Caramagna Piemonte

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Caramagna Piemonte
comune
Caramagna Piemonte – Stemma Caramagna Piemonte – Bandiera
(dettagli)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Mario Antonio Riu (lista civica) dall'08/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°47′00″N 7°44′00″E / 44.783333°N 7.733333°E44.783333; 7.733333 (Caramagna Piemonte)Coordinate: 44°47′00″N 7°44′00″E / 44.783333°N 7.733333°E44.783333; 7.733333 (Caramagna Piemonte)
Altitudine 254 m s.l.m.
Superficie 26,33 km²
Abitanti 3 023[1] (31-12-2010)
Densità 114,81 ab./km²
Frazioni Caporali, Gabrielassi, Gangaglietti, Tetti Sotto, Tre Ponti
Comuni confinanti Carmagnola (TO), Racconigi, Sommariva del Bosco
Altre informazioni
Cod. postale 12030
Prefisso 0172
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004041
Cod. catastale B720
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti caramagnesi
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caramagna Piemonte
Sito istituzionale

Caramagna Piemonte è un comune italiano di 3.055 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte. Si trova a circa 52 chilometri a nord di Cuneo e a 36 chilometri a sud di Torino. Confina con Carmagnola, Racconigi, Cavallermaggiore, Sommariva del Bosco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antichità del Comune di "Caramagna" è affermata da una lapide romana risalente al terzo o al secondo secolo d.C., rinvenuta nella chiesa parrocchiale, e da alcune tombe e frammenti delle antiche mura del paese, questo a conferma che il territorio era già abitato fin da epoca molto antecedente l'anno mille.

Primi documenti ufficiali e fondazione Monastero[modifica | modifica wikitesto]

Il nome vero e proprio appare per la prima volta nel 1026 in un "diploma" di Corrado II imperatore, re di Germania e d'Italia, che conferma a Bosone e Guido figli di Arduino V, marchese di Torino, la signoria su tutte le terre da essi avute per successione ereditaria o legittimo acquisto, tra cui appunto Caramagna ed il suo castello[2].

La fondazione del Monastero di Santa Maria il 28 maggio 1028, per opera del marchese di Torino Olderico Manfredo e Berta sua moglie, accrebbe notevolmente la potenza del paese, che si estese nei suoi interessi in tutto il basso Piemonte ed in Liguria.

Detto Manfredo istituì poi erede del monastero direttamente "Dio Onnipotente" affidandone la cura alle monache dell'Ordine di San Benedetto affinché "dì e notte innalzino preci al nostro Creatore"[3]. Le monache non sempre seguirono queste indicazioni per cui nel 1444, a causa della loro condotta, le stesse vennero sostituite dall'equivalente Ordine maschile che a loro volta venne sostituito nel 1620 con i Girolamiti.

Il feudo "caramagnese" dagli Arduino passò nel 1147 a Manfredo I di Saluzzo, poi ai conti di Luserna, al comune di Asti e di nuovo al Marchesato di Saluzzo di Manfredo II.

Nel 1250, con il consenso degli astigiani, Caramagna può darsi un'organizzazione di tipo comunale. Base della nuova struttura di governo è un Consiglio, detto di "Credenza", liberamente eletto. Il consiglio si compone di due sindaci e da altri 20-25 membri con compiti specifici per il comune, tra cui due "massari delle strade", tre "ragionatori", per la definizione delle imposte e, compito ambito, due "estimatori del vino e delle carni", per controllare la qualità delle derrate alimentari.

Nel 1305 Manfredo IV di Saluzzo nominava Feudatario il conte Antonio di Biandrate, nel 1374 ne prendeva possesso Amedeo IV di Savoia, poi successivamente Manfredo VI di Saluzzo, i Baroni Miolans, i Saluzzo Cardé ed infine i Saluzzo Miolans Spinola di Garessio.

Nel 1350 fa la sua terribile apparizione la peste; questo flagello colpirà periodicamente Caramagna nei secoli seguenti, portata da forestieri o dagli eserciti che durante i loro trasferimenti sostavano nel paese. La peste, le devastazioni causate dagli accampamenti degli eserciti e le carestie porteranno in questo periodo medioevale una povertà assoluta, testimoniata nel 1587 da una disposizione comunale che disponeva che "ognuno qual coglierà un pugno d'erba negli altrui prati incorrerà nella pena".

Venti di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli l'abitato di Caramagna venne ripetutamente investito dalle guerre per il possesso della regione. Anche se non vennero mai combattute battaglie nel proprio territorio il passaggio e la sosta degli eserciti ferirono profondamente il comune lasciando sempre povertà e devastazione. Le cronache raccontano del 1544 quando Caramagna fu incendiata e devestata dagli Spagnoli in ritirata e sconfitti nella vicina Ceresole. Nel 1690 un esercito di 15.000 Francesi, vincitore sul duca Vittorio Amedeo, piombò sul paese derubando e devastando l'abitato.

Il 16 giugno 1706, durante l'assedio di Torino ad opera delle truppe francesi, la corte sabauda fu costretta a fuggire dalla capitale. Il corteo reale, diretto in Liguria, fece tappa a Caramagna. La corte, accolta presso il castello del paese, condusse con sé la preziosa reliquia della Santa Sindone, che durante il breve soggiorno caramagnese, fu posta nella Chiesa di Santa Croce (nel 2010 l'associazione Albero Grande organizzo una rievocazione storica della sosta a Caramagna nel 1706 della Sacra Sindone, con la partecipazione del Gruppo Storico Pietro Micca della Città di Torino).

Nel 1789 la Francia è agitata dalla grande Rivoluzione, il re Vittorio Amedeo III chiede aiuto all'Austria per contrastare i francesi. Nel 1792 un primo contingente di Austriaci si accampa nel paese, seguito da diverse altre divisioni. Questo esercito rimarrà accampato nel paese per 3 anni, 6 mesi e 7 giorni, ci vorranno mesi per riparare i danni.

Dal risorgimento e Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1810 - in seguito a un tracollo finanziario di San Martino d'Agliè - il castello venne venduto a un certo Paolo Gaviglio di Torino che non riuscendo a sopportare i costi di manutenzione decise di abbatterlo per reimpiegare e vendere i materiali.

Durante il risorgimento diversi caramagnesi partecipano alle guerre di indipendenza ma anche ai moti rivoluzionari. Tra questi Luigi Ornato che dopo un lungo esilio a Parigi nel 1832 rientra a Caramagna dove riceve le visite dei patrioti Pellico, Provana, Gioberti e Balbo.

Prima dell'unità d'Italia Caramagna fu infestata dal fenomeno del brigantaggio tanto che nel 1819 venne stabilità nel paese una stazione di Carabinieri Reali. Tanti briganti vennero arrestati mentre sempre inafferrabile rimaneva tale Domenico Becchio detto "il Dragùn". La paura nel paese era tale che il Sindaco Perlo arrivò a farsi scortare per il per timore di attentati. Le cronache del paese perdono le tracce di questo bandito che entrerà negli annali della storia in un modo insolito, essendo il primo condannato a morte accompagnato al patibolo da don Giuseppe Cafasso che, proprio per il servizio di "prete della forca", verrà canonizzato nel 1947.[4]

Nel 1898 Caramagna è scelta per essere teatro di esercitazioni dell'esercito Savoia; tra fine agosto e inizio settembre per sei volte ricevette la visita di re Umberto che - come ricordano le cronache dichiara, in piemontese "...mi quand' che i m'treuvu sì cun vui autri, a m' s'mia propi d'essi a ca mia".[5] In occasione della prima visita l'amministrazione volle omaggiare il re dedicandogli una piazza, prima detta di Santa Croce.

Anche Vittorio Emanuele III verrà spesso in paese conquistando la simpatia dei caramagnesi.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Importante nel Novecento il fenomeno dell'emigrazione.

Tra il 1915 ed il 1918, il paese dà il massimo appoggio a tutti i profughi giunti dalle zone di guerra ed un numeroso gruppo di Caramagnesi si arruoleranno e partiranno per il fronte, in primis il sindaco, il Capitano Carlo Boetti. I caduti Caramagnesi saranno ben 36, nel secondo conflitto mondiale ne piangeremo 29 ed altri 3 nella successiva guerra di liberazione.

Curiosità e aneddoti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1516 viene nominato Signore di Caramagna Giacomo Miolans, appena quattordicenne. Ad attenderlo al suo arrivo in paese, oltre all'amministrazione, si presentano al gran completo e in sgargianti divise, l'Abbadia dei Pazzi, la più antica associazione giovanile del paese.[6]

Compare invece nel 1733 la Congregazione di carità che ha fini assistenziali durante i periodi di guerra o carestie.[7]

Nel 1833 e 1838 alcuni giovani tentarono di fondare una compagnia teatrale che venne presto soppressa dalle autorità per paura che fosse fomento di idee rivoluzionarie. Soltanto nel 1854, grazie al rinnovato clima politico, i giovani poterono iniziare ad esprimersi in compagnie filodrammatiche, devolvendo i proventi degli spettacoli in beneficenza.

Nel 1892 venne compiuto un efferato delitto, in pieno giorno, per le strade di Caramagna. Dell'omicida si interessò il famoso criminologo Cesare Lombroso cercando di giustificare - tramite l'analisi del cranio dell'assassino - la sua predisposizione a comportamenti criminali dicendo: "dai caratteri fisici appare un uomo profondamente anomalo per esagerata brachicefalia, anzi trococefalìa, per molti caratteri degenerativi, come il torus occipitale, diastema dei denti, archi sopraccigliari esagerati, enorme mandibola". (C. Lombroso - La perizia Psichiatrica)

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti storici - presidi culturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Municipio - Sala consiliare, sede amministrativa del comune
  • Biblioteca Civica "Luigi Ornato", conserva una preziosa riproduzione della Bibbia di Borso D'Este
  • Torre del Vecchio Consiglio, utilizzata per mostre e celebrazioni
  • Portici medioevali di Via Luigi Ornato, sede di fiere e manifestazioni
  • Salone Polivalente, usato per incontri, rappresentazioni cinematografiche, teatrali, danza e concerti.

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • la Chiesa Parrocchiale Assunzione di Maria Vergine, [1]
  • Abbazia di Santa Maria, annessa alla Chiesa Parrocchiale, sono in corso interventi di recupero storico e funzionale del monumento.
  • la Chiesa dell'Arciconfraternita di Santa Croce conserva sull'altare destro un Crocifisso ligneo opera di Carlo Giuseppe Plura
  • la Casa della Beata Caterina
  • la Cappella della casa di Riposo San Giuseppe, conserva pala d'altare proveniente dal castello
  • la Chiesa della Natività di Maria (fraz. Gangaglietti)
  • la Chiesa di San Lorenzo
  • la Chiesa di San Rocco. La costruzione della chiesa inizia nel 1630. Quando l'abitato è flagellato con violenza dalla peste "manzoniana" e anche l'ultimo dei medici locali viene colpito dall'epidemia non resta che affidarsi al santo invocato come protettore dalla peste.
  • la Chiesa di San Martino
  • la Chiesa di San Biagio
  • la Chiesa di San Sebastiano
  • la Cappella della Madonna dei sette dolori, fu fatta erigere subito dopo la I guerra mondiale da tutte le mamme di Caramagna in ricordo dei loro figli caduti per la Patria.
  • la Cappella della Sacra Famiglia
  • la Cappella della Trinità
  • la Cappella di Madonna di Campagna
  • la Cappella di Sant'Antonio.
  • la Cappella di San Bartolomeo

Casa Einaudi di San Damiano Macra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 il Comune di Caramagna acquisisce questo immobile nel comune di San Damiano Macra. Dopo il restauro, completato nell'estate 2014, la casa-vacanze ha aperto i battenti a un variegato numero di ospiti, ospitando ragazzi dei campi scuola, associazioni sportive in ritiro, gruppi di cittadini per gite fuori-porta fino ad essere sede staccata dei corsi dell'Unitre. La struttura è stata denominata "Casa Einaudi" in quanto fu costruita dal nonno dell'ex presidente Luigi Einaudi quando era sindaco del paese della Val Maira.

Aree sportive e ricreative[modifica | modifica wikitesto]

Centro sportivo comunale con palazzo dello sport e bocciodromo. Campo di calcio su erba, due campi in erba sintetica, un campetto libero; campo di beach volley.

Di fronte alla struttura palestra privata e centro tennis con campi in terra rossa, erba sintetica e piscina.

Presso la località "Carmagnotta" percorso ginnico all'aperto e area pescatori attrezzata con pedana per disabili e bambini

Bosco del Merlino[modifica | modifica wikitesto]

Si estende a circa un km a nord dell’abitato, è costituito da due unità definite rispettivamente Bosco piccolo e Bosco grande. Il bosco è interessante soprattutto per la dotazione delle principali specie arboree ed arbustive autoctone della bassa pianura (farnia, frassino maggiore, carpino bianco) cui si affianca la presenza di alcuni piccoli impianti di noce nero. Il sottobosco presenta, in primavera, straordinarie fioriture  Una curiosità: non si sa perché si chiami “del Merlino”; tuttavia il Comune di Caramagna ha realizzato un gemellaggio virtuale su Facebook con gli Amici della Foresta di Sherwood, unendo così il mago amico di Re Artù, protagonista dei racconti del ciclo Bretone, con l’eroe dei romanzi cavallereschi medievali, che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Oltre che da Caramagna, il bosco è facilmente raggiungibile in bicicletta a partire dal Parco del Castello Reale di Racconigi, seguendo i cartelli dell’itinerario “Bosco del Merlino” del sistema Cyclo Monviso.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1960 l'economia del paese era prevalentemente agricola (80% degli abitanti) dopodiché, con la modernizzazione delle attrezzature agricole, molti concittadini si dedicarono all'industria e all'artigianato. Oggi solo più il 18% si dedica all'agricoltura, coltivando senza difficoltà gli stessi terreni del passato. La coltivazione produce foraggi che provengono da prati stabili, mentre i campi producono in gran parte mais. Prodotti che consentono una buona produzione di carne (bovini di razza piemontese) e molto latte; le Fattorie Osella ne lavora oltre 100.000 kg giornalieri producendo rinomati e prelibati formaggi.Gli abitanti di Caramagna, in grande maggioranza di origine contadina, si sono dedicati come detto all'industria e all'artigianato creando industrie soprattutto casearie, a ruota seguono quelle metalmeccaniche, produzione di laminati e di imballaggi, aziende artigiane e commerciali.

Istituzioni scolastiche e sociali[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti sul territorio un Micro Nido Comunale', la scuola dell’Infanzia Statale "Ruatti", la scuola Primaria Statale "L.Ornato", la scuola Secondaria di Primo Grado Statale.

Sono a disposizione degli anziani un centro incontri comunale e uno parrocchiale.

La Casa di Riposo San Giuseppe ha a disposizione 78 posti letto.

Cultura e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

4ª Domenica di Settembre - Festa della Beata Caterina Mattei

Feste e fiere[modifica | modifica wikitesto]

  • Ultimo weekend di giugno, Festa d'Estate;
  • 4ª Domenica di Settembre, fiera per la festa della Beata Caterina Mattei, patrona di Caramagna insieme a San Biagio;
  • Ultima domenica di ottobre, Sagra della Frittella, abbinata al Mercato dell'usato e dell'antiquariato. Degustazione delle frittelle della tradizione locale ma anche con ricette dal Marocco, India, Senegal, Albania.

I Cantun[modifica | modifica wikitesto]

Da secoli Caramagna è divisa in contrade che in piemontese sono chiamate Cantun. I loro nomi sono: Cantun di San Biagio, di San Sebastiano, di San Rocco, di San Lorenzo, di San Martino-Rovarino e della Villa. In occasione della festa del paese ogni contrada sfila con il proprio stendardo e con dei figuranti a rappresentare degli episodi del passato.

Per anni i vari rioni si sono sfidati nel palio del Grana Padano, una corsa a staffetta della piazza della Parrocchia dove il testimone, portato a spalle dai corridori, era un forma di formaggio di circa 30 kg. Il palio era vissuto con vibrante agonismo delle contrade e vivo interesse da centinaia di spettatori.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • AIDO, AVIS
  • Don Pignata
  • Pro Loco, Gruppo Giovani
  • Associazione Commercianti
  • Gruppo Alpini, Protezione Civile
  • Oratorio Pozzo di Sicar, Corale Beata Caterina
  • Albero Grande, La Torre, Compagnia teatrale "Punto e Virgola"

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 13 ottobre 2001 la città di Caramagna Piemonte è gemellata con la municipalità di Alicia nella provincia di Córdoba (dipartimento di San Justo - Argentina).

Domenica 26 settembre 2010, in occasione dei festeggiamenti patronali per la Beata Caterina Mattei, si è concretizzato nella sala consiliare del Municipio il gemellaggio tra Caramagna Piemonte e Aquilonia, in provincia di Avellino.

Sport e associazioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo dello sport di Caramagna ospita le partite casalinghe della squadra CLD Carmagnola, società di calcio a 5 che milita in Serie A2 girone A. Nel 2014 dall'esperienza della US Caramagnese e dalla CLD è nata la società Cld Caramagnese calcio.

Dalla stagione 2013-14 è la casa della squadra di Serie D dei Gators, che si allena e disputa le partite casalinghe a Caramagna. La squadra dei Gators organizza un corso di minibasket. Altre associazioni sportive che operano a Caramagna sono: Okinawa Caramagna (Karate), Cbs sport (calcio a 7), Podistica Caramagna, Granda Nord (bocce), Bocciofila, S.P.S.C. La Moglia,

Persone legate a Caramagna Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

  • Caterina Mattei (1486 - 1547), beata.
  • Luigi Ornato (1787 - 1842), patriota risorgimentale.
  • Edoardo Ruatti (... - 1877), filantropo.
  • Don Pignata (1818 - 1892), filantropo.
  • Mons. Costamagna (1846 - 1921), vescovo e vicario apostolico in America Latina.
  • Giacomo Camisassa (1854 - 1922), canonico.
  • Giuseppe Gallo (1860 - 1927), architetto e ingegnere, progettò innumerevoli edifici sacri in Piemonte.
  • Giovanni Marucco (1873 - 1953), pittore.
  • Giovanni Capello (1896 - 1977), artista.
  • Luigi Alessio (in arte Alex Alexis) (1902 - 1962), traduttore e scrittore.
  • Giovanni Battista Marchisio (1913 - 1992), pittore.
  • Clemente Fusero (1913 - 1975), biografo e scrittore.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Andrea Brunetto Partito Popolare Italiano Sindaco [8]
14 giugno 2004 08 giugno 2009 Giovanni Pietro Emanuel Centro destra Sindaco [9]
08 giugno 2009 26 maggio 2014 Mario Antonio Riu Lista civica Sindaco [10]
26 maggio 2014 in carica Mario Antonio Riu Lista civica Sindaco [11]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT gli stranieri residenti a Caramagna Piemonte al 1º gennaio 2013 sono 272 e rappresentano l'8,9% della popolazione residente. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:

  • Romania Romania 75 persone 27% della popolazione straniera
  • Albania Albania 68 persone - 25%
  • Marocco Marocco 47 persone - 17%
  • India India 41 persone - 15%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Sergio Fusero, Storia di Caramagna Piemonte, Gribaudo, 1990 - pag. 8
  3. ^ Guido Gallo - Storia di Caramagna - pag. 8
  4. ^ http://www.unangelo.it/Calendario/Giugno/23%20giugno/index_file/Page296.htm
  5. ^ Sergio Fusero, Storia di Caramagna Piemonte, Gribaudo, 1990 - pag.178
  6. ^ Sergio Fusero, Storia di Caramagna Piemonte, Gribaudo, 1990 - pag. 44
  7. ^ Sergio Fusero, Storia di Caramagna Piemonte, Gribaudo, 1990 - pag. 112
  8. ^ Elezioni del 13 giugno 1999.
  9. ^ Elezioni del 13 giugno 2004.
  10. ^ Elezioni del 07 giugno 2009.
  11. ^ Elezioni del 25 maggio 2014.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Fusero, Storia di Caramagna Piemonte, Gribaudo, 1990
  • Guido Gallo, Storia di Caramagna - Cronistoria della Abbazia -- 1028-1928
  • Raffaella Greco - Laura Palma, Il Monastero di S. Maria di Caramagna Piemonte

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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