Cherasco
| Cherasco comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Claudio Bogetti (lista civica) dal 08/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 44°39′0″N 7°52′0″E / 44.65°N 7.86667°ECoordinate: 44°39′0″N 7°52′0″E / 44.65°N 7.86667°E | ||||
| Altitudine | 288 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 81,2 km² | ||||
| Abitanti | 8 623[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 106,19 ab./km² | ||||
| Frazioni | Bricco de' Faule, Cappellazzo, Roreto, San Bartolomeo, Meane, San Giovanni, Sant'Antonino, Veglia | ||||
| Comuni confinanti | Bra, Cavallermaggiore, Cervere, La Morra, Marene, Narzole, Salmour | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 12062 | ||||
| Prefisso | 0172 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 004067 | ||||
| Cod. catastale | C599 | ||||
| Targa | CN | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | cheraschesi | ||||
| Patrono | Cristo risorto, San Virginio, sant'Euflamia | ||||
| Giorno festivo | secondo lunedì dopo Pasqua | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Cherasco (Cherasch in piemontese) è un comune italiano di 8.522 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.
Indice |
Onorificenze [modifica]
| Medaglia d'argento al merito civile | |
| «La Comunità cheraschese, sconvolta dalle feroci rappresaglie dell'occupante nazifascista, offrendo uomini alle formazioni partigiane, partecipava con eroico coraggio e indomito spirito patriottico alla guerra di Liberazione, sopportando la perdita di un numero elevato dei suoi figli migliori. Luminoso esempio di profonda fede nei valori della libertà e della democrazia.» — Cherasco (CN), 8 settembre 1943-25 aprile 1945 |
Geografia [modifica]
Storia [modifica]
Cherasco nasce nel 1243, per volontà del vicario imperiale di Federico II di Svevia, Manfredi II Lancia, appartenente a un ramo cadetto della dinastia degli Aleramici e Sarlo di Drua, podestà di Alba. Già in età romana esisteva un borgo, chiamato Clerascum, presso il quale il vicario imperiale Lancia volle far edificare il nuovo paese. In ogni caso, Cherasco passò rapidamente alla fazione guelfa di Carlo d'Angiò, tradendo così la sua fondazione ghibellina.
Come comune libero e indipendente, nei torbidi periodi delle lotte comunali, Cherasco passò nuovamente ai ghibellini insieme ad Alba, Asti e Chieri, nel 1277. Nel 1303 la città dovette cedere la sua autonomia agli Angiò e quindi, nel 1347, ad Amedeo VI di Savoia.
Un cruento assedio, nel 1348, scacciò i Savoia e vide padrone del comune Luchino Visconti (signore di Milano), che vi farà erigere un proprio castello. Passato nella dote di Valentina Visconti, venne ceduto ai francesi, e solo nel 1529 i Savoia riuscirono a riappropriarsene.
Dal 1559 iniziò un nuovo periodo di splendore. La città fu dotata di mura ideate da Ascanio Vittozzi. Quando nel 1630 scoppiò la peste in Piemonte, Cherasco ospitò la corte ducale: terminato il pericolo, venne fatto erigere nel 1647 l'Arco del Belvedere, uno dei simboli del paese. Il 7 aprile 1631 Vittorio Amedeo I di Savoia, Giulio Mazzarino ed i rappresentanti di Sacro Romano Impero, Mantova e Spagna vi firmarono la pace che poneva fine alla guerra per la successione del ducato di Mantova, cui era annesso anche il Monferrato, riconoscendo a Carlo di Nevers e Rethel la signoria sul Ducato di Mantova ed al Ducato di Savoia Trino ed Alba.
| Per approfondire, vedi Trattato di Cherasco. |
Il mattino del 23 aprile 1796 i Francesi assediarono Cherasco, che si arrese alla sera con richiesta di armistizio da parte del generale Colli, comandante dei piemontesi. Napoleone Bonaparte entrò in città e vi prese alloggio.
Il generale corso, pur sostenendo di non essere autorizzato a trattare in nome del Direttorio, impose le condizioni dell'armistizio di Cherasco, con il quale si ridisegnava la geografia dei domini sabaudi. L'armistizio fu approvato da Vittorio Amedeo III il 28 aprile e confermato dalla Pace di Parigi del 15 maggio.
| Per approfondire, vedi Armistizio di Cherasco. |
Titolo nobiliare [modifica]
La città di Cherasco gode del titolo di conte di Narzole a memoria della decisione assunta il 25 maggio 1695 dal Duca di Savoia, con conforme parere dei Magistrati, del Senato e della Camera de' Conti, di infeudarle il luogo e territorio di Narzole. Nel 1469 Narzole era feudo dei Borromeo; successivamente la comunità di Cherasco ebbe su di esso il privilegio del finaggio e della vicaria ma poi la Camera de' Conti decise di staccarlo da Cherasco e infeudarlo diversamente. Ne nacque una contesa, iniziata nel 1650 con un memoriale indirizzato dalla città al Duca di Savoia e conclusa nel 1695 col citato titolo nobiliare.[2]
La comunità ebraica di Cherasco [modifica]
| Per approfondire, vedi Comunità ebraica di Cherasco. |
Cherasco fu sede, dal XVI secolo fino agli inizi del Novecento, di una piccola ma fiorente comunità ebraica. A testimonianza della sua storia restano la sinagoga settecentesca nel grande caseggiato del ghetto (ancor oggi identificabile all'angolo tra le odierne via Marconi e via Vittorio Emanuele), dove tra il 1740 e il 1848 risiedettero gli ebrei di Cherasco, ed il piccolo cimitero nella via Salita vecchia, all'ingresso del paese.[3]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[4] 
Luoghi di interesse [modifica]
Castelli [modifica]
- il Castello dei Visconti del XIV secolo
Chiese [modifica]
- la Chiesa di Sant'Agostino del 1672 conserva statue lignee di Carlo Giuseppe Plura e di Stefano Maria Clemente
- la Chiesa di San Pietro del XII - XIII secolo
- la Chiesa di San Martino del XIII - XIV secolo
- il Santuario della Madonna del Popolo
Musei [modifica]
- Museo Civico Giovanni Battista Adriani
- Museo naturalistico "G.Segre"
Palazzo Salmatoris [modifica]
Si trova nel cuore della città e prende il nome dal nobile locale Giovanni di Audino Salmatoris, che lo fece costruire nel 1620. Detto anche "palazzo della Pace", è stato testimone di importanti eventi storici della città, fra cui la custodia della Sacra Sindone nel 1706 e la firma dell'armistizio tra Napoleone e il regno sabaudo nel 1796 (ricordata come Pace di Cherasco).
Già nei secoli passati è stato sottoposto a una serie di ristrutturazioni; recentemente restaurato, oggi costituisce un importante centro culturale e ospita mostre d'arte di livello internazionale.
L'edificio fa parte del circuito "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.
Sinagoga [modifica]
| Per approfondire, vedi Sinagoga di Cherasco. |
Costruita nel XVIII secolo all'interno dell'antico ghetto della città (istituito nel 1725 e abolito da Carlo Alberto nel 1848), è una testimonianza della presenza ebraica, che tuttavia risale a tempi ancora precedenti. È costituita da una piccola sala quadrangolare con pareti decorate da iscrizioni in ebraico e arredamenti in legno intagliato.
Cultura [modifica]
Ricorrenze [modifica]
Feste e fiere [modifica]
Economia [modifica]
Motto [modifica]
Urbs Firmissima Pacis
Amministrazione [modifica]
Gemellaggi [modifica]
La città è gemellata con:
Qyryat-Gat, Israele
Villars-sur-Var, Francia
Möckmühl, Germania, dal 2001
Piliscsaba, Ungheria, dal 2005
Cefa, Romania, dal 2006
Aksakovo, Bulgaria, dal 2009
Galleria fotografica [modifica]
-
Via Cavour e chiesa di san Gregorio
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare, 1928-1936, Vol. II pag. 437
- ^ Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova, 1986
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
Collegamenti esterni [modifica]
- Cherasco su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Cherasco")