Revello

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Revello
comune
Revello – Stemma Revello – Bandiera
Revello dal Monte Bracco
Revello dal Monte Bracco
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Daniele Mattio (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°39′00″N 7°23′00″E / 44.65°N 7.383333°E44.65; 7.383333 (Revello)Coordinate: 44°39′00″N 7°23′00″E / 44.65°N 7.383333°E44.65; 7.383333 (Revello)
Altitudine 351 m s.l.m.
Superficie 53 km²
Abitanti 4 226[1] (31-12-2010)
Densità 79,74 ab./km²
Frazioni San Firmino, Staffarda, Campagnole, Morra S.Martino, Madonna Delle Grazie, Tetti Pertusio, Dietro Castello, S.Pietro
Comuni confinanti Barge, Brondello, Cardè, Castellar, Envie, Gambasca, Martiniana Po, Pagno, Rifreddo, Saluzzo
Altre informazioni
Cod. postale 12036
Prefisso 0175
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004180
Cod. catastale H247
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti revellesi
Patrono san Rocco, san Biagio
Giorno festivo 20 agosto, 5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Revello
Sito istituzionale

Revello (Arvel in piemontese, Revel in occitano) è un comune italiano di 4.233 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.

Si trova nella Valle Po[2] e fa parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio è esteso per 53 kilometri nella parte sud-occidentale del Piemonte, abbarbicato in parte sulla collina ai piedi del Monte Bracco, immerso nella splendida cornice del Monviso. Un territorio in cui le piantagioni di pesche sono la punta di diamante di un territorio raro e prezioso, un paesaggio pennellato da ulivi, castagni, con connotazioni certamente omogenee, dovute ad un intreccio di coltivazioni che, nei secoli hanno caratterizzato il territorio, frutto di una permanenza caparbia di molte generazioni contadine che nei secoli si sono consumate nelle piantagioni di frutta, sugli stessi poderi dai confini immutabili.<[3].

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è temperato sub-continentale con inverni discretamente freddi ed estati moderatamente calde.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio è lambito dal fiume Po e attraversa le frazioni di Tetti Pertusio e San Firmino. La presenza del fiume ha permesso la creazione di un Museo del Parco del Po di Revello che appartiene al parco fluviale Parco del Po Cuneese

Storia[modifica | modifica sorgente]

Revello, piccola città del tardo Medioevo subalpino e dell'antico Marchesato di Saluzzo . Revello la troviamo in un registro di "corti" che si fa risalire alla metà del secolo X. In esso è chiamato " Curtis Regia " frase che conferma la tesi della derivazione di Revello da fondo romano rimasto sotto la gestione dei questori della " repubblica ". Il nome "Curtis" era longobardo per quelle porzioni che essi pretesero dai vinti.<[4].Teoria riconfermata dal ritrovamento di resti di mattoni, ceramiche ed epigrafi nella zona della Cappella di S.Biagio. Revello divenne feudo, quando venne da Ottone III concesso a Olderico Manfredi I nel 1001 e dopo alla figlia Adelaide che rimase unica padrona, in seguito il dominio si frammentò tra piccoli feudatari fino alla metà del 1100 .[5]. Nel 1215 viene ceduta al Marchesato di Saluzzo rivestendo in quel periodo notevole importanza. Revello rivestiva importanza commerciale in quanto collocato allo sbocco della Valle Po[6] consentiva una comunicazione diretta fra i paesi d'oltralpe. Durante il Marchesato di Lodovico II e Margherita di Foix, Revello venne eletta come loro sede preferita.

Avvenimenti storici[modifica | modifica sorgente]

Nel 1548 dopo molti conflitti che coinvolsero il Marchesato cade in mano dei francesi. Nel 1588 Carlo Emanuele I di Savoia pose fine al governo francese. Nel 1642 come rappresentato nel primo triennio della rievocazione storica "Revello Maggio Castello"[7], dopo una serie di conflitti tra Savoia e Francia viene distrutto il Castello di Revello perdendo così ogni importanza strategica e commerciale. Revello fu ancora teatro di guerra nel 1693 e subì il saccheggio delle truppe del generale Catinat. Nel 1797 fu il nucleo dal quale si sviluppò una rivolta popolare denominata "rivolta del pane" e ricordata come "I moti di Revello".

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Abbazia di Santa Maria di Staffarda[modifica | modifica sorgente]

Oggi proprietà dell'Ordine Mauriziano. Fu fondata dai monaci Cistercensi sui terreni pianeggianti vicino al fiume Po, donati dal Marchese di Saluzzo nel 1135, per far fruttare la terra ed onorare il Signore.

La Cappella Marchionale[modifica | modifica sorgente]

La Cappella Marchionale si trova a lato del Palazzo Comunale. Esternamente a forma cilindrica, internamente è un'aula rettangolare con due volte a crociera a costoloni, all'innesto dei quali si trovano caratteristici stemmi. L'abside, con volta a spicchi, con costole sostenute da mensolini colorati, è ben illuminata da due lunghe finestre rettangolari, le quali all'esterno verso la piazza, si presentano con gli spigoli contornati da cotto. Nel centro una finestra a occhio che all'esterno è anch'essa circondata da cotto.

Il Palazzo comunale[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzo Comunale una volta veniva chiamato Castello Sottano per distinguerlo da quello della collina, fu dimora principesca e allora aveva un grande giardino con torri, gallerie coperte, saloni con ornamenti, scene di caccia emblemi, iscrizioni in italiano e francese, motti di cavalleria. Attualmente c'è ancora un ampio cortile interno. Il palazzo è sorretto da grosse colonne circolari in mattoni sagomati. Verso il giardino sono rimaste solamente cinque arcate, distrutta la facciata principale e le due torri rivolte verso il viale principale. Nell'angolo occidentale, sotto la terza torre, l'unica superstite, è situata la Cappella Marchionale.

Ruderi del Castello[modifica | modifica sorgente]

Si possono visitare imboccando l'antica strada Via De Regges delimitata da ampi tratti di mura appartenenti all'antica cinta che difendeva il borgo, raccordandolo in alto con il forte Bramafam. Dopo una gradevole passeggiata si giunge ai piedi della Torre Campanaria, che segna il luogo dove sorgeva l'antica parrocchia di S.Maria la Canonica e si prosegue fino a raggiungere i ruderi del castello di Revello. Si menziona il castello in documenti datati 1075: da ciò si deduce fosse molto antico, forse costruito nel IX secolo per contrastare l'avanzata dei Saraceni o da questi stessi edificato per dominare i territori conquistati. Fu restaurato ed ampliato dal marchese Ludovico I, nella prima metà del quattrocento, e e dotato di un sistema complesso ed articolato di fortificazioni che lo legavano ed isolavano, alla bisogna, al borgo. Il castello vide pagine dolorosedi odio famigliare quali la detenzione e l'uccisione di Giovanni Giacomo (1512) fratello del Marchese di Saluzzo Ludovico II e di Francesco Cavassa (1528) fidato consigliere della Marchesa Margherita di Foix, ed altre di grande eroismo quali quali la strenua difesa del maniero da parte del capitano Giovanni De Reges, poi tradito e scaraventato giù dal bastione del castello(1548), durante l'assedio dei francesi. Il castello che era il punto di forza del sistema difensivo del Marchesato Di Saluzzo, fu preso con le armi per l'indubbia superiorità dell'artiglieria, solo nel 1558 dal duca Carlo Emanuele I di Savoia, come rappresentato nel secondo triduo della rievocazione storica Revello Maggio Castello.(tratto dal libro Revello Percorsi d'Arte edizione A.S.A

Collegiata[modifica | modifica sorgente]

La Collegiata fu concessa da Papa Sisto IV nel 1483, su richiesta del popolo revellese e del Marchese Ludovico II. La facciata è austera e lineare e costruita in laterizio, illuminata dal portale rinascimentale in marmo bianco attribuito a Michele Sammicheli di Cima. Importante è anche il portone ligneo eseguito sempre dal Samnicheli. Il campanile è una robusta torre quadrangolare di otto piani.

L'interno a tre navate su pilastri cruciformi con volte a crociera e abside pentagonale, è interamente decorato da pitture neogotiche realizzate da Giuseppe Borra nel 1840. All'interno della Collegiata vengono conservate alcune tele settecentesche e ottocentesche e i polittici cinquecenteschi della Trinità e della Deposizione di Oddone Pascale. Interessante è un affresco del tardo cinquecento raffigurante un gentiluomo inginocchiato di fronte alla Madonna; l'altare maggiore in marmo del 1850 è di Giuseppe Adamini di Bigogno[8], mentre il fonte battesimale in marmo scolpito e il pulpito ligneo seicentesco sono opera di maestranze dell'Abbazia di Staffarda, così come l'organo monumentale.

Campanile delle Ore[modifica | modifica sorgente]

Segna il luogo dove sorgeva la Parrocchia di S.Maria la Canonica. Dal piazzale del campanile delle ore si gode una piacevole vista sull'abitato e sul territorio circostante. Sul lato interno del campanile c'e una breccia che ricorda il cannoneggiamento tedesco avvenuto il 13 luglio 1944.

Chiesa di Santo Stefano[modifica | modifica sorgente]

La chiesa nota come Confraternita del Gonfalone del Rosario, in piemontese "La Crusà" , fu eretta all'inizio del 1600. La semplice costruzione in laterizio termina con una facciata interamente affrescata dal pittore Borgna. Nell'interno, sobrio e misurato, si possono ammirare coro e pulpito lignei, tre tele settecentesche, nella cappella laterale, una statua cinquecentesca della Madonna del Bosco.

Mercato coperto[modifica | modifica sorgente]

Situato nella piazzetta antistante la chiesa di S.Stefano. Si tratta di una tettoia quattrocentesca sorretta da colonne cilindriche in laterizio intonacato su cui si poggiano le capriate lignee del tetto. A tutt'oggi qui si svolge il mercato ortofrutticolo cittadino.

Palazzo Porporato[modifica | modifica sorgente]

Palazzo con una robusta torre merlata con decorazioni in cotto, sede medievale del Comune. La facciata è movimentata da greche trasversali in cotto, dove spicca una grande finestra ogivale abbellita da ghiere in cotto, che si susseguono alternando motivi geometrici e vegetali. Si racconta che qui fu accolto e curato il Beato Ancina vescovo di Saluzzo, ammalatosi nel corso di una visita pastorale.

La Dogana[modifica | modifica sorgente]

Si affaccia sul piazzale antistante alla Collegiata, alla quale è unito da un arco di controspinta, che funge da"porta d'accesso"alla collina. La costruzione importante e raffinata, termina in facciata con una torretta ed il rosso intonaco che la contraddistingue. Sulla porta centrale una cornice di marmo bianco sottolinea l'ingresso principale. Sull'architrave è scolpita la scritta "Ferme et Droictz" da cui si ipotizza fosse la sede della dogana allo sbocco della via commerciale della Valle Po

Chiesa della Carrera[modifica | modifica sorgente]

Piccola costruzione ad aula rettangolare del 1800, costruita alla fine del viale alberato che fiancheggia la valle Po. Presenta in facciata un apprezzabile affresco della Madonna del pittore Borgnia.

Chiesa delle Suore Romite[modifica | modifica sorgente]

È una costruzione relativamente recente e sorge sul luogo anticamente occupato dal Convento di S.Maria Nuova, antico monastero femminile fondato nel 1291 dal marchese Tommaso I di Saluzzo e da sua moglie Aloisa di cui conserva traccia delle due ali quattrocentesche del chiosco. Degni di menzione nell'interno la Deposizione dipinta nell'ancona dell'altare maggiore dal pittore Arbasia, una tela del Borgna raffigurante i santi Leonardo, Biagio e Francesco ed una statuetta medioevale della Madonna col Bambino.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica sorgente]

La chiesa ha sulla facciata esterna un affresco di San Rocco con il cane.

Forte del Bramafam[modifica | modifica sorgente]

Situato sulla destra della collina su uno sperone, il Forte del Bramafam è un'isolata fortificazione di forma esagonale realizzato a difesa della collina insieme ad un complesso sistema di cui fa parte. Faceva parte del sistema difensivo comunale nel Castello arroccato sul cucuzzolo.[9]

Cappella di Santa Sofia[modifica | modifica sorgente]

Situata più in alto del fortino Bramafam, sopra la colletta della Croce, costruzione neogotica, da poco restaurata e presa in carico dal Gruppo A.N.A di Revello .[10]

Campanile di San Leonardo[modifica | modifica sorgente]

Dalla Cappella di Santa Sofia proseguendo il cammino lungo la mulattiera si incontra, abbarbicato ad una placca rocciosa, il campanile di S.Leonardo e poco sotto, a sinistra della strada, la relativa chiesetta circondata da vecchi castagni e protetta da una balma interessante anche da un punto di vista geologico (visibili cristalli di quarzite). La chiesetta di S.Leonardo con volta a botte e di vano di dimensioni maggiori di costruzione più recente. Particolare è l'affresco di facciata. Una parete esterna reca l'iscrizione che ricorda come Carlo Emanuele I salì la rocca retrostante durante l'assedio al castello del 1588, come rappresentato nel secondo triduo rievocativo dell'evento "Revello Maggio Castello".

Cappella Santa Maria Della Spina[modifica | modifica sorgente]

Nella campagna revellese a 750 m oltre il cimitero, nel cortile di una cascina. La cappella risalente al XIII secolo consta in un rustico ambiente di pianta rettangolare circondato esternamente da un porticato romanico, sorretto da pilastri in muratura con copertura lignea. Nobilita il bell'affresco cinquecentesco di Santa Cecilia conservato su una parete esterna. L'affresco è attribuito a Pietro di Saluzzo (Maestro del Villar), dedicato a S.Cecilia Vergine. L'opera in ottimo stato conservativo, ritrae la Santa frontalmente sotto un arco gotico con un libro di preghiere in mano.

Chiesa di San Giovanni[modifica | modifica sorgente]

Era l'antica Pieve di Revello risalente al XI secolo ed abbandonata dopo l'erezione della Collegiata. Della costruzione rimane il rudere dell'abside da cui è stato rimosso il battistero ( fonte battesimale), un affresco di stile bizantino che raffigurava la "Madonna con il Bambino" oggi conservato, dopo il restauro, nella Sala Denina presso la Cappella Marchionale (Palazzo Comunale). Da documento del secolo XII si viene a conoscenza che appartenevano alla pieve di Revello le chiese di : S.Martino di Crissolo, S.Stefano di Oncino, S.Maria di Paesana, S.Margherita di Paesana , S.Andrea di Rocchetta, S.Maria del Deserto, S.Maria di Robella, S.Martino di Sanfront, S.Nicola di Rifreddo, S.Andrea di Martignana Po, S.Martino di Allodio, S.Pietro di Feliere.S.Maria della Spina, S.Andrea di Revello, S.Massimo di Revello, S.Marcellino e Pietro di Envie.

Chiesa di San Massimo[modifica | modifica sorgente]

Sulla strada che porta ad Envie. Visibile la parte fortemente danneggiata della struttura della chiesa e, integro nelle sue pure forme romaniche, il pittoresco ed ormai simbolico campanile . Solido parallelepipedo in pietra di cinque piani, identificati da una cornice di archetti pensilia tutto sesto, è scandito da anguste finestre, quasi feritoie, ai piani inferiori, che si trasformano in eleganti bifore ai piani superiori. È completato da copertura in lose di pietra.

Convento di S.Ilario[modifica | modifica sorgente]

Si trova a sud est della cittadina, sulla strada che porta verso le frazioni di Campagnole e Tetti Petusio. Il sito oggi occupato da una villa privata con annesso parco. Dell'antico fabbricato, risalente forse al periodo longobardo, non si conserva alcuna struttura : rimangono solo due frammenti di affresco della testa di Cristo di ispirazione bizantina, uno dei quali visibile sul muro di una cappella negotica all'interno della menzionata proprietà, l'altro conservato nel museo di Casa Cavassa.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]

Istituzioni, enti ed associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • A.R.C.I.A Associazione Revellese Commercio Industria Artigianato
  • A.S.A.R Gli Amici della Storia e dell'Arte di Revello
  • A.R.V.E.L Associazione Revellese Valorizzazione Energie Locali
  • PROLOCO Associazione Turistica
  • Banda Musicale di Revello

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Revello[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

"Revello Maggio Castello "[1] [[www.arciare.it]]

Evento storico culturale ideato dai revellesi nel 2008, viene organizzato ogni anno dall'associazione A.R.C.I.A[12][13],in collaborazione con altre associazioni revellesi, viene ripetuto ogni anno nel terzo fine settimana di maggio.Revello Maggio Castello nome non scelto a caso dall’associazione A.R.C.I.A che richiama l’attenzione su un evento storico culturale, che si svolge a Revello nel mese di Maggio ricordando l’esistenza di un castello sulla rupe . Maggio in latino Maius: secondo Ovidio si collegherebbe ai “majiores”: gli adulti anziani ,ai quali i romani dedicavano questo mese (avendo Romolo diviso la popolazione romana in due,i maggiori,gli adulti anziani,appunto,e i minori,i giovani abili alle armi). Nell’evento Revello Maggio Castello si cercata questa connessione tra giovani e anziani che vengono ogni anno messi in risalto, con il messaggio che la loro esperienza e il valore dei loro capelli grigi da onorare e rispettare, la qual cosa avveniva nei tempi passati dove si onorava l'esperienza e si chiedeva consiglio agli anziani del borgo,dando il giusto rispetto all'esperienza. Il nome Maggio secondo altri deriva dal nome di Maja, la madre di Mercurio. Nel mondo romano, infatti, veniva festeggiato con canti e balli davanti alle case ed era il periodo in cui si piantavano alberelli o pali con regali appesi, legame evidenziato durante il coinvolgimento dei ragazzi dell’istituto comprensivo di Revello che ripropongono canti e balli attorno all’albero che porta i doni. Il nome Castellum ricorda invece il periodo dell’esistenza del castello di Revello, che la sua distruzione, avvenuta nel 1642 condizionò l’avvenire di un paese arrestando la sua espansione al punto che non divenne mai una città.

È un evento storico culturale con al suo interno una rievocazione storica. Un evento durante il quale il paese si anima di un passato mai sopito e di atmosfera ricca di colori e musiche. Dove si aprono scenari in angoli diversi avvolti da danze, musica e teatro. Attraverso il culto dell’evento storico rievocativo produce la tutela del proprio profilo della propria identità. Revello Maggio Castello apre ogni anno una nuova pagina, la peculiarità dell'evento è che la pagina di storia viene ripetuta attraverso tridui rievocativi, rievocando per tre anni consecutivi avvenimenti di rilievo storico, accaduti a Revello. Per tre giorni si respira un pregnante profumo di battaglia accompagnato da boato di cannoni, colpi di moschetto, tintinnio di spade, ambientazioni fatte con gusto e bellezza segnano le vie, tra le architetture e i monumenti si respira la storia. Attraverso questi tridui rievocativi si fa conoscere con esatta ricostruzione i fatti d’interesse storico che hanno condizionato l’avvenire. Centinaia di figuranti e gruppi di teatranti locali accolgono i visitatori che proprio qui a Revello ritrovano il piacere di rivivere anche solo per un giorno le atmosfere di un passato lontano e ogni anno partecipano all’emozione della festa, con musica, danze, delizie enogastronomiche che accompagnano le giornate vittoriose, esaltando il coraggio e la sofferenza di un popolo. Il visitatore s’imbatte in vere e proprie scene teatrali per strada e si vedono anche quante asperità hanno dovuto superare i Revellesi per strappare a una terra non sempre generosa, sostentamento per la sopravvivenza.

Sagra della Pesca

Tradizionale sagra popolare che in questi anni ha avuto un notevole trend di crescita, si ripete ogni anno nel mese di luglio. Manifestazione che affonda nella più antica tradizione agricola revellese dove il visitatore potrà assaporare le varietà di pesche locali, gustare i "persi pien" e fare visita ai filari di piante da frutta.

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Pubblicazioni:

  • "Revello : Origini - Archeologia - Arte", Carlo Fedele Savio
  • "Vita ed opere di Carlo Denina", Carlo Corsetti, A.S.A.R
  • "Muri Corrosi Dal Tempo", Giancarlo Ghirardotto, A.R.C.I.A
  • "La Cappella Marchionale di Revello", Maria Elena Stantero, A.S.A.R.
  • "Revello Percorsi d'Arte", Gabriella Arrò - Armando Pautassi, A.S.A.R.

Settimanali :

Saluzzo Oggi - Il Corriere di Saluzzo - La Gazzetta - L'eco del Chisone -

Geografia antropica

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

La posizione strategica del paese influì in modo decisivo sulle vicende storiche. La distruzione della fortezza di Revello, avvenuta nel 1642, a seguito dell'aspra contesa tra principisti e madamisti, cambiò le sorti del paese e del suo sviluppo urbanistico.

Negli anni sessanta l'esodo verso le città industrializzate provocò uno spopolamento quantificabile in un migliaio di abitanti. Il paese ora è in fase di ripopolamento e sviluppo.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Staffarda, San Firmino, Campagnole, Morra S.Martino, Madonna Delle Grazie, Tetti Pertusio, Dietro Castello, S.Pietro.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Città di Pozo del Molle - Cordoba - Argentina

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Comune di REVELLO (CN)
  3. ^ >[Dal libro Muri Corrosi dal Tempo edizione A.R.C.I.A]
  4. ^ >[Revello:Origini-Archeologia-Arte di Carlo Fedele Savio]
  5. ^ [La Cappella Marchionale di Maria Elena Stantero]
  6. ^ Valle Po
  7. ^ Revello Maggio Castello - Comune di REVELLO (CN)
  8. ^ Canavesio, 2008, 353.
  9. ^ Forte del Bramafam sul sito del comune di Revello
  10. ^ Guida Turistica - Comune di REVELLO (CN)
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Revello Maggio Castello - Comune di REVELLO (CN)
  13. ^ Guida Turistica - Comune di REVELLO (CN)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Cuneo Portale Cuneo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cuneo