Costigliole Saluzzo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Costigliole Saluzzo
comune
Costigliole Saluzzo – Stemma
Il borgo medioevale dal ponte sul Varaita
Il borgo medioevale dal ponte sul Varaita
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Milva Rinaudo (lista civica) dal 05/04/2005
Territorio
Coordinate 44°34′00″N 7°29′00″E / 44.566667°N 7.483333°E44.566667; 7.483333 (Costigliole Saluzzo)Coordinate: 44°34′00″N 7°29′00″E / 44.566667°N 7.483333°E44.566667; 7.483333 (Costigliole Saluzzo)
Altitudine 476 m s.l.m.
Superficie 15,3 km²
Abitanti 3 349[1] (31-12-2010)
Densità 218,89 ab./km²
Frazioni Ceretto, San Michele
Comuni confinanti Busca, Piasco, Rossana, Verzuolo, Villafalletto
Altre informazioni
Cod. postale 12024
Prefisso 0175
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004075
Cod. catastale D120
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti costigliolesi
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Costigliole Saluzzo
Sito istituzionale

Costigliole Saluzzo (Costiòle 'd Salusse in Lingua piemontese) è un comune italiano di 3.321 abitanti della provincia di Cuneo, non lontano da alcune delle più note cittadine della "Granda": Saluzzo, Savigliano, Fossano e Cuneo.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Piemonte.
Costigliole Saluzzo- Tra Chiesa e castelli
Il borgo medioevale.

Comune del saluzzese all'imbocco della Valle Varaita è definito il paese dei tre castelli[2]. Castello Rosso, Castello Reynaudi e "Castlòt", infatti, dominano il borgo medioevale che ospita edifici di valore storico-artistico, tra i quali la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena. La particolarità del clima ha attratto nei secoli scorsi numerose famiglie nobili che hanno scelto Costigliole Saluzzo come loro residenza, costruendovi ville e palazzi, come il Palazzo Giriodi di Monastero, oggi sede del Comune, o il Palazzo Sarriod de La Tour, oggi sede della biblioteca comunale. Proprio la particolarità del clima è alla base dell'agricoltura locale, che permette a Costigliole Saluzzo di rientrare a pieno titolo nel distretto della frutta del saluzzese, particolarmente conosciuto per la coltivazione e la commercializzazione dei prodotti di elevata qualità.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

L'altitudine del territorio comunale è compresa fra una quota minima di 400 metri s.l.m. e una quota massima di 938 s.l.m. in località Bricco Alto. La casa comunale è sita a 460 s.l.m.[3].

Il territorio comunale si trova, stando alla classificazione sismica della Protezione Civile, in zona 3 (zona con pericolosità sismica bassa, che può essere soggetta a scuotimenti modesti)[4].

Le coordinate geografiche espresse in latitudine Nord (distanza angolare dall'equatore verso Nord) e longitudine Est (distanza angolare dal meridiano di Greenwich verso Est), con valori numerici riportati utilizzando il sistema sessagesimale DMS (Degree, Minute, Second): 44° 33' 55,80 N e 7° 29' 11,40 , mentre con il sistema decimale DD (Decimal Degree) sono 44,5655° N e 7,4865° E[5].

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

La zona di pianura del territorio comunale si situa all'estremità occidentale della pianura cuneese, formata da serie di depositi alluvionali originatisi in ambienti deposizionali diversi, passanti dalla conoide, in corrispondenza del margine alpino, alla piana alluvionale, in corrispondenza del settore mediano della pianura. Si tratta di sequenze di depositi alluvionali generalmente ghiaioso-sabbiosi, localmente separati da livelli cementati, dotati di limitata continuità laterale. L'alimentazione dell'acquifero dipende, oltreché dall'infiltrazione diretta, dalle perdite dei corsi d'acqua, in particolare del torrente Varaita; il carattere "alimentante" del Varaita è confermato dalla carta piezometrica[6].

Clima[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Piemonte.
Gli assedi del 1487

Ludovico II (1475-1504) aveva 38 anni quando salì alla guida del Marchesato di Saluzzo. Era uomo di cultura e combattendo in Francia aveva acquisito una notevole esperienza nell'arte della guerra. Tra le sue opere, fece aprire una galleria al passo delle Traversette per accorciare la "via del sale" che arriva dalla Francia e favorire i commerci. Avallò la costruzione del bedale che partendo da Piasco e passando nel territorio costigliolese portava acqua alla campagna saluzzese e permetteva il funzionamento dei mulini della città marchionale. Cominciarono però in quegli anni discordie tra Marchesato e Savoia, che invasero il saluzzese capitanati da Antelmo de Miolans. Opere di difesa e coraggio della popolazione del Marchesato si affiancavano a pressioni alla Francia per ottenere un aiuto dell'esercito, che non arrivò prontamente. Carlo di Savoia, detto il Guerriero, poté così, dopo Saluzzo, ampliare i suoi possedimenti e impadronirsi di Costigliole[7]

Costigliole Saluzzo trae il suo nome da quello latino delle ultime basse propaggini del Monte Pagliano "costeolae" su cui sorse. Le prime notizie certe sul borgo di Costigliole Saluzzo risalgono all'inizio del dodicesimo secolo, ma recenti scavi hanno portato alla luce tracce dell'età romana e studi storici hanno documentato lo stanziamento di tribù liguri in età antica. In epoca medioevale fu un importante feudo, governato dalla consorteria dei "da Costigliole", fedelissima al Marchesato di Saluzzo. È conosciuta in zona per i tre castelli medioevali e per i numerosi palazzi che importanti famiglie fecero costruire come residenze di villeggiatura a partire dal Settecento. Particolare la localizzazione della parte storica del paese, adagiata sulla collina dominata dai castelli e dalla chiesa parrocchiale di fine Quattrocento.

Dominio longobardo e franco[modifica | modifica sorgente]

Fin dal 568 cominciarono a comparire in Piemonte insediamenti longobardi. Questa nuova occupazione avvenne gradualmente e fu opera dapprima di piccoli nuclei che presidiavano le zone di maggior importanza strategica, poi una sorta di colonizzazione che portò alla suddivisione del territorio in ducati. Le continue lotte tra duchi ribelli che parteggiavano per re ariani o re cattolici portarono ad uno scadimento progressivo dell'autorità regia. Le necessità di difesa indussero i vari gastaldi del re ad innalzare fortilizi alla base della valli Varaita, Maira, Grana e Po. Fu così che venne fondata l'abbazia di Villar San Costanzo particolarmente influente poi per Costigliole Saluzzo. Successivamente la presenza dei Saraceni comparsi in Provenza fin dall'anno 842 condizionò il territorio, rendendo il cuneese quasi del tutto abbandonato ed esposto e fu così che vennero assaltati i monasteri di Pagno, Villar San Costanzo e la città di Pedona (attuale Borgo San Dalmazzo)[8].

Il periodo del Marchesato di Saluzzo[modifica | modifica sorgente]

Dopo la cacciata dei saraceni il Piemonte presentava un aspetto desolato, campi incolti, boschi e selve. La graduale conquista alla coltivazione segnò il lento progredire dell'agricoltura ed il miglioramento delle condizioni di vita. Sorsero dei monasteri, con artefici di fondazioni e donazioni anche i Marchesi di Saluzzo. Saluzzo e le terre circostanti erano comprese nella diocesi di Torino ed il vescovo vantava ampi diritti sulle sue giurisdizioni poiché Federico Barbarossa aveva accordato al clero enormi poteri. Con gli anni del Marchese Manfredo I, tra le famiglie feudatarie del Piemonte quella dei Costanzia da Costigliole era già conosciuta con il nome Da Costigliole, che emersero proprio con il Marchesato e a questo legarono la loro fortuna. La loro origine fu probabilmente pre-esistente e molto verosimilmente tenevano l'antica rocca fortificata sulla collina dell'attuale Santa Cristina di Costigliole. Successivamente, tra il 1200 ed il 1300 Costigliole divenne un paese di una certa importanza, dalle poche abitazioni vennero edificati i castelli ai quali si accedeva dalle porte delle quali oggi resta traccia nella Porta Grafiona[9].

L'assedio dei Savoia del 1487[modifica | modifica sorgente]

Il marchese di Saluzzo continuò a rivolgere pesanti suppliche al Re di Francia per ottenere l'aiuto dell'esercito per far fronte alle pressioni dei Savoia, ma a fine Quattrocento i francesi presero tempo e dilazionarono il loro intervento. Con l'avvicinarsi della Pasqua del 1487 gli assediati costigliolesi dovettero accettare la resa in cambio della salvaguardia della vita e in riconoscimento del loro eroico comportamento. Carlo di Savoia, detto il guerriero, poté così ampliare i suoi possedimenti e si impadronì di Costigliole. Il duca di Savoia ordinò distruzioni e l'atterramento delle torri e delle fortificazioni. In questo periodo venne così distrutto il primo maniero che sorgeva dove sorgono gli attuali castelli. La Chiesa di Sant'Eusebio perse importanza e si procedette all'edificazione della nuova Chiesa[10].

1796, Costigliole è francese[modifica | modifica sorgente]

Nel 1795 e 1796 la Francia attaccò i Savoia e Vittorio Amedeo dovette scendere a patti e trattare a Cherasco. Le truppe francesi erano schierate nel cuneese e occupavano lo stesos capoluogo. I Savoia erano disposti di fronte al nemico e a Costigliole avevano accantonato il reggimento Crist, formato da giovani svizzeri. Il fronte però continuava a spostarsi e il 30 giugno a Costigliole transitavano soldati francesi. L'idea repubblicana cominciò a serpeggiare nella popolazione che vedeva nel Napoleone Bonaparte il vessillo di una nuova libertà, il Piemonte nel 1799 venne unito alla Francia, anche a Costigliole vennero eretti simboli della rivoluzione. Quando però il Bonaparte venne sconfitto Vittorio Emanuele tornò a Torino e Saluzzo tornò ai suoi antichi confini, ai quali aggiunse in più Valmala[11].

Il ritorno ai Savoia, gli anni dell'Ottocento, Italia 1861[modifica | modifica sorgente]

Con il ritorno dei Savoia si avviò in Piemonte la restaurazione. Il ritorno del monarca suscitò nei piemontesi i sentimenti più diversi. Tra la nobiltà prevalse un senso di soddisfazione, si ritrovavano antiche certezze, anche se non mancavano coloro che riconoscevano i progressi durante l'Impero. Dopo anni di buon governo e successi dello statista Cavour, che condizionarono anche Costigliole Saluzzo con azioni di ammodernamento economico che nel Regno di Piemonte e di Sardegna significarono la costruzione di ferrovie e trafori, il miglioramento della rete stradale, il potenziamento delle industrie, l'introduzione di tecniche più avanzate in agricoltura, l'elite intellettuale piemontese abbracciò la causa dell’unità italiana, che sopraggiunse nel 1861 dopo una serie di guerre. Con la formazione del regno d’Italia il Piemonte perse d’importanza la letteratura divenne provinciale; i Piemontesi si trovarono improvvisamente a passare dalla condizione di cittadini di uno stato rispettato e forte a quella di abitanti di una regione periferica di un regno appena nato e pieno di problemi. Nel 1864 Torino perse il suo ruolo di capitale. I successivi furono anni difficili segnati sul territorio da una serie di conflitti e di migrazioni obbligate, alla volta principalmente della Francia e dell'Argentina, che coinvolsero buona parte della gioventù, almeno sino ai primi decenni del Novecento.

Il Novecento, periodo giolittiano, la grande guerra ed il fascismo[modifica | modifica sorgente]

Un miglioramento delle condizioni si ottenne con il periodo giolittiano, che ottenne ben presto un buon successo nell'opinione pubblica piemontese. Il pragmatismo, le capacità amministrative e finanziarie allargarono il consenso di Giolitti tra ampi settori dei ceti produttivi. La fine dell'età giolittiana coincise però con l'avvio della prima guerra mondiale, che anche a Costigliole Saluzzo costò la vita a buona parte della giovane popolazione. La debolezza strutturale ed il clima di proteste vennero intercettati dalla proposta fascista, particolarmente appoggiata dalla cittadinanza per le aspettative economiche che trovarono in buona parte risposta a costo però di perdita di diritti e di un avvio di un processo di italianizzazione forzata.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

La drammaticità degli anni quaranta a Costigliole è testimoniata dalle numerose perdite al fronte che ancora una volta colpirono al cuore la fascia più giovane della popolazione. Una serie di guerre e di tragici eventi che coinvolse i costigliolesi, dispersi nella drammatica ritirata della divisione cuneense in Russia, o prigionieri nei campi di sterminio nazisti o coinvolti nelle lotte partigiane delle quali resta vivo oggi il ricordo con la commemorazione dell'Eccidio di Ceretto[12]. Il dopoguerra coincise finalmente con un periodo di risollevamento economico e della produzione che ha permesso generalmente una buona qualità di vita sino ai giorni nostri.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo centro cuneese, durante l'ultimo conflitto mondiale, subiva una delle più feroci rappresaglie da parte delle truppe naziste, che trucidarono brutalmente numerosi cittadini inermi ed incendiarono una ventina di case rurali. La popolazione, con eroico coraggio e indomito spirito patriottico, partecipava alla guerra di Liberazione e offriva ammirevole prova di solidarietà umana nel dare ospitalità ad alcune famiglie ebree.»
— Fraz. Ceretto - Costigliole Saluzzo (CN)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Giriodi di Monastero, sede del comune
Palazzo la Tour
La Parrocchia
L' Castlòt
Il castello rosso
Il Castello Reynaudi

Palazzo Giriodi di Monastero[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Giriodi di Monastero è sede comunale dal 1923. Il settecentesco palazzo è stato interessato da attenti lavori di restauro e recupero che, in particolar modo dal 2008, l'hanno riportato all'antico splendore. Gli interventi hanno riguardato la facciata, il portale, l'atrio principale, i porticati delle ali laterali ed il cortile interno[13]. La costruzione, invece, si deve alla famiglia nobiliare dei Giriodi, che, intorno alla metà del Settecento, lo costruirono affidando la direzione all'architetto piemontese Antonio Vittone[14]. Gli interni del Palazzo furono affrescati ad opera dell'importante scenografo torinese Luigi Vacca, nel 1804.

Palazzo Sarriod de La Tour[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Sarriod de La Tour è sede della biblioteca civica. Il settecentesco palazzo è stato recentemente oggetto di un'importante fase di restauro che ha interessato buona parte della struttura e degli interni che non hanno modificato l'impianto voluto da Tommaso Alberto Saluzzo di Casteldelfino che lo fece edificare nel 1720. Il nome ha origine da un discendente di Tommaso Alberto, Luis Antoine Hiacinte Sarriod de La Tour.[15].

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Maria Maddalena (Costigliole Saluzzo).

La Chiesa di Santa Maria Maddalena sorge a Costigliole Saluzzo. Le prime notizie possono essere ricavate da documenti del 1415 e divenne parrocchiale certamente prima del 1492. La Chiesa primitiva aveva la facciata di stile gotico piemontese, con contrafforti a sezione rettangolare che segnavano la divisione interna in tre navate. La volta era in legno, nel seicento venne costruita in muratura, abbassata rispetto all'originale. Il campanile probabilmente fu costruito una volta terminata la Chiesa. Tra il cinquecento ed il seicento venne abbellita con dipinti del pittore del saluzzese. L'affresco raffigurante San Francesco che riceve le stimmate, sulla seconda colonna di destra sotto il pulpito, venne dipinto dopo l'atto di confratellanza stretto dalla comunità costigliolese con i francescani nel 1495.

L' Castlòt[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi L' Castlòt (Costigliole Saluzzo).

Fu costruito di fronte alla Chiesa Parrocchiale come un fortilizio in continuazione della fortificazione del castello del paese e come difesa in seguito alla distruzione avvenuta tra il 1487 ed il 1488. La parte più antica del tardo Quattrocento costituisce il nucleo centrale ed ha addossata una torre sul lato posteriore. I muri perimetrali hanno uno spessore di quasi due metri e le finestre gotiche oggi murate fanno pensare ad una sua origine militare. I Crotti diventati proprietari di questa fortezza la adattarono a dimora facendovi aggiungere la terrazza ad archi in un primo tempo ed il basso caseggiato con il torrione.

Castello Rosso[modifica | modifica sorgente]

Il Castello Rosso ospita oggi una struttura ricettiva. Ha origine sulla fine del Quattrocento, edificato sulle rovine di un maniero imponente che occupava buona parte dello spazio occupato oggi dagli attuali tre castelli messi insieme. Il Castello Rosso ha avuto sempre funzione di residenza delle famiglie nobili ed ospita al suo interno un affresco di Hans Clemer, il Maestro d'Elva[16].

Castello Reynaudi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello Reynaudi (Costigliole Saluzzo).

Nel 1617 G. Michele Crotti acquistò un'altra porzione del paese ed iniziò a costruire il castello che domina il paese. La costruzione ha pianta poligonale ed è difesa da tre torri, due quadrate e una circolare. Tutte e tre le torri sono ornate da un loggiato e costruite con mattoni e pietre di fiume a vista. I lavori terminarono nel 1625.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Collina di Costigliole Saluzzo e Ceretto di Costigliole Saluzzo[modifica | modifica sorgente]

La collina di Costigliole Saluzzo e di Ceretto di Costigliole è particolarmente frequentata per la pratica di sport come il trekking e mountain-bike. L'escursione principale è la salita al Monte Pagliano attraverso la via della chiesetta di San Michele, oppure la strada collinare che collega la parte alta di Costigliole Saluzzo e di Ceretto, attraverso il bosco della Sarunera, recentemente riqualificata con la creazione di un itinerario alla scoperta dei poeti tradizionali del territorio.[17].

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia locale si caratterizza di agricoltura, artigianato, commercio, piccola e media industria, che si delineano in vari settori, tra i quali la produzione e la commercializzazione della frutta, la lavorazione del legno e la costruzione di mobili e serramenti tradizionali.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Costigliole Saluzzo è rinomata come uno dei paesi della frutta, sebbene interventi di cementificazione spropositata abbiano ridimensionato i terreni più fertili, soprattutto nel corso del boom economico ed edilizio della seconda metà del Novecento. Le produzioni agricole costigliolesi variano dalle coltivazioni più intensive, dal kiwi, alla mela, alla pesca, sino a coltivazioni più di nicchia che rappresentano i prodotti tipici più ricercati ed apprezzati.

Quagliano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi quagliano (vitigno).

L'uva Quagliano è uno dei simboli di Costigliole Saluzzo ed è coltivata su buona parte della collina che si estende verso Ceretto e Busca. Il vino che si ottiene è un vino dolce, denominato Colline Saluzzesi Quagliano. Ogni anno la sagra dell'ultima domenica di settembre è dedicata all'uva Quagliano, da alcuni anni Sagra di interesse Regionale[18].

La Tonda di Costigliole[modifica | modifica sorgente]

L'albicocca Tonda di Costigliole è molto rara quanto ricercata. Si caratterizza per il gusto molto dolce e la pezzatura molto piccola. È coltivata in tutta l'area a ridosso della collina[19].

Cipolle di Costigliole[modifica | modifica sorgente]

Molto ricercate le cipolle di Costigliole, in piemontese "L' Siole 'd Costiòle", hanno in passato contraddistinto il nome di Costigliole, paese noto come "'l pais del siole e del fie mòle".[20].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[21]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua piemontese.

La lingua ufficiale è la lingua italiana, imposta dal 1861 a seguito dell'unificazione italiana, mentre la lingua di origine è la lingua piemontese, nello specifico con le caratteristiche dei dialetti occidentali di questa lingua. Prima del 1861 la lingua ufficiale era la lingua francese, sebbene gli stessi Savoia erano soliti utilizzare la lingua piemontese.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Saluzzo.

A Costigliole Saluzzo la popolazione è cattolica. La parrocchia di Costigliole Saluzzo fa parte della diocesi di Saluzzo. La recente immigrazione ha introdotto minoranze di religione musulmana o cristiana ortodossa.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Sagra regionale dell'Uva Quagliano (ultima domenica di settembre)
  • Festa di San Grato e maggio cerettese
  • Funzioni religiose durante le varie festività cristiane dell'anno

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

A Costigliole Saluzzo hanno sede la scuola materna, la scuola elementare e la scuola media. Il centro scolastico è intitolato al sacerdote don Giorgio Belliardo. È attiva la biblioteca comunale Matteo Blengino, che ha sede nel Palazzo Sarriod de La Tour.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prodotti agroalimentari tradizionali piemontesi.

La cucina cuneese è tipica del Piemonte. Alcuni piatti caratteristici sono il bagnet verd, il vitello tonnato, la bagna caoda, gli agnolotti, i tajarin, il gran bollito, il fritto misto alla piemontese, il bonet.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

[22]

Persone legate a Costigliole Saluzzo[modifica | modifica sorgente]

  • conte Gaspare Domenico Regis di Costigliole (Costigliole Saluzzo, 1792 - Pinerolo, 1872) - Generale e Ministro del re Carlo Alberto
  • Gian Luigi Beccaria (Costigliole Saluzzo, 1936) - Linguista e storico della lingua italiana
  • Cichin Paschetta (Racconigi - Costigliole Saluzzo) - Uno dei poeti storici della nazione piemontese

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Costigliole Saluzzo ha avviato rapporti di scambio con le seguenti cittadine:

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Gianpiero Ferrigno, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo 150", Fusta Editore, 2012.
  3. ^ - http://www.comune.costigliolesaluzzo.cn.it/moduli/Allegato%20b%20VIA.pdf - Allegato PRG
  4. ^ - http://www.tuttitalia.it/piemonte/40-costigliole-saluzzo/classificazione-sismica-climatica - Classificazione sismica
  5. ^ - http://www.tuttitalia.it/piemonte/40-costigliole-saluzzo - Classificazione
  6. ^ - http://www.comune.costigliolesaluzzo.cn.it/moduli/Geologica%20Relazione%20geologico-tecnica.pdf - Allegato PRG
  7. ^ Giuseppe Vacchetta, Paola Vacchetta, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo", pp. 111-119.
  8. ^ Giuseppe Vacchetta, Paola Vacchetta, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo", pp. 31-38.
  9. ^ Giuseppe Vacchetta, Paola Vacchetta, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo", pp. 43-80.
  10. ^ Giuseppe Vacchetta, Paola Vacchetta, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo", pp. 111-138.
  11. ^ Giuseppe Vacchetta, Paola Vacchetta, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo", pp. 153-165.
  12. ^ Gianpiero Ferrigno, Sergio Brocchiero, "Costigliole 150", pp. 115-129.
  13. ^ Gianpiero Ferrigno, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo 150", pp. 45-52.
  14. ^ Giuseppe Vacchetta, Paola Vacchetta, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo", pp. 153-154.
  15. ^ Giuseppe Vacchetta, Paola Vacchetta, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo", pp. 154-155.
  16. ^ Gianpiero Ferrigno, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo 150", pp. 5-6.
  17. ^ - http://www.comune.costigliolesaluzzo.cn.it/turismo.asp - Pagina turismo sito comunale
  18. ^ Gianpiero Ferrigno, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo 150", pp. 75-84.
  19. ^ Gianpiero Ferrigno, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo 150", pp. 75-84.
  20. ^ Gianpiero Ferrigno, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo 150", pp. 75-84.
  21. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  22. ^ Comune di Costigliole Saluzzo - Le manifestazioni.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gianpiero Ferrigno, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo 150", Fusta Editore, 2012
  • Livio Berardo, "I sentieri della libertà - Piemonte ed Alpi Occidentali", Touring Club Italiano Editore, 2011
  • Giuseppe Gullino, "Costigliole Saluzzo: un museo diffuso: con un atlante dei musei etnografici della Provincia di Cuneo", Soc. Studi Stor. Archeologici, 2000
  • La Grande Storia del Piemonte, Casa Editrice Bonechi, Firenze, 1999
  • Giuseppe Vacchetta, Paola Vacchetta, Sergio Brocchiero, "Costigliole Saluzzo", L'Artistica Editrice, 1993
  • Livio Giovannini, Manuela Dossetti, "La storia sui loro volti", Tipolitografia L.C.L., Busca 1980
  • Livio Berardo, "Ceretto, 5 gennaio 1944", Comune di Costigliole Saluzzo e Busca, 1974
  • Associazione Pro Costigliole Saluzzo, "Costigliole da salvare", Tipografia richard Saluzzo, 1973

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Costigliole Saluzzo in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

Cuneo Portale Cuneo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cuneo