Perlo

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Perlo
comune
Perlo – Stemma Perlo – Bandiera
Perlo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Enzo Garelli (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°20′00″N 8°05′00″E / 44.333333°N 8.083333°E44.333333; 8.083333 (Perlo)Coordinate: 44°20′00″N 8°05′00″E / 44.333333°N 8.083333°E44.333333; 8.083333 (Perlo)
Altitudine 697 m s.l.m.
Superficie 11,56 km²
Abitanti 127[1] (31-12-2010)
Densità 10,99 ab./km²
Frazioni Perletta
Comuni confinanti Bagnasco, Ceva, Massimino (SV), Murialdo (SV), Nucetto, Priero
Altre informazioni
Cod. postale 12070
Prefisso 0174
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004162
Cod. catastale G458
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 179 GG[2]
Nome abitanti perlesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Perlo
Sito istituzionale

Perlo (così anche in piemontese[3]) è un comune di 122 abitanti della provincia di Cuneo[4].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Perlo si trova in una valletta laterale dell'alta valle Tanaro, scavata dal rio Perletta[5]. Si sviluppa interamente su un territorio montagnoso ad un'altitudine di 697 m s.l.m.[6].

È classificato nella zona sismica 3A[7](sismicità bassa).

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il comune è stato inserito nella zona climatica F ed ha un fabbisogno termico di 3179[8] gradi giorno. La normativa attuale non pone limiti all'accensione degli impianti di riscaldamento[6].

Storia[modifica | modifica sorgente]

I ruderi del castello

L'area di Perlo, come quelle limitrofe, sembra sia stata colonizzata fin dai tempi dell'antica Roma, ipotesi confermata dal rinvenimento di antri e cunicoli scavati nella roccia e di monete e statuette romane. Probabile è anche la sua origine come borgo di Nucetto.

Il paese, dopo varie vicissitudini ed il periodo buio conseguente alla caduta dell'Impero romano d'Occidente conobbe la propria autonomia come borgo fortificato durante l'epoca feudale, con la costruzione nel XIII secolo del castello ad opera di Giorgio II (detto Nano) marchese di Ceva.

Nel 1541 Carlo II di Savoia, dopo aver conquistato il borgo, lo investì a Giulio Cesare Pallavicino a cui seguì Alfonso Del Carretto. Nel 1558 il feudo torno nella mani dei Savoia che lo investirono a Giuseppe Cambiano di Ruffia, a cui succedettero i Faussone, nuovamente i Pallavicino, Antonio Carlo Guerra ed infine, nel 1762, Angelo Porrazzo.

Durante la campagna d'Italia Perlo su teatro di sanguinosi scontri (tanto da rimanere nella toponimia locale con il toponimo Bric dei morti, collina dei morti).

Nel 1928 Perlo venne aggregato al comune di Nucetto. Ridivenne comune autonomo nel 1947[5].

Le origini del nome[modifica | modifica sorgente]

Esistono documenti risalenti al medioevo dove viene riportato il nome di Perlus e Perlum, che si fa risalire al latino pirolus (pero cervino). L'origine di questa associazione si deve con ogni probabilità far risalire all'abbondanza di quest'albero da frutto nella zona[5].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Perlo-Stemma.png

Lo stemma comunale di Perlo è descritto come Di porpora al bisante d'argento in cuore. Ornamenti esteriori da Comune. Quello attuale non è uno stemma riconosciuto, anche se viene utilizzato normalmente come se fosse tale. È in corso una ricerca araldica per individuare con esattezza lo stemma e richiederne il riconoscimento[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Castello: edificato nel XIII secolo, era una vera e propria fortezza che copriva un perimetro di cinquecento metri, dotata di quattro torrioni angolari. Era situato in posizione rialzata in modo da rendere possibile la comunicazione con i castelli di Nucetto e Battifollo. Venne distrutto durante la dominazione napoleonica e non ne restano che alcuni ruderi.
  • Chiesa parrocchiale: intitolata a San Michele Arcangelo, patrono di Perlo, ha subito ampliamenti nel 1849.
  • Cappella di San Felice: si tratta dell'edificio più antico dell'area, edificato nel punto più alto di Nucetto dove probabilmente venivano praticati culti pagani prima della cristianizzazione della zona. A suffragare questa tesi, oltre le argomentazioni di Padre Arcangelo Ferro in Ceva e la sua zona, è il rinvenimento durante rilievi storiografici di croci inscritte in un cerchio, di chiara derivazione celtica.
  • Cappella di Sant'Anna: vi è conservata una pregevole tela del XVII secolo raffigurante la Madonna.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 giugno 2009 26 maggio 2014 Simona Rossotti Lista civica Sindaco
26 maggio 2014 in carica Enzo Garelli Lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Fa parte della comunità montana Alto Tanaro Cebano Monregalese[10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ gioventurapiemonteisa.net (PDF). URL consultato il 10 marzo 2011.
  4. ^ comuni-italiani.it. URL consultato il 10 marzo 2011.
  5. ^ a b c d Consiglio regionale del Piemonte, Comuni della provincia di Cuneo, Cuneo, Nerosubianco, 2008, pp. 354-355.
  6. ^ a b comuni-italiani.it - Clima e dati geografici. URL consultato il 10 marzo 2011.
  7. ^ Comuni obbligati al rispetto delle procedure di cui ai punti 4), 5), 7) e 8) della deliberazione. ZONAZIONE AI SENSI DELLA DGR 19 gennaio 2010, n. 11-13058. URL consultato il 22 luglio 2011.
  8. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412, allegato 1. URL consultato il 16 marzo 2011.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Comunità montana Alto Tanaro Cebano Monregalese. URL consultato il 9 maggio 2011.

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