Cuneo

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Cuneo
comune
Cuneo – Stemma
Cuneo – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Piemonte – stemma Piemonte
Provincia Cuneo – stemma Cuneo
Sindaco Alberto Valmaggia (centrosinistra) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 44°23′0″N 7°33′0″E / 44.38333°N 7.55°E / 44.38333; 7.55 (Cuneo)Coordinate: 44°23′0″N 7°33′0″E / 44.38333°N 7.55°E / 44.38333; 7.55 (Cuneo)
Altitudine 534 m s.l.m.
Superficie 119,9 km²
Abitanti 55 714[1] (31-12-2010)
Densità 464,67 ab./km²
Frazioni Bombonina, Borgo San Giuseppe, Cerialdo, Confreria, Madonna delle Grazie, Madonna dell'Olmo, Passatore, Roata Canale, Roata Rossi, Ronchi, San Benigno, San Pietro del Gallo, San Rocco Castagnaretta, Spinetta, Tetti Pesio
Comuni confinanti Beinette, Borgo San Dalmazzo, Boves, Busca, Caraglio, Castelletto Stura, Centallo, Cervasca, Morozzo, Peveragno, Tarantasca, Vignolo
Altre informazioni
Cod. postale 12100
Prefisso 0171
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004078
Cod. catastale D205
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3012 GG[2]
Nome abitanti cuneesi
Patrono san Michele arcangelo, Beato Angelo Carletti (protettore)
Giorno festivo 29 settembre
Localizzazione
Cuneo è posizionata in Italia
Cuneo
Sito istituzionale

Cuneo (IPA: [ˈkùːneo][3] pronuncia[?·info]Coni in piemontese) è un comune italiano di 55.714 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Piemonte.

Fondata nel 1198 su un altopiano a triangolo, a "cuneo" appunto, posto alla confluenza fra il fiume Stura e il torrente Gesso. Il nucleo più antico della città sorge sulla punta di questo "triangolo", ed è caratterizzato da un impianto a scacchiera, lungo una via mediana (via Roma), risalente al medioevo.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Il territorio di Cuneo, esteso per 119,88[4] km², è situato nella parte sud-occidentale del Piemonte. La città sorge su una terrazza alluvionale a forma di "cuneo", isolata dalla lenta confluenza, verso la pianura, del torrente Gesso a Est, e della Stura di Demonte a Ovest, in posizione centrale rispetto all'arco delle Alpi sud-occidentali, dominate dal Monviso, dall'Argentera, dalla Rocca dell'Abisso e dalla Bisalta. Il territorio risulta avere un'altezza compresa tra i 419 e i 620 metri sul livello del mare[4].

Per quanto riguarda il rischio sismico, la città di Cuneo è classificata nella zona 4, ovvero a sismicità irrilevante.[5].

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Cuneo Centro e Stazione meteorologica di Cuneo Levaldigi.

Cuneo, come tutte le grandi città del Piemonte, ha un clima temperato sub-continentale, con inverni freddi ed estati calde ed afose. Essa però è situata ad oltre 500 metri di altitudine, il che contribuisce a rendere le estati più sopportabili: il mese più caldo, Luglio, ha infatti una temperatura media di +21,6 °C. Il più freddo, Gennaio, ha invece una media di +1,75 °C.

Le precipitazioni annue ammontano in media a circa 950 millimetri, distribuite in 81 giorni. Il regime pluviometrico è molto simile a quello di Torino, con due massimi (uno principale in primavera ed uno secondario in autunno) e due minimi (estivo ed invernale). Diversamente da Torino, però, il mese più secco cade in estate (Luglio, 44 mm), in quanto Cuneo si trova poco più a sud, ed è meno esposta alle "code" delle perturbazioni atlantiche estive, foriere di temporali. Le nevicate sono invece più frequenti: questo avviene non solo a causa dell'altitudine più elevata, ma anche per il frequente effetto "stau" delle correnti di bora. Cuneo è infatti il capoluogo di provincia più nevoso d'Italia. Secondo la classificazione di W. Köppen, infine, Cuneo appartiene alla fascia climatica "Cfb" (secondo i dati del trentennio 1961-1990).

[modifica] Idrografia

L'altopiano cittadino è lambito dal fiume Stura e dal torrente Gesso, i quali confluiscono insieme poco più a valle dell'altipiano. Questa favorevole configurazione idrografica ha permesso, nel passato, una migliore difesa durante gli attacchi bellici.
La presenza dei fiumi ha permesso anche la creazione di un parco fluviale, denominato "Parco Fluviale Gesso e Stura".

[modifica] Storia

L'esercito di Napoleone occupa la fortezza di Cuneo il 28 aprile 1796, Giuseppe Pietro Bagetti

Poco o nulla è noto dell'antichità di Cuneo, località che si trova in una zona strategicamente importante per la sua posizione dominante e salubre su un altopiano situato alla confluenza di due fiumi. Ritrovamenti romani nella zona del centro storico, più precisamente in "Contrada Mondovì", fanno supporre la presenza di una grande villa romana; né è da escludere che proprio sul "pizzo" di Cuneo sorgesse la città di Auriate, di cui restano soltanto sporadiche informazioni, sede dell'episcopato e di una contea carolingia, probabilmente distrutta da un'incursione saracena oppure ungara.

Allo stesso modo si suppone che Cuneo abbia ospitato una colonia di transfughi milanesi nei giorni in cui la città di Sant'Ambrogio subì le ire di Federico I, imperatore del Sacro Romano Impero, comunemente noto come Federico Barbarossa, quando la grande città fu distrutta e le reliquie all'epoca famosissime dei Re Magi furono traslate nella lontana città di Colonia, sulle rive del Reno: supposizione suffragata da una chiesa consacrata a Sant'Ambrogio, tra le più antiche nel borgo originario. La documentazione storica inizia alla fine del XII secolo, quando nell'anno 1198 Cuneo s'impose come libero comune: borgo franco da ingerenze marchionali, e polo d'attrazione per le popolazioni limitrofe soggette ai vincoli feudali tipici dell'epoca. Il territorio era sotto la giurisdizione dell'abbazia di San Dalmazzo di Pedona che, a sua volta, dipendeva dal vescovo d'Asti. La diocesi astense, infatti, incorporava da almeno un paio di secoli l'antico territorio dei Bagenni, già importante municipio romano con centro in Augusta Bagiennorum, prossima all'attuale cittadina di Bene Vagienna, in località Roncaglia: una circoscrizione delimitata dai fiumi Stura e Tanaro, dalle Alpi Liguri e delle Alpi Marittime. Il territorio, probabilmente, era di pertinenza della distrutta città di Auriate, compresa l'area di Bredolo, il Monregalese. Il corso della Stura segnava infatti non soltanto il confine tra le diocesi di Asti e di Torino, ma anche il confine tra la Liguria e la Lombardia Occidentale o Superiore.

La leggenda vuole che le popolazioni di villaggi vicini, quali Quaranta e Brusaporcello, stanchi delle vessazioni dei marchesi del Monferrato e del Saluzzo, si fossero rifugiate sul "Pizzo di Cuneo" (ben riparato dai due fiumi), dove peraltro, probabilmente, prosperava una comunità di fuggiaschi milanesi, e abbiano fondato il borgo, con la protezione dell'abate del monastero di San Dalmazzo e del vescovo di Asti, dichiarandolo libero Comune. Una situazione peraltro non isolata, poiché coevi o di poco posteriori sono i "liberi" comuni del Monte Vico (Mondovì) e di Savigliano.

Quasi a confermare un'opposizione, non solo di fatto ma anche di principio, alla potenza dei Signori feudali, a capo del nuovo borgo furono posti tre rettori, due nobili e uno del popolo. Era il 23 giugno 1198, vigilia di San Giovanni Battista, con i falò che ardevano sulle alture e presso le porte del borgo, quando la gente di Cuneo acclamò i suoi primi tre rettori, i cui nomi meritano di essere tramandati: Pipinus de Vignolio, il lombardo Peyre Rogna e Berardus de Valgrana. Ma nel 1210 il marchese di Saluzzo interruppe l'autonomia del Comune, occupandolo con le armi e, in questo caso, risulta che Cuneo avesse perso il favore del vescovo di Asti. Sussistono documenti nella città di Tolosa, pertinenti all'inquisizione contro i Catari, che devastò la ricca Linguadoca proprio in quegli anni, con una violenta crociata da parte dei Franchi del Nord su precisa esortazione papale, in cui Cuneo è sospettato di offrire ospitalità agli Albigesi in fuga, e per questo motivo viene definito "bourg tournant": borgo ruotante, che apriva le porte agli eretici senza più patria, li assisteva e poi li immetteva in Val Padana. Un'accusa gravissima, che avrebbe potuto legittimare e giustificare l'intervento del marchese di Saluzzo, il quale non vedeva l'ora di togliersi quella spina dal fianco.

Ad ogni modo fu un'occupazione di breve durata: dieci anni dopo il Comune risorse, probabilmente con l'aiuto dei Milanesi e nel 1238 Federico II riconobbe ai cuneesi la loro libertà. Fu una stagione di breve durata: nel 1259 cessò la vita veramente autonoma del Comune, che intanto aveva esteso la sua autorità nelle valli che a raggiera confluiscono nell'altopiano tra i due fiumi, e anche sulle vicine valli del Grana e del Maira, scontrandosi con il potente monastero di San Dalmazzo. L'alleanza quasi naturale con Carlo d'Angiò, allora conte di Provenza, finì per sfociare in una dedizione che all'epoca sembrava conveniente tanto per i Cuneesi quanto per i Provenzali.

In tal modo, con Alba, Cuneo divenne il principale centro dei domini angioini in Piemonte e fu proprio allora che apparve per la prima volta il nome stesso di Piemonte, a indicare i domini provenzali ai piedi dei monti, una volta superati i colli alpini. Cuneo era capitale di un distretto che si spingeva sino alle valli dello Stura, del Gesso, del Grana e del Vermenagna, godeva di un proprio statuto, vantava notevoli franchigie fiscali e commerciali, e batteva propria moneta. In un sigillo del Comune di Cuneo del 1379, custodito presso l'archivio storico di Torino, spiccano le insegne degli Angiò (le tre bande orizzontali rosse su campo bianco) con la legenda: "Notum sit contis: Conium caput est Pedemontis (Cuneo è la capitale del Piemonte).

Per tutto il XIII a Cuneo ci fu probabilmente una mansione templare, attestata dal toponimo "Spinetta" e, soprattutto, da un documento del 1200, indizione terza, giorno 12 maggio: due anni dopo la costituzione a libero comune. Si tratta dell'alienazione di beni immobili da parte di Ugone, abate del monastero di San Dalmazzo al Borgo, nei confronti di un certo “messer Ursio”, per l'importo di 200 Lire Astensi: tali beni confinavano su un lato con una “via comunis”, per due lati con beni appartenuti all'abbazia e per il quarto lato con la “domus fratrum de Templo de Cuneo” (da "I Tempieri negli antichi Stati del Regno di Sardegna" del cavaliere Ferrero di Ponsiglione). D'altronde in località Spinetta esiste ancora il toponimo di "Torre dei Frati". Secondo molti storici francesi, principalmente Louis Charpentier, i toponimi riguardanti la rosa o la spina, come Epinay, Epine, Epinal, Epinac, Pinay, sono di probabile derivazione templare. A Cuneo, inoltre, erano presenti due “hospetali” antichissimi: il primo, l'hospitale della Santa Croce (ancora oggi l'ospedale di Cuneo, tra i più importanti in Piemonte, porta questo nome), potrebbe essere appartenuto in origine ai Templari, mentre l'hospitale di San Giovanni Battista era gestito dagli Ospedalieri, noti anche come Cavalieri di San Giovanni e, in seguito, Cavalieri di Malta.

Cuneo, come capitale angioina del "Piemonte provenzale", prosperò con alterne vicende per più di cent'anni. Per la verità il legame con gli Angioini fu interrotto in più occasioni: tra il 1281 e il 1305 Cuneo fu sottomessa al marchese di Saluzzo; tra il 1347 e il 1348 passò per la prima volta sotto il dominio dei conti di Savoia, quindi fu soggetta all'autorità dei Visconti (1348-1356), che sembravano in procinto di diventare re dell'Alta Italia; poi, ancora una volta, tornò a far parte del marchesato di Saluzzo (1356) per essere nuovamente assoggettata ai Visconti (1366-1372). All'epoca Cuneo era un borgo aperto, commerciale, con logge di mercanti veneziani, pisani, genovesi, lombardi, provenzali e catalani. Un'importante piazza commerciale sull'asse Lombardia - Provenza - Catalogna o, se si preferisce, Milano - Marsiglia - Barcellona. Pare, ad esempio, che la località di Sant'Antonio Aradolo all'imbocco della Valle Gesso che portava al Colle delle Finestre, dove transitava un'antica strada romana, fosse in origine una stazione commerciale catalana.

Una stagione che ebbe termine nel 1382, con la sottomissione dei cuneesi ai Savoia. Per la verità fu uno scambio concordato tra la regina Giovanna d'Angiò, desiderosa di rimpossessarsi del regno di Napoli e Amedeo VI di Savoia, noto come il Conte Verde (Chambéry, 4 gennaio 1334 – Campobasso, 1 marzo 1383), signore della Savoia e conte d'Aosta e Moriana dal 1343 al 1383. Il conte le assicurò il suo appoggio militare e, in cambio, ottenne i domini provenzali ai piedi dei monti (il Piemonte delle origini): un'impresa che gli costò la vita, in quanto morì di peste mentre sosteneva la causa di Luigi d'Angiò nel Meridione d'Italia, dopo la morte della regina Giovanna.

Con il passaggio della città ai Savoia iniziò un nuovo periodo di storia, che vide l'inserimento graduale del Comune nello Stato sabaudo in via di crescita e di formazione definitiva. Fu così che lentamente Cuneo si trasformò da città aperta e commerciale in città chiusa e militare, e si rimpicciolì anche urbanisticamente, trasformandosi in borgo - fortezza sull'asse Nord - Sud, Savoia - Nizzardo o, se si preferisce, Chambéry - Torino - Nizza: la "cintura di contenimento" dell'espansionismo francese verso la Val Padana, manifestatosi al termine della guerra dei cent'anni con l'Inghilterra e protrattosi nei secoli successivi, fino alle "campagne" napoleoniche. Una politica secolare che, alla fine, passata la "buriana" napoleonica, fu premiata con l'acquisizione della Repubblica di Genova: un nuovo assetto territoriale in funzione antifrancese voluto dal congresso di Vienna, che rese lo Stato di Sardegna il più forte sullo scenario italiano e gli permise di svolgere lo stesso ruolo della Prussia in Germania. Tale trasformazione avvenne nei due secoli che vanno dal trasferimento ai Savoia ai tempi del Conte Verde, 1382, fino alla morte di Emanuele Filiberto nel 1580.

Questo periodo è contraddistinto da una lunga serie di assedi a cui fu sottoposta la città. Nel 1515 i Cuneesi riuscirono ad allontanare dalle loro mura gli svizzeri alleati del Sacro Romano Impero, in attesa dell'arrivo del re di Francia Francesco I. Nel 1542 fu la volta di Claude d'Annebault, con i suoi diciottomila francesi, ad essere costretto a battere in ritirata. Nel 1557, sotto il comandato dal Conte Carlo Manfredi Luserna d'Angrogna, Cuneo sostenne vittoriosamente uno dei più duri assedi della sua storia: dal maggio al 27 giugno, riuscendo a resistere alle preponderanti forze del maresciallo di Brissac. Questo fatto d'arme riuscì, di fatto, a salvare lo Stato ad Emanuele Filiberto. E proprio con riferimento a questo episodio il duca, riconoscente, concesse a Cuneo il titolo di città con un diploma del 1559 e la facoltà di inserire sullo stemma comunale le armi dei Savoia.

Altri assedi caratterizzarono la storia militare di Cuneo: nel 1639 e 1641 furono le truppe di Madama Reale a cingere d'assedio la città; nel 1691 i soldati del generale francese Nicolas de Catinat furono battuti dopo un duro assedio. Infine, nel 1744, a scontrarsi contro le mura di Cuneo furono i franco-spagnoli (Guerra di successione austriaca); infatti, dopo aver superato il forte di Demonte che "faceva argine" in Valle Stura, le truppe franco-spagnole finirono per trovarsi di fronte alla città fortificata, pronta da tempo a sostenere un difficile assedio. In quegli anni era stato designato governatore della città il barone Federico Leutrum, per l'esattezza il barone Karl Sigmund Friedrich Wilhelm von Leutrum, che i cuneesi chiamavano familiarmente "Baron Litron": un gentiluomo di origine sassone, luterano, che il re Carlo Emanuele III di Savoia, noto semplicemente con il soprannome di Carlin, aveva incaricato di difendere la città, vista la sua vasta esperienza in campo militare. Il barone assolse egregiamente il suo compito e rimase a Cuneo, che peraltro cercò di rinnovare con iniziative edilizie, fino alla morte, in occasione della quale fu composta la famosa ballata del "Baron Litron" che ebbe vasto successo in tutto il Piemonte per un paio di secoli.

L'assedio cominciò il 15 settembre 1744 con l'arrivo della prima bomba contro le mura di Cuneo, alla quale i cuneesi risposero con tanta foga da far tacere i nemici per più di due giorni. I combattimenti continuarono ancora per molto con i galloispani che distruggevano campanili e camini e i piemontesi che facevano di tutto per cacciarli, motivati dal barone Federico Leutrum, che amava molto quella che definiva già la sua città. Il 29 settembre da Saluzzo il Re arrivò con 25.000 uomini (su 40.000 di tutto l'esercito Sabaudo) per soccorrere i 4.089 soldati a difesa di Cuneo. L'esercito si schierò a Madonna dell'Olmo, e lì il 30 settembre, combatté una grande battaglia contro i nemici galloispanici che usciranno vincitori ma molto indeboliti. I ventuno giorni di assedio successivi furono molto più facili e l'11 ottobre il consiglio di guerra francospagnolo (composto dal Principe di Contì per i francesi e il Marchese Las Minas per gli spagnoli, sotto un comando generale dell'Infante di Spagna Don Luigi di Borbone), decide che nelle notti successive avverrà la ritirata. Il 21 ottobre viene dichiarato concluso l'assedio.

Con l'occupazione napoleonica si apre l'ultima fase della storia cuneese. Il giovane generale Napoleone, all'epoca ventisettenne, prese Cuneo senza necessità di assediare la città, a causa dello sbandamento generale dell'esercito sabaudo, seppur sostanzialmente integro, dopo le battaglie di Montenotte, Dego, Cosseria, San Michele di Mondovì. L'ultimo assedio che sostenne Cuneo fu quello del 1799, allorché l'esercito austro-russo allontanò dalla città i francesi, ma soltanto per pochi mesi, poiché l'anno successivo la definitiva vittoria di Marengo assicurò a Napoleone il totale controllo dell'Italia Settentrionale. Nella stagione napoleonica la città, annessa all'Impero Francese, divenne capoluogo del "Dipartimento della Stura", che anticipò, mezzo secolo prima e quasi nelle sue esatte dimensioni (l'antica provincia di Ceva con l'alta valle del Tanaro e le Alte Langhe furono annesse al dipartimento di Montenotte, con capoluogo Savona), la definitiva "provincia di Cuneo", creata con la legge del 1859. Alla restaurazione, nel 1817, Cuneo ebbe anche una sua diocesi e durante il Risorgimento tenne a battesimo i "Cacciatori delle Alpi", volontari di Garibaldi.

Dal 1943 al 1945 Cuneo fu, con le sue valli, uno dei maggiori centri della Resistenza. Fu inoltre da qui che partì l'epopea della dimenticata Divisione Cuneense nella ritirata di Russia. Liberata dai partigiani il 28 aprile 1945.

[modifica] Onorificenze

Cuneo è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 1º agosto 1947 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[6].

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Fedele alle sue antiche glorie guerriere ed alla sua forte tradizione patriottica, consacrava ogni sua migliore energia al movimento di resistenza. Per venti mesi ininterrotti, possente e paziente, la Città dei sette assedi promosse, organizzò, sostenne con animo indomito e costante, nelle montagne e nelle pianure della provincia, la guerra partigiana, di cui fu il cuore generoso ed il cervello sagace. Dal primo momento della lotta sino alla liberazione, offrendo prodigalmente al movimento partigiano il fiore dei suoi figli, non piegando dinanzi all'oppressione inumana, sopportando fortemente pene e sacrifici, fu esempio, simbolo, guida, espressione delle virtù militari e dei valori civili della resistenza. 2000 caduti, 1000 assassinati, 2200 invalidi, 1400 deportati costituiscono il suo glorioso serto stillante sangue purissimo di eroi, dalla Patria riconoscente consacrati all'immortalità. Cinta d'assedio e presa d'assalto dagli stessi suoi figli partigiani, unendo l'impeto degli assalitori all'insurrezione concorde dei cittadini, con una battaglia di quattro giorni per le strade insanguinate, seppe con le sole sue forze risolvere l'abbraccio filiale dell'ottavo assedio nel trionfo della liberazione.»
— 8 settembre 1943 - 29 aprile 1945

[modifica] Luoghi di interesse

[modifica] Percorsi porticati

I percorsi porticati (o portici) rivestono un ruolo importante nella vita della città, perché connettono le vie principali tra loro e consentono il passeggio, anche nelle giornate con condizioni meteorologiche avverse.
Essi sono di grande varietà strutturale e compositiva e, a seconda della loro matrice storica, si distinguono in tre tipologie:

  • I portici di matrice medioevale, secentesca, settecentesca e il portico di età barocca (Via Roma e centro storico);
  • I portici di matrice ottocentesca (Piazza Galimberti);
  • I portici del dopoguerra (Corso Nizza e perpendicolari).

Da notare, inoltre, la differente altezza dei portici di via Roma, dovuta ad un'errata e ingenua interpretazione dei progetti[7]: Un errore di partenza non dovuto ai Cuneesi. Essendosi questi impegnati a rispettare scrupolosamente il progetto del grande architetto straniero cui era stato affidato l'incarico del Consiglio ed avendo ricevuto dal corriere il plico contenente il progetto ripiegato a metà, realizzarono fedelmente quanto vedevano[8].

[modifica] Musei

[modifica] Architetture di rilievo

  • Caserma Cesare Battisti (Via Cesare Battisti n°6)
  • Complesso monumentale di San Francesco (Via Santa Maria n°10)
  • Palazzo Casa Galimberti (Piazza Galimberti n°6)
  • Palazzo del Municipio (attuale residenza comunale) (Via Roma n°28)
  • Palazzo del Tribunale (Piazza Galimberti n°7)
  • Palazzo del Vescovado (Via Roma n°7)
  • Palazzo della Banca d'Italia (Corso Nizza n°3)
  • Palazzo della Prefettura (Via Roma n°3)
  • Palazzo della Provincia (Corso Nizza n°21)
  • Palazzo della Stazione ferroviaria (Piazzale della Libertà n°10)
  • Palazzo della Torre con annessa Torre civica (ex residenza comunale) (Via Roma n°19)
  • Palazzo Audiffredi (Via Cacciatori delle Alpi n°9)
  • Palazzo Odifreddi (Corso Nizza n°5)
  • Viadotto Soleri
  • Villa Oldofredi Tadini (Via Ercole Oldofredi Tadini n°19):
L'edificio - inserito nel sistema dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte - fu edificato fra il XIV ed il XV secolo come torre di osservazione a difesa della città. La villa, adibita a museo, vanta una collezione di cimeli e pezzi unici raccolti nel corso dei secoli dai proprietari, le famiglie Mocchia di San Michele ed Oldofredi Tadini. La visita guidata comprende la cappella, con le reliquie della Sindone di Torino, le sale del piano terra, alcune camere al secondo piano ed il parco.
A quest'edificio è riconducibile un evento storico: il 5 agosto 1595 - giorno sacro alla Madonna della Neve - in processione solenne vi fecero infatti ingresso i Frati dell'Ordine di Sant'Agostino (frati agostiniani). Durante le manifestazioni del 1744 (in occasione della guerra di successione al trono d'Austria che interessò anche la zona), la chiesa, il campanile ed il monastero subirono gravissimi danni. Dopo secoli di grazia, all'epoca dell'occupazione napoleonica i Frati attraversarono i momenti più tragici e crudeli della loro storia. La comunità dei PP. Agostiniani venne soppressa ed i Frati dispersi o massacrati. Il complesso passò al conte Bruno Tornaforte che lo trasformò in villa patrizia. La Chiesa venne donata al Comune che la adibì a Parrocchia di Madonna dell'Olmo, quale è tuttora. L'edificio è circondato da un vasto parco all'inglese con alberi monumentali. Un ampio lago è diviso da un antico ponte ad arco. Questa dimora signorile mantiene intatto un fascino misterioso, anche grazie ai suggestivi racconti della proprietaria, Lucia Bernardi Toselli, scomparsa nell'agosto 2007.

[modifica] Edifici religiosi

Portale della Chiesa di San Francesco
  • Cappella di San Giacomo (in località Oltre Stura)
  • Cattedrale di Santa Maria del Bosco
  • Chiesa dei Tomasini (Padri Gesuiti)
  • Chiesa del Cuore Immacolato di Maria
  • Chiesa del Sacro Cuore (o Chiesa nuova)
  • Chiesa della Santissima Annunziata (in collaborazione con Pietro Antonio Pozzi, intorno al 1733):
Il pittore Giovan Francesco Gaggini è l'autore dei cicli pittorici nelle cupole; in questa chiesa gli viene attribuita anche l'olio su tela con l'Annunciazione.
Gli affreschi sono di Giovan Francesco Gaggini.
  • Chiesa di San Pietro del Gallo
  • Chiesa di San Sebastiano
  • Chiesa di Sant'Ambrogio
  • Chiesa di Santa Chiara
  • Chiesa di Santa Croce:
Conserva del pittore Giovan Francesco Gaggini da Bissone qualche ornamento di pittura nel cupolino, nella volta del coro, sulle cui pareti stanno gli affreschi: Tre puttini con trofei della Croce. una Deposizione, simile a quella dipinta a Genova, e dei cartelloni nei medaglioni[9].

[modifica] Teatri

  • Teatro Toselli

[modifica] Monumenti

[modifica] Mercati

Mercato di Cuneo

Numerosi sono i mercati che si svolgono a Cuneo e nelle frazioni.
Il mercato di Cuneo più famoso è il grande mercato del martedì, che, oltre ai cuneesi, vede arrivare a fare acquisti anche i piemontesi (delle altre province), i liguri e i francesi. Esso si svolge lungo Via Roma, in Piazza Galimberti, in Piazza Seminario, in Piazza Foro Boario e in Piazza Virginio, dove si possono trovare articoli di abbigliamento, ortofrutta e prodotti agricoli all'ingrosso e al dettaglio, macchine agricole, pollame e conigli.
Un mercato simile, ma di dimensioni ridotte, si svolge anche al venerdì; esso trova luogo in Piazza Seminario e in Piazza Virginio.
Al martedì e al venerdì, inoltre, un mercato si svolge anche presso il quartiere Donatello.
Al lunedì si svolge, presso il Foro Boario del M.I.A.C. (frazione Ronchi), il mercato del bestiame.
Al sabato si svolge, al mattino, in Piazza Virginio il mercato di ortofrutta e prodotti agricoli all'ingrosso e in Corso Francia il "farmer market" di "Campagna Amica", mentre nelle frazioni Madonna dell'Olmo (in Piazzale della Battaglia) e Cerialdo (in Via del Passatore) si svolgono i mercati settimanali.
L'ultima domenica del mese si svolge, presso il Foro Boario del M.I.A.C. (frazione Ronchi), il mercato dei piccoli animali, mentre l'ultimo sabato del mese si svolge il mercato "Trovarobe" dell'antiquariato e modernariato, sotto i portici di Corso Nizza e Piazza Europa. Annualmente, vengono anche organizzati appuntamenti mercatali straordinari, nelle domeniche o in occasione di festività.

[modifica] Altri luoghi

Contrada Mondovì

Per quanto riguarda il suo profilo architettonico da notare gli edifici della piazza Galimberti in stile neoclassico.

Molto caratteristica nel centro storico la Contrada Mondovì, stretta, porticata e di stampo schiettamente medievale.

Da vedere è anche via Roma, la principale arteria della vecchia Cuneo, completamente porticata e dal caratteristico andamento curvilineo.

Di notevole bellezza è il lungo (quasi 2 km) Viale degli Angeli, che unisce la città al Santuario della Madonna degli Angeli.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

A partire dal 1 gennaio 2011, ci sono 5,200 stranieri che vivono nella città di Cuneo per un totale di 9,33 per cento della popolazione totale, molto più grande rispetto alla media regionale e nazionale. La maggior parte degli immigrati provenienti dall'Europa dell'Est. I gruppi più numerosi sono i seguenti:

  1. Bandiera della Romania Romania: 1.391 - 2,49%
  2. Bandiera dell'Albania Albania: 1.356 - 2,43%
  3. Bandiera del Marocco Marocco: 573 - 1.02%
  4. Bandiera della Costa d'Avorio Costa d'Avorio: 190 - 0.34%
  5. Bandiera delle Filippine Filippine: 178 - 0.31%

[modifica] La comunità ebraica di Cuneo

Sinagoga di Cuneo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Comunità Ebraica di Cuneo.

Sin dal XIV secolo Cuneo è sede di una comunità ebraica. A testimonianza della sua storia rimangono l'area del vecchio ghetto, la sinagoga ricca dei suoi arredi originari e il cimitero in via Bassa S. Sebastiano.

[modifica] Cultura

[modifica] Eventi

  • Dal 1999, nel terzo fine settimana di novembre, si svolge a Cuneo la manifestazione letteraria "Scrittorincittà" (fino al 2002 con il nome di "Festa Europea degli autori") che prevede incontri tra autori e lettori, conferenze, spettacoli, mostre e altre iniziative.
  • Ogni anno, nel secondo fine settimana di novembre, si svolge a Cuneo la "Stracôni", camminata non competitiva di circa 7 km, nel territorio cittadino e nel Parco Fluviale Gesso e Stura
  • Dall'11 al 13 maggio 2007 si è svolta l'"Ottantesima Adunata Nazionale degli Alpini", che ha richiamato in città più di 500.000 persone.
  • Dal 1999 si svolge a Cuneo la manifestazione "Sono un uomo di mondo", diretta da Piero Dadone ispirata a tutti coloro che hanno svolto il servizio militare a Cuneo o entrati in seminario.
  • Ogni anno, dalla fine di agosto all'inizio di settembre, si svolge a Cuneo la "Grande Fiera d'Estate", 11 giorni di fiera, riguardante vari settori, e spettacoli collaterali; dal 2010 con il riconoscimento di Nazionale.
  • Ogni anno, nel terzo fine settimana di ottobre, si svolge a Cuneo la "Fiera Nazionale del Marrone", 4 giorni di fiera con la castagna, uno dei celebri prodotti del Cuneese, e i suoi derivati culinari... ma non solo.

[modifica] Personalità legate a Cuneo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Personalità legate a Cuneo.

Il celebre attore Totò rese famosa la battuta, citandola in molti film:[10]

« Sono un uomo di mondo, ho fatto 3 anni di militare a Cuneo! »

[modifica] Media

[modifica] Stampa

Le principali testate giornalistiche locali sono:

Settimanali:
  • Cuneo Sette;
  • La Bisalta;
  • La Guida.
Mensili:
  • +eventi;
  • La Masca (non più in attività).

Nel centro città è inoltre presente una redazione del quotidiano La Stampa.

[modifica] Radio

Le principali radio locali sono:

  • Radio 103;
  • Radio Cuneo Nord;
  • Radio Piemonte Sound;
  • Radio Stereo 5.

[modifica] Televisione

Le principali emittenti televisive locali sono:

[modifica] Università e Istruzione

Cuneo è sede di alcuni corsi di laurea dell'Università degli Studi di Torino, del Conservatorio Statale di Musica "G. F. Ghedini", dell'Accademia di Belle Arti e dell'Istituto Universitario per Mediatori Linguistici "A. Macagno".

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Urbanistica

Piazza Galimberti
Via Roma
Residenza Municipale

Cuneo si sviluppò come centro di strada, sulle vie del colle di Tenda e della Maddalena, che mettono in comunicazione il Piemonte con la Francia meridionale, e come mercato di prodotti agricoli e zootecnici delle valli alpine e della pianura circostante. La posizione strategica della città influì in modo decisivo sulle sue vicende storiche nonché sullo sviluppo urbanistico. Infatti Cuneo, alla quale si apre una sola possibile direttrice di espansione verso sudovest, cioè verso Borgo San Dalmazzo, rimase per secoli racchiusa entro la cerchia originaria di mura. Fu soltanto dopo la demolizione della cinta muraria, ad opera dell'amministrazione napoleonica, all'inizio del XIX secolo, che fu avviata l'espansione moderna della città, attorno alla grande piazza centrale (piazza Vittorio Emanuele II, oggi Piazza Galimberti), la più grande d'Europa di questa tipologia, e lungo l'asse di corso Nizza, con uno sviluppo a pianta regolare, lento per tutto l'Ottocento e fino alla prima guerra mondiale e con ritmo sempre più rapido fra le due guerre, e specialmente dal 1945 in poi. Nell'attuale centro urbano il nucleo originario incuneato fra i Belvederi di corso Stura e di corso Gesso si contrappone nettamente ai quartieri recenti sviluppatisi verso sud-ovest, caratterizzati da vie ampie e diritte disposte attorno a piazza Galimberti e ai lati di corso Nizza, fiancheggiate da imponenti palazzi con spaziosi portici. Lo sviluppo urbanistico ha assunto un ritmo particolarmente celere dopo la seconda guerra mondiale e la città si è estesa in particolar modo verso Borgo San Dalmazzo, occupando tutto l'altopiano fino ai viali ricavati sui baluardi delle antiche fortificazioni e dominanti il corso del Gesso e della Stura. Le sedi delle attività commerciali e gli uffici pubblici si condensano nel centro storico, che ha quasi perso l'antica fisionomia residenziale in seguito allo spostamento interno degli abitanti verso i nuovi quartieri.

La città è in una fase lenta ma concreta di sviluppo: a breve infatti sarà anche raggiunta dalla rete autostradale italiana (attraverso la A33 - in costruzione).
La principale via di accesso è il Viadotto Soleri (chiamato colloquialmente "Ponte Nuovo" dai cuneesi), che attraversa tutta la valle del fiume Stura con un percorso stradale che si sovrappone parzialmente ai binari ferroviari. La sua costruzione iniziò nel 1913 per volere di Giovanni Giolitti e terminò in epoca fascista dopo una lunghissima gestazione dovuta allo stillicidio di finanziamenti; la parte stradale fu inaugurata nel 1933 e quella ferroviaria nel 1937.[11] È divenuto tristemente noto col nome di "Ponte dei Suicidi" perché dai suoi parapetti si sono gettate più di 150 persone; per evitare ciò l'amministrazione comunale ha fatto innalzare le barriere del viadotto per rendere più difficili ulteriori tentativi di suicidio.
Nel 2007 viene inaugurato un nuovo ponte che attraversa il fiume Stura a cui si connette una serie ci circonvallazioni che provengono dai paesi limitrofi e che permettono un collegamento più rapido con le Valli Maira, Stura e Gesso e l'attraversamento rapido della città per mezzo di una galleria che sottopassa l'altopiano da est a ovest.
La città è anche servita dall'aeroporto di Cuneo-Levaldigi[12], denominato "Olimpica", il quale ha voli in Italia e per Bucarest, Bacau, Cluj-Napoca, Hurghada, Londra, Palma de Mallorca e Tirana e altre tratte low-cost.

Le varie fasi dello sviluppo topografico di Cuneo sono conseguenti all'andamento dell'espansione demografica della città, che contava 6154 abitanti nel 1571 e 18.000 nel 1774. Dopo l'abbattimento delle mura e delle fortificazioni e il conseguente sviluppo edilizio la popolazione salì a circa 25.000 abitanti alla fine dell'Ottocento e si accrebbe di oltre 10.000 unità negli anni fra le due guerre. Nel 1965 la popolazione raggiunse i 50.380 abitanti, all'incirca pari al livello attuale (52.334 abitanti nel censimento del 2001).

[modifica] Quartieri

Partendo da Nord troviamo il centro storico, ovvero Cuneo Vecchia, che si estende dal pizzo di Cuneo (ovvero la punta del "cuneo" di Cuneo) fino a Piazza Galimberti. Dalla piazza stessa ha inizio un'indistinta zona genericamente indicata come Cuneo Centro, che diventa Cuneo Nuova oltre la Chiesa del Sacro Cuore (detta un tempo "Chiesa Nuova"). All'estremità meridionale della città sono situati i due quartieri più recenti, ossia il Donatello (che "gravita" attorno alla chiesa di San Giovanni Bosco) e San Paolo, che deve il nome all'omonima parrocchia ed è anche comunemente indicato come "Cuneo 2".

[modifica] Frazioni

  • Bombonina, situata sulla riva destra del fiume Stura
  • Borgo San Giuseppe
  • Cerialdo
  • Confreria, situata sull'altra riva del fiume Stura, a ovest dell'imbocco del viadotto Soleri. Vi si trova la chiesa di S. Defendente e patrona "Maria Madre del Buon Consiglio", fondata il 5 febbraio 1897 con decreto del Vescovo di Cuneo, Mons. Andrea Fiore.
  • Madonna delle Grazie
  • Madonna dell'Olmo
  • Passatore
  • Roata Canale
  • Roata Rossi, piccola frazione tra Madonna dell'Olmo, San Benigno e Passatore. È percorsa dalla linea ferroviaria Savigliano-Saluzzo-Cuneo, ma la stazione è dismessa dal 2003.
  • Ronchi
  • San Benigno, piccola frazione di campagna tra Roata Rossi e Ronchi; il suo santo patrono è San Bartolomeo.
  • San Pietro del Gallo
  • San Rocco Castagnaretta, frazione un tempo sostanzialmente agricola, oggi ancora famosa per le carote coltivate nei campi circostanti. Ogni anno, a settembre, è sede di una ricca Mostra Ortofrutticola nell'ambito della "Sagra di San Sereno", patrono di fruttivendoli e ortolani. Nella frazione sono ancora presenti le tre borgate: Borgata Sottana, Borgata Lunga e Borgata Soprana. Il vecchio campanile e la chiesa nuova sorgono sul piazzale Don Marro. C'è una scuola materna intitolata ai coniugi Autretti, la scuola elementare e quella media. Al piano terra della scuola c'è il centro anziani. In Corso Francia c'è un vecchio casale denominato Cascina Vecchia e nei campi intorno alla frazione sorgono altre cascine. Ci sono vari campi giochi e nell'area ecologica ha sede il palazzetto dello sport dove gioca la squadra di pallavolo Piemonte Volley.
  • Spinetta, frazione popolosa, è il luogo dove a settembre si festeggia la sagra di San Foca, protettore dei campi agricoli. Un tempo questa grande frazione era l'unica ad avere una chiesa sorta verso il 1380, oggi ristrutturata e molto attrezzata. Vi sono poi una scuola materna e una elementare in via Roata Canale e via Gauteri. Spinetta è inoltre il paese natale del famoso matematico Giuseppe Peano, a cui sono dedicati una via e un monumento a Cuneo.
  • Tetti Pesio

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Infrastrutture aeroportuali

La città è servita dall'aeroporto di Cuneo-Levaldigi[12], denominato "Olimpica", il quale ha voli in Italia e per Bucarest, Bacau, Cluj-Napoca, Hurghada, Londra, Palma de Mallorca e Tirana e altre tratte low-cost.

[modifica] Infrastrutture ferroviarie

[modifica] Stazioni

  • Stazione di Cuneo: La stazione di Cuneo è la principale stazione ferroviaria della città di Cuneo. Si trova in Piazzale della Libertà, ad ovest del centro abitato; venne inaugurata il 7 novembre 1937.
  • Stazione di Cuneo Gesso: La stazione di Cuneo Gesso è la stazione ferroviaria secondaria della città di Cuneo. Si trova ad est del centro abitato, ad un livello più basso rispetto all'altipiano di Cuneo; fu (fino al 1937) la prima ed unica stazione della città.

[modifica] Linee ferroviarie

Di seguito, le linee ferroviarie che transitano presso la Stazione di Cuneo:

[modifica] Gallerie e viadotti

[modifica] Infrastrutture stradali

[modifica] Principali arterie stradali

[modifica] Viadotti

Viadotto Soleri, uno dei ponti di accesso alla città

[modifica] Mobilità urbana

[modifica] Autobus

La rete di trasporti urbani, conurbati ed extraurbani di Cuneo è gestita da "Consorzio Trasporti Granda Bus". Un vasto parco autobus di diverse aziende cuneesi, unite nel consorzio, connette la città di Cuneo con i paesi e le frazioni circostanti, nonché con tutta la Provincia di Cuneo.
Questo consorzio è il primo della regione ad aderire al progetto della Regione Piemonte denominato BIP - Biglietto Integrato Piemonte.

Cuneo - Free Bus Area.jpg

[modifica] Free Bus Area

Nel centro città è attiva la Free Bus Area[13], un'area in cui è possibile usufruire gratuitamente del trasporto pubblico mediante autobus.
Lungo l'asse centrale, da Piazza Torino a Piazza Costituzione, e lungo Corso Giolitti è consentito salire e scendere dagli oltre 400 autobus che transitano su questo percorso senza presentare alcun biglietto; le fermate e gli autobus sono contrassegnati da appositi pannelli, pertanto se si sale o si scende a fermate fuori dalla Free Bus Area è necessario esibire il biglietto o l'abbonamento.
Questa iniziativa, attiva tutti i giorni, è stata pensata per favorire ulteriormente l'"abbandono" delle auto fuori dalla città e l'utilizzo di un mezzo alternativo per muoversi in città.

Bicincittà a Cuneo

[modifica] Bike sharing e piste ciclabili

La città di Cuneo conta 19 km di piste ciclabili cittadine e 105 km di percorsi cicloturistici, entrambi in costante aumento.
L'amministrazione comunale impiega molte energie e risorse per lo sviluppo di questo tipo di mobilità alternativa, perché esso permette di liberare il centro città, e non solo, dalle auto.
Uno dei progetti sviluppati anche a questo fine è "Bicincittà"[14][15], un sistema di bike sharing che la città di Cuneo ha adottato per prima[16]. Esso permette, mediante un badge ottenuto presso l'URP o l'Ufficio Biciclette del Comune di Cuneo, dietro versamento di una quota d'iscrizione di 25 € e la sottoscrizione dell'abbonamento annuale "small" (10 € → utilizzo delle biciclette presenti nelle città della Provincia di Cuneo aderenti al progetto) o di quello "full" (40 € → utilizzo delle biciclette presenti nelle città della Regione Piemonte aderenti al progetto), quindi la ricezione di: badge personale BIP, lucchetto personale e copertura RC per l'utente, di prelevare una bicicletta in una delle 9 postazioni automatiche, utilizzarla gratuitamente per 4 ore (successivamente, 1 € all'ora) e restituirla in una postazione, anche diversa da quella di prelievo.
Il servizio, funzionante tutti i giorni dalle 7:00 alle 21:00, consente di effettuare spostamenti rapidi nella città, sostituendosi così all'auto.

[modifica] Zone a traffico limitato

Italian traffic signs - zona traffico limitato.svg

Nella città vi sono tre tipologie di zone a traffico limitato:

  • Zona a traffico limitato: riguarda l'intera via Roma, che è interdetta (eccetto veicoli di forze armate, soccorso, disabili, approvvigionamento negozi) nei giorni feriali dalle 7:30 alle 10:30.
  • Zona a traffico limitato notturna: riguarda l'area compresa fra Piazza Torino, Corso Kennedy, Via Pascal, Piazza Galimberti, Via Bonelli, Corso Giovanni XXIII (escluse Piazza Foro Boario, Piazza Santa Croce e Piazza Virginio), nella quale il transito è vietato (eccetto categorie sopracitate) nei seguenti orari: dalle 24:00 alle 10:30 nei giorni feriali e dalle 24:00 alle 6:00 nei giorni festivi.
  • Zona a traffico limitato ambientale: riguarda l'area compresa fra Piazza Torino, Corso Giovanni XXIII, Rondò Garibaldi, Viale degli Angeli (tratto compreso tra Rondò Garibaldi e Via Avogadro), Via Avogadro, Corso Nizza (tratto compreso tra Via Avogadro e Via Einaudi), Via Einaudi, Via Bongioanni (tratto compreso tra Via Einaudi e Corso Gramsci), Corso Gramsci, Corso Alcide De Gasperi (tratto compreso tra Corso Gramsci e Corso Monviso), Corso Monviso, Piazzale della Libertà, Corso IV novembre, Largo De Amicis, Corso Kennedy, nella quale il transito è vietato ai veicoli, ad uso privato e/o commerciale, pre Euro 1 benzina e pre Euro 2 diesel, dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:00 e (solo veicoli ad uso privato) dalle 14:00 alle 16:00[17].

[modifica] Zone 30 e 40

Italian traffic signs - zona 30 kmh.svg
  • Zona 30: coinvolge l'area inclusa tra Corso Soleri-Corso Garibaldi, Viale Angeli, Corso Brunet-Corso Giolitti e Corso IV novembre, escluso Corso Nizza. Nell'area, delimitata da porte d'accesso appositamente create, non è consentito superare la velocità di 30 km/h. Inoltre, in Corso Dante è stato creato un percorso a chicane che impedisce il superamento della velocità imposta.
  • Zona 40: interessa Corso Nizza, nel tratto da Piazza Galimberti a Corso Brunet-Corso Giolitti, dove: sono state ridotte le corsie, ora vi è una corsia per senso di marcia; sono stati allargati i marciapiedi per consentire la realizzazione di una pista ciclabile: da valle a monte, a ovest, e da monte a valle, ad est; è stata vietata la svolta a sinistra in ingresso e in uscita da Corso Nizza (eccetto da e per Corso Dante).[18]
Italian traffic signs - area pedonale.svg

[modifica] Aree pedonali

Vi sono, in città, alcune aree pedonali, esse sono:

  • Contrada Mondovì, permanente;
  • Corso Nizza (tratto da Corso Giolitti-Corso Brunet a Via Avogadro-Via Einaudi), dalle 20:00 alle 24:00 dei venerdì di luglio;
  • Via Barbaroux (tratto da Via Roma a Via Savigliano), permanente;
  • Via Cacciatori delle Alpi (tratto da Via Roma a Via Savigliano), permanente;
  • Via Felice Cavallotti (tratto da Corso Nizza a Via Venti settembre), permanente;
  • Viale Angeli, dal sabato pomeriggio alla domenica sera (compresa la fascia notturna) e nei giorni festivi;
  • Via Roma (tratto da Via Leutrum-Via Nota a Piazza Galimberti) e Corso Nizza (tratto da Piazza Galimberti a Corso Giolitti-Corso Brunet), dalle 20:00 alle 24:00 dei giovedì di luglio.

[modifica] Parcheggi di interscambio

Italian traffic signs - parcheggio.svg

La città è fornita di grandi parcheggi di interscambio esterni all'altipiano cittadino, questi sono stati creati al fine di liberare la città dalle auto; a tale scopo sono anche aumentati notevolmente i parcheggi a pagamento e a disco orario sull'altipiano.[19]
I parcheggi di interscambio (con i relativi servizi disponibili) sono:

  • Discesa Bellavista: 200 posti gratuiti – Navetta Navetta gratuita per il centro storico – A piedi A piedi 5 minuti al centro storico;
  • Impianti sportivi: 500 posti gratuiti – Impianti sportivi Impianti sportivi – Ascensore Ascensore panoramico per il centro – A piedi Servizio BicincittàA piedi A piedi 10 minuti al centro storico – Videosorveglianza Videosorveglianza;
  • Movicentro[20]: 570 posti a pagamento – Ospedale Ospedale – Stazione ferroviaria Stazione ferroviaria – Autostazione Autostazione – A piedi Servizio BicincittàA piedi A piedi 20 minuti al centro storico – Videosorveglianza Videosorveglianza;
  • Piazza Boves: 300 posti interrati a pagamento – In centro In centro storico – Videosorveglianza Videosorveglianza;
  • Piazza della Costituzione (Via Einaudi): 315 posti gratuiti – Linee urbane Linee urbane – A piedi Servizio BicincittàA piedi A piedi 30 minuti al centro storico – Videosorveglianza Videosorveglianza;
  • Piazza Foro Boario: 530 posti a pagamento e 50 posti gratuiti – A piedi A piedi 6 minuti al centro storico;
  • Piazzale Bellavista: 50 posti gratuiti – A piedi A piedi 9 minuti al centro storico;
  • Piazzale Cimitero urbano: 200 posti gratuiti – Navetta Navetta gratuita per il centro storico – A piedi A piedi 9 minuti al centro storico;
  • Piazzale Discesa del gas: 60 posti gratuiti – A piedi A piedi 4 minuti al centro storico;
  • Piazzale Italgas: 95 posti gratuiti – A piedi A piedi 6 minuti al centro storico;
  • Piazzale Porta Mondovì: 90 posti gratuiti – Navetta Navetta gratuita per il centro storico – A piedi A piedi 4 minuti al centro storico – Videosorveglianza Videosorveglianza;
  • Piazzale Stazione Gesso: 85 posti gratuiti – Navetta Navetta gratuita per il centro storico – A piedi A piedi 6 minuti al centro storico;

[modifica] Sport

[modifica] Pallavolo

La squadra più importante e famosa di Cuneo è senza dubbio quella di pallavolo, il Cuneo Volley Ball Club, fondato nel 1958 e ribattezzato Piemonte Volley nel 2001. Il 15 maggio 2011 ha disputato la finale scudetto a Roma, perdendo 3-0 contro la Trentino Volley. Tra i trofei conquistati dalla società ci sono 1 Scudetto, 5 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane, 3 Coppe CEV, 2 Coppe delle Coppe e 2 Supercoppe Europee, nonché 5 scudetti a vari livelli giovanili. Il Cuneo VBC/Piemonte Volley gioca le partite casalinghe al Palasport di S. Rocco Castagnaretta. Il gruppo storico di suoi tifosi si chiama Blu Brothers ed è attivo dal 1989, avendo raccolto l'eredità di un precedente gruppo chiamato "Rangers".

[modifica] Calcio

La principale squadra cittadina di calcio, l'A.C. Cuneo 1905, attualmente è in Lega Pro Seconda Divisione dopo aver vinto il campionato di Serie D. Il Cuneo Calcio è attualmente campione d'Italia in carica dei dilettanti, avendo battuto in finale il Perugia.[21] In passato ha partecipato ai campionati professionistici di serie C, ha disputato uno spareggio per accedere alla Serie B perso con il Palermo, oltre che una finale di Coppa Italia di Serie C con il Foggia e un turno di Tim Cup con il Cagliari. Il Cuneo Calcio gioca le partite casalinghe presso lo stadio cittadino intitolato alla memoria dei "fratelli Paschiero".

[modifica] Ciclismo

Cuneo è stata più volte sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1914, l'ultima nel 2010.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Cuneo
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1914 Milano 420 Bandiera dell'Italia Angelo Gremo Bandiera dell'Italia Angelo Gremo
1931 10ª Genova 263 Bandiera dell'Italia Luigi Giacobbe Bandiera dell'Italia Luigi Giacobbe
1935 17ª Genova 148 Bandiera dell'Italia Giuseppe Olmo Bandiera dell'Italia Vasco Bergamaschi
1949 16ª Sanremo 190 Bandiera dell'Italia Oreste Conte Bandiera dell'Italia Adolfo Leoni
1952 17ª Sanremo 190 Bandiera dell'Italia Nino Defilippis Bandiera dell'Italia Fausto Coppi
1964 19ª Alessandria 205 Bandiera dei Paesi Bassi Cees Lute Bandiera della Francia Jacques Anquetil
1982 20ª Vigevano 177 Bandiera dell'Italia Francesco Moser Bandiera della Francia Bernard Hinault
1990 10ª Grinzane Cavour (cron. individuale) 68 Bandiera dell'Italia Luca Gelfi Bandiera dell'Italia Gianni Bugno
1997 13ª Varazze 146 Bandiera della Svezia Glenn Magnusson Bandiera della Russia Pavel Tonkov
1998 Nizza 162 Bandiera dell'Italia Mariano Piccoli Bandiera della Svizzera Alex Zülle
2010 Savigliano (cron. a squadre) 33 Bandiera dell'Italia Liquigas-Doimo Bandiera dell'Italia Vincenzo Nibali

Cuneo è inoltre legata alla storia del Giro come luogo di partenza della celebre frazione Cuneo-Pinerolo, diciassettesima tappa del Giro d'Italia 1949, in cui Fausto Coppi conquistò la maglia rosa dopo aver scalato da solo il Colle della Maddalena, il Vars, il Izoard, il Monginevro e il Sestriere, giungendo a Pinerolo con 11'52" su Gino Bartali. In memoria di quell'impresa il Giro ha inserito nel suo percorso la tappa Cuneo-Pinerolo in alcune edizioni successive, l'ultima volta nel 2009.

Da Cuneo è partita, il 22 luglio 2008, la 16ª tappa (Cuneo-Jausiers) del 95º Tour de France. Il giorno precedente la corsa aveva effettuato un giorno di riposo in terra straniera (proprio a Cuneo), prima volta nella leggendaria storia del Tour.

[modifica] Rugby

Alla fine degli anni 1970 si formò un primo nucleo di appassionati cuneesi della palla ovale e nacque la «Cuneo Amatori Rugby». Nel 2000 questo sport emigrò nella vicina Borgo San Dalmazzo, dove la squadra, denominata «Pedona Rugby», partecipò con alterne fortune al campionato di serie C. Dalla stagione 2009/2010 la formazione senior del «Cuneo Pedona Rugby», ideale continuazione della «Amatori Cuneo» e del «Pedona Rugby», disputa il campionato di serie C presso la nuova struttura comunale di Madonna dell'Olmo - Piccapietra, mentre tutte le squadre delle categorie inferiori (U19, U17, U15, U13, U11, U9, U7) giocano nei rispettivi tornei di categoria[Nello stesso campo?]. Nella stagione 2010/2011 la squadra di serie C si è classificata prima in campionato.
Accanto alla società sportiva esiste e lavora una associazione di appassionati denominata «CuneOvale», che si occupa della diffusione e del sostegno alla attività rugbistica nella "Provincia Granda".

[modifica] Atletica leggera

Elisa Rigaudo è un'atleta cuneese di fama internazionale: medaglia di bronzo nella 20 km di marcia agli Europei di Goteborg nel 2006 e alle Olimpiadi di Pechino 2008.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Alberto Valmaggia (centrosinistra) dal 29/05/2007 (2º mandato)

[modifica] Gemellaggi

Cuneo è gemellata con le seguenti città:

[modifica] Curiosità

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Pronunzia Cuneo. RAI – Radiotelevisione ItalianaDizionario d'ortografia e di pronunzia. URL consultato il 25 marzo 2011.
  4. ^ a b Cuneo: clima e dati geografici. www.comuni-italiani.it. URL consultato il 20 marzo 2011.
  5. ^ Classificazione sismica. Dipartimento della Protezione Civile, 16 gennaio 2006. URL consultato il 20 marzo 2011.
  6. ^ Cuneo Medaglia d'Oro per la Resistenza. Comune di Cuneo, 29 settembre 2010. URL consultato il 20 marzo 2011.
  7. ^ Lapide "I portici bassi". Prometheo S.r.l., 28 dicembre 2009. URL consultato il 20 marzo 2011.
  8. ^ Citazione: "I portici bassi" - Lapide affissa ai portici di Via Roma (pilastro lato Nord)
  9. ^ Bolandrini, 2011, 588.
  10. ^ Possibile spiegazione e significato
  11. ^ Collidà 1982, op. cit., pp. 179-180.
  12. ^ a b Aeroporto di Cuneo-Levaldigi. Geac S.p.A.. URL consultato il 20 marzo 2011.
  13. ^ Free Bus Area
  14. ^ Cos'è Bicincittà?. Comunicare S.r.l.. URL consultato il 04 aprile 2011.
  15. ^ Cos'è Bicincittà?. Comune di Cuneo, 29 settembre 2010. URL consultato il 04 aprile 2011.
  16. ^ Cuneo, prima città di noleggio bici gratuito. Comune di Cuneo, 29 settembre 2010. URL consultato il 04 aprile 2011.
  17. ^ Zona a traffico limitato ambientale
  18. ^ Zone 30 e 40 - ordinanza
  19. ^ Parcheggi di interscambio - planimetria
  20. ^ Movicentro- planimetria e prezzi
  21. ^ Corriere dello sport, 12 giugno 2011

[modifica] Bibliografia

  • Franco Collidà; Max Gallo; Aldo A. Mola, CUNEO-NIZZA Storia di una ferrovia, Cuneo (CN), Cassa di Risparmio di Cuneo [luglio 1982]. (ISBN non disponibile)
  • Beatrice Bolandrini, Giuseppe Gaggini. Uno scultore neoclassico a Torino e nella residenze sabaude, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011.

[modifica] Altri progetti

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