Morozzo

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Morozzo
comune
Morozzo – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Piero Vittorio Rossaro (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 44°25′00″N 7°43′00″E / 44.416667°N 7.716667°E44.416667; 7.716667 (Morozzo)Coordinate: 44°25′00″N 7°43′00″E / 44.416667°N 7.716667°E44.416667; 7.716667 (Morozzo)
Altitudine 431 m s.l.m.
Superficie 22,19 km²
Abitanti 2 120[1] (31-12-2010)
Densità 95,54 ab./km²
Frazioni Consovero, Riforano, Trucchi
Comuni confinanti Beinette, Castelletto Stura, Cuneo, Margarita, Mondovì, Montanera, Rocca de' Baldi, Sant'Albano Stura
Altre informazioni
Cod. postale 12040
Prefisso 0171
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004144
Cod. catastale F743
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 850 GG[2]
Nome abitanti morozzesi
Patrono san Magno
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Morozzo
Sito istituzionale

Morozzo (Moross in piemontese) è un comune italiano di 2.104 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Morozzo si perde tra la leggenda. Le prime notizie ci arrivano da alcuni reperti romani custoditi al museo civico di Cuneo in cui si presuppone una morozzo di fondazione ligure e successivamente romana. Il pese sorse sul bricchetto piccola collina sulle rive del Brobbrio e qua in epoca romana sede di un fortilizio e nei secoli medievali centro nevralgico del potere che Morozzo esercitava sul suo contado che dalle frabose andava fino allo stura. Nel 1200 inizio per Morozzo una lunga serie di lotte con le nascenti Cuneo e monte regale (Mondovi) in cui Morozzo era alleata con il potente vescovo d' Asti di cui Morozzo faceva parte a livello diocesano. Morozzo subì successivamente te il dominio degli Angio' e poi entro nell orbita sabauda. Morozzo cambio diverse volte nome dall antico nome di Antibo a Morotio a Moroty durante Napoleone, oggi si suppone che il nome Morozzo le fu attribuito durante le invasioni saracene.

Persone legate a Morozzo[modifica | modifica wikitesto]

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Santuario del Bricchetto[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo santuario, si affaccia sul letto del fiume Brobbrio in una posizione esteremamente panoramica. La piccola chiesa e ciò che resta della più' grande chiesa del castello ivi presente nel medioevo. Nel 1491 fu affrescata da un noto pittore locale tal Giovanni Mazzucco che doto la chiesa di uno straordinario quanto ben conservato ciclo pittorico sulla vita della Madonna. Nell'800 la piccola cappella fu ingrandita e dal 1903 è stata dichiarata santuario e divento per i morozzesi luogo molto caro quanto sacro. Nelle cripte si trovano le tombe dei marchesi di pamparato proprietari del castello poco distante.

Cappella di santo Stefano[modifica | modifica wikitesto]

Posta in uscita dal paese è poco fuori dal abitato si trova questa cappella davvero poco conosciuta che conserva un interessante ciclo pittorico risalente al 400 coperto dalla calce che servi' da disinfettante dopo che la chiesa fu usata come lazzaretto. Avrebbe bisogno di un restauro per riportare alla luce i bellissimi dipinti.

Conventi[modifica | modifica wikitesto]

Anche se oggi non svolgono più la funzione di conventi sennò uno solo Morozzo era circondata da ben 4 conventi. Il priorato di San Biagio e il convento femminile di pigliola ( oggi non più esistente) ricadono nel comune di Mondovi mentre quello di San Quirico (Rocca de baldi) e la odierna cascina fabbrica sono diventate aziende agricole.

Cappella di san grato[modifica | modifica wikitesto]

Piccola cappella verso Borgo Rosso chiusa da decenni al culto. Forse meriterebbe una riapertura è una cura maggiore.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa confraternita costruita nell 800 era la sede delle corporazioni religiose sciolte negli anni 50-60 dopo decenni di abbandono e usata sia per il culto che per eventi come l' esposizioni di quadri durante la fiera del cappone

Edifici Civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello marchesi Cordero di Pamparato[modifica | modifica wikitesto]

Residenza di campagna dei marchesi Cordero è uno splendido esempio di villa di campagna del 700 caratterizzata dalla sua maestosità e dalle linee severe e tonalità rosso cupo. Dopo decenni di completo abbandono ,che ne facevano presagire un futuro di totale degrado, dal 2010 sono iniziati i lavori di restauro che lo anno portato alla forma originale. Oggi è un splendido esempio di residenza 700 circondata da un enorme parco

Palazzo Cordero di Montezemolo[modifica | modifica wikitesto]

Superbo esempio di barocco piemontese sito nel centro del paese oggi è di proprietà privata e quindi non visibile al pubblico. Conserva un oratorio seicentesco dedicato a San Gregorio.

Torre di avvistamento[modifica | modifica wikitesto]

Situata verso Riforano è definita dai morozzesi la "turota" si presuppone sia medioevale. Oggi questo simbolo del paese è in condizioni di fatiscenti senza nemmeno più' la copertura del tetto ciò ne fa presagire un imminente crollo se non verranno fatti lavori di recupero.

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Morozzo e' la capitale indiscussa del cappone. la fiera cha si svolge a metà dicembre ha radici lontane essendo la prima edizione risalente al dopoguerra del 15-18. Il cappone è stato riconosciuto come primo presidio Slow Food nel 1999. Oggi si occupa l' apposito consorzio alla tutela e valorizzazione dell' ex re del pollaio.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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