Caterina II di Russia
| Caterina II di Russia | |
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L'imperatrice Caterina II di Russia. |
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| Imperatrice di Russia | |
| In carica | 28 giugno 1762 - 6 novembre 1796 |
| Predecessore | Pietro III |
| Erede | Paolo I di Russia |
| Successore | Paolo I |
| Nome completo | Ekaterina Alekseevna II di Russia |
| Altri titoli | principessa di Anhalt-Zerbst |
| Nascita | Stettino, 21 aprile 1729 |
| Morte | Puškin, 6 novembre 1796 |
| Luogo di sepoltura | Cattedrale di S. Pietro e Paolo a San Pietroburgo |
| Dinastia | Romanov |
| Padre | Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst |
| Madre | Giovanna di Holstein-Gottorp |
| Consorte | Pietro III di Russia |
| Figli | Paolo e Anna |
| Firma | |
Caterina II Alekseevna di Russia, in russo: Екатерина II Алексеевна[?], Ekaterina II Alekseevna (Stettino, 21 aprile 1729 – Puškin, 6 novembre 1796), conosciuta come Caterina la Grande, fu imperatrice di Russia dal 1762 alla morte. Fu uno dei più significativi esempi di sovrano illuminato.
Nata Sofia Federica Augusta, figlia del principe tedesco di Anhalt-Zerbst, nel 1745 andò sposa al granduca Pietro Fëdorovič, erede al trono russo. Intelligente, colta e sensibile, ruppe con il rozzo marito; e quando Pietro III, alienatasi la Guardia e i circoli di corte per le sue preferenze prussiane, venne deposto, Caterina II, il 20 giugno 1762, salì al trono. Pochi giorni dopo il marito morì in prigione e la nuova imperatrice fu accusata di essere la mandante dell'assassinio.
Il suo governo espresse la sua educazione illuministica in un dispotismo paternalistico, largo di interventi e di iniziative in tutti i campi, a cominciare dalla speciale istruzione (nakaz) con cui proponeva alla commissione convocata nel 1767 il progetto di un nuovo codice ispirato a Montesquieu e a Beccaria. Soffocata la grande rivolta del cosacco Pugačëv (1774-75), Caterina II s'interessò ai problemi dell'istruzione, restaurò le finanze e riformò il governo locale con l'istituzione dei governatori, mentre al centro attuava il principio del potere ministeriale unitario, cioè un irrigidimento e un ritorno a posizioni più autocratiche e reazionarie, com'è testimoniato dalla questione dei servi della gleba che, nonostante i lunghi lavori preliminari di riforma, di fatto aumentarono di numero.
Irrigidimento che era destinato a inasprirsi dopo gli avvenimenti francesi del 1789. In politica estera, nel proseguire la politica di Pietro il Grande, Caterina II risolse il problema turco e quello polacco. Dalla Turchia, dopo la guerra del 1768-1774, ottenne, nel Trattato di Küçük Kaynarca (1774), il confine al fiume Bug, il diritto di protezione sui cristiani ortodossi dei Balcani, l'indipendenza della Crimea (che nel 1783 venne annessa alla Russia). Quanto al problema polacco, attraverso interventi negli affari interni di quel paese e il collegamento con la Prussia e con l'Austria, Caterina II poté giungere alle successive spartizioni del 1772, del 1793 e del 1795, ottenendo tutte le regioni orientali della Polonia.
Di spirito vivace e aperto, Caterina II svolse anche un'attività letteraria, scrivendo: opere drammatiche, articoli, schizzi satirici, drammi e ricerche storiche, trattati polemici e memorie, tutti rappresentativi della società russa ed europea del tempo. Fu piuttosto dissoluta la sua vita privata, nella quale ebbero parte vari famosi favoriti.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] La vita prima di divenire imperatrice
Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst nacque il 21 aprile 1729 a Stettino, in Pomerania, figlia di Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst, generale prussiano, e da Giovanna di Holstein-Gottorp, una principessa tedesca. La madre, molto delusa della nascita della bambina, non si prese molto cura della figlia, riversando tutto il suo affetto per il maschietto, Guglielmo Cristiano Federico, nato l'anno seguente. Sofia, ancora piccola, soffrì molto nel vedersi preferire il fratellino.[1]
In un primo tempo, i bambini furono affidati a balie e in seguito a governanti. Seppur appartenenti alla nobiltà più povera e di scarsa importanza, Figchen, il soprannome di Sofia, e suo fratello Guglielmo ricevettero una buona educazione e vennero iniziati alle usanze delle corti europee. Molto presto Giovanna fece partecipare Sofia a balli, banchetti, feste in maschera e salotti, nei quali la bambina sbalordì le persone per la vivacità delle risposte.[1] Dopo che Sofia si rifiutò di sfiorare con le labbra l'orlo dell'abito regale di Federico Guglielmo I di Prussia, come le era stato insegnato, perché talmente corto da non riuscire a raggiungerlo, Giovanna decise di combattere il carattere orgoglioso della figlia.[2] Non particolarmente bella, fin da bambina si mostrò di carattere vivace, estroverso, animata da una curiosità non comune. Educata da un precettore protestante, la giovane Sofia non condivise mai la visione del mondo del precettore.
Nel 1744, a soli quindici anni, la zarina Elisabetta scelse Sofia come moglie per suo nipote Pietro, che voleva designare come suo erede. Sofia cambiò il suo nome in "Caterina" (Ekaterina o Jekaterina) quando si convertì alla fede russo-ortodossa. Il matrimonio si rivelò presto infelice: Pietro, uomo di carattere violento e incline a ubriacarsi, si dimostrò ostile verso la moglie, maltrattandola in pubblico. Caterina divenne ben presto popolare presso molti potenti gruppi di opinione che si opponevano al marito. Ignorata da questi, si dedicò alle letture che includevano anche Voltaire, Diderot e Montesquieu, e si tenne informata sugli eventi della Russia.
Nel 1762, subito dopo il trasferimento nell'appena eretto Palazzo d'inverno a San Pietroburgo, Pietro salì al trono come Pietro III di Russia, ma le sue stranezze e la sua politica lo resero inviso proprio a quei gruppi con i quali Caterina in precedenza aveva mantenuto e sviluppato buoni rapporti. Grigori Orlov, amante di Caterina, guidò una cospirazione per incoronarla. Meno di sei mesi dopo la sua salita al trono, il 17 luglio 1762, Pietro venne rinchiuso in carcere dove morì.
[modifica] Politica interna
Facendo riferimento agli scritti di Cesare Beccaria e Montesquieu, Caterina redasse un documento di riforma del sistema giudiziario. Una commissione che rappresentava tutte le classi, tranne i servi della gleba (la maggioranza della popolazione), venne creata allo scopo di rivedere tutte le leggi nello spirito del documento, ma Caterina la sciolse prima che avesse concluso i lavori, probabilmente in seguito ad una svolta conservatrice nella sua politica, provocata dalla rivolta contadina di Pugačëv nel 1773 - 1774.
Caterina riorganizzò l'amministrazione delle gubernije conferendo ai governatorati un grande potere sulle zone rurali nella prevenzione delle rivolte contadine. Questo processo fu completato entro il 1775. La riforma creò province e distretti che erano maggiormente gestibili rispetto ai governatorati. Nel 1785 Caterina pubblicò un editto che riconobbe alla piccola nobiltà il diritto di presentare petizioni al trono, liberò i nobili dai servizi obbligatori e dalle tasse, rese ereditaria la nobiltà e concesse ai nobili il pieno controllo sui servi che vivevano sulle loro terre. In aggiunta Caterina donò terre della corona site in Ucraina ai nobili più fedeli, dotandole anche di servi. Incoraggiò la colonizzazione dell'Alaska e di altre aree di recente conquista.
[modifica] Affari esteri
Nel 1764 Caterina pose Stanislao Poniatowski, un suo precedente amante, sul trono della Polonia. La Russia, in seguito, incorporò buona parte della Polonia come effetto delle spartizioni concordate con Austria e Prussia (1772, 1793, 1795).
Caterina rese la Russia potenza dominante nel Medio Oriente dopo la guerra russo-turca del 1768 - 1774. Il suo obiettivo era la spartizione dell'Impero Ottomano tra le potenze europee, seguendo lo schema usato per la Polonia, ma questa volta la sua politica non ottenne il successo sperato. Grazie alle indubbie doti del suo nuovo amante, Grigorij Aleksandrovič Potëmkin (già messosi in luce nel reprimere la rivolta di Pugačëv), annesse la Crimea nel 1783, solamente nove anni dopo che questa aveva ottenuto l'indipendenza dall'Impero Ottomano come risultato della guerra russo-turca del 1768 - 1774. Anche in seguito a ciò l'Impero Ottomano dette inizio ad un'altra guerra, che durò dal 1787 al 1792 e che terminò con il trattato di Jassy, nel quale trovarono legittimazione le pretese russe sulla Crimea.Nel 1749 Caterina fece un viaggio in Francia, dove incontrò Luigi XV,che sposò in segreto il 23 ottobre dello stesso anno, dal quale ebbe 7 figli.
Sul teatro politico europeo Caterina giocò un importante ruolo svolgendo la funzione di mediatrice durante la Guerra di successione bavarese (1778 - 1779) combattuta tra Prussia ed Austria. Nel 1780 formò un gruppo incaricato di difendere dalla Gran Bretagna le navi indipendenti durante la Rivoluzione Americana.
Dal 1788 al 1790 la Russia era impegnata in una guerra contro la Svezia, guerra in cui Caterina si trovò opposta al cugino Gustavo III. La guerra iniziò in seguito alle rivendicazioni svedesi sui territori del Baltico ceduti alla Russia nel 1720. Convinti di sconfiggere rapidamente gli avversari, gli svedesi subirono gravi perdite di uomini e di territori.
Dopo l'ingresso in guerra della Danimarca, nel 1789, le cose si misero davvero male per gli svedesi che inaspettatamente, però, riuscirono a passare all'offensiva nel 1790. L'azione culminò con la battaglia di Svensksund (oggi Ruotsinsalmi, in Finlandia) combattuta il 9 e 10 luglio 1790. La flotta russa, comandata dal principe di Nassau, forte di 32 vascelli di linea e 200 imbarcazioni d'appoggio con 1.200 cannoni e 14.000 marinai si scontrò con quella svedese comandata da Gustavo III in persona, composta di 200 navi tra linea e appoggio, 1.000 cannoni e 12.500 marinai. I russi si trovarono subito in difficoltà ad usare le artiglierie a causa del mare agitato, problema che non avevano gli svedesi le cui navi erano ancorate. Al termine della battaglia i russi avevano subìto perdite da 50 a 60 navi e 9.500 marinai. Gli svedesi persero solo 6 navi ma un numero di marinai tra 6.000 e 7.000. La guerra si concluse con un trattato firmato il 14 agosto 1790 che sancì il ritorno di tutti i territori contesi alle nazioni d'origine. L'unico settore nel quale l'ispirazione illuministica influì sull'opera di Caterina II fu quello dell'educazione e dell'assistenza sanitaria: case di educazione furono istituite a Mosca e a Pietroburgo, mentre nei capoluoghi furono aperte scuole anche per gli adulti, si costruirono nuovi ospedali e le città furono obbligate a provvedersi di medici e di farmacie.
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Figli
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[modifica] Arti e cultura
Caterina approvava l'Illuminismo e considerava sé stessa un filosofo sul trono; venne conosciuta come una protettrice delle arti e della letteratura. Scrisse commedie, romanzi e memorie e fece la conoscenza di Voltaire, Diderot e D'Alembert, tutti famosi enciclopedisti francesi, che in seguito consolidarono la sua reputazione nei loro scritti. Caterina riuscì anche a convincere il matematico Leonhard Euler a spostarsi da Berlino a San Pietroburgo.
Tra le sue commedie si ricordano L'ingannato e Lo stregone siberiano (in cui vi è un riferimento al Conte di Cagliostro), scritte sia con intenti didattici sia con intenzioni critiche nei confronti di ipotetici nemici quali la massoneria.
Tuttavia, quando nel 1790 Aleksandr Radiščev pubblicò il suo Viaggio da San Pietroburgo a Mosca preannunciante rivolte a causa delle deplorevoli condizioni sociali dei contadini e dei servi - in netto contrasto con la realtà che veniva mostrata all'imperatrice dai Villaggi Potemkin - Caterina lo esiliò in Siberia.
[modifica] Figli
Caterina ebbe due figli, Paolo e Anna, con i quali non ebbe modo di creare un normale rapporto per via della zarina Elisabetta, la quale portò via i bambini appena nati, occupandosene lei stessa nei suoi appartamenti privati. Il padre dei due potrebbe essere stato sia Pietro III che uno degli amanti di Caterina: Sergej Saltykov è spesso indicato come il più probabile. Anna morì dopo pochi mesi dalla nascita, in concomitanza con la morte della nonna materna e Caterina se ne rammaricò molto. Paolo Pietrovič invece crebbe all'ombra di Elisabetta e non legò mai con la madre; alla sua morte salì al trono come lo zar Paolo I di Russia.
Caterina fu sepolta nella Cattedrale di San Pietro e Paolo a San Pietroburgo.
[modifica] Caterina II nella cultura popolare
Lo straordinario personaggio di Caterina di Russia ha dato vita, oltre a numerosi libri e saggi, a decine di spettacoli teatrali (da ricordare la commedia Whom Glory Still Adores, scritta da George Bernard Shaw) e film, incentrati sulla sua vita e sul suo mitico personaggio. Ad interpretarla sullo schermo sono state le più grandi dive del secolo scorso: da Marlene Dietrich (L'imperatrice Caterina, The Scarlet Empress, 1934) a Bette Davis (Il grande capitano, John Paul Jones, 1959), da Tallulah Bankhead (Scandalo a corte, A Royal Scandal, 1945) a Jeanne Moreau (Caterina sei grande, Great Catherine, 1968) e Viveca Lindfors (La tempesta, 1958).
Il lato sessualmente ingordo del suo carattere [3] ha affascinato la prosperosa attrice Mae West che, negli anni '40, dopo aver tentato invano di portare il suo personaggio sullo schermo, realizzò su di lei un gustoso spettacolo teatrale, dal titolo Catherine Was Great, in cui indossava ovviamente i panni della tempestosa sovrana.
[modifica] Film
- La zarina (Forbidden Paradise) di Ernst Lubitsch con Pola Negri (1924) (ispirato alla figura di Caterina)
- L'aquila, conosciuto anche come Aquila nera (The Eagle), di Clarence Brown con Louise Dresser (1925)
- Casanova di Alexandre Volkoff con Suzanne Bianchetti (1927)
- Le joueur d'échecs di Raymond Bernard con Marcelle Charles Dullin (1927)
- Spielereien einer Kaiserin di Vladimir Strizhevsky con Lil Dagover (1930)
- La grande Caterina (The Rise of Catherine the Great) di Paul Czinner, Alexander Korda con Elisabeth Bergner (1934)
- L'imperatrice Caterina (The Scarlet Empress) di Josef von Sternberg con Marlene Dietrich (1934)
- Nulla sul serio (Nothing Sacred) di William A. Wellman con Elinor Troy (1937)
- Scacco alla regina (Le Joueur d'échecs) di Jean Dréville con Françoise Rosay (1938)
- Cossacks in Exile di Edgar G. Ulmer con L. Biberowich (1939)
- Scandalo a corte (A Royal Scandal) di Otto Preminger con Tallulah Bankhead (1945)
- Il cavaliere misterioso di Riccardo Freda con Yvonne Sanson (1948)
- Shadow of the Eagle di Sidney Salkow con Binnie Barnes (1950)
- Admiral Ushakov di Mikhail Romm con Olga Zhiznyeva (1953)
- La tempesta di Alberto Lattuada con Viveca Lindfors (1958)
- Il grande capitano (John Paul Jones) di John Farrow con Bette Davis (1959)
- Caterina di Russia di Umberto Lenzi con Hildegard Knef (1963)
- Caterina sei grande (Great Catherine) di Gordon Flemyng con Jeanne Moreau (1968)
- Yemelyan Pugachyov di Aleksei Saltykov con Vija Artmane (1980)
- Yemelyan Pugachyov di Aleksei Saltykov con Vija Artmane (1980)
- E Caterina regnò ... serie in due puntate per la televisione coproduzione Rai con Julia Ormond e Vanessa Redgrave(1991)
- Russkiy bun di Aleksandr Proshkin con Olga Antonova (2000)
- Arca russa (Russkiy kovcheg) di Aleksandr Sokurov con Mariya Kuznetsova, Natalya Nikulenko (2002)
[modifica] Manga e anime
- Basandosi sulla biografia dell'imperatrice scritta da Henri Troyat, l'autrice Riyoko Ikeda, fra il 1982 e il 1987, disegnò un manga in tre volumi intitolato Jotei Ekaterina (女帝エカテリーナ? "L'imperatrice Caterina"), opera ancora inedita in Italia. È anche l'antagonista principale della serie manga Ten no Hate Made - Porando no Hishi, della stessa autrice.
[modifica] Onorificenze
| Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Andrea | |
| Gran Maestro e Dama di I Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio | |
| Gran Maestro dell'Ordine di San Vladimiro | |
| Gran Maestro dell'Ordine Imperiale di Sant'Alexander Nevsky | |
| Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Anna | |
| Gran Maestro e Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina | |
[modifica] Note
- ^ a b Troyat, 1979, op. cit., p. 8.
- ^ Troyat, 1979, op. cit., p. 9.
- ^ A seguito della rivoluzione russa del 1917, venne scoperto nel Palazzo dello Zar uno scantinato ancora contenente oggetti di giochi sessuali settecenteschi, in tutta probabilità appartenuti a Caterina.
[modifica] Bibliografia
- Gian Dauli. La grande Caterina. Caterina II di Russia. Milano, Aurora, 1934.
- Kazimierz Waliszewski. La grande Caterina. Traduzione di Giovan Battista Varini. Milano, Mediolanum, 1934.
- Zoe Oldenbourg. La grande Caterina. Roma, Casini, 1968.
- Henri Troyat. La grande Caterina. Traduzione di Gabriella Ernesti. Milano, Rusconi, 1979.
- Gina Kaus. La grande Caterina. Firenze, Giunti Martello, 1981.
- Isabel de Madariaga. Caterina di Russia. Torino, Einaudi, 1988.
- Carolly Erickson. La grande Caterina. Una straniera sul trono degli zar. Traduzione di Silvia Orsi. Milano, Mondadori, 1995.
- Helene Carrere d'Encausse. Caterina la Grande. Traduzione di Maresa Vallone. Milano, Rizzoli, 2004.
- Im Hof, L'Europa dell'Illuminismo, Laterza, Bari, 2005.
- Caterina II, Memorie - La giovinezza - I primi amori, Milano, A&P, 2011
. Marco Majone, Illuminismi e risorgimenti, Bulzoni, Roma, 2005
[modifica] Sitografia
- Maria Pia Perrotta. Una grande donna al servizio di un grande impero
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Caterina II di Russia
[modifica] Collegamenti esterni
| Predecessore: | Imperatrice di Russia | Successore: |
|---|---|---|
| Pietro III | 1762-1796 | Paolo I |
| Predecessore: | Principessa di Anhalt-Zerbst | Successore: |
|---|---|---|
| Federico Augusto | 1793-1796 formalmente |
Diviso tra Anhalt-Dessau, Anhalt-Köthen e Anhalt-Bernburg |