Barge

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Barge
comune
Barge – Stemma Barge – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Luca Colombatto (Lista civica) dal 29/05/2007, riconfermato 07/05/2012
Territorio
Coordinate 44°44′00″N 7°19′00″E / 44.733333°N 7.316667°E44.733333; 7.316667 (Barge)Coordinate: 44°44′00″N 7°19′00″E / 44.733333°N 7.316667°E44.733333; 7.316667 (Barge)
Altitudine 372 m s.l.m.
Superficie 82 km²
Abitanti 7 984[1] (01-06-2013)
Densità 97,37 ab./km²
Comuni confinanti Bagnolo Piemonte, Cardè, Cavour (TO), Envie, Ostana, Paesana, Revello, Sanfront, Villafranca Piemonte (TO)
Altre informazioni
Cod. postale 12032
Prefisso 0175
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004012
Cod. catastale A660
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti bargesi, (antico: bargiolini)
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barge
Sito istituzionale

Barge (così anche in piemontese e occitano) è un comune italiano di 7.984 abitanti della Provincia di Cuneo. Fa parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il Monviso fotografato dalla piana piemontese nei pressi di Barge

L'abitato è situato ai piedi delle Alpi Cozie, in prossimità del Monviso e più precisamente, in una conca ai piedi del Monte Bracco e del Monte Medìa. Il centro abitato è attraversato da due torrenti (il Chiappera e l'Infernotto), che si uniscono a formarne un terzo, il Ghiandone, che si getta nelle vicinanze di Staffarda nel fiume Po. L'abitato principale si sviluppa a circa 360/390 metri s.l.m.

Toponomastica[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo è reso al plurale e deriva dalla parola antica barga, il cui significato è fonte di discussione. Secondo l'Olivieri ed altri studiosi, assume il significato di riparo/capanna/abitacolo (vedi stamberga con il significato di riparo in pietra). Secondo altri, invece, sarebbe da ricollegarsi a una radice antichissima *berg-/*barg-/*breg-/*brig- avente il significato di elevazione del terreno/montagna. In particolare, nell'area meridionale francese, tutti i toponimi e microtoponimi di tipo Barge/La Barge/Barges/Bargettes si riferiscono a territori alle falde di una montagna[2]. Lo stesso vale per il microtoponimo spagnolo Vargas. Al di fuori del Piemonte, si registra l'analogo toponimo Barga, al singolare: cittadina toscana, in provincia di Lucca. In Liguria, esiste un Santuario della Madonna di Bargie. Un microtoponimo Bargie[3] invece, si trova in Valle Maira, in provincia di Cuneo, Piemonte. Altri microtoponimi italiani di probabile identica origine: -Barghe (Comune di Sebbio Chiese, Brescia) -Barga (Comune di Castiglion Fibocchi, Arezzo) -Bargi (Porta Lucchese, Pistoia) -Bargi (Certaldo, Firenze) -Barce (Rocca Pietore, Belluno).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale, sulla sommità del monte Bracco e del Monte Medìa, è attestata la presenza di un'intensa attività di incisione rupestre. Essa risulta certamente d'epoca antica, ma è impossibile sapere di quale cultura essa fosse stata espressione.

Il territorio di Barge è situato in un'area geografica, che, nell'età pre-romana, appartenne alla cultura celto-ligure dei "Taurini". Nell'ambito di questa, ricadde successivamente nella sfera d'influenza dell'insediamento principale della touta/civitas caburriate, esistente sull'attuale Rocca di Cavour. Tale insediamento è indicato da Plinio come il secondo per importanza nelle terre taurine, dopo Segusia (Susa), ma il nome originario ci è sconosciuto. Ai piedi della rocca (a 6 km, dal centro attuale di Barge) il proconsole cesariano Caio Vibio Pansa fondò un insediamento mercatale romano, di nome Forum Vibii Cabur.

La sua particolare posizione geografica lungo la via pedemontana, nel punto di una importante deviazione che attraverso il facile passo della Colletta permetteva di raggiungere la media val Po a Paesana, ne fece ben ben presto un punto di importanza strategica.

Decadde nell'alto medioevo, ma il nome Caburrum fu legato all'abbazia di Santa Maria, sorta a poca distanza. Dal nuovo nucleo, sarebbe nato, in seguito, il piccolo centro medievale di Cavour (distante 6 km circa da quello di Barge).

Il primo documento che citi il nome di Barge è del 1001, un diploma imperiale del di (Ottone III). Il grande campanile romanico lombardo della chiesa di San Giovanni Battista sta, però, a dimostrare che già nel primo quarto dell'XI secolo il villaggio costituì un centro di notevole rilievo demografico (essendo il più grande campanile pievano in un'area molto vasta). Barge fece parte delle terre torinesi.

Tra XI e XIII secolo, cadde sotto il dominatus di un consortile signorile, detto Dei Signori di Barge che giurarono fedeltà contemporaneamente, sia a Casa Savoia, che ai Marchesi di Saluzzo (che vantavano diritti pro quota sul territorio).

La politica di espansione dei Savoia cominciò a dare i suoi frutti: nel 1325 Manfredo IV di Saluzzo si riconosceva vassallo saboudo dei feudi di Barge, Busca, Scarnafigi e altri; l'omaggio venne rinnovato anche dai suoi successori fino a quando Tommaso II adottò una condotta apertamente ostile nei confronti dei Savoia, provocando l'immediata reazione di Amedeo VI che, nel 1363 mosse contro Barge espugnandolo e saccheggiandolo. Così,[4], il paese cadde definitivamente in mani sabaude. Quindi infeudò il luogo a Giacomo d'Acaia.

Fu considerato, nell'ambito del Principato di Piemonte, come "communitas immediata", cioè dipendente direttamente dal Sovrano, cui spettava la nomina del Vicarius civile. La parte rimanente del territorio della divisione di Arduino pervenne ai Marchesi di Romagnano e, dopo il declino di quest'ultimi, ai Robaldini, suddivisi in varie famiglie riunite in un consortile.

A partire dalla metà del Cinquecento il territorio, a seguito di frequenti guerre e il continuo passaggio degli eserciti spagnoli, francesi e piemontesi, tesi al controllo dell'importante castello, lasciarono distruzioni e miseria, culminate con la peste del 1630 che spopolò la regione. In quell'anno Carlo Emanuele I incorporò il comune nella provincia di Saluzzo staccandolo da quella di Pinerolo.

Alla fine del Seicento il comune fu coinvolto nella guerra tra il Piemonte e la Francia: nel 1690, il generale francese Catinat, dopo la vittoria di Staffarda mosse contro Barge devastandone il territorio e saccheggiando il paese. Il relativo periodo di pace del Settecento contribuì a risanare le ferite dei decenni trascorsi.

Come centro industriale, Barge si impose, unico in Piemonte, per la sua produzione di armi da fuoco, iniziata dai Thorosano nel secolo XIV e cessata solo nel XVIII, e per lo sfruttamento della miniera di quarzite del Mombracco, menzionata anche da un appunto di Leonardo da Vinci.

Nel XVII secolo, venne infeudato al ramo Savoia Carignano. Per questo motivo, durante il Risorgimento, il re di Sardegna, Carlo Alberto, primo di quel ramo a salire sul trono sabaudo, usò un passaporto riportante il solo titolo di "conte di Barge", per poter sfuggire a un posto di blocco austriaco, dopo la rovinosa battaglia di Novara. Religiosissimo ed educato a non dire menzogne, egli ritenne fosse peccato meno grave la menzione di una sola parte di verità.

Il territorio, dopo lo scioglimento del Principato d'Acaia, fu fatto rientrare nella Provincia di Pinerolo, poi, in quella di Pinerolo-Saluzzo ed infine, in quella di Saluzzo. Per tal motivo, in epoca napoleonica, fece parte del Dipartimento della Stura, avente per capitale Cuneo e successivamente, della neocostituita Provincia di Cuneo.

Nel settembre del 1943, vi fu fondata la prima formazione partigiana del Nord Italia, aderente ai "Garibaldini" (formazioni comuniste), su ispirazione del filosofo della scienza Ludovico Geymonat e del comandante Barbato (Pompeo Colajanni).

Il 22 luglio 1982, il Comune di Barge è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività partigiana con la seguente motivazione:

«Fedele alle più belle tradizioni risorgimentali, il Comune di Barge fu centro propulsore della Resistenza, pur consapevole dei rischi a cui si esponeva per le spietate rappresaglie naziste. In 18 mesi di lotta partigiana, Barge ha dimostrato in un drammatico periodo della sua storia un grande attaccamento alla causa della libertà. Barge, settembre 1943 - aprile 1945.» (Ministero della Difesa, Roma 29 luglio 1983 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 12 marzo 1983).

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

La parrocchiale
  • la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, già pieve alto-medievale del Vescovado di Torino ed, ora, sede della Parrocchia Maggiore di Barge, dipendente dal Vescovado di Saluzzo (CN) fin da epoca napoleonica. L'edificio è una delle più grandi chiese non episcopali del Piemonte (oltre 1000 m2 di superficie). Originariamente romanico lombardo, fu rifatto in stile gotico nel 1501 e, poi, in stile barocco, tra il 1730 e il '40, su disegno di Francesco Gallo di Mondovì, architetto e ingegnere militare regio, autore della cupola ellittica del santuario di Vicoforte di Mondovì, nonché di numerose chiese monregalesi e di altre zone della provincia di Cuneo.
  • la Chiesa di Santa Maria Assunta, un tempo dedicata alla Santa Croce e popolarmente conosciuta col nome di "Crosà"
  • il complesso conventuale del Mombracco, costituito da tre chiese: la Madonna della Rocca (prima cella monacale); San Salvatore (rudere) e Santa Maria (ora, San Giacomo)
  • il Santuario della Madonna delle Combe, antica cappella diventata da pochi anni Santuario; si trova nella frazione omonima. La festa si celebra nei primi giorni d'agosto ed era una delle feste più famose di Barge.

Castelli[modifica | modifica sorgente]

Il castello inferiore
  • il castello inferiore o ex convento di S. Francesco: sorgente su una rupe fu l'originario castello dei Signori di Barge (sec. XI), ma venne trasformato in convento francescano nel secolo XV. Nel corso dell'Ottocento, fu trasformato in residenza privata; destinazione che attualmente permane.
  • il castello superiore: costruito nel primo quarto del sec. XIV dal marchese di Saluzzo. Cadde in mani sabaude definitivamente nel 1364. Ricostruito più volte, fu distrutto durante le guerre che opposero la Francia alla Spagna.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo Etnografico La Brunetta
  • Museo Civico d'arte contemporanea "Aperto", da cinque anni non gestito dal Comune che lo ha di fatto lasciato in abbandono (vedi sito dell'associazione Sassi Vivaci che lo gestiva fino al 2006: Sassi Vivaci)

Cinema[modifica | modifica sorgente]

  • Cinema Comunale di Barge

Cultura[modifica | modifica sorgente]

È attiva la Banda Musicale Folcloristica della Città di Barge. Si esibisce in occasione della festa patronale e delle ricorrenze civili.

Feste e fiere[modifica | modifica sorgente]

  • Festività (esclusivamente) religiosa del santo patrono, San Giovanni Battista (giugno)
  • Multimedia Barge Festival (giugno)
  • Golosità del Monviso (luglio)
  • Ottobrata 2000(ottobre)
  • Festa al Santuario della Madonna delle Combe
  • Rassegna annuale di cori polifonici nella chiesa di San Pietro di Assarti (ultimo sabato di settembre)

Associazionismo[modifica | modifica sorgente]

  • Associazione culturale Sassi Vivaci (promozione territoriale vedi progetto AltraMontagna)

Economia[modifica | modifica sorgente]

  • La pietra di Barge: la quarzite
  • ITTfriction: freni per autoveicoli
  • Produzioni agricole tipiche: mela renetta grigia di Torriana (inserita nell'arca del gusto di slowfood), castagna savatùva, kiwi, pera tumin, riso, mais varietà "Pignolètt" (Pinhoulet).
  • Prodotti tipici: batiaje (biscotti di farina di mais); bargesini al rhum (pasticcini a base di cioccolato e liquore); vino a D.O.C. (rientrante nell'area Pinerolese D.O.C.); formaggio "toma" (touma) di Barge e "tomin" (toumin).

Persone legate a Barge[modifica | modifica sorgente]

Frazioni e Località[modifica | modifica sorgente]

Montescotto (Montëscòtt/Mountëscot), Mondarello (Pont d'Ajaod/Poun' d'Aiaout), Torriana (Ën Toriana/ën Touriana), Galleane (Le Gajan-e/Le Galhane), Cappella Nuova (Capela Neuva), Capoloira (ën Capolòira/ën Capouloira), Ripoira (n'Arveuira), Giala (Giala/Jala), Montebracco (Monbrac/Moun' Brac), Moiasole (Mojassòle/Moulhasole), Crocera (La Crosiera), Assarti (ën Lissart/ën L'Issar'), Gabiola (Gabiòla/Gabiola), Lungaserra (Longasèra/Lounga Sèra), Combe (Le Combe/Le Coumbe), Carutti (Carùti), Gorrette (Le Gorëtte/Le Gourëte), San Martino (San Martin/Sën Martin).

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Particolare attenzione è da destinarsi all'evoluzione demografica del comune, visto che dal 1994 in poi vide l'arrivo, inteso e continuo, di immigrati soprattutto cinesi, impiegati principalmente nel settore della lavorazioni delle lapidi. Il comune al 31/12/2008 contava 7.757.[5]. Il primo immigrato con gli occhi a mandorla, un maschio, arrivò nel 1994. Nel 1995, era presente sempre solo un maschio e, nel 1996, 3 maschi e 2 femmine, già saliti a 23 maschi e 6 femmine l'anno successivo. Dal 1998, però, le cifre si fanno imponenti: 63 maschi e 39 femmine. Nel 1999: 80 maschi e 52 femmine nel 1999. Nel 2000: 99 maschi e 5 femmine. Nel 2001: 24 maschi e 89 femmine. Nel 2002: 167 maschi e 121 femmine. Nel 2003: 194 maschi e 134 femmine. Nel 2004: 238 maschi e 162 femmine. Nel 2005: 261 maschi e 182 femmine nel 2005. Nel 2006: 274 maschi e 206 femmine. Nel 2007: 285 maschi e 210 femmine. L'aumento demografico, nel 2008, ha registrato un saldo positivo di 111 persone: sono state contate 587 persone di questa nazionalità: 342 maschi e 245 femmine.

Istruzioni bilingui (italiano e cinese) per la raccolta differenziata

Nei primi due mesi del 2009, la presenza cinese è aumentata ancora di una ventina di unità, stesso aumento confermato nel bimestre successivo. Solo nel mese di giugno 2009, la tendenza sembra essersi fermata, per riprendere, comunque, in luglio. Al 31 agosto 2009 la popolazione del comune era di 7.848 abitanti. Il 30 settembre 2.009 era scesa a 7.839, a causa di un saldo negativo di 2 persone nel bilancio nati/morti e di un saldo negativo di 7 persone nel bilancio immigrati/emigrati.

Una nuova diminuzione si è verificata nell'ottobre 2009, quando la popolazione complessiva è scesa di altre 15 unità, non solo perché i nati sono stati solo 3 contro 8 morti, ma anche perché gli emigrati sono stati 31, contro 21 immigrati, quasi tutti di origine cinese.

In novembre, gli abitanti sono stati solo più 7.811 (maschi 3.914 e femmine 3.897). Ad andarsene soprattutto gli Italiani, mentre il flusso di Cinesi è apparso invariato.

La popolazione residente alla fine del mese di dicembre del 2009 è stata di 3.913 maschi e 3.913 femmine per un totale di 7.826 residenti, con tendenza all'aumento nei primi mesi dell'anno 2010.

Secondo i dati direttamente forniti dal Servizio Demografico comunale, al 31 maggio 2010 la popolazione è di 7.847 (3.917 maschi e 3.930 femmine) di cui 1.153 stranieri, di cui 739 cinesi. Al 30 settembre 2010 la popolazione raggiunge 7.881 abitanti, di 1.200 stranieri e 775 cinesi. Al 31 ottobre 2010, rispettivamente: 7.880, 1.215, 779. Al 30 novembre 2010: 7.909, 1.232, 794. Al 31 dicembre 2010: 7.891, 1.222, 789. Al 31 marzo 2011: 7.948, 1.259, 827, marocchini 218, rumeni 119. Al 29 luglio 2011: 7.950, 1.275, 845, 217, 115, albanesi 40, Moldavi 12, Filippini 6. Al 2 agosto 2011: 7.966, 1.281, 842, indiani 5, marocchini 220, rumeni 117, albanesi 41, Moldavi 12, Filippini 6. Al 14 novembre 2011: 7.974, 1.311, 860, indiani 5, marocchini 224, rumeni 116, albanesi 44, moldavi 12, filippini 7.

I dati al 16 aprile 2012 ci mostrano invece la popolazione complessiva si è stabilizzata a 7.975 abitanti (3.997 maschi e 3.978 femmine), cioè appena una persona in più rispetto a novembre 2011, ma non a causa di un calo della presenza di immigrati stranieri. Infatti, i cinesi ora sono 884, i marocchini 231, i rumeni 123, gli albanesi 50, i moldavi 13, i filippini 9 ed il totale della presenza straniera è aumentata a 1.357 abitanti. Significa che ad andarsene sono stati prevalentemente i giovani italiani, mentre molti anziani sono deceduti durante l'inverno.

Abitanti censiti[6]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Palazzo comunale
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Roberto Broardo Forza Italia Sindaco [7]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Mario Picco Forza Italia Sindaco [8]
29 maggio 2007 07 maggio 2012 Luca Colombatto Forza Italia Sindaco [9]
07 maggio 2012 in carica Luca Colombatto Lista civica Sindaco [10]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Barge esiste un'associazione calcio con il nome di: A.S.D. Barge.

Inoltre esiste una squadra di pallavolo, che ha sede a Luserna San Giovanni (To).

È altresì attiva una delle prime Sezioni fondate del Club Alpino Italiano.

È presente, poi, una società di Tennis Tavolo: A.S.D.T.T. Tennistavolo Barge

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Secondo gli studionsi Dauzat e Rostaing
  3. ^ evidentemente al plurale
  4. ^ AA.VV. Il Piemonte paese per paese, Ed. Bonechi - 1993 - Firenze
  5. ^ Fonte: comune di di Barge
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Elezioni del 16 novembre 1997.
  8. ^ Elezioni del 26 maggio 2002.
  9. ^ Elezioni del 27 maggio 2007.
  10. ^ Elezioni del 06 maggio 2012.

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