Caterina II di Russia
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| Caterina II di Russia | ||
|---|---|---|
| Imperatrice di Russia | ||
| Caterina II di Russia | ||
| Regno | 1762 6 novembre 1796 |
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| Nome completo | Ekaterina Alekseevna II di Russia | |
| Altri titoli | principessa di Anhalt-Zerbst | |
| Nascita | Stettino | |
| 21 aprile 1729 | ||
| Morte | Puškin | |
| 6 novembre 1796 | ||
| Luogo di sepoltura | Cattedrale di S. Pietro e Paolo a San Pietroburgo | |
| Predecessore | Pietro III | |
| Erede | Paolo I di Russia | |
| Successore | Paolo I | |
| Consorte | Pietro III di Russia | |
| Figli | Paolo | |
| Dinastia | Romanov | |
| Padre | Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst | |
| Madre | Giovanna di Holstein-Gottorp | |
Ekaterina Alekseevna II di Russia, Екатерина II Алексеевна (/jɪkətʲɪ'rinə ftʌ'rajə əlʲɪ'ksʲɛjɪvnə/), conosciuta anche come Caterina la Grande (Stettino, 21 aprile 1729 – Puškin, 6 novembre 1796), fu imperatrice di Russia dal 1762 alla morte. Cugina di Gustavo III e di Carlo XIII di Svezia, Caterina fu uno dei più significativi esempi di sovrano illuminato.
Battezzata come Sofia Augusta Federica (soprannominata Figchen), Caterina nacque a Stettino, in Pomerania, da Cristiano Augusto (1690 – 1747), principe tedesco di Anhalt-Zerbst, e da Giovanna di Holstein-Gottorp (1712 - 1760).
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] La vita prima di divenire imperatrice
Nel 1744 la zarina Elisabetta scelse Sofia Augusta Federica come moglie per suo nipote Pietro, che voleva designare come suo erede. Sofia cambiò il suo nome in "Caterina" (Ekaterina o Jekaterina) quando si convertì alla fede russo-ortodossa. Il matrimonio si rivelò presto infelice. Caterina divenne ben presto popolare presso molti potenti gruppi di opinione che si opponevano al marito. Ignorata da questi, si dedicò alle letture che includevano anche Voltaire, Diderot e Montesquieu, e si tenne informata sugli eventi della Russia.
Nel 1762, subito dopo il trasferimento nell'appena eretto Palazzo d'inverno a San Pietroburgo, Pietro salì al trono come Pietro III di Russia, ma le sue stranezze e la sua politica lo resero inviso proprio a quei gruppi con i quali Caterina in precedenza aveva mantenuto e sviluppato buoni rapporti. Grigori Orlov, amante di Caterina, guidò una cospirazione per incoronarla. Meno di sei mesi dopo la sua salita al trono, il 17 luglio 1762, Pietro venne assassinato dopo aver abdicato in favore della moglie.
[modifica] Politica interna
Facendo riferimento agli scritti di Cesare Beccaria e Montesquieu, Caterina redasse un documento di riforma del sistema giudiziario. Una commissione che rappresentava tutte le classi, tranne i servi della gleba (la maggioranza della popolazione), venne creata allo scopo di rivedere tutte le leggi nello spirito del documento, ma Caterina la sciolse prima che avesse concluso i lavori, probabilmente in seguito ad una svolta conservatrice nella sua politica, provocata dalla rivolta contadina di Pugačëv nel 1773 - 1774.
Caterina riorganizzò l'amministrazione delle province conferendo ai governatorati un grande potere sulle zone rurali nella prevenzione delle rivolte contadine. Questo processo fu completato entro il 1775. La riforma creò province e distretti che erano maggiormente gestibili rispetto ai governatorati. Nel 1785 Caterina pubblicò un editto che riconobbe alla piccola nobiltà il diritto di presentare petizioni al trono, liberò i nobili dai servizi obbligatori e dalle tasse, rese ereditaria la nobiltà e concesse ai nobili il pieno controllo sui servi che vivevano sulle loro terre. In aggiunta Caterina donò terre della corona site in Ucraina ai nobili più fedeli, dotandole anche di servi. Incoraggiò la colonizzazione dell'Alaska e di altre aree di recente conquista.
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Figli
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[modifica] Affari esteri
Nel 1764 Caterina pose Stanislao Poniatowski, un suo precedente amante, sul trono della Polonia. La Russia, in seguito, incorporò buona parte della Polonia come effetto delle spartizioni concordate con Austria e Prussia (1772, 1793, 1795).
Caterina rese la Russia potenza dominante nel Medio Oriente dopo la guerra russo-turca del 1768 - 1774. Il suo obiettivo era la spartizione dell'Impero Ottomano tra le potenze europee, seguendo lo schema usato per la Polonia, ma questa volta la sua politica non ottenne il successo sperato. Grazie alle indubbie doti del suo nuovo amante, Grigorij Aleksandrovič Potëmkin (già messosi in luce nel reprimere la rivolta di Pugačëv), annesse la Crimea nel 1783, solamente nove anni dopo che questa aveva ottenuto l'indipendenza dall'Impero Ottomano come risultato della guerra russo-turca del 1768 - 1774. Anche in seguito a ciò l'Impero Ottomano dette inizio ad un'altra guerra, che durò dal 1787 al 1792 e che terminò con il trattato di Jassy, nel quale trovarono legittimazione le pretese russe sulla Crimea.
Sul teatro politico europeo Caterina giocò un importante ruolo svolgendo la funzione di mediatrice durante la Guerra di successione Bavarese (1778 - 1779) combattuta tra Prussia ed Austria. Nel 1780 formò un gruppo incaricato di difendere dalla Gran Bretagna le navi indipendenti durante la Rivoluzione Americana.
Dal 1788 al 1790 la Russia era impegnata in una guerra contro la Svezia, guerra in cui Caterina si trovò opposta al cugino Gustavo III. La guerra iniziò in seguito alle rivendicazioni svedesi sui territori del Baltico persi dalla Russia nel 1720. Convinti di sconfiggere rapidamente gli avversari, gli svedesi subirono gravi perdite di uomini e di territori.
Dopo l'ingresso in guerra della Danimarca, nel 1789, le cose si misero davvero male per gli svedesi che inaspettatamente, però, riuscirono a passare all'offensiva nel 1790. L'azione culminò con la battaglia di Svensksund (oggi Ruotsinsalmi, in Finlandia) combattuta il 9 e 10 luglio 1790. La flotta russa, comandata dal principe di Nassau, forte di 32 vascelli di linea e 200 imbarcazioni d'appoggio con 1.200 cannoni e 14.000 marinai si scontrò con quella svedese comandata da Gustavo III in persona, composta di 200 navi tra linea e appoggio, 1.000 cannoni e 12.500 marinai. I russi si trovarono subito in difficoltà ad usare le artiglierie a causa del mare agitato, problema che non avevano gli svedesi le cui navi erano ancorate. Al termine della battaglia i russi avevano subìto perdite da 50 a 60 navi e 9.500 marinai. Gli svedesi persero solo 6 navi ma un numero di marinai tra 6.000 e 7.000. La guerra si concluse con un trattato firmato il 14 agosto 1790 che sancì il ritorno di tutti i territori contesi alle nazioni d'origine. L'unico settore nel quale l'ispirazione illuministica influì sull'opera di Caterina II fu quello dell'educazione e dell'assistenza sanitaria: case di educazione furono istituite a Mosca e a Pietroburgo, mentre nei capoluoghi furono aperte scuole anche per gli adulti, si costruirono nuovi ospedali e le città furono obbligate a provvedersi di medici e di farmacie.
[modifica] Arti e cultura
Caterina approvava l'Illuminismo e considerava sé stessa un filosofo sul trono; venne conosciuta come una protettrice delle arti e della letteratura. Scrisse commedie, romanzi e memorie e fece la conoscenza di Voltaire, Diderot e D'Alembert, tutti famosi enciclopedisti francesi, che in seguito consolidarono la sua reputazione nei loro scritti. Caterina riuscì anche a convincere il matematico Leonhard Euler a spostarsi da Berlino a San Pietroburgo.
Tuttavia, quando nel 1790 Aleksandr Radiščev pubblicò il suo Viaggio da San Pietroburgo a Mosca preannunciante rivolte a causa delle deplorevoli condizioni sociali dei contadini e dei servi - in netto contrasto con la realtà che veniva mostrata all'imperatrice dai Villaggi Potemkin - Caterina lo esiliò in Siberia.
[modifica] Figli
Caterina ebbe due figli, Paolo e Anna, con i quali non ebbe modo di creare un normale rapporto per via della zarina Elisabetta, la quale portò via i bambini appena nati, occupandosene lei stessa nei suoi appartamenti privati. Il padre dei due potrebbe essere stato sia Pietro III che uno degli amanti di Caterina: Sergej Saltykov è spesso indicato come il più probabile. Anna morì dopo pochi mesi dalla nascita, in concomitanza con la morte della nonna materna e Caterina se ne rammaricò molto. Paolo Pietrovič invece crebbe all'ombra di Elisabetta e non legò mai con la madre; alla sua morte salì al trono come lo zar Paolo I di Russia.
Caterina fu sepolta nella Cattedrale di San Pietro e Paolo a San Pietroburgo.
[modifica] Caterina II nella cultura
Lo straordinario personaggio di Caterina di Russia ha dato vita, oltre a numerosi libri e saggi, a decine di spettacoli teatrali (da ricordare la commedia Whom Glory Still Adores, scritta da George Bernard Shaw) e film, incentrati sulla sua vita e sul suo mitico personaggio. Ad interpretarla sullo schermo sono state le più grandi dive del secolo scorso: da Marlene Dietrich (L'imperatrice Caterina, The Scarlet Empress, 1934) a Bette Davis (Il grande capitano, John Paul Jones, 1959), da Tallulah Bankhead (Scandalo a corte, A Royal Scandal, 1945) a Jeanne Moreau (Caterina sei grande, Great Catherine, 1968) e Viveca Lindfors (La tempesta, 1958).
Il lato sessualmente ingordo del suo carattere [1] ha affascinato la prosperosa attrice Mae West che, negli anni '40, dopo aver tentato invano di portare il suo personaggio sullo schermo, realizzò su di lei un gustoso spettacolo teatrale, dal titolo Catherine Was Great, in cui indossava ovviamente i panni della tempestosa sovrana.
[modifica] Film
- L'imperatrice Caterina (1934)
- La grande Caterina (1934)
- Scandalo a corte (1945)
- La tempesta (1958)
- Il grande capitano (1959)
- Caterina di Russia (1962)
- Caterina sei grande (1968)
[modifica] Onorificenze
[modifica] Note
- ^ A seguito della rivoluzione russa del 1917, venne scoperto nel Palazzo dello Zar uno scantinato ancora contenente oggetti di giochi sessuali settecenteschi, in tutta probabilità appartenuti a Caterina.
[modifica] Bibliografia
- Gian Dauli. La grande Caterina. Caterina II di Russia. Milano, Aurora, 1934.
- Kazimierz Waliszewski. La grande Caterina. Traduzione di Giovan Battista Varini. Milano, Mediolanum, 1934.
- Zoe Oldenbourg. La grande Caterina. Roma, Casini, 1968.
- Henri Troyat. La grande Caterina. Traduzione di Gabriella Ernesti. Milano, Rusconi, 1979.
- Gina Kaus. La grande Caterina. Firenze, Giunti Martello, 1981.
- Carolly Erickson. La grande Caterina. Una straniera sul trono degli zar. Traduzione di Silvia Orsi. Milano, Mondadori, 1995.
- Helene Carrere d'Encausse. Caterina la Grande. Traduzione di Maresa Vallone. Milano, Rizzoli, 2004.
[modifica] Sitografia
- Maria Pia Perrotta. Una grande donna al servizio di un grande impero
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
| Predecessore: | Imperatrice di Russia | Successore: |
|---|---|---|
| Pietro III | 1762-1796 | Paolo I |
| Predecessore: | Principe di Anhalt-Zerbst | Successore: |
|---|---|---|
| Federico Augusto | 1793-1796 formalmente |
Diviso tra Anhalt-Dessau, Anhalt-Köthen e Anhalt-Bernburg |

