Priocca

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Priocca
comune
Priocca – Stemma
Il centro di Priocca
Il centro di Priocca
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Marco Perosino (lista civica) dall'08/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°47′00″N 8°04′00″E / 44.783333°N 8.066667°E44.783333; 8.066667 (Priocca)Coordinate: 44°47′00″N 8°04′00″E / 44.783333°N 8.066667°E44.783333; 8.066667 (Priocca)
Altitudine 253 m s.l.m.
Superficie 9 km²
Abitanti 2 018[1] (31-12-2011)
Densità 224,22 ab./km²
Comuni confinanti Canale, Castellinaldo, Govone, Magliano Alfieri, San Damiano d'Asti (AT)
Altre informazioni
Cod. postale 12040
Prefisso 0173
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004176
Cod. catastale H068
Targa CN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Priocchesi
Patrono santo Stefano
Giorno festivo 26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Priocca
Sito istituzionale
La chiesa di Priocca e la fontana al centro della piazza del paese.

Priocca (Peiruca in piemontese) è un comune di 2018 abitanti della provincia di Cuneo. Fa parte della delimitazione geografica del Roero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Priocca è collocato tra Borbone e Tanaro con agevoli comunicazioni tra le due valli. Si pensa[senza fonte] che il primo nucleo abitato sia stato il Colle della Stella, situato sulla strada che porta da Alba ad Asti, in posizione soleggiata. I primi abitanti del Colle della Stella furono quasi certamente i Liguri, precisamente gli Euburiati che si stanziarono lì perché potevano sorvegliare un tratto del fiume Tanaro che segnava il confine con la tribù rivale, quella degli Statielli (o Stazielli). I liguri furono poi sottomessi dai romani che attuarono la riorganizzazione dei villaggi a partire dai centri più grandi come Pollenzo, Alba e Asti. In seguito a scavi e studi effettuati si è poi scoperto che nella strada sottostante ne passava una romana che collegava Asti, Alba e Pollenzo. Il Colle della Stella sorgeva nei pressi della decima pietra (allora le strade venivano misurate in pietre miliari) e da questo, forse, deriva il nome Petra Ducia, trasformatosi poi in Priocca. Secondo alcuni studiosi, il nome attuale deriverebbe da "Pe dla Roca", e cioè ai piedi della collina in Valle Pometto, luogo in cui era situato l’abitato dopo le invasioni saracene.

A partire dal III secolo d.C. la zona subì delle invasioni dei barbari. A priocca vi è una chiesetta dedicata a S. Michele protettore dei Longobardi a testimonianza della loro presenza nel paese. Dopo il periodo carolingio e la successiva caduta della dominazione dei Franchi, i Vescovi affermarono il loro potere. Nei primi anni del X secolo giunsero i Saraceni che in una prima incursione avevano già raso al suolo la città di Asti. La seconda ondata fu quella che certamente colpì il territorio di Priocca; ai Saraceni si può quindi attribuire la distruzione del Colle della Stella che costrinse gli ultimi superstiti a rifugiarsi in regione Pometto, a ridosso del Colle di San Vittore. Durante il periodo feudale molti feudatari della sinistra del Tanaro, tra cui Priocca, dipendevano dal Vescovo di Asti. Nell'XI secolo diventò feudo dei Roero di Asti e nella seconda metà del secolo successivo Benedetto Damiano dei Signori di Castellinaldo ottenne l’investitura dei Priocca dal Duca d’Orleans. La famiglia Damiano tenne il feudo di Priocca per oltre tre secoli, sino all’estinzione. Il secolo XV fu caratterizzato, nella prima metà, dalle lotte tra i Francesi e gli Spagnoli coinvolgendo il paese in queste vicende. La chiesa di San Vittore, eretta alla sommità del colle sovrastante, e abitati intorno ad essa furono abbandonati dagli abitanti che si rifugiarono nel castello che sorgeva su di una collina non distante da San Vittore e fatto costruire intorno al 1100 da un feudatario del Vescovo di Asti. Nel tempo, intorno ad esso si formò un vero borgo medioevale, circondato da mura e fossale per la difesa. La Chiesa di S. Stefano, oratorio del castello, divenne la chiesa parrocchiale, abbandonando pian piano S. Vittore perché meno sicura. Questo fatto portò ad un rapido spostamento degli abitanti verso le zone del castello (la Villa). Nel XVII secolo Priocca fu coinvolta in parecchie guerre e la peste del 1630 (la stessa descritta nei "Promessi Sposi" da Manzoni) provocò parecchie vittime tra la popolazione. Seguirono anni di carestia e crisi economica ma nei secoli XVII e XVIII la popolazione ebbe un progressivo aumento e il paese si consolidò nella sua forma attuale. Nel 1813 morì l’ultimo discendente della famiglia Damiano e i feudi passarono ai figli della sorella, sposata con il marchese Annibale Faussone di Clavesana. Il comune acquistò il castello dagli eredi e lo abbatté, ricavandone la piazza. Nel XX secolo, negli anni tra il 1905-1908 venne abbattuta la chiesa di S. Stefano e costruita quella attuale. Il campanile e la canonica vennero ultimati negli anni ’20.

Società ed economia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il dramma delle due guerre mondiali, con 115 morti priocchesi, il paese è cambiato sotto tutti i punti di vista. In un primo tempo (fino agli anni ‘60) una generazione è stata costretta ad emigrare a Torino o altrove per motivi di lavoro. Dalla fine degli anni ’60 in avanti lo sviluppo delle aziende locali e nella vicina Alba ha consentito un rapido cambiamento di tenore di vita. Con la prosecuzione del lavoro agricolo part-time ed il lavoro in fabbrica, molti priocchesi hanno potuto ristrutturare o costruire abitazioni moderne, acquistare auto o macchinari, far studiare i figli. Ad oggi, addirittura con una immigrazione di ritorno ed una leggera immigrazione straniera, la società è variegata ed analoga ai paesi vicini: stile di vita quasi cittadino, con orari e doveri impegnativi, vacanze periodiche, categorie a rischio. In questo ambito ci interessa riportare in sintesi la situazione economica del paese. Accanto a coloro che continuano a recarsi al lavoro nelle immediate vicinanze, si è sviluppato un buon artigianato, industria e agricoltura di qualità con operai ed impiegati locali. Le produzioni interessano tanti settori: confezionamento vini, altri alimentari, meccanica, edilizia. Nel comparto agricolo permane un numero limitato di aziende tradizionali mentre i giovani rimasti si dedicano imprenditorialmente alla produzione di vini pregiati che vendono a prezzi adeguati e remunerativi, anche all’estero. Si produce Barbera d’Alba, Nebbiolo d’Alba, Roero, Roero Arneis, Favorita molte denominazioni si fregiano della doc e docg. Strettamente collegata alla produzione agricola di qualità, allo sviluppo del turismo ed alla mobilità diffusa, con adeguate politiche di promozione su base intercomunale è cresciuto il settore enogastronomico. L’offerta in paese è varia comprendendo ristoranti tradizionali, agriturismi e bed and breakfast.

Feste del paese[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiera di primavera: Ogni anno, la prima domenica di maggio
  • Festa di leva: Ogni anno, verso i mesi di aprile/maggio
  • Vespriocca Il VespaRaduno : Ogni anno, l'ultima domenica di giugno
  • 80 Voglia di San Sivè : Ogni anno, il primo week end di agosto sulla collina di San Silverio (Priocca)
  • Festa di San Rocco: Ogni anno, nella seconda metà di agosto

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 97 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 38 1,92%

Marocco Marocco 33 1,66%

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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