risolvere i problemi di debolezza dell'esercito, atto che riuscirono a concludere prima della caduta in disgrazia del primo ministro. Intenzionato a rimodernare il concetto di dovere, servizio e tradizione aristocratica, il re si dimostrò favorevole a introdurre gli alti nobili nell'esercito, ponendoli però in servizio su duri campi di battaglia come quello olandese o della Guerra dei Trent'anni.[50]

I risultati non furono esattamente quelli sperati. Molti nobili, infatti, non volevano trascorrere un adeguato periodo di formazione come soldati ma ritenevano che il loro rango li rendesse abili direttamente al comando e per questo motivo le loro performance sul campo di battaglie di rilievo come quella di Rocroi lasciarono molto a desiderare.

Filippo divenne noto anche per il suo grande interesse nell'armada spagnola (la marina). Poco dopo essere salito al trono, egli iniziò ad ingrandire le dimensioni della flotta del suo regno, raddoppiando in poco tempo il budget disponibile per la marina e poi giungendo a triplicarlo.[51] Egli istituì anche la Junta de Armadas ovvero un comitato specifico che sopravvisse poi anche alla caduta dell'Olivares e che fu un elemento importante di rinnovamento nel campo della marineria spagnola seicentesca.[52] Anche dopo la disastrosa Battaglia delle Dune, Filippo rimase fermamente interessarto nella sua marina, portando spesso numerose questioni all'attenzione dei suoi ministri in materia. Nel 1646, de Haro venne personalmente coinvolto nel trovare ed equipaggiare la flotta dell'Atlantico a Cadice, in quanto il re riteneva essenziale operare sia per mare che per terra al fine di assicurarsi tutte le possibilità di vittoria possibili. Dopo la pace del 1648, Filippo comprese come la sua politica a favore della marina si era infine dimostrata vincente con la crisi della flotta olandese dopo gli scontri, oltre a provvedere un valido aiuto contro le invasioni delle marine inglese e francese.[53]

Patrono delle arti[modifica | modifica wikitesto]

Filippo viene ricordato da molti come un entusiasta collezionista d'arte[54] e per il suo amore per il teatro. Sul palcoscenico, egli favorì Lope de Vega, Pedro Calderón de la Barca ed altri distinti drammatisti. Filippo fu anche un applaudito compositore di commedie. Il teatro di corte, utilizzava una prospettiva scenica d'ultima generazione proveniente dall'Italia e non in uso per il teatro commerciale dell'epoca (molti scrittori legarono l'illusione di questo teatro barocco con l'illusione del potere del re).[55]

Artisticamente, Filippo divenne famoso per essere stato il principale patrono del suo pittore di corte, Diego Velázquez. Velázquez era originario di Siviglia[56] ed attraverso contatti a corte si era fatto notare dall'Olivares, il quale proveniva inoltre dalla sua stessa regione. Egli venne convocato dal re a Madrid nel 1624 ove rimase per il resto della sua vita.[57] Malgrado la gelosia di molti altri pittori a corte, Velázquez divenne rapidamente un successo per Filippo, celebrandone la figura con molti ritratti e dipingendo tratti della vita di stato e politica dell'epoca. Il re e Velázquez avevano interessi comuni anche nei cavalli e nei cani per la pittura, il che li portava spesso ad avere lunghe discussioni sul tema.[12] Filippo supportò negli anni anche altri pittori minori come Eugenio Caxés, Vicente Carducho, Gonzales e Nardi, oltre ad acquistare molti quadri in tutta Europa, raggiungendo alla sua morte la ragguardevole cifra di 4.000 dipinti.[58]

Filippo era soprannominato anche el Rey Planeta, il 'Re Pianeta',[59] dai suoi contemporanei in gran parte per la sua grande collezione pittorica che a corte mostrava tutto il suo potere e tutta la sua autorità, sia nei confronti degli spagnoli che nei confronti degli estranei.[60] Da un lato questa passione per la pittura e per le opere di pregio mostrava un'immagine della Spagna sempre al culmine del suo splendore e dall'altra i piccoli successi militari spagnoli venivano ingigantiti da una tradizione pittorica celebrativa sproporzionata. Molti aetisti dell'area dei Paesi Bassi ma filo-spagnoli come Vrancx, Snaeyers, Molenaer e de Hondt, si dedicarono alla celebrazione dell'Armata delle Fiandre e delle sue imprese in quegli anni. L'Assedio di Breda, uno dei temi di una delle opere più significative di Velázquez, portò alla realizzazione anche di molte opere teatrali e scritti sul tema.[50]

Il re di Spagna investì anche molto capitale nel rituale di corte e nella realizzazione di nuovi palazzi per mostrare la potenza del monarca. Sempre attraverso la supervisione dell'Olivares, Filippo iniziò la costruzione del Palacio del Buen Retiro a Madrid, parte del quale ospita oggi il Museo del Prado. Il progetto iniziò con forme modeste nel 1631,[60] per poi concludersi con picchi di autentica manificienza come la "Sala dei Troni", completata nel 1635.[5] Il palazzo include al proprio interno un teatro, molte sale da ballo, gallerie, giardini e laghi artificiali nell'area del parco,[59] divenendo ben presto un centro importante per artisti e letterati da tutta l'Europa. Il palazzo venne inoltre costruito in un dei momenti più critici del governo di Filippo IV e, proprio a causa del suo eccessivo costo che ricadeva sulla tassazione popolare, esso fu particolarmente odiato.[61].

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Fratelli[modifica | modifica wikitesto]

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Con Elisabetta di Francia, 1603-1644 (figlia di Enrico IV di Francia) - sposata nel 1615 a Burgos

Con Marianna d'Austria (o Maria-Anna d'Austria) - nel 1649 (nipote di Filippo IV poiché figlia di sua sorella Maria Anna di Spagna)

Inoltre, da Maria Calderón il re ebbe il figlio illegittimo don Giovanni d'Austria.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico di tre generazioni di Filippo IV di Spagna
Filippo IV di Spagna Padre:
Filippo III di Spagna
Nonno paterno:
Filippo II di Spagna
Bisnonno paterno:
Carlo V d'Asburgo
Bisnonna paterna:
Isabella d'Aviz
Nonna paterna:
Anna d'Asburgo (1549-1580)
Bisnonno paterno:
Massimiliano II d'Asburgo
Bisnonna paterna:
Maria di Spagna
Madre:
Margherita d'Austria-Stiria
Nonno materno:
Carlo II d'Austria
Bisnonno materno:
Ferdinando I d'Asburgo
Bisnonna materna:
Anna Jagellone
Nonna materna:
Maria Anna di Wittelsbach
Bisnonno materno:
Alberto V di Baviera
Bisnonna materna:
Anna d'Asburgo (1528-1590)

Titoli, stemmi e predicati d'onore[modifica | modifica wikitesto]

Trattamenti di
Filippo IV
Stemma
Re di Spagna
Trattamento di cortesia Sua Maestà Cattolica
Trattamento colloquiale Vostra Maestà Cattolica
Trattamento alternativo Sire
I trattamenti d'onore
  • Re di Castiglia come Filippo IV: 31 marzo 1621 - 17 settembre 1665
    • Re di Castiglia, di León, di Granada, di Toledo, di Galizia, di Siviglia, di Cordova, di Murcia, di Jaen, delle Algarves, di Algeciras, di Gibilterra, delle isole Canarie, delle Indie, il isole e terraferma del Mare Oceano.[62] Signore di Molina.
    • Re di Navarra
    • Signore di Vizcaya.
  • Re del Portogallo come Filippo III: 31 marzo 1621 - 17 settembre 1665[63]
    • Re del Portogallo e dell'Algarve, di entrambi i lati del mare in Africa, Signore della Guinea e della Conquista, Navigazione e Commercio di Etiopia, Arabia, Persia e India, ecc
  • Titoli patrimoniali: 31 marzo 1621 - 17 settembre 1665
    • Duca di Milano.
    • Arciduca d'Austria.
    • Conte d'Asburgo, del Tirolo
    • Re d'Ungheria, Dalmazia, Croazia
    • Principe di Svevia
  • Dominatore in Asia e Africa.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine del Toson d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Toson d'oro
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Santa Maria di Montesa - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di Santa Maria di Montesa
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Alcántara - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di Alcántara
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Calatrava - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di Calatrava
Gran Maestro dell'Ordine di Santiago - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Santiago
Gran Maestro dell'Ordine del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Cristo
Gran Maestro dell'Ordine della Torre e della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Torre e della Spada
Gran Maestro dell'Ordine di San Giacomo della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Giacomo della Spada
Gran Maestro dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Stevenson, p. 12.
  2. ^ Wedgwood, p. 495.
  3. ^ Margherita Teresa, futura Sacra Romana Imperatrice come consorte di Leopoldo I, era la figlia prediletta di Filippo IV. Di lei ci restano numerosi ritratti, che la ritraggono durante la crescita, dipinti da Diego Velázquez. Tra questi vi è il celeberrimo Las Meninas.
  4. ^ a b Kamen, p. 217.
  5. ^ a b Aercke, p. 140.
  6. ^ a b c d Wedgwood, p. 144.
  7. ^ Darby, p. 5.
  8. ^ a b c Elliot, Richelieu and Olivares, p. 47.
  9. ^ Stradling, p. 84.
  10. ^ Robbins, p. 31.
  11. ^ Robbins, p. 28.
  12. ^ a b Stevenson, p. 7.
  13. ^ a b Kamen, p. 213-214.
  14. ^ Aercke, p. 139.
  15. ^ Hume, p.
  16. ^ Aercke, p. 160.
  17. ^ Munck, p. 52.
  18. ^ a b Parker, Europe in Crisis, p. 232.
  19. ^ a b c Elliot, The Revolt of the Catalans, p. 194.
  20. ^ Stradling, p. 8.
  21. ^ Elliot, The Revolt of the Catalans, p. 526.
  22. ^ Elliot, The Statecraft of Olivares, p. 121.
  23. ^ Elliot, Richelieu and Olivares, p. 32.
  24. ^ Stradling, p. 83.
  25. ^ Stradling, p. 43.
  26. ^ Williams, p. 248.
  27. ^ Parker, Europe in Crisis, p. 234.
  28. ^ Corteguera, p. 134.
  29. ^ Ringrose, p. 320.
  30. ^ Parker, Europe in Crisis, p. 264.
  31. ^ a b Polisensky, p. 224.
  32. ^ a b Kamen, p. 228.
  33. ^ Parker, The Army of Flanders and the Spanish Road, p. 219.
  34. ^ Kamen, Vicissitudes of a World Power, p. 156.
  35. ^ Fernández-Armesto, p. 144.
  36. ^ Mackay, p. 5.
  37. ^ Corteguera, p. 143.
  38. ^ Parker, The Army of Flanders and the Spanish Road, p. 221.
  39. ^ Elliot, The Revolt of the Catalans, p. 539.
  40. ^ Kamen, p. 222.
  41. ^ Ishikawa, p. 77.
  42. ^ Parker, Europe in Crisis, p. 61.
  43. ^ Parker, Europe in Crisis, p. 248.
  44. ^ Munck, p. 53.
  45. ^ Haliczer, p. 18.
  46. ^ Elliot, Richelieu and Olivares, p. 8.
  47. ^ Parker, Europe in Crisis, p. 262-263.
  48. ^ Zagorin, p. 37.
  49. ^ Munck, p. 55.
  50. ^ a b Parker, The Army of Flanders and the Spanish Road, p. 101-103.
  51. ^ Goodman, Spanish Naval Power, p. 45.
  52. ^ Goodman, Spanish Naval Power, p. 34.
  53. ^ Goodman, Spanish Naval Power, p. 26.
  54. ^ Andrew Graham-Dixon. The Art of Spain: episodio 1x3, The Mystical North, 2008-02-14.
  55. ^ Robbins, p. 27-28.
  56. ^ Stevenson, p. 10.
  57. ^ Stevenson, p. 11.
  58. ^ Ishikawa, p. 72.
  59. ^ a b Robbins, p. 27.
  60. ^ a b Aercke, p. 142.
  61. ^ Haliczar, p. 26.
  62. ^ Con la incorporazione del Portogallo alla Monarchia il titolo cambiò in Indie orientali e occidentali, le isole e la terraferma del mare Oceano.
  63. ^ De jure, de facto fino al 15 dicembre 1640

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Luis R. Corteguera, For the Common Good: Popular Politics in Barcelona, 1580–1640. Ithaca: Cornell University Press (2002).
  • (EN) Graham Darby, Spain in the Seventeenth Century. Longman (1994).
  • (EN) France G. Davenport, European Treaties Bearing on the History of the United States and Its Dependencies. The Lawbook Exchange, Ltd. (2004).
  • (EN) J. H. Elliot, The Statecraft of Olivares. in: J.H. Elliot and H. G. Koenisburger (ed.). The Diversity of History: Essays in Honour of Sir Henry Butterfield. London: Routledge and Kegan Paul (1970).
  • (EN) J. H. Elliot, The Revolt of the Catalans: A Study in the Decline of Spain, 1598–1640. Cambridge: Cambridge University Press (1984).
  • (EN) J. H. Elliot, Richelieu and Olivares. Cambridge: Canto Press (1991).
  • (EN) Fernándo-Armesto, The Improbable Empire, in: Raymond Carr (ed.). Spain: A History. Oxford: Oxford University Press (2000).
  • (EN) David Goodman, Spanish Naval Power, 1589–1665: Reconstruction and Defeat. Cambridge: Cambridge University Press (2002).
  • (EN) Geoffrey Parker, Europe in Crisis, 1598–1648. London: Fontana (1984).
  • (EN) Geoffrey Parker, The Army of Flanders and the Spanish Road, 1567–1659. Cambridge: Cambridge University Press (2004).
  • (EN) Henry Kamen, Vicissitudes of a World Power, 1500–1700, in: Raymond Carr (ed.). Spain: A History. Oxford: Oxford University Press (2000).
  • (EN) J. V. Polisensky, The Thirty Years War. London: NEL (1971).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re di Spagna Successore Armoiries Espagne Catholique.png
Filippo III 1621 - 1665 Carlo II
Predecessore Re di Sicilia Successore Armoiries Espagne Catholique.png
Filippo III 1621 - 1665 Carlo II
Predecessore Re di Napoli Successore Armoiries Espagne Catholique.png
Filippo III 1621 - 1665 Carlo II
Predecessore Re del Portogallo e dell'Algarve Successore Armoiries Espagne Catholique.png
Filippo III 1621 - 1640 Giovanni IV del Portogallo
Predecessore Sovrano dei Paesi Bassi spagnoli e Conte Palatino di Borgogna Successore Armoiries Espagne Catholique.png
Isabella Clara Eugenia d'Asburgo
e Alberto d'Austria
1621 - 1665 Carlo II
Predecessore Principe di Piombino Successore Armoiries Espagne Catholique.png
Isabella Appiani 1628 - 1634 Niccolò I Ludovisi
Predecessore Principe delle Asturie Successore Escudo de Asturias.svg
Filippo, infante di Spagna 1605 - 1621 Baltasar Carlos, infante di Spagna
Predecessore Principe di Portogallo Successore Coat of arms of the Kingdom of Portugal (Enciclopedie Diderot).svg
Anna, infante di Spagna 1605 - 1621 Baltasar Carlos, infante di Spagna

Controllo di autorità VIAF: 42764 LCCN: n81139456