Amedeo VI di Savoia

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Amedeo VI
Amedeo VI
Conte di Savoia
Stemma
In carica 22 giugno 1343 –
4 gennaio 1383
Predecessore Aimone di Savoia
Successore Amedeo VII di Savoia
Nascita Chambéry, 4 gennaio 1334
Morte Campobasso, 1º marzo 1383
Casa reale Savoia
Padre Aimone di Savoia
Madre Violante Paleologa
Consorte Bona di Borbone
Figli Amedeo VII di Savoia
Luigi di Savoia
Antonio di Savoia
Religione Cattolico
Contea e Ducato di Savoia
Branca Ducale

Dinastia di Savoia
Arms of the House of Savoy.svg
Amedeo V il Conte Grande
Aimone il Pacifico
Amedeo VI il Conte Verde
Amedeo VII il Conte Rosso
Amedeo VIII il Pacifico (antipapa Felice V)
Ludovico il Generoso
Amedeo IX il Beato
Carlo I il Guerriero
Carlo II

Amedeo VI di Savoia detto il Conte Verde (Chambéry, 4 gennaio 1334Campobasso, 1º marzo 1383) fu Signore della Savoia e Conte d'Aosta e Moriana dal 1343 al 1383.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Aimone, detto il Pacifico e di Iolanda di Monferrato (†1342), Amedeo VI nacque a Chambery il 4 gennaio 1334. Fino alla maggiore età le redini della contea furono rette dai cugini Luigi II di Vaud e Amedeo III di Ginevra. Giovane scaltro ed intraprendente, Amedeo VI partecipò in gioventù a numerosi tornei, nei quali era solito sfoggiare armi e vessilli di colore verde, tanto che venne appunto soprannominato Il Conte Verde. Era semplice per i sudditi riconoscere il loro conte: anche quando salì al trono, continuò a vestirsi con quel colore.

Oltre che un valoroso combattente, Amedeo godette anche di una fama di dongiovanni: su di lui fiorirono molte leggende, tra le quali spicca la sibillina scritta FERT, che spiccava sull'emblema dell'Ordine Cavalleresco del Collare, da lui fondato.[1]

Sigillo del Conte Verde

Amedeo sposò nel 1355 Bona di Borbone (13411403), figlia di Pietro I di Borbone e di Isabella di Valois,[2] donna energica e capace, che resse lo stato nei lunghi periodi in cui il marito si assentava per le guerre, che videro i Savoia improntarsi specialmente in Italia: Umberto II di Borgogna aveva infatti ceduto il Delfinato di Vienne, che i Savoia cercavano da tempo di conquistare, alla Francia, avversario davvero troppo potente.

Le imprese militari[modifica | modifica sorgente]

Così, Amedeo VI vide l'unica possibilità di espansione nelle terre italiane. Insieme al Monferrato, che al tempo conosceva un periodo particolarmente florido, divise le terre angioine della cosiddetta Contea del Piemonte. Ad una fortunata politica estera in Piemonte dunque, che portò all'annessione di Cuneo, Santhià e Biella, Amedeo affiancò una saggia politica interna. Riuscì ad assumersi la tutela del figlio del cugino Giacomo di Savoia-Acaia e di Margherita di Baujeu, Amedeo di Savoia-Acaia, mettendo fine alla ribellione dello stesso Giacomo.

Sotto il suo governo il Piemonte conobbe un periodo di splendore e di gloria mai visti prima dai tempi di Arduino d'Ivrea. La fama di questo valoroso conte valicò i confini italiani: si incontra Amedeo nelle guerre in Oriente, combattendo Bulgari e Turchi per conto del cugino Giovanni V Paleologo (caduto nelle mani nemiche e liberato), per cui riconquisterà Gallipoli, in seguito rivendicherà anche il trono dell'impero bizantino. Combatté anche per l'antipapa Clemente VII, tra l'altro, savoiardo. E insieme alle truppe di Bernabò Visconti, capitanate da Tommaso Pascalis, fece guerra alle compagnie di ventura inglesi che devastavano città e campagne.[3]

Rinomato in tutta Europa per il suo valore e per la sua saggezza, Amedeo VI funse anche da arbitro nelle contese delle guerre di allora: decisivo fu il suo intervento nella Guerra di Chioggia tra Genova e Venezia. Accorso in aiuto del re Luigi II d'Angiò di Napoli, morì di peste a Campobasso il 1º marzo 1383; venne sepolto nell'Abbazia di Altacomba, ma oggi vi sussistono le sole pietre tombali del conte, quando l’abbazia fu occupata dai giacobini che forzarono la sua tomba e distrussero i resti, insieme a quelli di altri rappresentanti Savoia.

Contea e Ducato di Savoia
Branca Ducale

Dinastia di Savoia
Arms of the House of Savoy.svg
Amedeo V il Conte Grande
Aimone il Pacifico
Amedeo VI il Conte Verde
Amedeo VII il Conte Rosso
Amedeo VIII il Pacifico (antipapa Felice V)
Ludovico il Generoso
Amedeo IX il Beato
Carlo I il Guerriero
Carlo II


Eredità politica di Amedeo VI[modifica | modifica sorgente]

Statua di Amedeo VI in Piazza Palazzo di Città a Torino. Si tratta di un monumento eretto in memoria della spedizione in Oriente del Conte Verde.

Il Conte Verde lasciò un'impronta indelebile nello stato sabaudo. Riportò il Paese ad un ruolo di egemonia, attraverso importanti campagne militari e una saggia politica. Tuttavia, anche a causa delle imprese militari, dovette sostenere forti spese, tanto da ricorrere a prestiti da parte di banchieri ebrei, come nel caso, nel 1373, della cifra di 8.000 ducati, ottenuti da Bonaventura Consiglio e socio, che tenevano banco a Forlì, offrendo come garanzia la sua corona e altri valori. Di questa difficile situazione economica risentirà anche il successore, Amedeo VII.

Il suo nome rimane ancora oggi legato al cosiddetto Ordine del Collare, oggi Ordine dell'Annunziata. In seguito il Collare dell'Annunziata venne attribuito a tutti coloro che avessero reso alti servigi allo stato: venivano considerati cugini del re.[4]

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Dalla moglie Bona Amedeo ebbe:

  • una figlia deceduta appena nata nel 1358;
  • Amedeo, suo successore;
  • Luigi (13621365).

Egli ebbe inoltre un figlio naturale, Antonio, morto nel 1374.

Riferimenti nell'intrattenimento[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine del Collare - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Collare
Rosa d'Oro della cristianità - nastrino per uniforme ordinaria Rosa d'Oro della cristianità
— 1364

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Amedeo VI di Savoia Padre:
Aimone di Savoia
Nonno paterno:
Amedeo V di Savoia
Bisnonno paterno:
Tommaso II di Savoia
Trisnonno paterno:
Tommaso I di Savoia
Trisnonna paterna:
Margherita di Ginevra
Bisnonna paterna:
Beatrice Fieschi
Trisnonno paterno:
Teodoro III Fieschi di Lavagna
Trisnonna paterna:
Simona della Volta
Nonna paterna:
Sibilla de Baugé
Bisnonno paterno:
Guido II di Baugé
Trisnonno paterno:
Renaud IV de Baugé
Trisnonna paterna:
Sibylle de Beaujeu
Bisnonna paterna:
Beatrice di Monferrato
Trisnonno paterno:
Guglielmo VI del Monferrato
Trisnonna paterna:
Berta di Clavesana
Madre:
Violante Paleologa
Nonno materno:
Teodoro I del Monferrato
Bisnonno materno:
Andronico II Paleologo
Trisnonno paterno:
Michele VIII Paleologo
Trisnonna paterna:
Teodora Ducena Vatatzina
Bisnonna materna:
Violante di Monferrato
Trisnonno materno:
Guglielmo VII del Monferrato
Trisnonna materna:
Beatrice di Castiglia
Nonna materna:
Argentina Spinola
Bisnonno materno:
Opicino Spinola
Trisnonno materno:
Sbaralia Spinola
Trisnonna materna:
 ?
Bisnonna materna:
Violante di Saluzzo
Trisnonno materno:
Tommaso I di Saluzzo
Trisnonna materna:
Luigia di Ceva

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Non mancano le interpretazioni per decifrare questo crittogramma. Probabilmente si trattava soltanto di un ricordo di una vicenda galante del conte, e allora il significato sarebbe più o meno questo: Reco con me le sue chiome bionde, tratto egualmente da una frase latina. Tra le altre frasi celebri del conte, v’è il motto fatto incidere nel suo stemma, sotto un leone accasciato: J’atans mon astre (Io attendo la mia stella), inteso come un atto di fiducia nel suo destino.
  2. ^ Bona di Borbone era nipote, per parte di madre, del re di Francia Filippo di Valois ed una delle sue sorelle aveva sposato Carlo V, re di Francia.
  3. ^ Luigi Cibrario, Origini e progresso delle istituzioni della monarchia di Savoia, Torino 1855, p. 158
  4. ^ Venne insignito del collare, dal re d'Italia Vittorio Emanuele III, anche Benito Mussolini.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ducas, Historia turco-bizantina 1341-1462, a cura di Michele Puglia, 2008, il Cerchio, Rimini, ISBN 88-8474-164-5

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Conte di Savoia Successore Savoie flag.svg
Aimone 1343 - 1383 Amedeo VII

Controllo di autorità VIAF: 8186142 LCCN: n88215880

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