Monticello d'Alba

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Monticello d'Alba
comune
Monticello d'Alba – Stemma
Monticello d'Alba – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Piemonte – stemma Piemonte
Provincia Cuneo – stemma Cuneo
Sindaco Monica Settimo (lista civica) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°43′0″N 7°57′0″E / 44.71667°N 7.95°E / 44.71667; 7.95 (Monticello d'Alba)Coordinate: 44°43′0″N 7°57′0″E / 44.71667°N 7.95°E / 44.71667; 7.95 (Monticello d'Alba)
Altitudine 320 m s.l.m.
Superficie 10,1 km²
Abitanti 2 220[1] (31-12-2010)
Densità 219,8 ab./km²
Comuni confinanti Alba, Corneliano d'Alba, Pocapaglia, Roddi, Santa Vittoria d'Alba, Sommariva Perno
Altre informazioni
Cod. postale 12066
Prefisso 0173
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004142
Cod. catastale F669
Targa CN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 651 GG[2]
Nome abitanti monticellesi
Patrono san Felice
Giorno festivo 30 agosto
Localizzazione
Monticello d'Alba è posizionata in Italia
Monticello d'Alba
Sito istituzionale

Monticello d'Alba (Montisel in piemontese) è un comune di 2.200 abitanti della provincia di Cuneo. Fa parte della delimitazione geografica del Roero.

Indice

[modifica] Geografia

Monticello d'Alba è situato sulla sponda sinistra del Tanaro, nel territorio del Roero, ad 11 km dalla città di Alba.

[modifica] Storia

La storia del comune si lega strettamente alla famiglia Roero, che ebbe in feudo Monticello dal 1376 e che vi fece costruire il castello, tuttora esistente e abitato, che ancora lo sovrasta (il maniero è inserito nel circuito dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte).

Le origini del borgo sono da far risalire agli antichi romani. Scarseggiano le informazioni relative all'alto medioevo, mentre si sa che dal 1241 il paese passa dalla protezione del vescovo di Asti a quella della famiglia Malabaila.

Nel 1250 il borgo venne distrutto in seguito alle guerre tra Alba e Asti, venendo poi ricostruito in occasione del passaggio ai Roero, avvenuto nel 1376 per volere del papa Gregorio XI.

[modifica] Luoghi di interesse

[modifica] Chiese

La locale chiesa di San Ponzio
  • La chiesa parrocchiale è dedicata a San Ponzio Martire come l'antica chiesa del cimitero.
  • La chiesa della frazione Borgo è dedicata alla Natività.

[modifica] Il Castello di Monticello d'Alba

Scorcio del castello

Il Castello di Monticello d'Alba è il castello più “vero” e “vivo” del Roero.[senza fonte] Sorge su di un piccolo monte, a circa 400 metri di altezza, da cui il nome al paese e quindi al castello. La costruzione, molto imponente, è la più integrata e meglio conservata di tutte quelle medioevali del Piemonte. È però certo che nel XII secolo dovette esistere una fortificazione sul colle di Monticello perché se ne ha menzione nel Codex Astensis. Nel 1348, come si è visto prima, il Castello passa ai Malabaila che lo potenziarono molto. All'inizio del Quattrocento esso era comunque molto rovinato cosicché i Roero dovettero apportarvi diversi restauri, munendolo anche di nuove difese, di spalti, di torri e di caditoie che gli diedero il ferrigno aspetto attuale. All'inizio del Seicento sarà Onorato Roero, gentiluomo di camera di Carlo Emanuele II di Savoia, a predisporre delle modifiche alla parte interna della costruzione per migliorarne l'abitabilità. Altri lavori verranno poi decisi da Laura Damiani di Priocca, moglie di Bernardo Francesco Roero, nel 1706. Ma la trasformazione più importante, e che a noi interessa di più, è quella voluta nel 1787 per il matrimonio di Francesco Gennaro Roero, Tenente Generale, Gran Croce e Gran Maresciallo dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e viceré di Sardegna, con la marchesa Paola del Carretto di Gorzegno. Di questa trasformazione, iniziata nel 1785, venne incaricato il Conte-Architetto Carlo Emanuele Rangone di Montelupo, comandante delle Milizie albesi. Del Rangone, valente architetto e disegnatore, non si hanno che scarse notizie, tra le quali quella che fu l'autore del campanile della chiesa parrocchiale di Alba. Suo è il progetto della scala doppia costruita intorno alla torre rotonda, successivamente eliminata a causa di un terremoto nel 1881. Il progetto porta la data del 1787, e la sua firma. La scala era di gusto barocco, con nicchie ovali e riquadri in stucco lungo le rampe: il Rangone voleva dare al castello uno scalone importante, scenografico, che mostrasse con solennità la magnificenza della casata. Sempre in occasione di questi lavori si procedette a togliere tutti gli elementi difensivi come il ponte levatoio, ostruendo così il fossato e costruendovi un giardino; al primo piano si aprirono grandi finestre rettangolari, al secondo piano si realizza la Galleria di Diana (splendidamente affrescata dai fratelli Galliari), mentre gli ultimi due piani furono volutamente esclusi dai restauri; la collina venne sbancata e terrazzata per l'allestimento di giardini pensili ora scomparsi. In questo modo il castello acquistò l'aspetto di una piacevole dimora di campagna. Ciò che sicuramente si deve riconoscere al Rangone è di aver fatto queste trasformazioni senza alterare l'aspetto originale della costruzione. È poi del 7 ottobre 1827 il progetto dei Giardini che l'architetto-giardiniere-ingegnere idraulico Saverio Kurten (Buhl, 1811), già autore del parco del castello di Racconigi nel 1820, realizzò su ordine del conte Francesco Gennaro Roero. In ossequio alla tradizione romantica inglese della prima metà dell'Ottocento, egli si dedica esclusivamente alla progettazione di giardini puntando sulla bellezza della natura pura e semplice, sfruttando le qualità del paesaggio esistente. Il “Jardin moderne angloise” racconta come il Kurten abbia saputo sfruttare tutta l'estensione della proprietà per rendere le passeggiate più lunghe e piacevoli. I sentieri, tortuosi e irregolari, sono l'elemento dominate. Essi si allargano in tante direzioni per dare respiro e consentire l'apertura di piazzole con laghetti e belvedere; gli alberi accompagnano tutte le stradine fino a formare un bosco fitto e tenebroso che rendono il luogo ancora più misterioso e suggestivo[senza fonte].

[modifica] Cultura

[modifica] Economia

[modifica] Sport

A Monticello d'Alba si pratica il gioco della pallapugno (più conosciuto come pallone elastico). La società Polisportiva Monticellese milita in diversi campionati giovanili e nel massimo campionato di serie A. La squadra di Monticello è stata per due volte campione d'Italia con il suo capitano Alberto Sciorella. Anche nelle categorie giovanili per due volte la Polisportiva Monticellese ha conquistato il titolo di campione d'Italia con il suo capitano Massimo Vacchetto.

[modifica] Personalità legate a Monticello d'Alba


[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 215 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Romania 61 2,75%

bandiera Marocco 32 1,44%

bandiera Macedonia 30 1,35%

bandiera Albania 25 1,13%

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Monica Settimo (lista civica) dal 08/06/2009

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

http://www.monticellodalba.altervista.org/wpxxl/

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