Amedeo VI di Savoia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Amedeo VI di Savoia detto il Conte Verde (Chambéry, 4 gennaio 1334Campobasso, 1 marzo 1383) fu Signore della Savoia e Conte d'Aosta e Moriana dal 1343 al 1383..

Contea e Ducato di Savoia
Branca Ducale

Dinastia di Savoia
Amedeo V il Conte Grande
Aimone il Pacifico
Amedeo VI il Conte Verde
Amedeo VII il Conte Rosso
Amedeo VIII il Pacifico (antipapa Felice V)
Ludovico il Generoso
Amedeo IX il Beato
Carlo I il Guerriero
Carlo II


Sigillo del Conte Verde.


Indice

[modifica] La vita

Figlio di Aimone il Pacifico e di Iolanda di Monferrato (†1342), Amedeo VI nacque a Chambery il 4 gennaio 1334. Fino alla maggiore età le redini della contea furono rette dai cugini Luigi II di Vaud e Amedeo III di Ginevra. Giovane scaltro ed intraprendente, Amedeo VI partecipò in gioventù a numerosi tornei, nei quali era solito sfoggiare armi e vessilli di colore verde, tanto che venne appunto soprannominato Il Conte Verde. Era semplice per i sudditi riconoscere il loro conte: anche quando salì al trono, continuò a vestirsi con quel colore.
Oltre che un valoroso combattente, Amedeo godette anche di una fama di dongiovanni: su di lui fiorirono molte leggende, tra le quali spicca la sibillina scritta FERT, che spiccava sull'emblema dell'Ordine Cavalleresco del Collare, da lui fondato.[1]

[modifica] Le imprese militari

Amedeo sposò nel 1355 Bona di Borbone (13411403), figlia di Pietro I di Borbone e di Isabella di Valois,[2] donna energica e capace, che resse lo stato nei lunghi periodi in cui il marito si assentava per le guerre, che videro i Savoia improntarsi specialmente in Italia: Umberto II di Borgogna aveva infatti ceduto il Delfinato di Vienne, cui i Savoia cercavano da tempo di conquistare, alla Francia, avversario davvero troppo potente.
Così, Amedeo VI vide l'unica possibilità di espansione nelle terre italiane. Insieme al Monferrato, che al tempo conosceva un periodo particolarmente florido, divise le terre angioine della cosiddetta Contea del Piemonte. Ad una fortunata politica estera in Piemonte dunque, che portò all'annessione di Cuneo, Santhià e Biella, Amedeo affiancò una saggia politica interna. Riuscì ad assumersi la tutela del figlio del cugino Giacomo di Savoia-Acaia e di Margherita di Baujeu, Amedeo di Savoia-Acaia, mettendo fine alla ribellione dello stesso Giacomo.
Sotto il suo governo il Piemonte conobbe un periodo di splendore e di gloria mai visti prima dai tempi di Arduino d'Ivrea. La fama di questo valoroso conte valicò i confini italiani: si incontra Amedeo nelle guerre in Oriente, combattendo Bulgari e Turchi per conto del cugino Giovanni V Paleologo (caduto nelle mani nemiche e liberato), per cui riconquisterà Gallipoli, in seguito rivendicherà anche il trono dell'impero bizantino. Combattè anche per l'antipapa Clemente VII, tra l'altro, savoiardo.
Rinomato in tutta Europa per il suo valore e per la sua saggezza, Amedeo VI funse anche da arbitro nelle contese delle guerre di allora: decisivo fu il suo intervento nella Guerra di Chioggia tra Genova e Venezia. Accorso in aiuto del re Luigi II d'Angiò di Napoli, morì di peste e venne sepolto nell'Altacomba.

[modifica] Eredità politica di Amedeo VI

Statua del Conte Verde in Piazza Palazzo di Città a Torino.

Il Conte Verde lasciò un'impronta indelebile nello stato sabaudo. Riportò il Paese ad un ruolo di egemonia, attraverso importanti campagne militari e una saggia politica. Tuttavia, anche a causa delle imprese militari, dovette sostenere forti spese, tanto da ricorrere a prestiti da parte di banchieri ebrei, come nel caso, nel 1373, della cifra di 8.000 ducati, ottenuti da Bonaventura Consiglio e socio, che tenevano banco a Forlì, offrendo come garanzia la sua corona e altri valori. Di questa difficile situazione economica risentirà anche il successore, Amedeo VII.

Il suo nome rimane ancora oggi legato al cosiddetto Ordine del Collare, oggi Ordine dell'Annunziata. In seguito il Collare dell'Annunziata venne attribuito a tutti coloro che avessero reso alti servigi allo stato: venivano considerati cugini del re.[3]

[modifica] Matrimonio e discendenza

Dalla moglie Bona Amedeo ebbe:

  • una figlia deceduta appena nata nel 1358;
  • Amedeo, suo successore;
  • Luigi (13621365).

Egli ebbe inoltre un figlio naturale, Antonio, morto nel 1374.

[modifica] Successioni

separatore

Preceduto da: Conte di Savoia Succeduto da: Savoia
Aimone 1343 - 1383
Amedeo VII

[modifica] Note

  1. ^ Non mancano le interpretazioni per decifrare questo crittogramma. Probabilmente si trattava soltanto di un ricordo di una vicenda galante del conte, e allora il significato sarebbe più o meno questo: Reco con me le sue chiome bionde, tratto egualmente da una frase latina. Tra le altre frasi celebri del conte, v’è il motto fatto incidere nel suo stemma, sotto un leone accasciato: J’atans mon astre (Io attendo la mia stella), inteso come un atto di fiducia nel suo destino.
  2. ^ Bona di Borbone era nipote, per parte di madre, del re di Francia Filippo di Valois ed una delle sue sorelle aveva sposato Carlo V, re di Francia.
  3. ^ Venne insignito del collare, dal re d'Italia Vittorio Emanuele III, anche Benito Mussolini.

[modifica] Bibliografia

  • Ducas, Historia turco-bizantina 1341-1462, a cura di Michele Puglia, 2008, il Cerchio, Rimini, ISBN 88-8474-164-5
Strumenti personali