Venasca

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Venasca
comune
Venasca – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Silvano Dovetta (lista civica) dal 06/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°34′00″N 7°24′00″E / 44.566667°N 7.4°E44.566667; 7.4 (Venasca)Coordinate: 44°34′00″N 7°24′00″E / 44.566667°N 7.4°E44.566667; 7.4 (Venasca)
Altitudine 550 m s.l.m.
Superficie 20,30 km²
Abitanti 1 483[1] (31-12-2012)
Densità 73,05 ab./km²
Frazioni Bonardo, Bonelli, Bricco, Collino, Miceli, Peralba, Ponsa, Rolfa, San Bartolomeo, San Bernardo, Santa Lucia, Sant'Anna, Vernetto
Comuni confinanti Brondello, Brossasco, Isasca, Pagno, Piasco, Rossana, Valmala
Altre informazioni
Cod. postale 12020
Prefisso 0175
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004237
Cod. catastale L729
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti venaschesi
Patrono santa Lucia
Giorno festivo terza domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Venasca
Sito istituzionale

Venasca (così anche in piemontese; Venascho in occitano) è un comune di 1.483 abitanti della provincia di Cuneo che sorge all'inizio della Valle Varaita e fa parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita.

La storia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome è dibattuta: alcune tesi lo fanno derivare dal nome latino "venator" che significa "cacciatore", altri da "vena" (vena acquifera) in riferimento alle numerose fonti d'acqua, chi invece da "venenum" dal significato "veleno", da cui deriverebbe anche il nome della tribù preromana dei liguri definiti Montaneschi i "Ligures Veneni o Venisani", insediata anticamente nella bassa Valle Varaita e nella vicina Valle Po. Ma più probabilmente il toponimo è di origine preromana, ed è da ritenersi derivante dal nome Venna, antico proprietario di terreni, con aggiunta del suffisso romano-ligure "scum", "sca" che ne identificava l'appartenenza, vista anche la presenza del medesimo suffisso in tanti altri toponimi della zona: (Isasca, Piasco, Brossasco, Lagnasco, Cervasca, Tarantasca). Abitata anticamente dai Liguri o Celto-Liguri (come altri territori della zona), questi vennero attorno al 15 a.C. sopraffatti dai Romani. Con la caduta dell'impero, Venasca che pur essendo situata su un territorio di confine, non fu particolarmente interessata alle invasioni da parte dei vicini barbari della Gallia. Attorno al X secolo, i territori furono sottoposti a saccheggi da parte dei saraceni provenienti, attraverso le montagne, dalla baia di Frassinet vicino a Nizza. Se ne ricorda ancora oggi il periodo attraverso le rievocazioni storiche della cacciata dei saraceni, chiamate "Baie" che si svolgono periodicamente nei paesi della media ed alta Valle Varaita. A cavallo dell'anno 1000 il paese fu sotto la giurisdizione del vescovo-conte di Torino, e successivamente fu feudo dei Conti di Verzuolo, un ramo dei quali si chiamò Venasca, i quali nel 1172 si sottomisero ai Marchesi di Saluzzo. Attorno al 1600 passò sotto il dominio dei Savoia, che lo diedero in feudo prima ai Paillard (1601) e successivamente ai Porporato nel 1622. Nei luoghi attorno a Venasca nel 1744 si svolse una battaglia tra truppe francesi e truppe sabaude e nel 1799 tra francesi e Imperiali. Venasca fin dal Quattrocento fu sede di un importante mercato settimanale di riferimento per tutta la bassa Valle Varaita. Attorno alla prima metà del Cinquecento Venasca fu uno dei più importanti centri per la lavorazione del ferro ricavato dalle miniere dell'alta valle. Nel Settecento si sviluppò un fiorente commercio della tela e l'industria della seta. La filanda situata all'interno del concentrico, analogamente ad altre nella zona, cessò la sua attività alla fine dell'Ottocento.

L'11 agosto 1944, secondo fonti partigiane, l'abitato fu oggetto di rappresaglia da parte di una unità di controbanda della 4ª Divisione alpina "Monterosa" agli ordini del tenente Adriano Adami che appiccò il fuoco a gran parte delle case del paese. Il 2 maggio 1945 Adami fu fucilato a Saluzzo con questa accusa rivelatasi poi falsa. Infatti il giorno dell'incendio la Monterosa e Adami stesso non si trovavano nemmeno in Piemonte[2]. Viene ancora oggi ricordato come una delle giornate più tragiche, ma che fortunatamente si limitò a coinvolgere solo gli edifici e non la popolazione, come invece accadde nei paesi vicini in particolare in località Ceretto di Costigliole Saluzzo dove vennero fucilati, per rappresaglia, diversi civili.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Centro nevralgico della guerra di Liberazione valligiana subì saccheggi, rastrellamenti e feroci rappresaglie da parte delle truppe tedesche, che provocarono la morte di alcuni abitanti e l'incendio di numerosi edifici. La popolazione seppe reagire agli orrori della guerra, affrontando la difficile opera di ricostruzione morale e materiale. Nobile esempio di spirito di sacrificio e amor patrio.»
— 1943/1945 - Venasca (CN)[3]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Venasca si trova sul fondo della Valle Varaita posta alla destra del torrente omonimo. Per la sua collocazione sul territorio, Venasca è stata nei tempi passati un punto di riferimento per il commercio locale. È posta infatti alla confluenza della valle laterale di Isasca che attraverso la colletta di Brondello conduce a Saluzzo, e alla valletta laterale di Rossana che attraverso la strada per colletta di Busca conduce alla Valle Maira e ai comuni del Cuneese. Il territorio è prevalentemente montuoso-collinare ed è suddiviso (secondo la denominazione dialettale locale) in due parti: "l'adrit" situato sul versante nord della vallata più esposto al sole in inverno e quindi dal clima migliore, e "l'ubach" contrapposto a sud che nel periodo invernale, è per lungo tempo all'ombra e quindi molto più freddo. Il clima essendo il concentrico situato a sud e sottoposto al vento di tramontana proveniente dalla valle, in inverno è particolarmente freddo. Un proverbio in dialetto locale recita "Chi veul vede l'infern, deuv pruvè Venasca d'invern" (Chi vuole vedere l'inferno, deve provare Venasca d'inverno). Per contro in estate si gode di un clima fresco e giustamente ventilato.

I monumenti[modifica | modifica sorgente]

Parrocchiale Maria Assunta

Il centro del paese è dominato dall'imponente e maestosa parrocchiale (in stile barocco) di intitolata a Maria Assunta. A pianta ottagonale, e con facciata in cotto, è stata costruita a partire dal 1750 su progetto dell'arch. Ruffino. L'interno è ricco di marmi policromi e con affreschi del pittore milanese Pietro Antonio Pozzi. È stata definita "Una tra le più superbamente belle chiese del Piemonte"; infatti può essere considerata uno dei più significativi esempi di architettura barocca del Saluzzese. Incorporato con l'edificio religioso, sorge l'antico Palazzo comunale, eretto fra il 1776 e il 1778 su disegno di Michele Borda, oggi sede dell'Istituto Musicale di Venasca-Valle Varaita. Sulla piazzetta di fronte alla parrocchiale sorge un bel palazzo signorile quattrocentesco denominato "La ca dla Tur" (Casa della Torre) dotato di numerosi e pregevoli esempi di antica architettura (altane e colonne in pietra scolpite). La Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo denominata localmente "la crusa" e stata eretta su una precedente chiesa del 1300 dedicata a San Rocco. È situata sulla nuova piazza del paese e fu sede anticamente della Confraternita dei Disciplinanti o del Gonfalone. D'interesse sono anche le numerose cappelle sparse sul territorio comunale, come la Cappella di Sant'Antonio (1650), quella di Sant'Anna (1683), San Firmino (1719), San Bernardo (1700 ??), San Bartolomeo (1700), Santa Maria del Vernet (???), San Sebastiano (1770) e la cappella della Natività di Peralba (già citata nei documenti nel 1143) che sorge su di un promontorio dominante la pianura, a circa 4 chilometri dal concentrico a 1000 metri di altitudine. Deve, probabilmente, il proprio nome (Peralba) da "albus" (bianco), dovuto al colore delle pietre presenti nella zona o dal colore della costruzione, ben visibile anche in lontananza. Uscendo dal paese, oltre il ponte sul torrente Varaita, è presente la secentesca Cappella di San Carlo, eretta in seguito al voto fatto dalla comunità dopo la grande peste del 1630. Sulla strada che conduce ad Isasca si incontra il piccolo Santuario di Santa Lucia (1725) patrona del paese (protettrice della vista), caratterizzato dalla presenza di numerosi ex voto. A Bricco, piccolo frazione del paese, infine, sorge la Parrocchiale dedicata alla Visitazione di Maria Vergine (1780).

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia è legata all'allevamento del bestiame, all'agricoltura e alla lavorazione del legno. Un tempo esisteva (ora cessata) in località Pilone Rocche una fiorente attività legata all'estrazione e lavorazione per usi industriali della pietra "serpentino". È ancora visibile, entrando nel territorio comunale arrivando dalla pianura, la grande cava dove si estraeva il materiale dal versante della montagna. L'artigianato del legno è rivolto principalmente alla produzione di cofani mortuari. Nel concentrico sono presenti numerosi esercizi commerciali e panetterie. Rinomato è il pane prodotto nelle tre panetterie, cotto con forno a legna. Inoltre sono presenti sul territorio comunale due importanti salumifici. La presenza turistica nei mesi estivi, dato il clima fresco e ventilato è abbastanza buona, specialmente nella parte più alta del territorio (Bricco, Peralba).

Sport ed attività[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti un maneggio, un campo da calcio a 11, un campo da calcetto, da tennis, da beach volley, una bocciofila.

È stata inaugurata il 26 maggio 2007 "La fabbrica dei suoni". Si tratta del primo parco tematico italiano dedicato esclusivamente al suono e alla musica. www.lafabbricadeisuoni.it

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

1ª domenica dopo Pasqua "Madonna del Buon Consiglio"

3ª domenica di maggio "Cantaprimavera"

2ª domenica di agosto "Festa del prosciutto al forno".

3ª domenica di settembre "Festeggiamenti di Santa Lucia"

3ª domenica di ottobre "La Castagna" Mostra mercato dei prodotti agricoli ed artigianali della Valle Varaita.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1989 1994 Alberto Giordano lista civica Sindaco
1994 1999 Bruno Nicolino lista civica Sindaco
1999 2004 Dario Ballatore lista civica Sindaco
2004 2009 Dario Ballatore lista civica Sindaco
2009 2014 Silvano Dovetta lista civica Sindaco
2014 in carica Silvano Dovetta lista civica Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Chiese e Cappelle[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Liliana Peirano, Il male assoluto, RA.RA. edizioni, pag 314: "la Monterosa è arrivata il giorno 2 settembre e il tenente Adami ha fatto la sua comparsa in Val Varaita il giorno 16 novembre"
  3. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=300969
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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