Barolo (Italia)

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Barolo
comune
Barolo – Stemma
Barolo visto da La Morra.
Barolo visto da La Morra.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Renata Bianco (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°37′00″N 7°56′00″E / 44.616667°N 7.933333°E44.616667; 7.933333 (Barolo)Coordinate: 44°37′00″N 7°56′00″E / 44.616667°N 7.933333°E44.616667; 7.933333 (Barolo)
Altitudine 301 m s.l.m.
Superficie 5,69 km²
Abitanti 728[1] (31-12-2010)
Densità 127,94 ab./km²
Frazioni Vergne
Comuni confinanti Castiglione Falletto, La Morra, Monforte d'Alba, Narzole, Novello
Altre informazioni
Cod. postale 12060
Prefisso 0173
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004013
Cod. catastale A671
Targa CN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti barolesi
Patrono san Luigi dei Francesi
Giorno festivo 25 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barolo
Sito istituzionale

Barolo (Bareu o Bareul in piemontese) è un comune italiano di 739 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese si trova adagiato su di un piccolo altopiano, a forma di sperone, protetto dai rilievi circostanti, disposti ad anfiteatro. Colpisce del comune il diverso posizionamento del suo nucleo urbano rispetto ai paesi adiacenti, posti attorno alla sommità di un colle o lungo un crinale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non ci sono notizie precise sulla nascita di Barolo, benché la zona fosse abitata in epoca preistorica da tribù celto-liguri, il primo insediamento effettivo sul territorio è di origine barbarica e risalente all'Alto Medioevo.

Durante il dominio Longobardo dipendeva da Gastaldo di Diano, passo' poi sotto la Contea di Alba e successivamente sotto la Marca di Torino.

Il nucleo originario del castello fu eretto in quel periodo da Berengario I, come difesa dalle scorrerie Saracene. Nel 1200 il paese viene citato nel Rigestum Comunis Albe con il nome di Villa Barogly.

Nel 1250 la famiglia Falletti, acquisì tutti i possedimenti di Barolo dal Comune di Alba. I Falletti erano una potente famiglia di banchieri, esponenti della nuova borghesia, i quali segnarono il destino di Barolo e delle zone circostanti. Intorno al 1300 arrivarono a controllare fino a una cinquantina di feudi piemontesi.

Nel 1486 Barolo entrò a far parte dello Stato Monferrino, passando poi nel 1631 ai Savoia con il trattato di Cherasco.

Barolo divenne poi Marchesato nel 1730, il primo Marchese fu Gerolamo IV. Dopo Gerolamo IV ci furono soltanto altri due Marchesi: Ottavio Alessandro Falletti e Carlo Tancredi, alla morte di quest'ultimo governò sua moglie la Marchesa Juliette Colbert, la quale si distinse per la sua brillantezza e per le sue azioni a favore dei più deboli. Alla sua morte nel 1864 tra le sue volontà vi fu la costituzione dell'Opera Pia Barolo alla quale lasciò l'intero patrimonio di famiglia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castello dei Marchesi Falletti[modifica | modifica wikitesto]

L'affascinante e imponente struttura racconta mille anni di storia, carica di suggestioni e curiosità. All'interno delle stupende sale, sono visitabili la Biblioteca Storica ordinata da Silvio Pellico e il Museo delle Contadinerie. Di frequente vengono allestite importanti mostre d'arte. Nelle antiche cantine ha sede la prestigiosa Enoteca Regionale del Barolo. Dal 2007 fa parte del circuito degli 8 castelli Castelli Doc. La rete dei castelli include i manieri di Grinzane Cavour, Barolo, Serralunga d'Alba, Govone, Magliano Alfieri, Roddi, Mango e Benevello. È inoltre inserito nel circuito dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.

La storia del Castello[modifica | modifica wikitesto]

La storia del castello si ritiene avere inizio, vista l'assenza di documenti storici sulla sua nascita, nel X secolo, quando Berengario I consentì al feudatario locale l'erezione di una difesa efficace contro le frequenti scorrerie degli Ungari e dei Saraceni. Di quella struttura originaria rimane ben poco: il mastio, ancora oggi visibile, fa parte di essa.

La prima testimonianza scritta risale al '200 in un atto di cessione di proprietà da parte dei Signori di Marcenasco in favore del comune di Alba, che, pochi anni dopo, lo cedette ai Falletti che lo ristrutturarono significativamente e ne fecero dimora stabile di un ramo del casato.

Nel 1544, invece, fu fatto saccheggiare dal governatore francese della vicina Cherasco, nel corso delle lunghe guerre dell'epoca. Toccò successivamente a Giacomo e Manfredo riparare i consistenti danni, apportando ulteriori modifiche migliorative. Il nuovo, frutto dei restauri cinquecenteschi, rimase sostanzialmente immutato fino al 1864, anno della morte di Juliette Colbert, ultima marchesa Falletti. Nel frattempo il castello era già diventato residenza di campagna a causa del trasferimento della dimora principale dei Falletti, avvenuto nel 1814, al Palazzo Barolo di Torino..

Barolo - Veduta Panoramica

La presenza di Silvio Pellico al Castello[modifica | modifica wikitesto]

Tra i suoi illustri ospiti durante l'ultima epoca dei Falletti spicca senza dubbio Silvio Pellico, presentato alla marchesa da Cesare Balbo dopo la decennale prigionia dello Spielberg, divenuto poi negli anni intimo amico, fidato consigliere nonché amministratore della biblioteca Falletti. Il Pellico e la Marchesa erano soliti trascorrere insieme lunghe giornate tra castello Falletti e il castello della Volta, dediti alla lettura e alla conversazione.

Il Collegio Barolo e l'Enoteca[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte della Colbert, il castello Falletti passò all'Opera Pia Barolo che, con pesanti lavori di ristrutturazione che ne alterarono profondamente la struttura, lo trasformò nel Collegio Barolo. Ruolo del Collegio, attivo fino al 1958, era di dare una possibilità di studiare a ragazzi economicamente in difficoltà. Nel 1970 fu acquistato dal Comune di Barolo, grazie soprattutto a una pubblica sottoscrizione cui furono in molti a contribuire generosamente. Le sue cantine, pure pregevolmente restaurate, ospitano l'Enoteca Regionale del Barolo, mentre il secondo piano è dedicato al Museo Etnografico-Enologico e, quando presenti, esposizioni artistiche e fotografiche.

Le sale dell'Enoteca[modifica | modifica wikitesto]

La visita al Castello Falletti si concentra al primo piano, il cosiddetto piano nobile: la prima sala che si incontra risalendo lo scalone è il Salone delle quattro stagioni, ampio e luminoso ambiente con arredi fine stile impero che deve il proprio nome a quattro pitture che sormontano altrettante porte e dedicate ciascuna a una stagione dell'anno. Da questo locale si accede alla Sala degli stemmi, il cui soffitto è decorato con gli emblemi sia dei Falletti che delle famiglie con cui questi si sono imparentati. Oltre al monumentale camino e alla sua cinquecentesca decorazione in stucco, questa sala ospita da diversi anni le sedute del consiglio comunale. La Stanza della Marchesa è pure interessante per la presenza di uno dei pochi letti in stile impero visibili in Italia. La presenza di Silvio Pellico è testimoniata dalla sua stanza, i cui muri sembrano tappezzati in stoffa, ma sono in realtà abilmente pitturati per simularne l'effetto, e dalla Biblioteca, che il Pellico custodiva scrupolosamente e che contiene circa tremila testi di epoca compresa tra il XV e il XIX secolo.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi WiMu.
  • il Museo etnografico ed enologico del Barolo

Dal 2010 nel Castello Faletti è stato aperto il WiMu, un museo dedicato alla cultura del vino.

  • il Museo dei cavatappi

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Barolo fa parte degli 11 comuni dove è possibile vinificare e produrre il nobile vino omonimo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Mazzocchi Fulvio Lista civica Sindaco [2]
14 giugno 2004 08 giugno 2009 Mazzocchi Walter Lista civica Sindaco [3]
08 giugno 2009 26 maggio 2014 Mazzocchi Walter Lista civica Sindaco [4]
26 maggio 2014 in carica Renata Bianco Lista civica Sindaco [5]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Elezioni del 13 giugno 1999.
  3. ^ Elezioni del 13 giugno 2004.
  4. ^ Elezioni del 07 giugno 2009.
  5. ^ Elezioni del 25 maggio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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