Isasca

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Isasca
comune
Isasca – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Roberto Forniglia (lista civica) dall'08/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°35′00″N 7°23′00″E / 44.583333°N 7.383333°E44.583333; 7.383333 (Isasca)Coordinate: 44°35′00″N 7°23′00″E / 44.583333°N 7.383333°E44.583333; 7.383333 (Isasca)
Altitudine 660 m s.l.m.
Superficie 5,08 km²
Abitanti 78[1] (31-12-2010)
Densità 15,35 ab./km²
Comuni confinanti Brondello, Brossasco, Martiniana Po, Venasca
Altre informazioni
Cod. postale 12020
Prefisso 0175
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004103
Cod. catastale E327
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti isaschesi
Patrono san Chiaffredo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Isasca
Sito istituzionale

Isasca (Isasca in piemontese, Izascho in occitano) è un comune italiano di 78 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte, situato nella Valle Varaita e fa parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo molto probabilmente deve le sue origini alle popolazioni liguri, come gran parte dei borghi il cui nome termina con le desinenze "Asca" o "Asco". Tali borghi sono molto popolari nelle vicinanze del comune: Venasca, Brossasco, Piasco rappresentano gli esempi geograficamente più vicini. Il borgo ha origini molto antiche. Ufficialmente, la prima traccia dell'insediamento risale ad un testamento datato 1247. In tale documento, l'allora signore di Venasca, Guglielmo, concesse alla vicina abbazia di Staffarda il diritto di fare legna sul suolo Isaschese. Dal 1400 circa, il borgo di Isasca risulta libero da qualsiasi vincolo di signoria. I primi statuti risalgono al 1563. Con l'avvento dei Savoia nel Marchesato di Saluzzo, il duca Carlo Emanuele I concesse Isasca come feudo al signore di Costigliole Ludovico Della Chiesa, dietro pagamento della somma di 2300 ducatoni. Nel 1928 Isasca venne unito alla vicina Venasca, salvo poi essere nuovamente separato alla fine del secondo conflitto mondiale. In anni recenti il comune ha visto un crescente spopolamento, ed un annesso crollo della natalità. Tuttavia, nel corso degli anni, il paese ha saputo sopravvivere aggrappandosi tenacemente ai ritmi di un tempo, e mantenendo vive le tradizioni. Attualmente è sede di numerosi artigiani del legno e di produttori agricoli.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Isasca geograficamente è posto al fondo della Valle Varaita, a destra del torrente omonimo. Il comune, grazie alla sua posizione confinante con la vicina Valle Bronda, rappresenta un crocevia nella strada verso Saluzzo. Territorialmente è il comune più piccolo dell'intera vallata, ma può contare un dislivello notevole al suo interno. Si passa infatti dai 660 metri s.l.m. circa del capoluogo, ai 1400 circa del suo punto più elevato. Sono presenti numerosissime borgate, oggi in gran parte disabitate, distribuite lungo le pareti delle montagne ad esso adiacenti.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il paese presenta numerosi piloni votivi sparsi sul proprio territorio, a testimonianza della fede religiosa caratteristica del centro abitato. In particolare, in centro borgo, è possibile ammirare la Chiesa Parrocchiale, intitolata a San Massimo. La prima menzione della Chiesa è datata 1386. Inizialmente la struttura comprendeva solamente la navata centrale, ed in epoca successiva vennero aggiunte le navate laterali ed il campanile. Anticamente la volta era ricoperta da un affresco raffigurante un cielo stellato, il quale è andato perso nel corso degli anni. Alle spalle dell'altare è posto un affresco di eccellente fattura, raffigurante gli evangelisti e datato 1545. La parte alta dell'affresco rappresenta l'annunciazione ed è di fattura più antica, seppur non vi sia una data precisa. L'affresco è stato coperto per svariati anni da un quadro oggi andato perduto, ed è stato scoperto solo in seguito a lavori di ristrutturazione dell'edificio. La facciata è costituita da materiale proveniente dalla vicina cava di Brossasco, ormai dismessa e presenta uno stile sobrio e compassato. Negli anni 70 la parrocchia è stata oggetto di restauro volontario da parte degli abitanti del paese. Sulla via verso Borgata Colle sorge la Cappella dedicata a San Chiaffredo, santo patrono del paese. Di costruzione molto recente (1917) sorge sulle rovine di una cappella più antica. Sulla facciata, sotto il porticato è raffigurato il Santo a cavallo Sulla via verso Borgata Lazzari, sorge la cappella di San Massimo. La prima menzione dell'edificio in documenti ufficiali risale al 1730, mentre la torre campanaria risale al 1769. All'interno della cappella sono presente affreschi raffiguranti Sant'Anna, San Bernardo e la Vergine Assunta, databili attorno al 1754. Recentemente il comune ha finanziato i lavori di ripavimentazione del centro. Meta molto frequentata è rappresentata dalla fontana adiacente l'edificio comunale, recentemente ristrutturata e abbellita.

Prodotti Tipici[modifica | modifica wikitesto]

Fra i prodotti tipici del borgo figurano sicuramente i funghi. Le vaste radure ed i vasti boschi posti attorno al paese, costituiscono una fiorente riserva di funghi, in particolare di porcini e dei cosiddetti "uluc, termine piemontese per indicare la Ditola Vinata. Altro prodotto tipico del paese è la castagna, in particolare la "Bracalla". La coltivazione della castagna rappresenta uno degli introiti principali per i cittadini isaschesi, ed il commercio avviene attraverso il tradizionale mercato della castagna di Venasca. Altro prodotto tipico è la patata, in particolare nella sua variante nota come "Mona Lisa". Isasca, nel periodo estivo, è meta di numerosi turisti attirati dall'ottimo sapore della patata coltivata seguendo antichi rituali. Ulteriore prodotto tipico, se così può essere definito, è l'acqua. Quotidianamente numerose persone si recano presso la fontana adiacente l'edificio comunale per prelevare la sua acqua, leggera e diuretica

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del borgo è legata principalmente al commercio del legname e dei prodotti agricoli locali. Il legname viene destinato all'uso come combustibile per riscaldamento, mentre i prodotti locali (fra cui eccellono castagne, funghi e patate) vengono venduti sia all'ingrosso presso il tradizionale mercato delle castagne della vicina Venasca, sia al dettaglio. Esiste anche un ristorante, nella piazza principale del paese, il quale tenta di coniugare tradizione e modernità. Non è presente nessun tipo di attività commerciale come panetterie, salumerie o calzaturifici.

Sport ed attività[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale non è presenta alcun tipo di struttura sportiva, ma sono presenti numerosi sentieri naturali per gli appassionati di Mountain Bike e Trekking

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

La festa patronale del paese ha luogo in occasione del primo weekend di settembre, durante la festa religiosa dedicata a San Chiaffredo. Durante il periodo natalizio è possibile ammirare lo splendido presepe meccanico, interamente realizzato da volontari del comune.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è attualmente in mano ad una giunta iscritta alla Lista Civica. Il sindaco del paese è Roberto Forniglia, al suo secondo mandato. Il vice sindaco è Dalmasso Franco, al suo promo mandato.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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