Monteu Roero

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Monteu Roero
comune
Monteu Roero – Stemma
Chiesa di San Nicolao
Chiesa di San Nicolao
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Michele Sandri (Lista civica) dall'08/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°47′00″N 7°56′00″E / 44.783333°N 7.933333°E44.783333; 7.933333 (Monteu Roero)Coordinate: 44°47′00″N 7°56′00″E / 44.783333°N 7.933333°E44.783333; 7.933333 (Monteu Roero)
Altitudine 395 m s.l.m.
Superficie 24,7 km²
Abitanti 1 672[1] (31-12-2010)
Densità 67,69 ab./km²
Comuni confinanti Canale, Ceresole Alba, Montaldo Roero, Pralormo (TO), Santo Stefano Roero, Vezza d'Alba
Altre informazioni
Cod. postale 12040
Prefisso 0173
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004140
Cod. catastale F654
Targa CN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 805 GG[2]
Nome abitanti monteacutesi
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monteu Roero
Sito istituzionale

Monteu Roero (Montèj in piemontese) è un comune italiano di 1.680 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte. Fa parte della delimitazione geografica del Roero. È il quarto comune più a nord della provincia di Cuneo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente il sito veniva chiamato "Monte Acuto" (Mons Acutus in latino).
Nel 1041 l'imperatore Enrico III lo concesse al vescovo di Asti, che un secolo dopo lo cedette al conte Guido di Biandrate, che fece costruire il primo castello. Il conte Guido divise le proprie terre in parti uguali tra tutti i figli: al primogenito toccarono le terre dell'astigiano, tra le quali il feudo di Monte Acuto. I Biandrate tennero Monte Acuto in feudo per circa tre secoli, fino al 1299, quando, sconfitti da Asti, vendettero il castello ai Roero (o Rotari) per 48.000 fiorini. L'acquisto venne riconosciuto ed approvato dal vescovo di Asti. Il 2 novembre 1299 i Roero entrarono in possesso di feudi di Santo Stefano e di Monte Acuto, che prese il nome di Mons Acutus Rotarianum e successivamente di Monteu Roero.
L'attuale castello fu costruito dai Roero ai primi del XV secolo sui resti di quello dei Biandrate.
Per via ereditaria il feudo passò a numerose altre famiglie: il 3 luglio 1784 fu ceduto a Vittorio Amedeo III di Savoia.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Il castello dei Roero, in posizione dominante l'abitato, è stato rimaneggiato più volte, ma conserva all'interno capitelli trecenteschi in armeria[Forse "in arenaria"?] e affreschi e decorazioni seicenteschi. Secondo Goffredo Casalis nel suo Dizionario geografico, storico degli Stati del Re di Sardegna, l'Imperatore Federico, detto il Barbarossa, trovò rifugio ed ospitalità nell'inverno del 1167-1168 all'interno del castello .
  • La chiesa di San Bernardino, ampliata in epoca barocca, ha un portale del 1672 e un pregevole altare. La parrocchiale di San Nicolao è stata ricostruita con il campanile nel 1859-1860; la facciata, di forme rinascimentali, è del 1920.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 94 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le risorse principali sono soprattutto la coltivazione della vite, con produzione di Nebbiolo, Arneis e Barbera, e la raccolta delle castagne; sono diffuse anche le coltivazioni degli ortaggi (asparagi e piselli), delle fragole e delle pesche. Altre fonti di reddito sono l'allevamento del bestiame e il commercio del legname.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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