Porpora (araldica)
Il porpora, detto anche paonazzo, è uno smalto araldico di colore variabile dal grigio bruno al rosso violaceo. Nella rappresentazione monocromatica è simbolizzato da linee parallele diagonali inclinate a 45° e dirette dall’angolo superiore sinistro dello scudo (a destra per l’osservatore) verso l’angolo inferiore destro (alla sinistra dell’osservatore).
Negli stemmi più antichi non era presente; successivamente fu impiegato sia come metallo che come colore (come le pellicce) e solo negli ultimi tempi divenne esclusivamente un colore.
È piuttosto raro e si incontra soprattutto nel blasone degli ecclesiastici; è porpora il colore distintivo dei vescovi e soprattutto in tale impiego è conosciuto come paonazzo. Porpora era anche il colore imperiale per eccellenza, particolarmente se in accostamento all'oro.
Nell'araldica inglese viene definito mercurio il porpora presente sugli stemmi dei principi sovrani.[1]
Il colore porpora è molto impiegato come smalto per grappoli d'uva.
Tra le virtù spirituali simboleggia fede, temperanza, castità, verecondia, devozione. Per le qualità mondane è simbolo di nobiltà cospicua, signorile grandezza, ricompensa d'onore, ricchezza, liberalità, sovranità e regia dignità. Nei tornei era simbolo di amore.
In francese la parola mauve indica il color malva, simile al violetto, per cui lo smalto porpora è utilizzato anche come arma parlante.
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Marc'Antonio Ginanni, L'arte del blasone dichiarata per alfabeto, Venezia, Guglielmo Zerletti, 1756.
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