La Morra

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La Morra
comune
La Morra – Stemma La Morra – Bandiera
La Morra – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Maria Luisa Ascheri (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°38′00″N 7°56′00″E / 44.633333°N 7.933333°E44.633333; 7.933333 (La Morra)Coordinate: 44°38′00″N 7°56′00″E / 44.633333°N 7.933333°E44.633333; 7.933333 (La Morra)
Altitudine 513 m s.l.m.
Superficie 24,3 km²
Abitanti 2 758[1] (31-12-2010)
Densità 113,5 ab./km²
Frazioni Annunziata, Berri, Rivalta, Santa Maria
Comuni confinanti Alba, Barolo, Bra, Castiglione Falletto, Cherasco, Narzole, Roddi, Verduno
Altre informazioni
Cod. postale 12064
Prefisso 0173
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004105
Cod. catastale E430
Targa CN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti lamorresi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
La Morra
Sito istituzionale
La torre campanaria del 1710 di La Morra

La Morra (a Mora [a'mʊra] in piemontese) è un comune italiano di 2.758 abitanti della provincia di Cuneo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Agli albori del II millennio la città di Alba Pompeia iniziò a dissodare le colline circostanti: fu allora che nacque il villaggio di Murra sulla cima del colle (Murra significa recinto per le pecore).

Nel 1340 passò sotto il dominio della famiglia Falletti; nel 1402 si diede propri Statuti nei quali sono citati per la prima volta in zona il vitigno Nebbiolo (Nebiolium), dal quale trae origine il vino Barolo, e il Pignolo (Pignolium), ormai scomparso dal territorio lamorrese. Nel 1435 si consegnò al duca di Milano. Dopo alterne vicende sotto Francia e Spagna, nel 1631 passò ai Savoia.

La chiesa di San Rocco in centro del paese
Monumento al Vignaiolo di Langa

La torre campanaria (1710), costruita coi resti del castello abbattuto nel 1544, si erge a pochi passi dal monumento bronzeo al Vignaiolo d'Italia (Antonio Munciguerra, 1972) e al busto marmoreo di Giuseppe Gabetti, compositore ottocentesco della Marcia Reale, il primo inno d'Italia, in piazza Castello, scolpito da Giuseppe Realini[2]. La piazza è chiusa da un lato dall'edificio delle Scuole Elementari (1914). Poco distante trovate la Cantina Comunale, sorta nel 1973 ad opera dei vitivinicoltori di La Morra e ricavata nei locali settecenteschi del palazzo dei Marchesi di Barolo. A pochi passi si erge la parrocchiale di San Martino (Michelangelo Garove, 1699: all'interno, pregevole è la pala dell'altare maggiore rappresentante la Madonna con Bambino e i santi Martino e Crispino (Giovanni Carlo Aliberti, 1715). A chiudere la piazzetta con ippocastano ci pensano la chiesa della Confraternita di San Rocco (1749; pala d'altare di un anonimo pittore di Mondovì e cupola affrescata da Pietro Paolo Operti) e il palazzo del Municipio (facciata del 1765).

A metà di via Umberto si erge la chiesa della Confraternita di San Sebastiano (1700) con l'arioso campanile in cotto (1766); in via Ospedale il palazzo dell'ex Ospedale (1829) e casa Boffa (secolo XV); in via XX Settembre il palazzo Falletti-Cordero; sul lato sud del paese sono visibili i bastioni, mura di cinta medievali. Nelle vicinanze, la chiesetta di Santa Brigida con affreschi absidali del secolo XV. Al fondo di via Richieri sorge la cappella dedicata a Santa Lucia con pala ottocentesca.

Nella frazione Annunziata è visitabile il complesso romanico-barocco dell'ex convento benedettino di San Martino di Marcenasco, ora chiesa dell'Annunziata: cantina e abside del secolo XV; facciata di Michelangelo Garove del 1684; interno affrescato in varie epoche e con reperti romani.
Nelle cantine dell'ex convento si trova il Museo Ratti dei Vini d'Alba. Nella frazione di Santa Maria si trova l'ottocentesca parrocchiale di Santa Maria in Plaustra.

La Morra oggi[modifica | modifica sorgente]

Vista panoramica su La Morra e sulle Langhe dalla torre campanaria

Oggi La Morra è diventato un paese molto ricco grazie al grande valore assunto dall'oro rosso, il vino Barolo, su cui il Paese basa la propria economia. Negli ultimi decenni, infatti, il turismo a La Morra è aumentato tantissimo, trasformando il paese in tutto e per tutto. Turisti da ogni parte del mondo vi giungono per gustare il vino, le prelibatezze e godere il bel paesaggio e proprio per ciò sono nati moltissimi bed & breakfast e agriturismo dove ospitare i visitatori. La neonata associazione Eventi & Turismo cerca di coordinare il flusso turistico con iniziative del tutto nuove come "Cantine Visitabili" coordinate dall'Ufficio Turistico sito in piazza Martiri, sotto l'ala piccola, dove sono in visione e vendita le nuove guide "Vivere La Morra".

Non bisogna dimenticare però la vita interna del paese che è sempre in movimento. Ad esempio, molte sono le associazioni che militano sul territorio: Pro La Morra, AVIS, Protezione Civile, Gruppo volontari del Soccorso, Società Operaia, Amoenia, Caritas, Associazione Alpini, Corale San Martino occupano tutte un ruolo importante all'interno del paese grazie alle loro numerose iniziative a scopo benefico.

Persone legate a La Morra[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni del 25 maggio 2014 è stata eletta Maria Luisa Ascheri, a capo di un lista civica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Bolandrini, 2011, 678.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfonso Panzetta, Nuovo dizionario degli scultori italiani dell'Ottocento e del primo Novecento: da Antonio Canova ad Arturo Martini, AdArte, Torino 2003.
  • Beatrice Bolandrini, Artisti della "val di Lugano" a Torino. Un primo repertorio dei ticinesi nell'Ottocento, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011.

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