Mali

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Mali
Mali – Bandiera Mali - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Un popolo, un obiettivo, una fede
Mali - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica del Mali
Nome ufficiale République du Mali
Lingue ufficiali Francese
Capitale Bamako  (1.809.106[1] ab. / 2009)
Politica
Forma di governo Repubblica semipresidenziale
Capo di Stato Ibrahim Boubacar Keïta
Capo di Governo Moussa Mara
Indipendenza dalla Francia nel 1960
Ingresso nell'ONU 1960
Superficie
Totale 1.240.142 km² (24º)
 % delle acque 1,6 %
Popolazione
Totale 14.517.176[2] ab. (2009) (68º)
Densità 10,9 ab./km²
Tasso di crescita 3,02% (2012)[3]
Nome degli abitanti maliani
Geografia
Continente Africa
Confini Algeria, Niger, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea, Senegal, Mauritania
Fuso orario UTC +0
Economia
Valuta Franco CFA
PIL (nominale) 10 319[4] milioni di $ (2012) (129º)
PIL pro capite (nominale) 631 $ (2012) (170º)
PIL (PPA) 17 790 milioni di $ (2012) (132º)
PIL pro capite (PPA) 1 088 $ (2012) (176º)
ISU (2011) 0,359 (basso) (175º)
Fecondità 6,2 (2011)[5]
Varie
Codici ISO 3166 ML, MLI, 466
TLD .ml
Prefisso tel. +223
Sigla autom. RMM
Inno nazionale Pour l'Afrique et pour toi, Mali
Festa nazionale 22 settembre
Mali - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Mali 1959-1961.svg Federazione del Mali
 

Coordinate: 17°N 4°W / 17°N 4°W17; -4

Il Mali (in francese République du Mali) è uno stato (1.240.142 km², 14.517.176 abitanti[2]; capitale Bamako) dell'Africa occidentale situato all'interno e senza sbocchi sul mare.

Il Mali confina a nord con l'Algeria, ad est con il Niger, a sud con il Burkina Faso e la Costa d'Avorio, a sud-ovest con la Guinea e ad ovest con il Senegal e la Mauritania.

Dal 6 aprile 2012 l'Azawad, il territorio settentrionale del Paese, con capitale Gao, ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza.

Il suo territorio, per la maggior parte pianeggiante, è costituito al nord da deserto, al sud dalla savana.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Mali.

Il Mali confina a ovest con il Senegal e la Mauritania, a nord con l'Algeria, a est con il Niger ed a sud con il Burkina Faso, la Costa d'Avorio e la Guinea.

Morfologia e Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Savana - Zona meridionale dello stato, caratterizzata da arbusti

Una prima zona morfologica, a Nord, è costituita dagli altipiani sedimentari sahariani tra i quali predomina il vasto massiccio dell'Adrar des Ifoghas, articolato in rilievi tabulari di scarsa altitudine, confinanti con ampie superfici sabbiose. Quest'area è quasi completamente priva di corsi d'acqua superficiali. La zona centrale del paese è una depressione occupata dal medio corso del Niger, che attraversa il Mali per 1800 km, in gran parte navigabili, e comprende nel suo bacino circa un quarto del paese. Proveniente dall'altopiano guineano, il Niger si impaluda nella depressione centrale in un ampio sistema di laghi e bracci morti denominato Delta interno del Niger. L'ultima zona morfologica, a Sud, è costituita dalle propaggini settentrionali dell'altopiano guineano, unico grande declivio interrotto dalle vallate del Niger e dei suoi affluenti e dalla grande pianura di Kaarta a Sud-Ovest.

Fiume Niger - Isole sabbiose instabili nei pressi di Koulikoro

Clima[modifica | modifica sorgente]

Data la latitudine, la presenza del deserto in gran parte del suo territorio, il fatto che non ha sbocchi sul mare, il Mali ha un clima subtropicale e arido. Durante la stagione secca, dal Sahara si levano sovente roventi ondate che provocano siccità ricorrenti.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

La densità media di popolazione è molto bassa, e si innalza solo nelle regioni centromeridionali (soprattutto Sikasso e Ségou, con circa 30 ab./km²) dove si concentrano i 3/4 dei maliani e la totalità della popolazione urbana (circa 1/3 degli abitanti). Al contrario, nelle regioni sahariane del nord, che occupano oltre il 60% del territorio, la rarefazione demografica è massima. Il forte incremento demografico (superiore al 3% annuo a causa di un indice di fecondità di oltre 6 figli per donna) alimenta intensi flussi migratori, sia stagionali verso il Senegal (e prima della crisi del 2002, anche verso la Costa d'Avorio) sia verso l'Europa; molto alto è il numero degli emigrati stabili (800.000 ca); la comunità più numerosa vive in Francia (32.000 persone nel 2003). Il Mali si colloca nelle ultimissime posizioni (174°) della graduatoria dell'Indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite. Le condizioni di vita sono precarie per la maggior parte della popolazione, come attestano l'alta mortalità infantile (122‰), la bassa speranza di vita (54 anni) [6] , l'elevato tasso di analfabetismo (81%) e le carenti condizioni igienico sanitarie che favoriscono il diffondersi di epidemie (per esempio di colera), il persistere di parassitosi e la propagazione dell'AIDS.

Etnie[modifica | modifica sorgente]

Bambara, Bozo, Dogon, Malinke, (Miniaka) Sarakollé (Soninke), Songhai (Senoufou), Tuareg

Pescatori Bozo
Fulbe. Conosciuti anche come Peul o Fulani, sono il secondo gruppo etnico maliano per numero

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Maliano in abito tipico

Il francese è l'unica lingua ufficiale, è parlata ovunque e serve come lingua degli affari e del commercio; grazie alla scolarizzazione sempre maggiore e all'esplosione demografica, il francese cresce e le altre lingue minoritarie cominciano a scomparire. Nel paese è parlata anche la lingua tuareg nel nord. La lingua bambara, un tempo la più diffusa, si sta ridimensionando drasticamente negli ultimi anni, a causa della diffusione del francese tra la popolazione e nell'Africa francofona in particolare. In alcune zone del paese si parla il Soninke. Nella zona occidentale del paese è parlato lo Xaasongaxango.

Il Mali è membro dell'OIF (Organizzazione Internazionale della Francofonia).

Religione[modifica | modifica sorgente]

Musulmani (80%, in maggioranza sunniti), animisti (18%), cristiani (1%), altri (1%). Le circoscrizioni ecclesiastiche cattoliche consistono in un'arcidiocesi con sede a Bamako, avente cinque diocesi suffraganee: Kayes, Mopti, San, Ségou e Sikasso.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Mansa Musa, imperatore del Mali nel XIV secolo

Il Mali possiede una storia ricca e relativamente conosciuta. Il suo territorio è stato sede di tre grandi imperi: l'Impero del Ghana, l'Impero del Mali e l'Impero Songhai.

I francesi iniziarono la colonizzazione del suo territorio nel 1864 e nel 1895 venne integrato nell'Africa Occidentale Francese con il nome di Sudan francese.

La Repubblica Sudanese e il Senegal proclamarono la loro indipendenza dalla Francia nel 1960 con il nome di Federazione del Mali. Appena alcuni mesi dopo, il Senegal si separò e la Repubblica Sudanese prese il nome di Mali. Nei mesi seguenti fu eletto primo presidente della nazione Modibo Keita, che in poco tempo instaurò un regime con partito unico, di orientamento marxista: Keita avviò una serie di disastrose iniziative economiche e politiche che piegarono l'economia del paese e resero fortemente impopolare il regime stesso. Nel 1968 Keita fu deposto con un sanguinoso colpo di Stato militare che portò al potere Moussa Traoré. Nel 1991 Traoré fu spodestato da un colpo di Stato, ma i militari, anziché prendere le redini del paese, decisero di formare un governo di transizione civile che portò nel 1992 alle prime elezioni democratiche, con Alpha Oumar Konare eletto presidente. Dopo la sua rielezione nel 1997, Konare continuò le riforme politiche ed economiche, lottando contro la corruzione. Alla fine del suo secondo mandato, limite costituzionale per un presidente, fu sostituito nel 2002 da Amadou Toumani Touré che venne rieletto nel 2007

Il 22 marzo 2012 un gruppo di soldati ha preso il potere in un colpo di Stato, la cui causa poggia sulle difficoltà nel fronteggiare i ribelli tuareg del nord del paese. La Costituzione democratica è stata sospesa ed è stato dichiarato il coprifuoco.

Ne è scaturita una guerra civile che ha portato la componente tuareg - in parte orientata in senso fondamentalista, con alcune frazioni (gli Ansar Dine) che aderiscono al gruppo di al-Qa'ida nel Maghreb islamico - a prendere il controllo del settentrione del Paese, l'Azauad.

Ordinamento dello stato[modifica | modifica sorgente]

In base alla costituzione del 1992, il Mali è una repubblica parlamentare, con regime semipresidenziale. Il Capo dello Stato, che nomina il primo ministro, viene eletto a suffragio universale diretto con mandato quinquennale. L'Assemblea Nazionale (160 membri eletti ogni 5 anni, di cui 13 eletti dai maliani residenti all'estero) detiene il potere legislativo e il controllo sul governo. La pena di morte è stata sospesa nel 2002. Il paese è membro di ONU, Ua, WTO, Oci; fa parte dei paesi Acp e di organizzazioni regionali come l'Unione Economica e Monetaria dell'Africa Occidentale (Waemu/Uemoa) e la Comunità Economica dell'Africa Occidentale (Cedeao/Ecowas).

Politica[modifica | modifica sorgente]

Dal 1991 la costituzione ha subito cambiamenti che hanno consentito la creazione di un sistema pluripartitico; l'assemblea nazionale è composta da 147 membri eletti ogni 5 anni a suffragio universale.

Amadou Toumani Touré, Presidente del Mali dal 2003 al 2012

Il capo dello Stato Amadou Toumani Touré (soprannominato ATT), presidente del Mali dal maggio 2002, eletto democraticamente dopo la fine del mandato e le dimissioni di Alpha Oumar Konaré, viene rieletto nel 2007.

A partire dall'autunno del 2008 si sono riacutizzate le tensioni nel Nord del paese tra il gruppo etnico Tuareg (accusato di sostenere la ribellione ancora latente nella regione di Kidal, al confine con quella di Gao) e le etnie maggioritarie nel paese. Violenze e intimidazioni contro elementi Tuareg da parte di ex miliziani filo-governativi si sono ripetute senza che le autorità intervenissero a difesa delle vittime.

Il 3 aprile 2011 il presidente Amadou Toumani Touré, dopo le dimissioni di Modibo Sidibe e di tutta l'equipe governativa, ha nominato capo del governo Cissé Mariam Kaïdama Sidibé, prima donna della storia a ricoprire tale incarico in Mali.

Le nuove elezioni presidenziali del 28 luglio e del 11 agosto 2013, salutate con speranza dall'ONU (risoluzione 2164-2014), hanno visto la vittoria del nuovo presidente Ibrahim Boubacar Keita (*1945) largamente sostenuto dalla parte Sud del Paese ed eletto con il 77,62% dei voti. La sua elezione garantisce una certa continuità di intenti della classe politica pre-golpe del 2012

Colpo di Stato[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colpo di stato in Mali del 2012.

Il 22 marzo 2012, dei soldati ammutinati guidati dal capitano Amadou Haya Sanogo, affermano d'aver preso il controllo dei media e delle istituzioni maggiori grazie ad un colpo di stato. Costituiscono il Comitato Nazionale per il ripristino della democrazia in Mali, e il loro primo atto è stato l'annuncio della dissoluzione delle istituzioni e la sospensione della Costituzione.[7].

Dall'aprile 2012 all'agosto 2013 è stato presidente a interim Dioncounda Traoré, designato dalla giunta militare, e Cheick Modibo Diarra è nominato Primo Ministro ad interim del Mali il 17 aprile 2012 per aiutare il processo democratico fino alle elezioni del dicembre 2013.

Il suo governo, era composto da 24 membri, è stato designato il 25 aprile dello stesso anno. Tre dei ruoli più importanti - i ministri della difesa, della sicurezza interna, e dell'amministrazione territoriale - sono stati indicati dagli ufficiali legati alla giunta militare che ha compiuto il colpo di stato. Il governo tuttavia era composto più da tecnici che da politici.

La guerra civile[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra del Mali settentrionale.

Contemporaneamente è ripresa la guerra civile che ha portato l'etnia tuareg (laica) del Movimento Nazionale per la Liberazione dell'Azauad, ad allearsi con alcune frazioni fondamentaliste, (gli Ansar Dine[8]) - che aderiscono al Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, poi denominato al-Qa'ida nel Maghreb islamico - e a prendere il controllo della regione settentrionale del Paese, l'Azauad.

Nel corso degli scontri sono state distrutte numerose reliquie della locale tradizione sufi e le tombe stesse (marabutti) di alcuni "santi" musulmani (tra cui l'antico mausoleo dedicato ad Alpha Moya[9] e le sepolture di Sidi Mahmud, Sidi el-Mukhtar, Sidi Elmety, Mahamane Elmety e Shaykh Sidi Amar),[10] a causa dell'accesa ostilità iconoclastica del Wahhabismo verso qualsiasi forma di culto, che non sia rivolta ad Allah, considerata una bestemmia.

Il primo ministro Modibo Diarra viene arrestato dai militari l'11 dicembre 2012.[11]

Intervento europeo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Operazione Serval.

Il 10 gennaio 2013 il presidente Dioncounda Traoré‚ in un discorso alla nazione, ha comunicato di aver chiesto e ottenuto un intervento aereo della Francia, in accordo con l'Ecowas, la comunità economica dei paesi dell'Africa occidentale, contro i ribelli dell'Azauad (il nord del Paese)[12]. In seguito, sono state liberate le principali città dell'Azauad cadute in mano ai fondamentalisti islamici, dove le truppe sono state accolte con esultanza dalla popolazione.

Relazioni estere e militari[modifica | modifica sorgente]

l'ex presidente maliano Amadou Toumani Touré con l'ex presidente americano George W. Bush

L'orientamento delle relazioni estere del Mali è diventato sempre più pragmatico e filo-occidentale nel corso del tempo.[13] Poiché con l'instaurazione nel 2002 di una forma democratica di governo, le relazioni del Mali con l'Occidente in generale e con gli Stati Uniti, in particolare, sono notevolmente migliorate.[13] Il Mali ha un rapporto ambivalente di lunga data con la Francia, ex potenza coloniale[13]. Il Mali è attivo in organizzazioni regionali come l'Unione Africana.[13] Lavorare per controllare e risolvere i diversi conflitti regionali, come quelli in Costa d'Avorio, Liberia e Sierra Leone, è uno dei principali obiettivi della politica estera del paese[13]. Il Mali si sente minacciato dalle potenziali ripercussioni dei conflitti nei paesi limitrofi, e le relazioni con i vicini sono spesso difficili[13]. L'insicurezza lungo i confini del nord, tra banditismo transfrontaliero e il terrorismo, rimangono questioni fortemente problematiche delle relazioni regionali[13].

Le forze armate del Mali consistono di un esercito, che comprende le forze terrestri e forze aeree[14], nonché i paramilitari della Gendarmeria e della Guardia Repubblicana, che sono tutti sotto il controllo del Ministero della Difesa e dei Veterani del Mali, guidato da un civile.[15] L'esercito è sottopagato, male equipaggiato, e necessita di una razionalizzazione[15]. L'organizzazione della struttura delle forze armate ha sofferto molto l'incorporazione delle forze irregolari dei Tuareg nel proprio organico regolare a seguito di un accordo del 1992 tra il governo e le forze ribelli Tuareg.[15] L'esercito ha generalmente mantenuto un profilo basso, con la transizione democratica del 1992. Il presidente in carica, Amadou Toumani Touré, è un ex generale dell'esercito e come tale gode di ampio sostegno in ambito militare.[15] Nella relazione annuale sui diritti umani per il 2003, il Dipartimento di Stato americano, il controllo civile nominale delle forze di sicurezza è generalmente efficace, ma ha osservato alcuni "casi in cui elementi delle forze di sicurezza hanno agito in modo indipendente dell'autorità di governo".[15] Le potenze occidentali come gli Stati Uniti aiutano le forze armate del Mali con la formazione del personale militare e la dotazione di attrezzature e armi.[16][17]

Dopo una risoluzione ONU del gennaio 2012 l'Unione Europea ha inviato una missione militare denominata European Union Training Mission Mali, con il compito di rioganizzare le forze armate maliane.

Suddivisioni storiche e amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regioni del Mali.
Regioni del Mali

Il Mali è suddiviso in otto regioni, più il distretto della capitale. Le regioni sono poi divise in 49 circondari (cercles). I circondari e il distretto della capitale sono divisi in 703 comuni (communes).

Regioni
Regione Capoluogo Abitanti Area k Abitanti regione Densità
Gao Gao 30 863 321 996 461 000 1,5
Kayes Kayes 49 431 197 760 1 093 000 5,5
Kidal Kidal 16 923 260 000 85 695 0,3
Koulikoro Koulikoro 16 134 89 833 1 170 000 13
Mopti Mopti 53 885 88 752 1 416 000 15,9
Ségou Ségou 64 890 56 127 1 316 000 23,4
Sikasso Sikasso 47 030 76 480 1 383 000 18,1
Timbuctu Timbuctu 20 483 408 927 601 000 1,5
Bamako Bamako 267 863 000 3232,2

Città principali[modifica | modifica sorgente]

Istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

  • Tasso di alfabetizzazione: 43% (2005)
  • Studenti universitari: 6.073.
Ragazzo maliano intento a leggere

Sanità[modifica | modifica sorgente]

Il sistema sanitario locale deve fronteggiare quotidianamente la malaria e la situazione generale del paese lascia aperti ampi spazi anche alla febbre gialla: inoltre molte malattie, trasmesse con il cibo e le bevande, si manifestano sotto forma di dissenteria: nel paese, oltre al tifo e alle epatiti sono molto diffuse le malattie da vermi intestinali, e la giardiasi.

Il problema principale è quindi quello dell'acqua potabile e un deciso piano per la potabilizzazione delle acque e di distribuzione delle stesse permetterebbe di per sé di risolvere almeno in parte i problemi derivanti da questa situazione. Lo stato, in fatto di sanità, spende circa 5 dollari per abitante e ciò denota anche la mancanza di medici messi a disposizioni delle popolazioni: cifra esigua ed inadeguata alle reali necessità della popolazione. Ma adeguati progetti legati non solo alla progettazione ma anche alla effettiva realizzazione di piccole unità ospedaliere lungo il Niger potrebbero risolvere parte dei problemi (produzione di energia, di acqua potabile, di acqua per irrigazione e così via).

È segnalata inoltre la presenza di filariosi, di focolai endemici di oncocercosi, della leishmaniosi cutanea e viscerale (più frequenti nelle zone aride), della tripanosomiasi (soprattutto in zone rurali), le febbri ricorrenti, il tifo da pidocchi, pulci o zecche e le febbri emorragiche di natura virale. Anche la tungosi è diffusa come la schistosomiasi (malattia dovuta a un parassita presente nelle acque dolci).

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura e allevamento[modifica | modifica sorgente]

Raccolta del cotone

Dei 124 milioni di ettari di superficie territoriale, il deserto del Sahara costituisce il 55 per cento, il terzo centro-sud del paese ricade nel Sahel, il resto si trova nella fascia sudanese e nella zona sub-umida guineiana. Del totale, 7 milioni di ettari sono coltivati; i pascoli occupano 35 milioni di ettari e le foreste coprono l’uno per cento del territorio[18][19].

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) per abitante si aggira sui 964 dollari nel 2009, con una partecipazione del settore agricolo del 36,5 per cento nel periodo 2005-2010. Nello stesso periodo, il settore impiega il 66 per cento della popolazione attiva[20][21]. Inoltre, esso fornisce occupazione al 66 per cento della popolazione attiva del paese. L’agricoltura è di sussistenza, dominata da aziende di dimensioni medio-piccole, dai 4-5 ettari ai 27 ettari, spesso dotate di bestiame da lavoro[22]. Il grosso della produzione si ottiene nel meridione del paese, meglio irrorato. Nel complesso, i cereali asciutti (soprattutto miglio, sorgo e mais) rappresentano il 56 per cento della produzione, le colture commerciali principali, anch’esse coltivate in seccagno, sono il cotone (2,4 milioni di q. tra fibra e semi), l’arachide (1,6 milioni di q.), il karité (l’albero del burro) e il fagiolo dell’occhio. Il Senegal e il delta del Niger, ed i loro affluenti forniscono il grosso delle risorse idriche per l’irrigazione di 236.000 ettari, destinati principalmente alla produzione di riso, ortaggi, patata, batata, canna da zucchero e thè. Si tratta in prevalenza un'agricoltura moderna e commerciale, in parte gestita da cooperative di contadini.[23][24]. Oltre che per la scarsità di buoni terreni, il livello produttivo è generalmente molto basso per la piovosità insufficiente e fortemente irregolari. Si ricordano le tremende siccità che a più riprese hanno devastato il paese attorno alla metà degli anni settanta e nel 1980, nell’1982 e nell’1983. Altro fattore negativo è l’organizzazione arcaica dell'attività agricola: al momento, neppure l'istituzione di un numero abbastanza considerevole di cooperative ha dato esiti consistenti.

L’allevamento è diffuso in tutto il paese, ma il grosso del bestiame si trova nella zona saheliana, sopra l’isoieta dei 600 mm. I sistemi di produzione, pastorale ed agro-pastorale a seconda delle zone agro-ecologiche sono caratterizzati da bassa produttività[25]. Il patrimonio zootecnico è costituito da piccoli ruminanti (31,3 milioni di capi nel 2012), bovini (9,7 milioni), cammelli (960.000 capi), equini (1,4 milioni di capi) e pollame (35,1 milioni di capi)[26].

Foreste[modifica | modifica sorgente]

Le foreste, estese 12,4 milioni di ettari, sviluppandosi nella fascia sudano-guineiana con precipitazioni fino a 1.400 mm, forniscono legna da ardere (la principale fonte di energia disponibile) e legname pregiato, gomma arabica e pascolo per il bestiame. Secondo il Programma delle Nazioni Unite, nel periodo 1990-2010, hanno subito una diminuzione del 11,2 per cento[27]. Dal 1997 al 2012 si sono esportati annualmente 5-6 milioni di metri cubi di legname[28]. Legname è anche importato da Burkina Faso, Ghana e Costa d'Avorio. Lo sviluppo della coltivazione della Jatropha potrebbe contribuire a rallentare la desertificazione.

Pesca[modifica | modifica sorgente]

La pesca, sempre di tipo artigianale, si pratica nei fiumi, nei laghi naturali ed artificiali, paludi e zone inondate, su una superficie complessiva di 4.500 km². I fiumi principali, condivisi con i paesi confinanti, sono il Senegal con i suoi affluenti principali Bafing, Bakoye e Falémé e il Niger che attraversa il paese per 1.750 chilometri e fornisce oltre 80 per cento della produzione ittica. Esiste anche un centinaio di laghi tra i quali il Faguibine, il Sélingué e il Manantali. Il potenziale alieutico è valutato intorno alle 180.000 tonnellate circa[29]. Si pesca annualmente un centinaio di migliaia di tonnellate di pesce, che non soddisfano il fabbisogno interno che viene coperto dalle importazioni (12 milioni di dollari nel 2012)[30].

Produzione, commercio e sicurezza alimentare[modifica | modifica sorgente]

Il fabbisogno cerealicolo interno è generalmente soddisfatto dalla produzione nazionale. Esportazioni regionali anche consistenti di miglio e sorgo possono verificarsi in annate favorevoli[31], così come possono essere necessari aiuti alimentari (100.000 tonnellate nel 2012)[32]. Altre importazioni riguardano farine, oli vegetali, zucchero e pesce. Il paese esporta soprattutto cotone e sesamo. Le esportazioni di prodotti zootecnici consistono in bestiame vivo destinato ai mercati costieri e pellami verso l’Europa[33]. Il 7,3 per cento della popolazione è sottonutrita (nel 2012) e il 43,6 per cento vive sotto la soglia della povertà (nel 1993) che colpisce in particolare la popolazione rurale (50,6 per cento)[34]. Da rilevare il grave fenomeno del contrabbando di prodotti alimentari, avviati ai più vantaggiosi mercati della Costa d'Avorio, del Burkina Faso e del Senegal.

Attori e politiche agricole[modifica | modifica sorgente]

Le strategie di valorizzazione del mondo rurale hanno sempre rivestito un ruolo fondamentale sia nelle politiche delle potenze coloniali che in quelle dello Stato post-coloniale.

Attualmente la Loi d'Orientation Agricole si articola attorno a cinque temi principali:

  • il primo descrive gli obiettivi generali e le strategie di sviluppo agricolo;
  • il secondo tratta delle questioni legate allo statuto dei lavoratori, alle imprese agricole, alle organizzazioni contadine e alla formazione professionale legata al settore primario, al fine di migliorare la qualità delle risorse umane e di rafforzare le organizzazioni agricole;
  • il terzo si rapporta ai fattori di produzione ovvero all'insieme delle attività e dei beni materiali che concorrono al miglioramento della produzione agricola (gestione razionale della terra, delle risorse naturali, del finanziamento all'agricoltura, dell'accesso all'acqua, della realizzazione di infrastrutture, delle attrezzature, del sostegno alla ricerca agricola;
  • il quarto concerne le strategie di sviluppo e la promozione delle filiere e dei mercati (crescita produttiva nei diversi sotto-settori, trasformazione dei prodotti e creazione di valore aggiunto, qualità dei prodotti agricoli, organizzazione del mercato interno, accesso ai mercati esteri);
  • il quinto tratta del quadro istituzionale che accompagnerà l'entrata in vigore della legge.
Allevatori nomadi
Fiera del bestiame. Mercato allestito a Kambila

Risorse minerarie[modifica | modifica sorgente]

Gli estesi giacimenti di fosfati, oro, uranio, ferro, bauxite, manganese e sale sono poco sfruttati a causa delle infrastrutture carenti. Molto più modesti sono i giacimenti diamantiferi, situati nel sud-ovest del paese.

Industria[modifica | modifica sorgente]

Bamako. La discarica di Bamako, uno dei rari esempi di terziario

L'industria garantisce il 26% delle entrate, ma presenta ancora segni di arretratezza ed è molto legata al settore primario. Le industrie sono concentrate quasi esclusivamente nelle vicinanze della capitale, Bamako, e comprendono: industrie chimiche, tessili, diamantifere e del cemento, oltre a quelle agroalimentari.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

La rete dei trasporti del Mali è molto limitata e comprende, oltre a strade poco e mal asfaltate che collegano Bamako con Segou, un'estesa rete fluviale. Importante il Niger, che costituisce un canale di navigazione che attraversa il paese da sud-ovest a nord-est. Nel nord del paese si usano prevalentemente cammelli negli spostamenti. Gli aeroporti principali sono l'Aeroporto di Kayes e quello di Mopti.

Un miglioramento delle comunicazioni aiuterebbe il Mali ad intraprendere un certo sviluppo, visto che molte delle attività terziarie si svolgono sulle poche strade esistenti e le derrate alimentari, facilmente deperibili, giungono nelle zone dove non è possibile la coltivazione in tempi molto lunghi, originando così anche problemi sanitari. La strada che parte dal confine con il Senegal (Diboli) per Kaies e Bamakò è tutta asfaltata con qualche chiatta per l'attraversamento del fiume Bakoye. Pure è asfaltata è la strada proveniente dal Senegal Kenieba-Kità.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il turismo può contare su attrattive quali le moschee in stile sudanese, la famosissima città di Timbuctu (Timbuctù) ed il deserto. Il turismo è in crescita (18.4% all'anno): le entrate sono aumentate da 19 milioni di dollari nel 1995 agli attuali 71 milioni.

Esportazioni[modifica | modifica sorgente]

Le esportazioni ammontano a 1.140 milioni di dollari U. S.A., esse costituiscono il 36% del P. I.L.

Importazioni[modifica | modifica sorgente]

Le importazioni costituiscono il 41% del prodotto interno lordo e ammontano a 1.200 mil. $U.S.A.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Le condizioni climatiche differenziate tra le plaghe del Nord e dell'Est e le rimanenti del Paese si riflettono anche sul paesaggio vegetale. Di pari passo con la progressiva diminuzione delle precipitazioni che si riscontra procedendo verso nord si verifica anche un progressivo impoverimento del paesaggio vegetale. In corrispondenza delle zone irrigate dal Niger e dal Senegal ed in quelle più favorite dalle precipitazioni, si è sviluppata la savana arborea con alberi (acacie gommifere, Tamarindus indica, baobab, ecc.) sovente di grandi proporzioni, inframezzati da formazioni erbose che in corrispondenza della zona deltizia del Niger si sono sviluppate in forme rigogliose. Allorché ci si allontana da queste regioni, subentra la savana con copertura di arbusti inframezzati da graminacee. Tra gli arbusti occorre ricordare la Capparis decidua che sul Niger, presso Tombouctou, assume forma arborescente. Nelle zone a precipitazioni più scarse del sahel alligna la steppa a piante xerofile e, con minor frequenza, erbacee, finché nelle regioni più settentrionali si presenta la tipica vegetazione sahariana a palme dattilifere, limitata alle oasi.

In quanto alla fauna la savana è la sede dei grandi erbivori (giraffe, antilopi, elefanti) e dei carnivori (leoni, leopardi, ghepardi, licaoni, iene, genette, gatti selvatici, sciacalli). Nelle acque delle lagune, degli stagni e dei fiumi vivono ippopotami e coccodrilli. Nelle zone settentrionali troviamo anche la lince, la volpe bionda delle sabbie, il fennec. Comune in tutta la vasta regione desertica è, tra gli animali domestici, il dromedario, che non è però autoctono. Ricchissima è l'avifauna, che trova nelle zone anfibie del delta l'ambiente adatto, specie per trampolieri e palmipedi. Numerosi gli anfibi ed i pesci nel Niger.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Il duo maliano Amadou & Mariam, conosciuto a livello internazionale per la caratteristica rielaborazione di elementi maliani in chiave moderna

Le tradizioni musicali del Mali derivano dai griot, che sono noti come "Custodi di memorie". La Musica maliana è varia e ha diversi generi. Alcune famose influenze nella musica del Mali sono del virtouso musicista Kora, Toumani Diabaté, le profonde radici del chitarrista blues Ali Farka Touré, il gruppo tuareg Tinariwen, e numerosi artisti afro-pop come Salif Keita, il duo Amadou & Mariam, Oumou Sangare, Bassekou Kouyaté e Habib Koné.[35]

Anche se la letteratura del Mali è meno famosa della sua musica[36], il Mali è sempre stato uno dei paesi con i più vivaci centri intellettuali. La tradizione letteraria[37] del Mali in passato è stata trasmessa principalmente con il passaparola, con jalis a recitare o cantare storie conosciute a memoria.[37][38] Amadou Hampâté Bâ, lo storico più conosciuto del Mali, ha trascorso gran parte della sua vita a scrivere di queste tradizioni orali perché il mondo se ne ricordi.[38] Il romanzo più conosciuto di uno scrittore del Mali è Yambo Ouologuem, Le Devoir de violence, che ha vinto il Premio Renaudot 1968, ma la cui eredità è stata segnata dalle accuse di plagio.[37][38] Altri noti scrittori del Mali sono: Baba Traoré, Modibo Keita Sounkalo, Massa Makan Diabaté, Moussa Konaté, e Fily Dabo Sissoko[37][38].

La variegata cultura quotidiana dei maliani riflette la diversità etnica e geografica del paese.[39] La maggior parte dei maliani indossa fluenti abiti colorati chiamati boubous che sono tipici dell'Africa occidentale. I maliani partecipano spesso a feste tradizionali, balli e cerimonie.[39] Riso e miglio sono la base della cucina del Mali, che è fortemente basata su cereali.[40][41] I cereali sono generalmente preparati con salse a base di foglie di spinaci, o foglie di baobab, con pomodoro, o con salsa di arachidi, e può essere accompagnata da pezzi di carne alla griglia (tipicamente di pollo, agnello, manzo o capra).[40][41] La cucina del Mali varia molto regionalmente.[40][41]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Bambini maliani giocano a calcio.

Lo sport più popolare in Mali è il Calcio, che è diventato una passione nazionale, quando il Mali è stato scelto per ospitare la Coppa delle Nazioni Africane 2002. La maggior parte delle città hanno club professionisti o semi-professionali delle quali giocano in campionati nazionali e regionali. La Malien Première Division è la massima competizione calcistica del Mali, creata nel 1966. La maggior parte dei club hanno sede a Bamako, la capitale, e le squadre più popolari a livello nazionale sono: il Djoliba Athletic Club, lo Stade Malien de Bamako e l'Association Sportive Korofina. L'impero coloniale francese ha introdotto il gioco nella colonia ed i primi campionati organizzati aperti agli africani nacquero nel 1930. Una manciata di club africani si sono sviluppati dopo la seconda guerra mondiale e partecipavano ai tornei di calcio dell'Africa occidentale francese.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) Risultati provvisori del censimento 2009 forniti dall'INSTAT-Institut National de la Statistique (PDF). URL consultato il 14.04.2010.
  2. ^ a b (FR) Risultati provvisori del censimento 2009 forniti dall'INSTAT-Institut National de la Statistique (PDF). URL consultato il 14.04.2010.
  3. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28-2-2013.
  4. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  5. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  6. ^ CIA World Factbook (Eng). URL consultato il 17-01-2013.
  7. ^ Cacciato Tourè, colpo di Stato in Mali- LASTAMPA.it
  8. ^ Ossia Ansar al-Din, "Ausiliari della religione", in ricordo degli Anṣar medinesi che, convertitisi all'Islam, furono i più strenui alleati del profeta Maometto
  9. ^ su ITV News del 6 giugno 2012
  10. ^ Egypt News del 1°-7-2012.
  11. ^ La Francia costretta a entrare in guerra (non solo in Mali) contro l’integralismo islamico | Libertiamo.it
  12. ^ Mali,presidente: risposta massiccia - Mondo - Tgcom24
  13. ^ a b c d e f g Mali country profile, p. 17.
  14. ^ CIA - The World Factbook - Mali
  15. ^ a b c d e Mali country profile, p. 18.
  16. ^ U.S. Government Provides Equipment to Malian Army, U.S. Africa Command, 2009. URL consultato il 6 maggio 2010.
  17. ^ Joint Military Exercise FLINTLOCK to be Held In Mali, U.S. Africa Command, 2008. URL consultato il 6 maggio 2010.
  18. ^ FAOSTAT (FAO) Data base della FAO – Ressources http://faostat.fao.org/site/377/default.aspx#ancor
  19. ^ Detalmo Pirzio Biroli, Il Sahel, Sansoni Editore, Firenze 1988, pag. 8
  20. ^ United Nations Development Programme, GDP per capita https://data.undp.org/dataset/GDP-per-capita-2005-PPP-/navj-mda7
  21. ^ Statistical Yearbook, Rome 2012, Part 1 – The setting http://www.fao.org/docrep/018/i3137e/i3137e01.pdf
  22. ^ Almoustapha Coulibaly, Country Pasture/Forage Resource Profiles for Mali http://www.fao.org/ag/AGP/AGPC/doc/Counprof/Mali/mali.htm
  23. ^ FAOSTAT Data Base della FAO – Ressources http://faostat.fao.org/site/377/default.aspx#ancor
  24. ^ FAO Aquastat http://www.fao.org/nr/water/aquastat/countries_regions/mli/index.stm
  25. ^ Almoustapha Coulibaly, Country Pasture/Forage Resource Profiles for Mali, http://www.fao.org/ag/AGP/AGPC/doc/Counprof/Mali/mali.htm
  26. ^ FAOSTAT Data Base della FAO http://faostat.fao.org/DesktopDefault.aspx?PageID=567&lang=fr#ancor
  27. ^ United Nations Development Programme (UNDP), Human Development Report 2013 http://hdr.undp.org/sites/default/files/reports/14/hdr2013_en_complete.pdf
  28. ^ FAO Country Profile: Mali http://faostat.fao.org/CountryProfiles/Country_Profile/Direct.aspx?lang=en&area=133
  29. ^ FAO Fishery Profile ftp://ftp.fao.org/FI/DOCUMENT/fcp/fr/FI_CP_ML.pdf
  30. ^ FAO Country Profile: Mali http://faostat.fao.org/CountryProfiles/Country_Profile/Direct.aspx?lang=en&area=133
  31. ^ Almoustapha Coulibaly, Country Pasture/Forage Resource Profiles for Mali, http://www.fao.org/ag/AGP/AGPC/doc/Counprof/Mali/mali.htm
  32. ^ Food aid information system http://www.wfp.org/fais/
  33. ^ FAOSTAT Data Base della FAO - Indicatori economici
  34. ^ Millennium Development Goals Indicators, UNDP http://unstats.un.org/unsd/mdg/Data.aspx
  35. ^ Michelle Crabill e Bruce Tiso. Mali Resource Website. Fairfax County Public Schools. January 2003. Retrieved on June 4, 2008.
  36. ^ Velton, p. 29.
  37. ^ a b c d Milet & Manaud, p. 128.
  38. ^ a b c d Velton, p. 28.
  39. ^ a b Pye-Smith & Drisdelle, p. 13.
  40. ^ a b c Velton, p. 30.
  41. ^ a b c Milet & Manaud, p. 146.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

La Geografia - dizionario enciclopedico - Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano (1984)

Menegatti, A. Islam in West Africa, sufismo e fondamentalismo nelle giovani democrazie africane, Ananke, Torino, 2014.

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