Bene Vagienna

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Bene Vagienna
comune
Bene Vagienna – Stemma Bene Vagienna – Bandiera
Bene Vagienna – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Sindaco Giacomo Borra (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 44°32′43″N 7°49′59″E / 44.545278°N 7.833056°E44.545278; 7.833056 (Bene Vagienna)Coordinate: 44°32′43″N 7°49′59″E / 44.545278°N 7.833056°E44.545278; 7.833056 (Bene Vagienna)
Altitudine 349 m s.l.m.
Superficie 49,0 km²
Abitanti 3 675[1] (31-12-2010)
Densità 75 ab./km²
Frazioni Buretto, Gorra, Isola, Podio, Prà, Roncaglia, San Bernardo, San Luigi, Santo Stefano
Comuni confinanti Carrù, Fossano, Lequio Tanaro, Magliano Alpi, Narzole, Piozzo, Salmour, Trinità
Altre informazioni
Cod. postale 12041
Prefisso 0172
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004019
Cod. catastale A779
Targa CN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Benesi
Patrono san Gottardo
Giorno festivo Si festeggia San Gottardo la seconda domenica di maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Bene Vagienna
Sito istituzionale

Bene Vagienna (Bene in piemontese) è un comune di 3.648 abitanti della provincia di Cuneo.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune, facente parte del Parco Alta Valle Pesio e Tanaro, è situato nella pianura cuneese alla confluenza tra i torrenti Mondalavia e Cucetta ed ha 8 frazioni:

Panorama di Bene Vagienna con il monte Monviso

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età romana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Augusta Bagiennorum.

Augusta Bagiennorum fu fondata in età romana nei pressi dell'antica città oppidum del popolo dei Liguri Bagienni, probabilmente in epoca augustea, alla fine del I secolo a.C. come Augusta Taurinorum (Torino) e Augusta Praetoria (Aosta), e costituì insieme ai centri di Pollentia (Pollenzo) e di Alba Pompeia (Alba) i capisaldi della penetrazione romana e dell'urbanizzazione e sfruttamento del territorio. L'area archeologica conserva i resti del Foro cittadino, di un teatro e di un anfiteatro. La struttura urbana fondata dai romani presentava uno schema orientato astronomicamente secondo solstizi e equinozi.[2]

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Distrutta la vecchia città romana in seguito a guerre e per altri motivi non noti, sorse, ad opera dei profughi, il nuovo borgo, alla confluenza dei torrenti Mondalavia e Cucetta, in una località salubre e naturalmente più facile alla difesa, nucleo primitivo dell'attuale città.

Prese la denominazione di Bene, derivazione dell'antica Bagienna, e presto prosperò tanto che nel 901, quando l'imperatore Ludovico III l'assegnò in possesso temporale al vescovo di Asti, era munita di Corte imperiale e di Pieve (parrocchia) e aveva un territorio vastissimo (circa 7.500 ettari), assai maggiore dell'attuale.

Il dominio vescovile durò 500 anni con interruzioni tra le quali merita di essere ricordato il periodo di reggimento a libero Comune nella prima metà del secolo XIII. Allora Bene faceva alleanze e guerre ed era trattata alla pari dei maggiori comuni e principati dell'Alto Piemonte.

Nel 1387 Amedeo di Savoia, principe di Acaja, dopo aspra lotta e dopo aver distrutto e rovinato le mura cittadine ed il castello s'impadronisce di Bene: ha così inizio la dominazione dei Savoia che fu, compatibilmente coi tempi, apportatrice di pace e di prosperità.

Nel secolo successivo inizia il dominio feudale dei Costa di Chieri (23 agosto 1413) con l'infeudazione, da parte dell'ultimo degli Acaja, di Trinità, Carrù e Bene a Lodovico Costa, patrizio di Chieri, suo fedele vassallo.

Della stessa famiglia fece parte la Beata contessa Paola Gambara da Brescia, moglie di Lodovico Antonio Costa, morta nel 1515 di cui si conserva tuttora, nella Chiesa di San Francesco, la salma.

Sotto il dominio dei Costa vengono compiuti importanti lavori di dissodamento e di irrigazione e la città prende, nelle sue vie e nei suoi edifici, l'aspetto che conserva ancora oggi. Il potere dei conti di Bene si infiacchì però negli ultimi tempi (verso il 1550-1560) a causa dell'alleanza con i Francesi nella guerra contro gli Spagnoli. Con l'aiuto di Francesco I re di Francia, Giovanni Lodovico Costa, conte di Bene, fece fortificare la città sui disegni di Francesco Horologi da Vicenza, nel decennio di tregua stabilitasi a Nizza nel 1538 tra il re di Francia e l'imperatore Carlo V. Bene venne cinta di fortificazioni con l'abbattimento dei borghi esterni (è di questo periodo l'abbattimento della Chiesa della Rocchetta) e fatta sede di un forte presidio forestiero.

Quando Emanuele Filiberto, dopo la Pace di Cateau Cambrésis (1559), rientra nei suoi possessi, anche Bene viene reintegrata nel ducato di Savoia. Il conte Costa è costretto a "cangiare" Bene con i contadi di Pont di Vesle e di Castiglione d'Ombres e il 12 agosto 1561 i delegati del Comune di Bene devono pagare ad Emanuele Filiberto 12.000 scudi d'oro d'Italia per essere "liberati" dalla signoria dei Costa e per non dover essere infeudati o alienati "ad alcuno qual non fosse principe di Piemonte" (come risulta dalle carte conservate nell'archivio del Comune).

Nel secolo XVII le fortificazioni erette nel precedente (e delle quali molte ancora restano al presente) ne fecero una piazzaforte importante che ebbe peso nelle lotte del tempo. Nel 1614 il castello fu visitato dal capitano Ascanio Vittozzi, ingegnere di Carlo Emanuele I, e su suo parere, venne 'ristorato' nel 1615 e 1616 a spese di Bene e dei Comuni di Clavesana, Farigliano, Piozzo, Carrù, Trinità e Salmour.

Il conte di Harcourt pose con i suoi Francesi assedio a Bene nel 1641 e l'ebbe dopo aver vinto l'accanita resistenza della guarnigione e della popolazione: la città soffrì molto nelle persone e negli averi e venne appiccato il fuoco a molte case. Bene si andava in seguito nobilitando per l'istituzione della collegiata dei canonici per gli ordini religiosi che vi avevano sede e per le illustri famiglie che vi abitavano. Ebbe il titolo di città nel secolo XVII; infatti, Carlo Emanuele I (regnò tra il 1580 e il 1630) accordò spontaneamente ai 'fedelissimi di Bene' il nome ed il grado di Città Ducale, come appare dallo stemma a lei concesso con l'eloquente araldico motto: deo et principi. Nel 1763 "dall'invittissimo re Carlo Emanuele III in appannaggio a S.A.R. Benedetto Maria Maurizio di Savoia, duca del Chiablese e per accrescere maggior pregio a cotal investitura feudale..." Bene fu innalzata a Principato. La seconda metà del Seicento e il principio del Settecento rappresentano per Bene un intenso periodo ricostruttivo specie nei pubblici edifici che lasciano alla città, fino ad allora di aspetto pressoché medievale, l'impronta che ancora conserva.

In seguito alle pestilenze, come misura precauzionale gli edifici della città vennero imbrattati di calce e quindi intonacati. Conformemente alle necessità stilistiche del tempo, le case vennero rimaneggiate facendo scempio delle caratteristiche medioevali preesistenti.

Ne sono la prova la Parrocchiale ultimata nel 1659, la Chiesa di San Francesco terminata lo stesso anno per la parte muraria e nel 1718 per le decorazioni a stucchi, i Cappuccini verso il 1650, il Palazzo Municipale nel 1728, la Confraternita di San Bernardino nel 1721, chiesette e oratori vari tra cui quello dell'Epifania o dei Magi, molti palazzi signorili dell'epoca della reggenza di Madama Reale (Palazzo Magistrati, già dei Garezzo di Castelbosco, Palazzo dei Marchesi del Villar poi dei Sicca ora sede della locale Banca di Credito Cooperativo, Palazzo Giriodi di Monastero, già degli Oreglia di San Stefano, Palazzo Lucerna di Rorà già degli Oreglia di Novello ecc.).

Rimangono a testimonianza visibile dell'opulenza barocca gli sfarzosi e ridondanti arredi e suppellettili che troviamo disseminati non soltanto nelle numerose chiese di Bene, ma anche nelle abitazioni private.

Nel 1796 Bene fu occupata dalle truppe napoleoniche; in seguito all'armistizio di Cherasco passa sotto il presidio francese e subisce le "imposizioni" della rivoluzione e dell'impero.

Storia Moderna[modifica | modifica sorgente]

Con il ritorno dei Savoia la storia di Bene si confonde e si unifica a quella del Piemonte e dell'Italia. Unica nota di rilievo è "l'attribuzione" da parte del Consiglio Comunale, nella seconda metà del XIX secolo, del titolo di "Vagienna" in ricordo dei suoi antichi abitanti e a causa dell'entrata nei domini dei Savoia del Comune di Bene Lario, in Provincia di Como. Ricorrendo l'anno 2000, si è celebrato il bimillenario di Augusta Bagiennorum: la città di Bene Vagienna ha voluto "segnare" in modo particolare questo avvenimento con una serie di manifestazioni e di eventi culturali, il cui svolgimento è servito anche a rilanciare indirettamente il turismo, la cultura, l'arte e i prodotti tipici della zona attraverso il ritorno d'immagine che ne è conseguito.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Santa Maria Assunta
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta
  • Chiesa di San Francesco
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa dei Disciplinati Bianchi (oggi sconsacrata)
  • Chiesa dei Battuti Neri (oggi sconsacrata)
  • Chiesa di San Gottardo (patrono di Bene, probabilmente sconsacrata)

Musei[modifica | modifica sorgente]

Il Museo Civico Archeologico è situato nel centro storico, presso il settecentesco Palazzo Lucerna di Rorà. Attualmente in corso di riallestimento, è visitabile tutto l'anno con l'accompagnamento di guide turistiche. Al primo piano, cui si accede salendo un ampio scalone che la tradizione dice disegnato da Filippo Juvarra, è situata la Sala Assandria, già allestita agli inizi del Novecento da Assandria e Vacchetta per ospitare i reperti provenienti dagli scavi di Augusta Bagiennorum. Vi sono murati gli stipiti in marmo di due delle tre porte che decoravano la scena del teatro, oltre a frammenti architettonici in marmo e stucco (cornici, capitelli, ecc.), antefisse in terracotta, epigrafi e laterizi con bollo provenienti da vari edifici della città antica. Al centro, una grande vetrina conserva i corredi delle sepolture rinvenute nella necropoli meridionale (I secolo d.C.), ceramica fine (Terra sigillata) e di uso comune, vetri, lucerne, utensili ed oggetti di ornamento (fibule, anelli, appliques) in bronzo, monete, oltre ad alcune teste in marmo, tra cui un'ermetta di Sileno e statuette in bronzo di piccole dimensioni (Mercurio nell'iconografia sia stante sia seduto, una pantera e un pavone). La stanza accanto, dovrebbe essere destinata alla storia degli scavi ed alla ricostruzione delle figure di Assandria e Vacchetta anche attraverso documenti di archivio. Al piano terreno, una manica con tre sale sarà dedicata al territorio ed alla città, vista attraverso i monumenti pubblici meglio conosciuti (teatro, anfiteatro, tempio) e i documenti della vita quotidiana (anfore, ceramica, suppellettile di vario genere).

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Il Monumento ai caduti Benesi, inaugurato il 17 settembre 1922, è opera dello scultore Pietro Canonica (Torino, 1869 - Roma, 1959).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Bene Vagienna[modifica | modifica sorgente]

Ricorrenze, feste e fiere[modifica | modifica sorgente]

Fiera della Beata Paola[modifica | modifica sorgente]

La festa più importante di Bene Vagienna è dedicata alla "Beata Paola"[4]. Paola Gambara venne in sposa al Conte di Bene Lodovico Antonio Costa nel 1486. Per celebrare il cinquecentesimo anniversario dell'arrivo di Paola in terra benese, l'Associazione Culturale Amici di Bene nell'ottobre del 1986 ha allestito una rievocazione storica per far rivivere - a suon di chiarine e tamburi - il corteo nuziale con il quale la fanciulla faceva ingresso nel borgo.

La manifestazione è stata quindi riproposta, di concerto con l'amministrazione comunale e sotto il patrocinio di una banca locale, nelle primavere del 1990 e del 1992, mentre nell'autunno del 1991 il 'Corteo Storico Contessa di Bene' è stato presentato a Gambara, uno degli antichi feudi della Beata Paola. La manifestazione - diretta dal regista Ivo Tosatti - ha coinvolto l'intera popolazione. Gli oltre 200 figuranti, con abiti in stile confezionati da Adriana Borsotto, rappresentavano nobili, notabili, armigeri, damigelle, paggetti e borghigiani.

Il momento più solenne e toccante della sfilata lo si vive nei pressi del Castello con la rievocazione del miracolo delle rose. La scena rappresenta il Beato Angelo Carletti che invita la Contessa ad assistere i poveri. E così Paola si avvicina a dei mendicanti per offrire loro del pane, quando, improvvisamente, arriva il marito e Paola, per intercessione di Dio, trasforma le pagnotte in rose per nasconderle al Conte.

La sfilata si conclude con una festa d'altri tempi con danze medioevali e giochi.

Augusta Antiquaria[modifica | modifica sorgente]

Il Mercatino delle pulci si svolge il primo maggio e la quinta domenica del mese, tutte le volte che un mese ha cinque domeniche, nelle vie del centro storico. Il numero delle bancarelle supera le tre centinaia.

Presepe Ligneo[modifica | modifica sorgente]

La suggestiva atmosfera del Presepe è riproposta dagli Amici di Bene- ONLUS dal 1990. I componenti dell'Associazione propongono da allora la Natività inserita in uno scorcio caratteristico della città. Un angolo del centro storico o di una delle frazioni della città viene ricostruito come sfondo del presepio. Nella scenografia vengono inserite antiche statue lignee policrome, utilizzate per secoli dai francescani e ritrovate nel loro convento benese dall'Associazione. Le statue misurano dai 60 ai 65 centimetri e hanno una struttura snodabile che consente di far assumere ai figuranti pose e atteggiamenti diversi. I “manichini” sono rivestiti con antichi e ricchi costumi.

Manca il Gesù Bambino originario e la statuina oggi utilizzata non è coeva al resto dei personaggi. Il bue e l'asinello, uniche eccezioni, sono di terracotta mentre altri due particolari meritano attenzione. L'abbigliamento dei Re Magi consiste di sontuosi abiti ricavati da antichi paramenti sacri, mentre le pecore sono rivestite da un soffice vello di pelo ovino. Il Presepe di Bene è inaugurato con l'avvicinarsi del Natale alla presenza di un padrino o di una madrina d'onore.

La bellezza della Natività così rappresentata è stata esaltata da alcuni servizi televisivi, le sue peculiarità sono state evidenziate non solo dalla stampa locale e la sua originalità ha acquistato notorietà non solo a livello regionale.

Il Presepio è visitabile nei giorni festivi e prefestivi nella Chiesa dei Disciplinati Bianchi in via Roma 16 bis fino al 24 gennaio, giorno nel quale si festeggia la Beata Paola Gambara Costa.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Barale P. - Codebò M. - De Sanctis H.,Augusta Bagiennorum (Regio IX), una città astronomicamente orientata, in "Studi piemontesi" 2001, vol. XXX, fasc. 2
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ La festa della Beata Paola, nel 2013, si svolgerà il 19-20 gennaio.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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