Ducato di Milano
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| Ducato di Milano | |||||||||
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| Descrizione generale | |||||||||
| Nome ufficiale: | Ducatus Mediolanensis | ||||||||
| Lingue: | latino, italiano | ||||||||
| Capitale: | Milano | ||||||||
| Dipendente da: | Francia dal 1499 (discontinua) Spagna dal 1535 Austria dal 1706 |
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| Forma politica | |||||||||
| Governanti: | Casa Visconti dal 1395 Repubblica dal 1447 Casa Sforza dal 1450 |
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| Nascita: | Diploma imperiale dell'11 maggio 1395 |
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| Causa: | Trattato di Campoformio del 17 ottobre 1797 |
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| Territorio e popolazione | |||||||||
| Economia | |||||||||
| Moneta: | sesino, parpagliola grosso, testone, scudo, ambrogino, ducato, zecchino | ||||||||
| Commerci con: | Italia, Sacro Romano Impero, Francia, Spagna, Inghilterra | ||||||||
| Esportazioni: | vino, manufatti, grano, seta, armi, marmo, legname | ||||||||
| Importazioni: | gioielli, spezie | ||||||||
| Religione e Società | |||||||||
| Religioni preminenti: | cristianesimo | ||||||||
| Religione di stato: | cristianesimo cattolico | ||||||||
| Religioni minoritarie: | ebraismo | ||||||||
| Classi sociali: | patrizi, clero, cittadini, popolo | ||||||||
| Evoluzione storica | |||||||||
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Il Ducato di Milano (1395-1797) fu un antico stato dell'Italia settentrionale che comprendeva, al momento della sua costituzione, gran parte dell'attuale Lombardia e porzioni delle regioni Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, oltre al Canton Ticino e alla Leventina oggi in Svizzera.
[modifica] Istituzione
Il Ducato fu costituito ufficialmente l'11 maggio 1395, quando Gian Galeazzo Visconti, già Vicario Imperiale e Dominus Generalis di Milano, ottenne il titolo di duca di Milano per mezzo di un diploma firmato a Praga da Venceslao di Lussemburgo, sovrano del Sacro Romano Impero (1378-1400).
[modifica] Limiti
Il Ducato, le cui frontiere mutarono sensibilmente nel tempo, aveva come capitale la stessa città di Milano e comprendeva principalmente la Lombardia ad esclusione del territorio di Mantova, appartenente alla casa dei Gonzaga; esso si estendeva tra Emilia, Liguria, Piemonte, Toscana e Veneto, spingendosi anche nelle terre dell'attuale Cantone Ticino. Formalmente, esso era parte del Sacro Romano Impero, ma era di fatto indipendente.
Con un ulteriore diploma imperiale, firmato dallo stesso Venceslao di Lussemburgo a Praga il 30 marzo 1397, Gian Galeazzo fu proclamato Dux Lombardiae: a lui e ai suoi eredi maschi era ufficialmente riconosciuta la potestà ducale sui territori soggetti al casato visconteo. Questo documento menziona anche i centri più significativi dell'allora Ducato lombardo: Alessandria, Asti, Avenza (Carrara), Bassano del Grappa, Belluno, Bergamo, Bobbio, Borgo San Donnino (Fidenza), Bormio, Brescia, Crema, Cremona, Como, Feltre, Lodi, Novara, Novi Ligure, Parma, Piacenza, Pontremoli, Reggio nell'Emilia, Riva del Garda, Rocca d'Arazzo, Sarzana, Soncino, Tortona, Vercelli, Verona, Vicenza.
Dopo aver raggiunto la massima espansione sotto lo stesso Gian Galeazzo, morto nel 1402, le frontiere del Ducato milanese andarono progressivamente riducendosi, sino a comprendere, al termine dell'età austriaca, soltanto il territorio compreso fra Svizzera, Ticino, Po e Adda, con parte del Cremonese e del Mantovano.
Nel corso del XV secolo, le regioni che costituiscono oggi il Cantone Ticino furono ripetutamente invase dagli Svizzeri. I confini del Ducato verso la Svizzera, l'attuale frontiera tra Lombardia e Confederazione Elvetica, tranne la Valtellina, che appartenne al Cantone svizzero dei Grigioni fino al 1797, si stabilizzarono nel 1515 dopo la sconfitta dell'esercito svizzero a Melegnano.
[modifica] Storia
[modifica] I Visconti: i fondatori del Ducato
| Per approfondire, vedi la voce Visconti. |
Le sorti di Milano si intrecciarono sin dal XIII secolo con quelle della Casa dei Visconti, i quali ripresero la politica di espansionismo territoriale ereditata dal Comune ambrosiano. Uno fra i primi esponenti viscontei a guidare la città lombarda fu Ottone Visconti, eletto arcivescovo nel 1277. Nella prima metà del secolo successivo i suoi nipoti e pronipoti giunti al governo di Milano (Matteo, Galeazzo I, Azzone, l'arcivescovo Giovanni) allargarono l'area d'influenza viscontea sulle regioni circostanti. Un'eguale politica di allargamento e consolidamento fu perseguita nella seconda metà del secolo dai loro successori (Matteo II, Bernabò e Gian Galeazzo).
[modifica] Il Ducato visconteo (1395-1447)
Dopo un periodo contrassegnato da tensioni fra i vari membri della potente famiglia, Gian Galeazzo Visconti, nipote di Bernabò, nel 1385 con un colpo di mano giunse al potere e, via via, unificò i vasti domini familiari sparsi nell'Italia settentrionale.
Si dice che i territori soggetti al suo dominio fruttassero a Gian Galeazzo in un anno - oltre la rendita ordinaria di 1.200.000 fiorini d'oro - altri 800.000 di sussidi straordinari.
Alla morte di Gian Galeazzo Visconti (1402), il giovane figlio Giovanni Maria non seppe mantenere le conquiste paterne ed il Ducato andò incontro ad una rapida disgregazione.
Nel 1412 Giovanni Maria morì assassinato a Milano. Gli successe al trono il fratello minore Filippo Maria, che, dopo aver ripreso il controllo di gran parte del Ducato, riprese la politica espansionistica perseguita da Gian Galeazzo ed entrò in contrasto con la Repubblica di Venezia. La guerra, dichiarata nel 1426, durò diversi anni, e si concluse con la Pace di Ferrara (1433), in cui Filippo Maria Visconti cedette alla Serenissima le città ed i territori di Brescia e Bergamo.
Alla morte senza eredi di Giovanna II d'Angiò (1435), la corona del regno di Napoli fu contesa fra Angioini ed Aragonesi. Filippo Maria Visconti formò una lega con Venezia e Firenze e si schierò con gli Angioini; in seguito, in uno dei suoi frequenti cambi di schieramento passò con gli Aragonesi ma fu sconfitto dagli ex alleati, guidati dal condottiero mercenario Francesco Sforza. Nel (1441) Filippo Maria firmò la Pace di Cremona, con la quale cedette altre terre alla Repubblica di Venezia e diede in moglie a Francesco Sforza la propria figlia naturale Bianca Maria, che in dote al marito portò Cremona ed il suo contado, eccetto Castelleone e Pizzighettone, piazzaforte che fu scambiata con Pontremoli in Lunigiana.
[modifica] L'Aurea Repubblica Ambrosiana (1447-1450)
Alla morte di Filippo Maria, ultimo dei Visconti, (agosto 1447), fu istituita la cosiddetta Aurea Repubblica Ambrosiana, una forma di governo repubblicana istituita da un gruppo di nobili milanesi. La Repubblica affidò la difesa contro Venezia a Francesco Sforza che, dotato di notevoli capacità strategiche, aprofittò della crisi della repubblica per farsi nominare Duca di Milano (25 marzo 1450).
[modifica] Il primo Ducato sforzesco (1450-1499)
| Per approfondire, vedi la voce Sforza. |
Venezia non aveva abbandonato le sue velleità di espandersi in Lombardia, strinse un'alleanza con Alfonso d'Aragona, Re di Napoli e con l'Imperatore Federico III d'Asburgo (1440-1493), contro Francesco Sforza ed i suoi alleati. La caduta di Costantinopoli, riconquistata dai Turchi però mise in pericolo l'assetto dei possedimenti veneziani nell'Egeo e dopo 4 anni di guerra si giunse alal firma della Pace di Lodi (aprile 1454).
Con questo documento Francesco Sforza ed Alfonso d'Aragona furono riconosciuti rispettivamente Duca di Milano e Re di Napoli, la Repubblica di Venezia estese il suo dominio fino all'Adda e fu stipulata la Santissima Lega Italica contro i Turchi.
L'equilibrio politico raggiunto con la Pace di Lodi durò fino alla morte di Lorenzo il Magnifico (8 aprile 1492) ed alla discesa di Carlo VIII in Italia (1494).
Galeazzo Maria, figlio di Francesco Sforza, a causa del suo governo considerato da molti tirannico, fu assassinato in una congiura. Il figlio, Gian Galeazzo, governò sotto la reggenza della madre Bona di Savoia, finché lo zio, Ludovico il Moro usurpò il trono del Ducato. Ludovico il Moro, figlio di Francesco Sforza, riuscì ad ottenere la tutela del nipote Gian Galeazzo ed a confinarlo nel Castello di Pavia, dove nel 1494 lo fece avvelenare.
Si guastarono perciò i rapporti fra Ludovico e Ferdinando d'Aragona: Gian Galeazzo aveva infatti sposato una nipote del Re di Napoli, il quale prese le parti del legittimo erede. Ludovico il Moro rispose incoraggiando Re Carlo VIII di Francia a rivendicare il Regno di Napoli, poiché fino al 1442 il trono partenopeo era appartenuto al casato francese degli Angioini. Nel 1494 Carlo VIII discese in Italia e conquistò Napoli, sconvolgendo l'equilibrio fra i vari stati italiani e dando inizio alle guerre d'Italia (1494-1559).
[modifica] Il primo Ducato francese (1499-1512)
Nel 1495 Carlo VIII fu scacciato dalla Penisola da una Lega composta dagli stati italiani, Sacro Romano Impero, Spagna ed Inghilterra, ma solo tre anni dopo, nel 1498, il Duca d' Orléans - divenuto Re di Francia col nome di Luigi XII - fece valere i propri diritti sul Ducato di Milano: un suo antenato, Luigi di Turenna, aveva infatti sposato nel 1389 Valentina Visconti, figlia del primo Duca Gian Galeazzo. Egli, protestandosi legittimo erede déi Visconti, invase lo Stato milanese nel 1499 scacciandone Ludovico il Moro. L'ex sovrano sforzesco cercò inutilmente di contrastare le truppe transalpine, chiedendo anche aiuto all'Imperatore, ma riuscì soltanto a riprendere per breve tempo la capitale e poche altre terre. Sconfitto e fatto prigioniero a Novara nel 1500, fu deportato in Francia, nel Castello di Loches, ove morì il 27 Maggio 1508.
[modifica] Il secondo Ducato sforzesco (1512-1515)
Luigi XII rimase Duca di Milano fino al 1512, quando l'esercito svizzero scacciò quello francese dalla Lombardia e pose sul trono milanese Massimiliano Sforza, figlio di Ludovico il Moro. Fra il 1512 ed il 1515 i Cantoni svizzeri controllarono de facto il Ducato.
[modifica] Il secondo Ducato francese (1515-1521)
Sotto il regno di Francesco I di Valois la Corona francese riuscì a ristabilire la propria sovranità sul Ducato milanese. Nel 1515, dopo la sanguinosa battaglia di Marignano - che vide la sconfitta dell'esercito elvetico - il sovrano francese depose Massimiliano e si installò sul trono ducale. Francesco di Valois governò il Ducato fino al 1521, quando Carlo V, Re di Spagna e Sacro Romano Imperatore, innalzò al trono del Ducato il giovane fratello di Massimiliano, Francesco II Sforza.
[modifica] Il terzo Ducato sforzesco (1521-1535)
Dopo la decisiva sconfitta francese nella battaglia di Pavia il 24 Febbraio 1525, che lasciò alle forze imperiali di Carlo V il predominio in Italia, Francesco si unì alla Lega di Cognac contro l'Imperatore: insieme a lui, la Repubblica di Venezia, la Repubblica fiorentina, il Pontefice Clemente VII ed il Regno di Francia. Il Duca fu rapidamente soverchiato dalle truppe imperiali, ma riuscì a mantenere il controllo su alcune città e piazzeforti del Ducato. Grazie alla Repubblica di Venezia che cedette in cambio del ritiro delle pretese imperiale su Milano tutta la costa pugliese (Brindisi, Monopoli, Gallipoli, Polignano, Lecce, Bari e Trani), dovuto anche al fatto che Carlo V non voleva scontrarsi con i Veneziani, "perché se non avesse ceduto, non avrebbe potuto aver pace con i Veneziani e sarebbe stata une guerre immortelle en Italie", e lui sapeva di non avere i mezzi per spuntarla, perché preme troppo ai Veneziani che Milano non venga in mano d'oltramontani, dato che nno si ritenevano "atti all'occuparlo nè poi proporzionati per poterlo tenere". Francesco II Sforza morì senza eredi nel 1535 aprendo una nuova questione per la successione al trono.
[modifica] Il «periodo spagnolo» (1535-1706)
| Per approfondire, vedi la voce Governatori del Ducato di Milano. |
Il Re di Francia e l'Imperatore reclamavano il Ducato facendosi guerra. Quest'ultimo ottenne il controllo del Ducato installandovi il figlio Filippo con diploma imperiale firmato a Bruxelles l'11 Ottobre 1540. Il possesso del Ducato da parte di Filippo d'Asburgo fu finalmente riconosciuto dalla Corona francese nel 1559, con la Pace di Cateau-Cambrésis .
Il Ducato di Milano rimase soggetto ai sovrani spagnoli sino all'inizio del XVIII secolo. In questo periodo la sua capitale divenne con San Carlo e Federico Borromeo uno fra i principali centri della Controriforma in Italia.
La valutazione del «periodo spagnolo» è molto controversa. Indubitabile appare la decadenza economica che colpì il Ducato, in particolare dall'inizio del XVII secolo. Occorre però ricordare che tale involuzione si manifestò - seppure con forme e dimensioni diverse - nell'Italia intera. Molto influente per la percezione negativa di questo periodo fu il romanzo ottocentesco I promessi sposi, scritto da Alessandro Manzoni.
[modifica] La dominazione austriaca (1706-1797)
Con il trattato di Baden, che mise fine alla guerra di successione spagnola, il Ducato di Milano fu ceduto alla Casa degli Asburgo d'Austria, che lo conservarono fino alla conquista francese compiuta da Napoleone Bonaparte nel 1796. Nel corso del XVIII secolo la superficie del Ducato – nonostante l'accorpamento con il Ducato di Mantova, dotato però di forti autonomie rispetto a Milano – si ridusse ulteriormente, arrivando ad un'estensione inferiore addirittura all'attuale Lombardia: infatti, non appartenevano al Ducato milanese Bergamo, Brescia, Crema e l'Oltrepò Pavese. Il governo degli Asburgo d'Austria fu caratterizzato da rilevanti riforme amministrative, che i sovrani del casato austriaco – ispirati dai principi del cosiddetto Assolutismo illuminato – introdussero anche nei loro territori lombardi: per esempio, la risistemazione del catasto, la soppressione della censura ecclesiastica, lo sviluppo dell'industria della seta. Tali misure sono unanimemente riconosciute come uno dei presupposti che nei secoli successivi permisero alla Lombardia di divenire uno fra i principali "motori" economici dell'Italia. A seguito della vittoriosa campagna di Napoleone Bonaparte nell'Italia settentrionale, nel 1797 il Ducato fu ceduto alla Repubblica Francese dagli Asburgo con il Trattato di Campoformio. Il Ducato cessò così di esistere ed i suoi restanti territori formarono la parte centrale della costituenda Repubblica Cisalpina, di cui Milano divenne la capitale.
[modifica] Bibliografia
- Per il periodo spagnolo
Domenico Sella, Lo Stato di Milano in età spagnola, UTET, Torino, 1987
[modifica] Voci correlate
- Famiglia Sforza
- Famiglia Visconti
- Imperatore Venceslao del Sacro Romano Impero
- Lega Italica
- Pace di Lodi
- Repubblica di Venezia
- Signori e Duchi di Milano
- Stati italiani preunitari
[modifica] Collegamenti
| Stati italiani nel Medioevo | |
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| Ducati del Regno longobardo |
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Stati del Sacro Romano Impero Principato Vescovile di Trento | Principato Vescovile di Bressanone
Stati indipendenti Regno di Sardegna | Ducato di Milano | Repubblica di Venezia | Repubblica di Ragusa | Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla | Ducato di Modena e Reggio | Ducato di Massa e Principato di Carrara | Repubblica di Lucca | Granducato di Toscana | Principato di Piombino | Stato dei Presidi | Repubblica di San Marino | Stato della Chiesa | Regno di Napoli e Regno di Sicilia
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