Bra

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Bra
comune
Bra – Stemma Bra – Bandiera
Bra – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Bruna Sibille (PD) dal 23/06/2009, riconfermata 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°42′00″N 7°51′00″E / 44.7°N 7.85°E44.7; 7.85 (Bra)Coordinate: 44°42′00″N 7°51′00″E / 44.7°N 7.85°E44.7; 7.85 (Bra)
Altitudine 285 m s.l.m.
Superficie 59,53 km²
Abitanti 30 224[1] (30-11-2012)
Densità 507,71 ab./km²
Frazioni Bandito, Boschetto, Borgo Nuovo, Cà del Bosco, Castelletto, Chiossa, Crociera Burdina, Falchetto, Grione, Matrotti, Piumati, Pollenzo, Quinto Bianco, Riva, Rivo, Ronchi, Sabecco Superiore, San Matteo, San maurizio, Sant'Agnese, Scatoleri, San Michele, Tetti Bona, Tetti Milanesi, Tetti Rasa
Comuni confinanti Cavallermaggiore, Cherasco, La Morra, Pocapaglia, Sanfrè, Santa Vittoria d'Alba, Verduno
Altre informazioni
Cod. postale 12042
Prefisso 0172
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004029
Cod. catastale B111
Targa CN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti braidesi
Patrono Madonna dei Fiori
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bra
Sito istituzionale

Bra (così anche in piemontese) è un comune italiano di 30.224 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Bra si trova 50 km a sud di Torino e a 50 km da Cuneo (a nord-est). Alba dista 15 km. Fa parte della Provincia di Cuneo, di cui è il terzo comune più popoloso e rientra nell'Arcidiocesi di Torino. Non è attraversata da fiumi o corsi d'acqua di rilievo, tuttavia la frazione Pollenzo è toccata dal Tanaro nei pressi della ex-tenuta Reale. Il territorio è caratterizzato da una vasta pianura, dove si è sviluppata la città e una collina, che ospita parte del centro storico. Il rilievo collinare del comune di Bra è di fatto l'inizio della zona del Roero.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Bra.

Bra è caratterizzata da un clima temperato sub-continentale. Le piogge cadono prevalentemente in autunno ed in primavera. Si hanno due minimi pluviometrici distinti: uno principale in inverno, piuttosto marcato (23 mm a gennaio e 34 mm a febbraio), ed uno secondario estivo (47 mm ad agosto). Gli inverni sono freddi (il mese più freddo, gennaio, ha una media di +1 °C), mentre le estati sono piuttosto afose e soleggiate (+23,75 °C a luglio).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e gli insediamenti umani nella zona di Bra sono antichissimi, tanto che la presenza umana è accertata già durante l'era neolitica. Nel periodo romano venne fondata alla fine del II secolo a.C. lungo la valle del Tanaro la città di Pollentia (attuale Pollenzo), importante centro di traffico commerciale e militare tra i porti liguri e la pianura piemontese. Dopo la battaglia di Pollenzo, 6 aprile 402, quando le truppe romane comandate da Stilicone affrontarono e misero in fuga i Goti di Alarico, iniziò la decadenza di Pollentia. Alcuni toponimi nei dintorni di Bra, come la località Gotta, situata sulle colline di Bandito, una frazione tra Bra e Sanfrè, sono da considerarsi, secondo uno storico locale, il Prof. Edoardo Mosca, antichi toponimi di origine gotica. Forse, sempre secondo il Mosca, si trattava di stanziamenti in loco di truppe gotiche rimaste tagliate fuori dal grosso dell'esercito di Alarico in ritirata.

A seguito della decadenza di Pollentia, iniziò lo spostamento dei suoi abitanti verso l'altopiano dell'odierna Bra, ritenuto più sicuro.

Bra assorse al rango di città nel 1760 su decreto di Carlo Emanuele III di Savoia. Il Settecento fu il secolo che vide la città di Bra espandersi e fiorire sotto il profilo architettonico, anche grazie alla presenza di Bernardo Antonio Vittone, architetto che realizzò due capolavori dell'arte tardo-barocca: la tondeggiante facciata del Palazzo Municipale e la chiesa di Santa Chiara. L'Ottocento diede a Bra uomini di notevole levatura in più campi. San Giuseppe Benedetto Cottolengo (nato a Bra nel 1786), che fondò la Piccola Casa della Divina Provvidenza. Tra gli uomini di studi e scienza si ricordano il latinista G.B. Gandino, l'archeologo Edoardo Brizio, gli scienziati naturalisti Ettore e Federico Craveri (fondatori del Museo di Scienze naturali, che oggi porta il loro nome).

Il nome "Bra" deriva dalla parola longobarda "Brayda" che indica una proprietà con esteso appezzamento di terreno adibito a pascolo (la stessa origine etimologica di Piazza Bra a Verona, o del quartiere Brera di Milano). Un'ipotesi alternativa è l'origine celtica da "Braille" o "Braye" con il significato di "pascolo" o "alpeggio" (Cfr. toponimi di La Braille, La Braye, Le Brâ in Savoia e in Svizzera Francese e quello di Brallo di Pregola in Oltrepò Pavese).

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 3.775 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 1.275 4,27%

Marocco Marocco 824 2,76%

Romania Romania 785 2,63%

Cultura - Luoghi d'interesse - Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Torre nel castello di Pollenzo
La chiesa di Sant'Andrea
Chiesa di San Rocco
Chiesa di San Giovanni Decollato
Porta di Pollenzo

Accademia degli Innominati[modifica | modifica wikitesto]

In pieno clima arcadico, il 27 luglio 1702, nacque in Bra l'Accademia degli Innominati. Unica in Piemonte con la Accademia degli Incolti di Torino, fu elevata a colonia arcadica dall'Arcadia di Roma per il prestigio e la rinomanza che acquisì. Era all'origine un'associazione di letterati, poeti, uomini di cultura, amanti della musica e delle arti visive. Gli accademici rinunciavano al proprio nome e assumevano un appellativo con il quale firmavano le fatiche poetiche. Fondatore fu il Conte Pier Ignazio Della Torre ed annoverò fra i soci Giuseppe Zorgnotto, il Sottomesso, Gio Battista Bonino, il Geniale e fra gli iscritti anche i più noti letterati italiani del tempo, Ludovico Antonio Muratori e Scipione Maffei. Fra le donne si distinse la cheraschese Clotilde Lunelli. Si riunivano in una casa del centro storico, dove ancora oggi sono visibili dei medaglioni dipinti raffiguranti i personaggi dell'Accademia. La decadenza del sodalizio iniziò dopo il 1720. Nel 2002 si è tenuto a Bra un convegno di studi e approfondimenti, a cura di Alfredo Mango. Gli atti sono raccolti nel volume "L'Arcadia e gli Innominati a Bra", Franco Angeli editore.

Giovanni Arpino[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Arpino nasce a Pola, dove il padre, ufficiale di carriera di origine napoletana, era di guarnigione. Si trasferisce prima a Bra, la città di sua madre, dove sposa Caterina Brero, e poi a Torino, dove rimane per il resto della sua vita. A Bra sarà sempre legato e molti personaggi dei suoi romanzi hanno qui le loro radici. Alla Bra degli anni cinquanta Arpino ha dedicato uno dei suoi primi romanzi, Gli anni del giudizio, e la raccolta di racconti Regina di Cuori.

Le Langhe di Giovanni Arpino sono, rispetto a quelle di Pavese e Fenoglio, alquanto eccentriche e periferiche: le sue colline sono quelle che circondano la cittadina di Bra, che già è aperta sopra la pianura del Po, e ha il Tanaro sotto di sé e sullo sfondo le prime alture di Verduno, della Morra, di Novello, dove effettivamente iniziano le Langhe. I personaggi di Arpino non si spingono mai troppo al di là del Tanaro, verso le più elevate e cupe colline delle Langhe, che, al massimo, sfiorano o appena raggiungono, come accade in Una nuvola d'ira, oppure guardano di lontano, come un altro mondo, mentre lo spazio in cui lavorano e poi operano politicamente, è quello di Bra e degli immediati dintorni, appena increspato dalle prime alture. (Giorgio Barberi Squarotti, presentazione de Gli anni del giudizio).

Palazzi ed Edifici Civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Pollenzo, patrimonio dell'umanità dell'Unesco in quanto fra le Residenze sabaude in Piemonte. Real Borgo di Pollenzo. Pollentia era un'antica città romana che raggiunse i massimi splendori nell'età Giulio-Claudia. Molti reperti, ritrovati in diverse campagne di scavo sono conservati nel Museo Archeologico di Palazzo Traversa. Durante il Medioevo si ridusse a modesto borgo agricolo e presidio di comunità religiose, fra cui i benedettini di Novalesa-Breme. Una fortificazione era già presente prima del 1238 ma bisogna attendere molti secoli per arrivare alla forma attuale del castello ed in particolare quando passa al patrimonio dei Savoia, nel 1838. Carlo Alberto avvierà imponenti lavori affidandone la cura agli architetti di corte Pelagio Pelagi e Ernest Melano. Oltre al restauro del castello, fu realizzato il borgo con la Chiesa di San Vittore, la piazza con il porticato, l'Agenzia e una grande torre quadrata munita di merli. Tutti gli edifici sono in stile neo-gotico. Nella Chiesa si trova il preziosissimo coro ligneo proveniente dall'Abbazia di Staffarda. Il castello e la immensa tenuta agricola sono oggi di proprietà privata mentre gli edifici dell'Agenzia sono stati al centro di una grande iniziativa promossa da Slow Food, dalla Regione Piemonte e dalla Città di Bra. Ne è nata una società mista denominata "Agenzia di Pollenzo" che ha completamente restaurato l'area e avviato, fra l'altro, l'Università di Scienze Gastronomiche e la Banca del Vino. Gli spazi esterni, piazza e vie della frazione di Pollenzo, sono stati oggetto di opere di restauro finanziate dal Ministero per i Beni Culturali.
  • La Zizzola: edificio simbolo della Città. A pianta ottagonale con due piani sormontati al centro da una torretta, è situata sul punto più alto della Città: la collina di Monteguglielmo in prossimità del quale fino al XVI secolo era situato l'antico castello. La guida di Bra del 1875: ".. di proprietà dell'avv. Maffei, elegante e graziosa rotonda che domina la città. Vuole la tradizione che dietro questa villa, su di uno spianato che ancora si ammira, le streghe convenissero una volta a festeggiare il sabato". Dunque era una villa di campagna e di delizie che ricchi padroni aprivano ad amici per feste e ricevimenti. Nel 1962 la Zizzola fu donata al Comune di Bra dal dott. Guido Fasola, alla cui famiglia apparteneva dal 1915 con il vincolo che l'edificio fosse destinato a sede di convegni o di museo o di altre attività di carattere pubblico e il terreno destinato a giardino o parco pubblico. Dopo molti anni, nel 2009, recenti lavori di restauro hanno riportato la Zizzola al vecchio splendore e presto sarà sede del luogo della memoria storica cittadina: un percorso all'indietro per far conoscere Bra ai giovani e ai visitatori. (Lidia Botto, Tesori di Arte in Bra). Intanto nel parco sono già molte le manifestazioni culturali e di intrattenimento organizzate negli ultimi anni.
  • Palazzo Traversa: il nucleo originario risale alla metà del XV secolo ed è adibito, dopo i lavori di restauro compiuti negli anni ottanta, a Museo di Archeologia e Storia dell'Arte. Raggruppa reperti provenienti dall'antica Pollenzo (fondata dai romani) e opere d'arte locale dal Seicento all'epoca contemporanea. Fa parte del sistema dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte. È il solo edificio di forme gotiche rimasto in città e nel corso dei secoli è stato oggetto di vari interventi. Fu costruito da un ramo della potente famiglia dei Malabayla di Asti. Dopo vari passaggi pervenne agli Alberione che lo fecero ornari di merli ghibellini dopo il 1666. Nella Guida di Bra del 1907 l'edificio è indicato come proprietà di Don Traversa, da cui il nome attuale. Nel 1935 gli allora proprietari, la famiglia Boglione, lo donarono al Comune affinché fosse allestito un museo. La parte più interessante dell'edificio, che è anche quella che presenta la qualità architettonica più alta, è il bel prospetto sui via Parpera. (Lidia Botto, Tesori di Arte in Bra).[3]
  • Palazzo Comunale: Edificio di origine medioevale; come altri edifici cittadini subì rifacimenti e trasformazioni per essere adattato alle esigenze della città che cresceva. L'intervento che lo portò alla forma attuale fu operato fra il 1730 e il 1732 dall'architetto Bernardo Antonio Vittone su incarico del Comune. La facciata ha una parte centrale convessa affiancata da due corpi laterali rettilinei ed evidenzia analogie con Palazzo Carignano a Torino, di cui riprende l'andamento tripartito. L'accesso alla parte storica è dato da una scala ad invito aggiunta intorno al 1897 che conduce alla grande porta ad arco affiancata da due aperture rettangolari con sovrastante occhio circolare. (Lidia Botto, Tesori di Arte in Bra).
  • Palazzo Mathis: Il Palazzo, di origine trecentesca, sorge davanti al Municipio e i primi proprietari furono i Solaro, potente famiglia astigiana. il capitano Giacomo Solaro, in qualità di governatore del castello di Bra, si trovò nel 1552 a comandare la difesa della città, alleata con i Francesi, contro il Duca di Savoia, Emanuele Filiberto. La fortezza cadde e fu distrutta e i Solaro scomparvero da Bra, lasciando anche il loro palazzo. Dal 1652, per oltre due secoli fu di proprietà dei Boasso che nel 1870 lo vendettero agli Icheri di Malabaila. I Boasso operarono molte trasformazioni accorpando tre edifici nell'insieme che oggi compone il palazzo. Nel 1878 l'edificio passò al cavalier Masenza che nel 1906 lo cedette ad professor Ambrogio Mathis, uno dei più noti storici braidesi. Il Comune di Bra acquistò il Palazzo dagli eredi Mathis nel 1978. Oggi, completamente restaurato dal Comune e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bra è sede degli uffici cultura e turismo e, al piano nobile, ospita mostre e rassegne culturali, oltre ad accogliere una raccolta permanente di opere dell'artista cheraschese Romano Reviglio.
  • Palazzo Garrone: È di fondazione medievale ma subì radicali trasformazioni nel corso del XVII secolo. Vari i passaggi di proprietà e significativo fu il periodo in cui vi abitarono gli Albrione di Rorà che abbellirono la residenza. La Guida di Bra del 1875 cita come nuovi proprietari i Garrone, da cui il nome attuale. Il Generale Massena, al seguito di Napoleone, pare abbia alloggiato nel Palazzo. Il Comune ne diviene proprietario nel 1882 e lo adibisce dapprima a caserma e poi vi trasferisce alcuni uffici. Per molti anni ospiterà scuole e quindi la pretura e poi la sezione distaccata del Tribunale di Alba. Sul piano architettonico la parte di maggior pregio è quella settecentesca e il bell'atrio con lo scalone che ha un'eleganza e una leggerenza tutte vittoniane. (Lidia Botto, Tesori di Arte in Bra).
  • Teatro Civico Politeama Boglione: Fu inaugurato il 1º settembre 1900 e costruito grazie al lascito dell'avv. Giuseppe Boglione. Progettista il milanese Achille Sfondrini, illustre professionista nel campo dei teatri e dell'acustica. Più volte rimaneggiato, negli anni cinquanta subisce un rifacimento che ne modifica completamente l'interno con la demolizione dei loggiati. Fu teatro e cinema per molti anni e poi chiuso nel 1985. "Riapre" nel 2004 dopo un consistente e riuscito restauro anche se in chiave moderna. L'esterno è quello dello Sfondrini con un grande colonnato e la cupola che sovrasta l'edificio. Ospita rassegne teatrali e musicali di qualità.[4]

Edifici Religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • la chiesa parrocchiale di Sant'Andrea in stile barocco, eretta su disegno di Gian Lorenzo Bernini sotto la guida di Guarino Guarini. La prima pietra fu posta nel settembre 1672 e la costruzione si concluse nel 1687, anche se mancavano la cupola e il coronamento della facciata. Si tratta di una chiesa grandiosa e la sua realizzazione fu possibile grazie a molti cittadini che oltre ad offerte in denaro misero a disposizione giornate di lavoro. Ha una pianta a tre navate e profonde cappelle con una movimentata facciata barocca. All'interno è assai pregevole l'altare di San Sebastiano, compatrono di Bra,voluto dal Comune ed eseguito nel 1760 da Giuseppe Antonmio Barelli; proprio su questo altare campeggia un grande ovale con il Martirio di Sant'Andrea, di Claudio Francesco Beaumont, pittore della Corte Sabauda: si tratta del più bel pezzo di pittura settecentesca presente in città. Sempre nella cappella che ospita l'altare di San Sebastiano vi sono due tele che raffigurano San Rocco e Santa Vittoria e sono opera di Pietro Paolo Operti. Nel lato opposto si trova un grande ovale di Pietro Morgari e sull'altare della Madonna del Rosario un quadro di Giovanni Claret che raffigura la Vergine con il Bambino. Nella Sacrestia, costruita intorno al 1860, è conservata una grande tela raffigurante la Battaglia di Lepanto, sempre opera del Claret. Originariamente questa chiesa era intitolata al Corpus Domini, solo nel 1816 essa divenne la sede della Parrocchia di S. Andrea Apostolo, che qui venne trasferita allorché la chiesa antica, che sorgeva sulla parte alta della collina, fu dichiarata pericolante e quindi abbattuta. (tratto da testi di Lidia Botto). Il parroco assume la denominazione di Priore.
  • la chiesa parrocchiale di Sant'Antonino Martire conserva le statue del 1728 Sant'Anna con la Vergine bambina e di San Gioacchino con la Vergine bambina dello scultore Carlo Giuseppe Plura ed i dipinti di Rodolfo Morgari Madonna con la Cintura e santi e La Vergine con san Gioacchino, del 1874
  • la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista
  • la chiesa di Santa Maria degli Angeli ora cappuccina
  • la chiesa di Santa Chiara progettata da Bernardo Antonio Vittone fu fatta costruire dalle Monache Clarisse. I lavori iniziarono il 27 maggio 1742 e fu aperta al pubblico nel 1748 anche se non completata. Il Vittone lascia qui un capolavoro dell'architettura rococò piemontese: la pianta è quadrilobata e tutta la costruzione è impostata su quattro grandi pilastri che sorreggono il complesso gioco dei coretti, della doppia cupola e del cupolino. Il vero colpo di genio è nella doppia cupola traforata (cupola diafana). Attraverso le quattro aperture mistilinee della cupola inferiore si possono vedere le pitture affrescate nella cupola inferiore, illuminate dalla luce che proviene da diverse aperture. In questo interno bellissimo la luce è la protagonista assoluta della vicenda architettonica: una luce che plasma la materia, la anima come un fluido vitale e modella le forme raffinate delle decorazioni. Gli stucchi sono di Bernardino Barelli mentre la decorazione pittorica è opera del braidese Pierpaolo Operti. (tratto da testi di Lidia Botto). Le Clarisse abbandonarono la Chiesa nel 1883 e nel 1892 iniziarono la costruzione di un monastero in viale Madonna dei Fiori; Santa Chiara ancora oggi è di proprietà dei Frati Cappuccini.
  • la chiesa parrocchiale di San Vittore in località Pollenzo
  • la chiesa parrocchiale di San Lorenzo in località Riva
  • la chiesa di San Rocco ora ortodossa
  • la chiesa di San Giovanni Decollato (o dei Battuti Neri) sede della Confraternita della Misericordia
  • la chiesa di San Giovanni "Lontano"
  • la chiesa della Trinità (o dei Battuti Bianchi) di epoca Secentesca
  • il Santuario della Madonna dei Fiori, patrona di Bra, che conserva la statua della Vergine dello scultore Giuseppe Realini[5].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo di Storia Naturale "Ettore e Federico Craveri"
  • Museo Storico e Archeologico di "Palazzo Traversa"
  • Museo del giocattolo
  • Museo della bicicletta
  • Palazzo Mathis
  • Banca del Vino, Agenzia di Pollenzo
  • Casa Natale del Santo Cottolengo[6]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Bra è sede dei seguenti istituti scolastici di secondo grado

  • Liceo Classico, Scientifico e Linguistico Statale "Giolitti-Gandino"
  • Istituto Tecnico Commerciale Statale "E. Guala"
  • Istituto Tecnico Industriale Statale - Sezione Associata "A.Sobrero"
  • Istituto Professionale Turistico,Grafico e Alberghiero Statale "V. Mucci" . È capofila del Polo Enogastronomico Piemontese, che eroga corsi di formazione post-diploma.
  • Liceo Pedagogico Parificato "San Giuseppe"
  • Istituto Professionale Parificato "San Domenico Savio"

Università di Scienze Gastronomiche[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione Pollenzo è attiva dal 2004 l'Università di Scienze Gastronomiche, sorta presso l'Agenzia di Pollenzo per iniziativa di Slow Food e della Regione Piemonte. L'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche è un'università non statale, legalmente riconosciuta, il cui ente promotore è l'Associazione Amici dell'Università di Scienze Gastronomiche, associazione riconosciuta e senza scopo di lucro, che ne ha promosso l'istituzione, avvenuta con Decreto Ministeriale del 15 aprile 2005, e che ha quale fine statutario il sostegno dell'Ateneo dal punto di vista progettuale, organizzativo e finanziario.

Slow Food[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione è nata nel 1986 e continua ad avere sede a Bra in via della Mendicità Istruita. Si pone come obiettivo la promozione del diritto a vivere il pasto, e tutto il mondo dell'enogastronomia, innanzitutto come un piacere. Fondata da Carlo Petrini e pensata come risposta al dilagare del fast food e alla frenesia della vita moderna, Slow Food studia, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo. Slow Food, attraverso progetti (Presidii), pubblicazioni (Slow Food Editore), eventi (Terra Madre) e manifestazioni (Salone del Gusto al Lingotto di Torino, Cheese a Bra e Slow Fish a Genova) si è impegnata per la difesa della biodiversità e dei diritti dei popoli alla sovranità alimentare, battendosi contro l'omologazione dei sapori, l'agricoltura massiva, le manipolazioni genetiche. Attraverso la rete di associati che si incontrano, si scambiano conoscenze ed esperienze, Slow Food ha inteso fare del godimento gastronomico anche un atto politico, sottolineando come dietro a un buon piatto ci siano scelte operate nei campi, sulle barche, nelle vigne, nelle scuole, nei governi.

CittàSlow[modifica | modifica wikitesto]

Bra fa parte del Movimento Cittaslow. Nato nel 1999 dall'intuizione di Paolo Saturnini, allora Sindaco di Greve in Chianti, fatta propria dai Sindaci delle città di Bra Francesco Guida, di Orvieto Stefano Cimicchi e di Positano Domenico Marrone, e accolta da Carlin Petrini, Presidente di Slow Food. L'obiettivo era ed è quello di allargare la filosofia di Slow Food alle comunità locali e al governo delle città, applicando i concetti dell'ecogastronomia alla pratica del vivere quotidiano. I Comuni che aderiscono all'associazione sono: animati da individui curiosi del tempo ritrovato, dove l'uomo è ancora protagonista del lento, benefico succedersi delle stagioni; rispettosi della salute dei cittadini, della genuinità dei prodotti e della buona cucina; ricchi di affascinanti tradizioni artigiane, di preziose opere d'arte, di piazze, di teatri, di botteghe, di caffè, di ristoranti, luoghi dello spirito e paesaggi incontaminati; caratterizzati della spontaneità dei riti religiosi, dal rispetto delle tradizioni, dalla gioia di un lento e quieto vivere.

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • La festa patronale si svolge l'8 di settembre con la devozione della Madonna dei Fiori e la tradizionale processione. Nella ricorrenza si ricorda l'apparizione della Madonna che giunse in salvo di Egidia Mathis il 29 dicembre 1336 assalita e insidiata dai due mercenari. In pieno inverno il pruneto selvatico nei pressi del Santuario fiorisce.
  • Altro Santo Patrono è San Sebastiano.

Altri momenti di intensa ed antica religiosità popolare sono le processioni del periodo pasquale; quella dell'Addolorata si tiene il venerdì sera della settimana precedente la Pasqua, per iniziativa della Confraternita della Misericordia (Battuti Neri) e quella dalla Resurrezione che si svolge nel pomeriggio di Pasqua a cura della Confraternita della Santissima Trinità (Battuti Bianchi).

Fiere e Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Fiera più antica fra quelle in attività è la Rassegna Zootecnica di Pasquetta in Piazza Giolitti.

  • Negli anni dispari si svolge "Cheese", ovvero la prestigiosa fiera internazionale del latte e del formaggio. Inventata dal movimento Slow food che ha sede in Bra, essa coinvolge produttori e lavoratori di latte da tutto il mondo. Questa manifestazione ha cadenza biennale e si tiene nel mese di settembre. Tale festa viene particolarmente apprezzata da tedeschi e inglesi che colgono l'occasione della manifestazione per visitare anche la città. Solo nell'ultima edizione, hanno visitato la fiera oltre centomila persone durante i quattro giorni dedicati ai formaggi.[7]
  • Ogni due anni si svolge Corto in Bra rassegna internazionale dei film corti.[8]
  • Ogni anno nell'ultima domenica di settembre i cortili pubblici e privati del centro storico sono i protagonisti di una straordinaria iniziativa enogastronomica e culturale "Da cortile a cortile". Attraverso un itinerario allo scoperta della vecchia Bra e dei prodotti del territorio.
  • Ogni anno nel mese di maggio si svolge il Salone del libro per ragazzi, rassegna dell'editoria giovanile che segue di pochi giorni l'edizione maggiore (Salone del Libro di Torino).

Persone legate a Bra[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Sino alla fine del 1860 era presente in Bra una fiorente attività di concerie. Le vicende cittadine del periodo sono ben narrate nei lavori dello scrittore Giovanni Arpino, braidese per parte di madre. Oggi nulla è rimasto di quel periodo, se non la bella facciata liberty della fabbrica Novella in via Piumati.

L'economia braidese si è più volte modificata nel corso degli anni. Oltre ad un forte comparto industriale, rappresentato da importanti fabbriche di laminato plastico (Abet e Arpa Industriale), dalla Fimet, motori e riduttori elettrici, dalla Rolfo e Rolfo Plastic Gall, carrozzeria veicoli industriali, nell'area del PIP (Piano Insediamenti Produttivi) si segnalano la Siecab, impianti elettrici ed elettronici e la Germanetti Trasporti.

Continua a mantenersi solida la produzione agricola orticola, in massima parte commercializzata al mercato all'ingrosso di Torino e tramite la grande distribuzione in Piemonte, Lombardia e Liguria. Consistente il settore zootecnico con allevamento di bovini e suini.

Da segnalare numerose imprese edili anche di grossa dimensione e lo sviluppo di aziende nel settore ambientale, fra cui Bra Servizi Ecologici.

A Bra ha sede e stabilimento l'Azienda dolciaria "Baratti e Milano", appartenente al Gruppo Novi Elah Dufour.

Dal 1842 è attiva la Cassa di Risparmio di Bra che oggi è presente nelle provincie di Cuneo, Alessandria, Asti e Torino. La CrBra Spa ha come azionisti l'omonima Fondazione[9] e la Banca Popolare dell'Emilia-Romagna che il 7 febbraio 2013 ne è divenuta il socio di maggioranza.[10]

Il comparto artigiano è assai variegato con evidenza di aziende edili, meccaniche e lavorazione del ferro, artigianato artistico e arredamento.

I commercianti del centro storico aderiscono al Consorzio di promozione creato dall'Ascom denominato "La Zizzola". Fiorente la lavorazione della carni ed in particolare del vitello piemontese. Prelibata la "salciccia" di Bra ancor oggi elaborata su antico disciplinare.

Trasporti e comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Bra, sita nella centrale Piazza Roma, fu un tempo importante stazione di diramazione delle linee Cavallermaggiore-Alessandria e Torino-Ceva-Savona. Dopo la perdita del collegamento con Ceva a seguito dell'alluvione del 5-6 novembre 1994 e dopo la chiusura nel 2012 dei servizi su rotaia oltre Alba, essa è attualmente parte del Servizio ferroviario metropolitano di Torino, come capolinea sud della Linea SFM4 Bra-Torino Stura (dal 9/12/2012) e come stazione di interscambio dalla Linea SFMB Cavallermaggiore-Alba (dal 9/6/2013); la linea SFMB a Cavallermaggiore consente agevoli interscambi con i servizi regionali per Fossano-Cuneo-Ventimiglia e Fossano-Mondovì-Savona. Sorge nell'ambito del territorio comunale anche la stazione di Bandito della linea SFM4.

La città è attraversata dalla Strada statale 231 di Santa Vittoria che collega Asti con Cuneo e che, in attesa del completamento dell'autostrada A33, rimane la principale via di comunicazione stradale nel sud Piemonte. Numerose strade provinciali collegano Bra con il resto della provincia e con Torino.

La rete autostradale è raggiungibile facilmente tramite i caselli Bra-Marene e Cherasco della Autostrada A33 Asti-Cuneo. Il casello Bra-Marene è direttamente connesso al centro cittadino tramite la Strada statale 702 Tangenziale Ovest di Bra.

Il trasporto pubblico urbano e suburbano è assicurato dai collegamenti Bus della Conurbazione di Bra, attualmente gestita a collegare al concentrico braidese le principali frazioni ed i comuni limitrofi di Cherasco, Pocapaglia e Sanfré. Sono attive ad oggi cinque linee: linea 1 Sanfrè-Bra-Bricco de Faule, linea 2 Pollenzo-Bra-S.Matteo, linea 2/ Saliceto-America Boschi-Bra-Riva, linea 3 Bra-Pocapaglia, linea 4 Bra-Cherasco.

Sono attivi numerosi collegamenti bus con il capoluogo provinciale e con altre città del circondario. L'attestamento delle linee interurbane è realizzato presso la stazione bus al Movicentro-Fs (piazza Caduti di Nassiriya, a fianco della stazione ferroviaria).

Servizi sanitari[modifica | modifica wikitesto]

Bra fa parte dell ASL CN2, Alba-Bra. Il presidio ospedaliero cittadino è il Santo Spirito e l'ospedale DEA di riferimento è quello di Alba. Nel comune di Verduno è in costruzione il nuovo ospedale unico di Alba-Bra.[11]

In Bra sono presenti due cliniche convenzionate, la "Casa di Cura privata San Michele", che è una casa di cura neuropsichiatrica e la "Casa di Cura Città di Bra", con varie specializzazioni anche chirurgiche.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Bra appartiene al bacino delle Langhe e del Roero anche se la vocazione turistica è abbastanza recente. Lo sviluppo turistico è andato di pari passo con il successo dell'enogastronomia e con il sensibile miglioramento delle strutture ricettive alberghiere. La presenza e l'influenza di Slow Food hanno contribuito sensibilmente alla promozione della città e del territorio ma l'Amministrazione Comunale non è stata da meno sapendo coinvolgere le associazioni di categoria, i quartieri e gli sponsor. Manifestazioni di successo come Cheese, Da cortile a cortile, Corto in Bra, Pollenzo antiquaria, di strada in strada e i restauri di monumenti come Palazzo Mathis, La Zizzola e il Teatro Politeama sono stati determinanti per il rilancio turistico di Bra.

Specialità gastronomiche[modifica | modifica wikitesto]

La salciccia di Bra[modifica | modifica wikitesto]

Salciccia di Bra fresca

Pregiata e singolare la salciccia di Bra è preparata miscelando carni magre di bovino e grasso suino. Un tempo veniva confezionata con la sola carne bovina a beneficio della comunità ebraica di Cherasco. Una tradizione ufficializzata da un decreto reale che autorizzava i macellai di Bra a utilizzare carne bovina nella preparazione di salsiccia fresca, unico caso in Italia. Oggi le macellerie di Bra e dintorni la preparano macinando finemente il 70-80 per cento di polpa magra di vitello di razza piemontese e il 20-30 per cento di lardo e pancetta suina. La pasta deve essere tenuta morbida e umida e insaccata in un budello piccolo di montone. Ogni macellaio ha un suo dosaggio particolare nella composizione dell'impasto: tutti usano sale marino, una miscela di spezie (pepe bianco, cannella, noce moscata); ognuno personalizza utilizzando aglio, finocchio, porri, parmigiano grattugiato, robiola di Langa stagionata, vino bianco Arneis o Favorita. La salsiccia di Bra va consumata preferibilmente cruda e il più possibile fresca o cotta accompagnata da peperonata.[12]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La città vanta numerosissimi impianti sportivi capaci di ospitare svariate discipline. Nel 1972 venne realizzato dalla Cassa di Risparmio di Bra il Palazzetto dello Sport: basket, hockey indoor, atletica, tennis. Di proprietà comunale è gestito dalla Polisportiva Palasport ed è sede del Tennis Club Match Ball con campi in terra, manto sintetico, tappeto ed uno in erba. Il Palazzetto dello Sport è in grado di ospitare gare di atleti con disabilità.

In viale Madonna dei Fiori vi sono i due campi in erba sintetica per l'hockey su prato, i campi da calcio dell'A.C. Bra (tutti comunali) e gli impianti per il nuoto della SBN, Società braidese per il nuoto, mista privato (70%) e comune. Tutta l'area, un tempo adibita a piazza d'armi, è limitata da una pista ciclabile.

Altre strutture sono sorte in varie zone della città: Sportgente in Bescurone, Via Rosselli, Bandito, Pollenzo. Recentemente è sorto il centro Brasport in Corso Monviso, adibito soprattutto al calcio a 5.

La principale squadra di calcio della città è l'A.C. Bra che milita attualmente in Serie D. Il massimo risultato venne raggiunto nel 2012-2013 con la promozione in Lega Pro Seconda Divisione. Fu fondata nel 1913.

La città di Bra ospita inoltre una Sezione Arbitri di Calcio AIA-FIGC, appartenente al Comitato Regionale Piemonte-Val D'Aosta[13]; è una delle sezioni piemontesi con più iscritti, la cui sede è in Corso Monviso 18.

A Bra sin dagli anni settanta viene praticato l'hockey su prato. La squadra femminile, Hockey Bra Lorenzoni, si è aggiudicata ben 13 scudetti nella massima serie del campionato italiano e 13 del Campionato Indoor. Inoltre, la squadra possiede anche 7 Coppe Italia. La squadra maschile di hockey su prato vinse lo scudetto 1974/1975 con il nome di Hockey Club Bra e un Campionato Indoor nella stagione 2007/2008 (finale vinta a Verona contro il Cus Bologna); la squadra maschile dell'HC BRA ha rivinto lo scudetto su prato nel campionato 2007-2008 (doppia finale a Bra vinta contro l'HC Roma. L'anno dopo, cioè nel campionato 2008-2009, conquista lo scudetto outdoor, sempre nella finale contro l'HC Roma a Bra con un netto 6-2. Dopo la vittoria del terzo scudetto si aggiudica inoltre la sua prima Coppa Italia. Nella stagione 2009/2010 conquista il suo secondo scudetto indoor della storia. Nel 2011 vince la seconda Coppa Italia della storia. Nel 2012 è tripletta, conquista scudetto indoor, scudetto all'aperto e Coppa Italia. Inoltre ottiene il record di nessuna sconfitta subita in tutte le competizioni, record mai raggiunto sinora da nessuna squadra prima del HC Bra.

Il 9 giugno 1994 la 19ª tappa del Giro d'Italia 1994 si è conclusa a Bra con la vittoria di Massimo Ghirotto.

Il 29 maggio 1999 la 14ª tappa del Giro d'Italia 1999 è partita da Bra per Borgo San Dalmazzo con la vittoria di Paolo Savoldelli.

Forze di Polizia - Sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

Bra è videosorvegliata da moltissime telecamere, installate sia agli accessi della città che in varie aree, vie o piazze. La visione delle immagini è a cura della Polizia Locale e dell'Arma dei Carabinieri. La città è ben servita dalle Forze dell'Ordine:

  • Polizia Municipale, via Moffa di Lisio, 24
  • Arma dei Carabinieri, Comando Compagnia, Comando Stazione, Via della Costituzione, 17
  • Polizia Stradale, Sottosezione, via Guala, 2
  • Questura di Cuneo - Ufficio Passaporti, via Guala, 2
  • Questura di Cuneo - Ufficio Stranieri, via Guala, 2
  • Posto Polizia Ferroviaria presso Stazione FF.S., piazza Roma, 27
  • Guardia di Finanza, Comando Compagnia, via Guala, 2/a
  • Corpo Forestale dello Stato, via Mercantini, 17
  • Vigili del Fuoco (Volontari), via Montegrappa, 17

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 giugno 1990 18 febbraio 1993 Roberto Dellarossa Democrazia Cristiana Sindaco [14]
29 marzo 1993 24 aprile 1995 Francesco Guida Democrazia Cristiana Sindaco [15]
08 maggio 1995 28 giugno 1999 Francesco Guida Lista civica Sindaco [16]
28 giugno 1999 14 giugno 2004 Francesco Guida Lista civica Sindaco [17]
28 giugno 2004 23 giugno 2009 Camillo Scimone Centro destra Sindaco [18]
23 giugno 2009 27 maggio 2014 Bruna Sibille Partito Democratico Sindaco [19]
27 maggio 2014 in carica Bruna Sibille Partito Democratico Sindaco [20]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città è gemellata con:

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Bra ha ospitato per decenni un presidio militare che in ultimo è stato sede del Centro Addestramento Reclute degli Alpini.
    Migliaia di giovani hanno trascorso i primi mesi di servizio militare nelle caserme Trevisan, Montegrappa,Cavalli.[21]
  • La città dà il nome ad un formaggio DOP assai apprezzato, ma oggi in Bra non si produce neppure una forma dell'omonimo formaggio e anche un tempo proveniva per la maggior parte dai paesi delle vallate e delle montagne di Cuneo. Furono tuttavia i commercianti braidesi a stagionare e a portare "il nostrale" sui mercati piemontesi e soprattutto liguri, dove era molto apprezzato come ottimo ingrediente nella preparazione del pesto. Nel genovese è molto richiesto ancora oggi. Le condizioni climatiche favorevoli e la felice dislocazione geografica di Bra la resero il più grande centro di raccolta per la stagionatura e la commercializzazione, fatta inizialmente su carri trainati da cavalli.[22]
  • L'Ordine dei Cavalieri di San Michele del Roero è stato fondato a Bra, in frazione San Michele, nel 1982.[23]
  • Bra è stata storicamente una delle città più importanti di tutto il sud Piemonte, ma è mai salita al rango di provincia, come Alba o la più piccola Cherasco. Ciò è principalmente dovuto al fatto che non fosse più una piazzaforte militare dopo la distruzione del castello da parte di Emanuele Filiberto nella metà del 500.
    Unica e breve eccezione: all'indomani della firma dell'armistizio di Cherasco, 28 aprile 1796, e dopo la proclamazione ad Alba della prima Repubblica rivoluzionaria del Piemonte, la sede della Provincia viene temporaneamente trasferita a Bra, dove non si erano registrate manifestazioni repubblicane, fino al trattato di Parigi, 15 maggio dello stesso anno.
  • Conte di Pollenzo fu il titolo assunto da re Vittorio Emanuele III dopo l'abdicazione dal trono del 9 maggio 1946, a favore del figlio Umberto II.
  • Festival di Sanremo 2013: le due torinesi Carla Bruni (ospite) e Luciana Littizzetto (presentatrice) si esibiscono insieme : accompagnata alla chitarra dall'ex "première dame" di Francia "Lucianina" canta una canzone che nomina la cittadina roerina.

Tra le associazioni più importanti di BRA è da ricordare la ONLUS GRANELLO DI SENAPE che da più di 25 anni opera nel sociale e nel terzo mondo, specialmente in Africa e più precisamente in Costa d'avorio, Rwanda, Mali, Madacasar,Congo. per maggiori informazioni visitate il sito "www.granellodisenape.org"

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfonso Panzetta, Nuovo dizionario degli scultori italiani dell'Ottocento e del primo Novecento: da Antonio Canova ad Arturo Martini, AdArte, Torino 2003.
  • Beatrice Bolandrini, Artisti della "val di Lugano" a Torino. Un primo repertorio dei ticinesi nell'Ottocento, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011.
  • Autori vari, Guida delle Langhe e del Roero, Slow Food editore, 2000.
  • A cura di Ettore Molinaro, Tesori di arte in Bra, testi di Lidia Botto, Silvia Brizio, Giovanna Cravero, Emanuele Forzinetti, Edoardo Mosca, L'Artistica Editrice, 2009.
  • A cura di Giuseppe Carità, Pollenzo, L'Artistica Editrice, 2004
  • Autori vari, Bra. L'Arte, la Storia, la Città, Gribaudo editore, 1995
  • Cetta Bernardo, Palcoscenico di Ricordi, L'Artistica Editrice, 2004
  • Aldo A.Mola - Livio Berardo, Storia di Bra, Dalla Rivoluzione Francese al Terzo Millennio, L'Artistica Editrice, 2002
  • Francesco Panero, Storia di Bra, Dalle Origini alla Rivoluzione Francese, L'Artistica Editrice, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]