Pamparato

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Pamparato
comune
Pamparato – Stemma Pamparato – Bandiera
Pamparato – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Fausto Mulattieri (Lista civica) dall'08/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°17′00″N 7°55′00″E / 44.283333°N 7.916667°E44.283333; 7.916667 (Pamparato)Coordinate: 44°17′00″N 7°55′00″E / 44.283333°N 7.916667°E44.283333; 7.916667 (Pamparato)
Altitudine 816 m s.l.m.
Superficie 35,1 km²
Abitanti 336[1] (31-12-2010)
Densità 9,57 ab./km²
Comuni confinanti Garessio, Monasterolo Casotto, Roburent, Torre Mondovì, Viola
Altre informazioni
Cod. postale 12087
Prefisso 0174
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004159
Cod. catastale G302
Targa CN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 327 GG[2]
Nome abitanti pamparatesi
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pamparato
Sito istituzionale

Pamparato (Pamparà in piemontese[3]) è un comune di 352 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Pamparato si trova su un territorio interamente montagnoso, ad un'altezza di 816 m s.l.m.

È classificato nella zona sismica 3A[4](sismicità bassa).

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il comune è stato inserito nella zona climatica F ed ha un fabbisogno termico di 3327[5] gradi giorno. La normativa attuale non pone limiti all'accensione degli impianti di riscaldamento[6].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il castello di Pamparato

Si hanno frammentarie testimonianze di un insediamento presente in zona durante l'epoca romana, ma la prima notizia sicura è del 10 settembre 911, data di un documento in cui Ludovico III del Sacro Romano Impero donò alcune terre limitrofe al comune di Asti e nel quale Pamparato viene menzionato per indicare i confini con dette terre.

Divenuto possesso del marchesato di Ceva, Pamparato venne caduto dal marchese Guglielmo di Ceva ad Asti il 5 maggio 1214, per tornare successivamente sotto giurisdizione cebana.

Per l'intero XIII secolo l'area di Pamparato, come quelle circostanti, subirono l'influenza astigiana, resistendo inoltre con le armi alle mire espansionistiche della famiglia Bersani. Successivamente venne annesso assieme al cuneese ed al monregalese ai possedimenti di Carlo I d'Angiò.

Nel XIV secolo la zona di Pamparato venne contesa fra Savoia, Angiò, Visconti, Acaja e Monferrato, passando di mano più volte e subendo le lotte interne fra i fautori di una o di un'altra fazione. Notevole è comunque il fatto che i primi statuti di Pamparato vennero scritti proprio in questo periodo, nel 1391.

Con la morte dell'ultimo Acaja, nel 1418 Pamparato passò sotto il dominio dei Savoia con Amedeo VIII. Degna di nota è la presenza di un rappresentante della famiglia Cordero, avo dei futuri marchesi, nella delegazione di Mondovì inviata a trattare con il duca savoiardo le condizioni della sottomissione. Successivamente un Cordero, Baldassarre, sarà il primo a creare una stamperia in territorio piemontese, a Mondovì, nel 1472.

Il feudo di Pamparato era diviso in zone dette parcelle, controllate dalle famiglie Bonarda Mongarda, Beccaria ed in parte dal cardinale Maurizio di Savoia. I Cordero, presenti a Pamparato dal Seicento e chiamati signori iniziarono la loro ascesa ereditando le parcelle dei Bonarda Mongarda e dei Beccaria per vie matrimoniali, mentre la parte di Maurizio di Savoia venne ceduta alla famiglia Giannazzo che ottennero il titolo di conti. La famiglia Cordero ottenne infine il titolo marchionale, confermato ufficialmente sul finire del XVIII secolo.

Pamparato fu coinvolto nelle guerre del sale contro la corona sabauda, durante le quali probabilmente venne distrutto l'antico castello che sorgeva dove ora si trova quello eretto dai Cordero.

Durante la seconda guerra mondiale le valli attorno Pamparato videro la nascita di importanti formazioni partigiane, alcune delle quali protagoniste della battaglia della Val Casotto nel 1944[7].

Le origini del nome[modifica | modifica sorgente]

Pamparato deriva dal latino panis paratus (pane pronto). probabilmente è legato alla produttività e fertilità del terreno, che rendeva particolarmente facile la prosuzione alimentare[7].

Esiste inoltre una leggenda, che legherebbe l'origine del toponimo Pamparato all'epoca delle incursioni saracene. Si narra che i mori, assediato il borgo per mesi, catturarono un cane del luogo che stava mangiando una pagnotta di pane condito. Gli assalitori, credendo ancora numerose le scorte dei cittadini assediati, al punto che si potevano permettere di nutrire in questo modo anche i cani, lasciarono il villaggio. Dall'esclamazione degli assalitori Habent panem paratum! (Hanno pane condito!) deriverebbe il nome di questo luogo[8].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma

Lo stemma di Pamparato è descritto come Spaccato d'azzurro e di rosso al 1° la colomba bianca della pace in volo spiegato con in becco l'ulivo, al 2° il cane rivoltato di nero sulla pianura verde in campo rosso, tentente in bocca una pagnotta sottoposto il breve col motto "Habent panem paratum"[7].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor civile
«Piccolo centro montano si sollevava contro le truppe tedesche e fasciste, partecipando con coraggiosa determinazione ed altissima dignità morale alla Resistenza. La popolazione offrì una ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà, prodigandosi nell'accogliere nelle proprie abitazioni partigiani e quanti avevano bisogno di aiuto. Oggetto di feroci rappresaglie, sorretta da profonda fede negli ideali di libertà e democrazia, sopportava la perdita di un numero elevato di vite umane, dando esempio di grande abnegazione ed encomiabile spirito patriottico. 1943-1945 Pamparato (CN)[9].»
— Pamparato, 11 settembre 2011

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Parrocchia di San Biagio: posta nei pressi del castello, la sua costruzione ebbe inizio nel 1648 ad opera dell'architetto Giovenale Boetto. Vi si possono ammirare il pregiato altare maggiore in marmi policromi e stile barocco genovese ed i pregiati affreschi del pittore Giovanni Borgna, risalenti al periodo compreso fra il 1881 ed il 1894.
  • Cappella di San Bernardo: di costruzione particolarmente antica (forse XI secolo), sorge fuori dall'abitato, fra i boschi di castagni. All'interno sono apprezzabili affreschi datati 1482 raffiguranti un Cristo pantocratore, scene della vita si San Bernardo ed i simboli dei quattro evangelisti.
  • Oratorio di Sant'Antonio: edificio in stile barocco piemontese, opera dell'architetto Francesco Gallo. Venne iniziato bai primi anni del XVIII secolo e terminato tra il 1737 ed il 1740 da un capomastro genovese, Giuseppe Scala.
  • Castello: risalente al XVIII secolo, era la dimora dei marchesi Cordero di Pamparato. Oggi è adibito a sede municipale.
  • Certosa Reale di Casotto: nata come monastero dei monaci certosini nella prima metà del XII secolo, venne distrutta da un incendio nel 1380, subendo altre due volte la stessa sorte nel XVI secolo. Rifondata dopo ogni disastro, la forma odierna si deve ai progetti di Francesco Gallo e Bernardo Vittone che nel 1754 le diedero le sembianze di un'abitazione signorile. Riconsacrata nel 1770, venne abbandonata dai monaci dopo i saccheggi napoleonici per essere acquistata da re Vittorio Emanuele II che la trasformò nella sua residenza per le cacce estive.
  • Parrocchia di Santa Maria: ubicata in frazione Serra, è un altro progetto dell'architetto piemontese Gallo.
  • Ponte romano: conosciuto anche come ponte di Santa Lucia data la vicinanza alla cappella a Lei dedicata, risale ad una non meglio precisata epoca romana.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Pamparato è conosciuto in quanto sede dell'Istituto di musica antica Stanislao Cordero di Pamparato, fondato nel 1969 e promotore di un festival locale.

Persone legate a Pamparato[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Giovanni Balbo indipendente Sindaco
8 giugno 2009 2014 Fausto Mulattieri Indipendente Sindaco
2014 in carica Fausto Mulattieri lista civica Sindaco II mandato

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Pamparato fa parte della comunità montana Alto Tanaro Cebano Monregalese[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ gioventurapiemonteisa.net (PDF). URL consultato il 25 agosto 2011.
  4. ^ Comuni obbligati al rispetto delle procedure di cui ai punti 4), 5), 7) e 8) della deliberazione. ZONAZIONE AI SENSI DELLA DGR 19 gennaio 2010, n. 11-13058. URL consultato il 25 agosto 2011.
  5. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412, allegato 1. URL consultato il 25 agosto 2011.
  6. ^ Pamparato: Clima e Dati Geografici, Riscaldamento. URL consultato il 25 agosto 2011.
  7. ^ a b c d e f Consiglio regionale del Piemonte, Comuni della provincia di Cuneo, Cuneo, Nerosubianco, 2008, pp. 348-349.
  8. ^ Sito web del comune di Pamparato. URL consultato il 25 agosto 2011.
  9. ^ Medaglia d'argento al merito civile. URL consultato il 25 agosto 2011.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Comunità montana Alto Tanaro Cebano Monregalese. URL consultato l'11 maggio 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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