Giovanni Botero
Giovanni Botero (Bene Vagienna, 1544 – Torino, 1617) è stato un filosofo italiano, principale teorico della ragion di stato, e autore dell'omonima opera Della ragion di stato, in dieci libri.
Il suo pensiero per certi versi è riconducibile alle teorie politiche elaborate da Niccolò Machiavelli: egli infatti considera lo stato come un dominio assoluto e stabile sui popoli, e la ragion di stato altro non è che l'insieme di tutti i metodi e gli strumenti necessari e opportuni per conservare e gestire questo dominio.
La differenza principale del pensiero di Botero rispetto a quello di Machiavelli consiste nell'importanza assegnata alla morale e alla religione come strumenti di governo; l'uso spregiudicato della ragion di stato, da parte del governante, deve essere cioè temperato dall'applicazione di virtù quali moderazione, giustizia, e dalla considerazione non solo strumentale della religione. In questo senso Botero propone una ferma lotta alle eresie, che comportano dissidi fra i sudditi; lo stato deve essere stato confessionale e la ragion di stato comprende, al suo interno, la garanzia dell'ortodossia religiosa.
Ulteriore fondamentale differenza con il pensatore fiorentino è l'importanza che Botero dà all'economia e alla demografia come parametro per la misurazione della potenza di uno Stato. Pienamente conscio dell'importanza della variabile economica, Botero prende ad esempio la Spagna, incapace di promuovere manifatture e attività commerciali, come regno dalle risorse coloniali praticamente infinite ma destinato ad essere relegato in secondo piano da Stati piu dinamici nel campo dello sviluppo e della crescita dell'agricoltura e delle attività produttive interne.
Nell'ambito della polemica antieuropea, che portò, tra l'altro, a un'elaborazione del concetto di civiltà in opposizione a ciò che è barbaro o selvaggio, Botero ha tratteggiato il processo di incivilimento come passaggio dall'idolatria alla coscienza religiosa cristiana, dalla pastorizia all'agricoltura, all'attività industriale e commerciale; è un processo che richiede, inoltre, il costituirsi di governi stabili e la promulgazione di leggi certe.[1] Botero infine, citandolo, ci fornisce una prova sull'esistenza di Diotimo, poeta elegiaco greco del III sec. a.C. di cui si hanno frammentarie notizie.
Indice |
[modifica] Opere
- Della Ragione di Stato, a cura di Chiara Continisio, (Roma: Donzelli, 1997). ISBN 88-798-9315-7
- Delle cause della grandezza e magnificenza delle città, 1588,
- Relationi Universali,
[modifica] Note
- ^ cfr Federico Chabod, Storia dell'idea d'Europa
[modifica] Bibliografia
- Luigi Firpo, Giovanni Botero, in Dizionario biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, vol. XIII, 1971, pp. 352-362.
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[modifica] Collegamenti esterni
- Dizionario biografico Treccani
- Varie opere digitalizzate di Giovanni Botero, su Biblioteca Italiana.
- Relationi vniuersali di Giouanni Botero Benese diuise in quattro parti, Vicenza, 1595, su AMS Historica.