Mondovì

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Mondovì
comune
Mondovì – Stemma Mondovì – Bandiera
Mondovì – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Stefano Viglione (PdL) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 44°23′00″N 7°49′00″E / 44.383333°N 7.816667°E44.383333; 7.816667 (Mondovì)Coordinate: 44°23′00″N 7°49′00″E / 44.383333°N 7.816667°E44.383333; 7.816667 (Mondovì)
Altitudine 395 m s.l.m.
Superficie 87,05 km²
Abitanti 22 730[2] (31-07-2011)
Densità 261,11 ab./km²
Frazioni Breolungi, Gratteria, Merlo, Pascomonti, Pogliola, Rifreddo, San Biagio, San Giovanni dei Govoni, San Quintino, Sant'Anna Avagnina
Comuni confinanti Bastia Mondovì, Briaglia, Carrù, Cigliè, Magliano Alpi, Margarita, Monastero di Vasco, Morozzo, Niella Tanaro, Pianfei, Rocca de' Baldi, Vicoforte, Villanova Mondovì
Altre informazioni
Cod. postale 12084
Prefisso 0174
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004130
Cod. catastale F351
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 640 GG[3]
Nome abitanti Monregalesi (raro Mondoviti)
Patrono san Donato di Arezzo
Giorno festivo 30 ottobre - 8 settembre[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mondovì
Sito istituzionale

Mondovì (ël Mondvì [əlmʊn'dwi] in piemontese) è un comune italiano di 22.748 abitanti[4], che diventano 35.000 nell'area urbana, della provincia di Cuneo, in Piemonte. È la quinta città della provincia per numero di abitanti dopo Cuneo, Alba, Bra e Fossano e la ventisettesima della Regione Piemonte. Fa parte delle cosiddette "sette sorelle", le sette città più importanti della provincia, insieme a Cuneo, Alba, Bra, Fossano, Savigliano e Saluzzo.

Il nome deriva dal fatto che il suo nucleo iniziale, oggi Rione "Mondovì Piazza", venne costruito su un colle vicino al preesistente comune di Vicoforte: dall'abbreviazione di "Mont ëd vico" ("monte di vico"), sarebbe poi derivato l'attuale nome di Mondovì.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È situata tra montagna, collina, e pianura: da un lato, infatti, la città guarda la pianura segnata dal fiume Po che conduce a Torino, distante 90 km, dall'altro è posta su un colle che segna il limitare delle Langhe, la terra del tartufo e dei vini. Mondovì è a 63 km da Savona e dalla Riviera ligure: la separano le Alpi Marittime con le importanti stazioni turistiche per gli sport invernali (Lurisia, Frabosa, Artesina, Prato Nevoso).

La città ha la peculiarità di essere distribuita su più livelli: il rione Piazza, posto sulla collina (559 m s.l.m.) denominata del Monte Regale (da cui il nome dei suoi abitanti), è il nucleo originario; i rioni di Breo, Pian della Valle, Carassone, Borgato e Rinchiuso sono collocati in basso, lungo il torrente Ellero (affluente del Tanaro), ed ebbero il loro massimo sviluppo tra Settecento e Ottocento, con la nascita delle attività manifatturiere, delle fabbriche e l'arrivo della ferrovia; infine il rione dell'Altipiano, ultimo ad essere nato, accoglie la zona residenziale e moderna della città.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva da "Mont ëd Vi", cioè "il monte di Vico" ("Vi" abbreviato): gli abitanti di Vico, infatti, ribellatisi al Vescovo d'Asti feudatario del territorio, la fondarono con Monastero e Carassone. Antichi insediamenti romani sono stati rinvenuti in località Breolungi che, in epoca successiva, costituì un importante avamposto bizantino di fronte all'avanzata dei Longobardi, similmente a Morotia (Morozzo) e al Mons Fortis (Monforte). Non a caso, per più di sessant'anni, il limes tra Longobardi e Bizantini, che mantenevano faticosamente il controllo dell'antica provincia della Liguria, fu costituito dai fiumi Stura e Tanaro: un confine che tale rimase per secoli a delimitare la Longobardia Occidentale (poi Piemonte) dalla Liguria.

La città fu fondata nel 1198, esattamente come Cuneo (e non è un caso), dopo la distruzione della città di Bredolo, probabilmente Breolungi, sede di antica contea carolingia. I transfughi si unirono in una nuova comunità, libera dal potere feudale. L'indipendenza della cittadina fu breve, poiché il vescovo di Asti, unitosi al marchese di Ceva, riuscì nel 1200 ad espugnarla e in seguito, nel 1231, a distruggerla.

Risorse nel 1232 e, formando una lega con i comuni di Milano, Cuneo e Savigliano, resistette a un nuovo attacco degli astigiani. Nel 1260 fu occupata da Carlo I d'Angiò, che aveva ormai esteso i suoi domini in gran parte del Piemonte. Fu allora che apparve per la prima volta nella storia il nome di Piemonte, ad indicare i domini angioini situati ai piedi dei monti per chi giungeva dalla Provenza o dalla Lombardia.

Nel 1274 ritornò sotto la sudditanza dei vescovi di Asti. Nel 1290, dietro pagamento in denaro, ottenne il riconoscimento dell'autonomia comunale. Gli ampi diritti e privilegi sovrani ottenuti dalla città diedero origine al nome con cui essa fu chiamata per tutto il Medioevo, Mons Regalis, donde il nome odierno dei suoi abitanti, "monregalesi".

Nel 1305 iniziò la seconda dominazione angioina alla quale succedettero i Visconti, i marchesi del Monferrato, gli Acaja e, dal 1418, i Savoia. Da quel giorno Mondovì crebbe fino a divenire nel XVI secolo la città più popolosa del Piemonte: vi fu pubblicato il primo libro stampato in Piemonte (1472) e fu sede dell'Università piemontese dal 1560 al 1566.

Una data importante per Mondovì è l'8 giugno 1388, quando papa Urbano VI, con la bolla Salvator Noster vergata a Perugia, a seguito di una petizione presentata dal marchese Teodoro II del Monferrato, costituì la diocesi del Monte Regale. Ciò avvenne durante lo Scisma d'Occidente e la promozione di Mondovì a sede vescovile fu probabilmente concessa per la fedeltà dimostrata da Mondovì al legittimo papa di Roma, mentre la diocesi madre di Asti era passata all'obbedienza dell'antipapa francese. Tuttavia il vescovo di Asti conservò per alcuni secoli il diritto di elezione del vescovo di Mondovì; ad ogni modo, il vasto territorio tra Stura, Tanaro e Alpi Liguri e Marittime, già appartenuto all'antica diocesi e contea di Auriate, probabilmente distrutta dai Saraceni, fu scorporato dal Vescovado di Asti e acquisì una propria importante identità. Ovviamente la nuova diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Milano e il nuovo vescovo ottenne il titolo feudale di conte, ormai soltanto onorifico. La chiesa di San Donato martire, antica parrocchia e pieve del terziere più popoloso, quello di Vico, situata nella parte più alta del Quartiere Piazza, fu eretta a cattedrale. Per la verità, la diocesi giunse alla sua completa estensione geografica tra Stura, Tanaro, Alpi Marittime e Liguri con la bolla di papa Eugenio IV, nel 1440 (Cuneo, con l'antica abbazia benedettina di San Dalmazzo presso il Borgo di Pedona, era già stata aggregata definitivamente a Mondovì due anni prima, il 29 novembre 1438, sempre per decisione di papa Eugenio IV) e con la bolla di papa Pio II nel 1461.

Nel 1537 Mondovì fu occupata dai francesi e con alterne vicende rimase nelle loro mani fino al 1559. Nel 1560 Emanuele Filiberto restaurò il dominio sabaudo sui territori monregalesi.

Un ruolo centrale nella storia di Mondovì spetta alle rivolte contro i duchi sabaudi, note come "le guerre del sale", che si susseguirono tra il 1680 e il 1699. Si trattò di tre insurrezioni consecutive, ispirate da iniziativa popolare, allo scopo di difendere le antiche autonomie e franchigie comunali, negate dal duca sabaudo teso a forgiare uno stato centrale di stampo assolutistico sull'esempio della Francia di Luigi XIV, noto come il "re Sole".

Mondovì si "era data ai Savoia", non era stato conquistata: nell'atto di donazione venivano riconosciuti i suoi "liberi statuti", ora negati dal duca.

Gli iniziali successi furono compromessi dalla nobiltà che, di fronte alla reazione del potere centrale, finì per assoggettarsi alla volontà dei Savoia. Paesi come Vico, poi Vicoforte dal 1862, Montaldo, Roburent e le Frabose, dove maggiormente si concentrava la resistenza alle truppe sabaude, messe in difficoltà da un'autentica guerriglia favorita dai luoghi impervi, furono devastati e le popolazioni deportate nelle pianure vercellesi al di là del Po, con divieto di far ritorno alle proprie case. Proprio in seguito a questi traumatici e drammatici eventi, Mondovì, che fino ad allora era stato uno dei comuni più popolosi, ricchi e vasti del Piemonte, esteso tra le Alpi Liguri, il Brobbio, il Pesio e il Tanaro, vide il suo territorio smembrato in vari comuni e precipitò in una grave crisi economica che si sarebbe protratta nei secoli successivi.

Mondovì fu occupata nel 1796 dalle truppe di Napoleone Bonaparte. Nei pressi di Mondovì, più precisamente a Cassanio, avvenne anche l'unica battaglia vinta dalle truppe piemontesi durante la campagna napoleonica del 1796. Essa venne combattuta tra un gruppo di Dragoni piemontesi sbandati, circa 300, e una compagnia di cavalleria francese comandata del generale di divisione Henri Stengel. Le truppe sabaude colsero di sorpresa con alcune cariche di cavalleria i francesi che, credendo di trovarsi davanti l'intera cavalleria piemontese, si dispersero subendo gravi perdite; lo stesso Stengel venne ferito gravemente e trasportato nella cappella di San Paolo (localita Bertoni). Morì nell'ospedale di Carassone sette giorni dopo, pronunciando le parole "Le roi me connaît", interpretata come una conversione al Cattolicesimo, e venne seppellito nella chiesa di San Giovanni in Lupazzanio a Carassone. Tuttavia la tomba fu smantellata durante la successiva ristrutturazione della chiesa nella prima meta del 1800. Il Monregalese venne devastato dalla riconquista reazionaria nel 1799, allorché le truppe austro-russe invasero il Piemonte, quando si combatté casa per casa, porta per porta; tornò a Napoleone e poi entrò a far parte dell'impero francese (dipartimento della Stura) dopo la decisiva battaglia di Marengo (1800); venne infine restituito ai Savoia nel 1814.

Nel periodo della RSI a Mondovì si stabilì il comando della IV divisione panzer tedesca e un manipolo di SS nella Cittadella, mentre il controllo delle operazioni antipartigiane venne affidato al tenente dei Cacciatori degli Appennini Alberto Farina. Lo stesso venne catturato a Ceva il 26 aprile 1945 dai partigiani e, in seguito, fucilato assieme alla fidanzata (ausiliaria RSI) e ad altri fascisti locali il 30 aprile del 1945 in piazza della Repubblica (Breo).

Città natale di Giovanni Giolitti, Mondovì è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione; insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici subiti della sua popolazione e per la sua attività nella Resistenza partigiana durante la Seconda guerra mondiale.

Per ovviare alle difficoltà di collegamento tra la parte alta e quella bassa, nel 1880 venne costruita una funicolare, sulla scia di quelle costruite a Torino verso Superga e il monte dei Cappuccini. Funzionante inizialmente a contrappeso d'acqua, quindi a vapore e infine con motore elettrico, la funicolare è stata chiusa nel 1976. È stata ricostruita e inaugurata il 16 dicembre 2006.

A partire dai primi anni del Novecento, la città si è espansa sull'altopiano fronteggiante la collina, al di là dell'Ellero. Con la localizzazione della nuova stazione ferroviaria sull'altipiano, la città ha visto spostare il proprio baricentro industriale e residenziale verso i nuovi quartieri Altipiano e Ferrone. Attualmente l'Altipiano conta circa 10.000 abitanti: è il quartiere più popoloso della città.

Nel Piano regolatore 2005 è prevista la costruzione di nuovi edifici residenziali (l'Altipiano "bis") dietro a quelli già esistenti per accogliere circa 3.000 nuovi abitanti. Recentemente è stato costruito il parco commerciale di Mondovìcino (2007), il nuovo ospedale ed è in fase di progettazione la costruzione di un retroporto per l'area di Savona.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  1. I monregalesi vennero scomunicati ben tre volte.
  2. Il ponte della ferrovia venne costruito da prigionieri austriaci.
  3. Il monumento ai caduti venne inaugurato da Amedeo Duca D'Aosta eroe dell'Amba Alagi.
  4. Nel 1959 fu protagonista di diverse puntate di "Campanile sera" lo storico programma televisivo della Rai che si tenne in piazza Maggiore, il collegamento fu curato da Enzo Tortora a cui Mondovì ha dedicato una via.
  5. Mondovì è stata sede, assieme a Torino, Collegno e Avigliana, delle Olimpiadi dell'aria 2009: la città, infatti, è un importante centro di ritrovo di mongolfiere.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Rione Piazza[modifica | modifica wikitesto]

La torre civica sul Belvedere
  • i capolavori pittorici di Andrea Pozzo (Chiesa di San Francesco Saverio, detta "La Missione" 1664 - 1678),
  • le architetture di Francesco Gallo (Cattedrale di San Donato 1743 - 1757),
  • i cicli degli affreschi gotici (Cappella di Santa Croce - XIV secolo)
  • le mura e le torri medioevali (Il Belvedere e la Torre Civica del Belvedere - XIII secolo),
  • le antiche piazze e le scenografiche facciate (la gotica piazza Maggiore XIV - XVI secolo).
  • la Torre Civica del Belvedere detta anche torre dei Bressani, eretta tra il XIII e il XIV secolo in forme gotiche poi modificate lungo i secoli, la Torre del belvedere è alta 29,10 metri e presenta monofore ogivali e merli. Venne usata anche come campanile della ora distrutta chiesa di Sant'Andrea. Come ricorda una lapide, nel 1762 essa servì a Giovanni Battista Beccaria come punto trigonometrico per la determinazione della lunghezza di un arco meridiano in Piemonte. Notevole è il panorama con i suoi il borghi antichi formati da edifici storici, sacri e profani offrendo un panorama a 360º sulla Langa e la pianura coronata dalle montagne.

Altri interessanti edifici sono la chiesa di santa Chiara, la chiesa della Misericordia, il convento di Nostra Donna, la settecentesca sinagoga, il Vescovado, l'antico ospedale di Santa Croce, la manierista Casa Jacod, la Chiesa delle teresiane, il Palazzo dei Bressani, quello del governatore e quello di città, Palazzo Fauzone, la cappella di san Rocco delle Carceri e la porta di Carassone. Da menzionare anche l'antico Teatro della città,situato in Via delle Scuole, ormai chiuso da decenni.

Di rilevante interesse è la funicolare, completamente rinnovata nel 2006, che unisce il centro storico di Piazza a quello di Breo.

Rione Breo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in Piazza San Pietro
  • la cappella di San Rocco,
  • la cappella della Madonna delle Grazie,
  • la chiesa di Sant'Agostino,
  • la santi Pietro e Paolo (detta anche chiesa del Moro), leggenda vuole che le truppe napoleoniche credendo che il Moro posto nella torretta al di sopra della chiesa di san Pietro fosse una vedetta addetta a dare l'allarme, lo presero a fucilate.
  • la barocca san Filippo, recentemente ristrutturata.
  • la chiesa sconsacrata di santo Stefano, ora adibita a sala mostre.
  • la fontana "Goj d'esse a Mondvì" (la gioia di essere a Mondovì)
  • la torre di piazza Gherbiana: la leggenda narra che al suo interno si nasconda una bellissima principessa.
  • la piazza San Pietro e casa con affreschi in facciata.
  • il palazzo con facciata dipinta in piazza San Pietro.

Rione Carassone[modifica | modifica wikitesto]

Borgo di antichissima origine che conserva qualche resto di epoca medioevale. Altimetria m 408.

  • la parrocchiale dei Santi Giovanni ed Evasio (originariamente detta San Giovanni in Lupazzanio) con abside poligonale e campanile cuspidato a monofore e bifore di stile romano gotico. Sulla facciata è presente un affresco del Vinai e alcune statue di Stefano Brilla. L'interno è a tre navate (con quella mediana assai ampia), ricche di decorazioni a stucco e dorature. Notevoli due affreschi del secolo XVII nella Cappella della Beata Vergine del Rosario; due statue lignee di Antonio Roasio: Sam Luigi e Madonna delle Grazie; una statuetta argentea di Sant'Evasio; organo dei Fratelli Vittino di Centallo (secolo XIX)
  • la chiesa sconsacrata di Sant'Evasio,
  • la splendida cappella di Santa Maria delle Vigne, eretta nel secolo XIV e adorna di affreschi della fine del Quattrocento (molti dei quali deperiti o rimaneggiati in epoca successiva) attribuiti a Giovanni Mazzucco. Questa chiesa è presente nell'elenco dei monumenti nazionali.

Rione Borgato[modifica | modifica wikitesto]

Rione Altipiano[modifica | modifica wikitesto]

Rione Ferrone[modifica | modifica wikitesto]

Foto panorama[modifica | modifica wikitesto]

PanoramicaMondovi.jpg

La comunità ebraica di Mondovì[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunità Ebraica di Mondovì e Sinagoga di Mondovì.

Mondovì fu sede, dal XVI secolo fino alla Seconda guerra mondiale, di una piccola ma fiorente comunità ebraica. A testimonianza della sua storia rimangono l'area del vecchio ghetto con la bella sinagoga settecentesca e il cimitero a Mondovì-Breo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2011, su una popolazione totale di 22.605 abitanti, gli stranieri residenti sono 2.729, pari al 12,07% della popolazione. Di seguito ne sono riportati i dieci gruppi più consistenti:

  1. Marocco, 1016
  2. Romania, 533
  3. Albania, 362
  4. Repubblica del Congo, 156
  5. Macedonia, 64
  6. Repubblica Democratica del Congo, 62
  7. Costa d'Avorio, 58
  8. Angola, 38
  9. Nigeria, 35
  10. Senegal, 32

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Lapide commemorativa della prima stampa in Piemonte a opera di Baldassarre Cordero, nel 1472.
Monumento al medico e senatore Giovanni Garelli

Mondovì è stata sede decentrata del Politecnico di Torino dal 1990 con tre facoltà del Politecnico di Torino (II Facoltà di Architettura e I e III di Ingegneria).

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiera di Primavera Nel centro storico della città. Settori espositivi: Gran Mercato di Primavera, autovetture, moto e motori, macchine e attrezzature agricole, edilizia e casa, tempo libero, giardinaggio, artigianato, hobbismo, prodotti agricoli, fiori, piante e giardini, promozione del territorio, animazione per bambini.[Fonti? Enciclopedico?]
  • Meeting di Primavera Meeting nazionale di Atletica Leggera presso la pista di atletica sita in zona "Beila". Da alcuni anni si svolge il 2 giugno. In questa manifestazione sono passati campioni come Koura Kaba Fantoni e Andrew Howe Besozzi.[7]
  • Giornata del Naso Rosso - GNR[8] Evento nazionale di raccolta fondi per progetti di clownterapia organizzato dalla Federazione di Volontariato VIP ViviamoInPositivo Italia ONLUS[9], che annovera tra le sue fila l'Associazione MondoVIP ONLUS[10], i cui volontari clown di corsia visitano ogni sabato pomeriggio i reparti del nuovo ospedale policlinico S.Croce di Mondovì.
  • Torneo di Calcio dei Rioni - Trofeo Città di Mondovì Patrocinato dalla Città di Mondovì, la Provincia di Cuneo e la Regione Piemonte, si svolge ogni anno dal 1993 nel mese di giugno. Il Torneo dei Rioni è un torneo di calcio a sette in notturna riservato ai residenti del comune di Mondovì. Da alcuni anni si divide in tre distinte categorie: Senior (da 16 anni), Under15 (12-15 anni) e Junior (8-11 anni).[11]
  • Albo d'Oro
  • Senior: 1993 Carassone, 1994 Breo, 1995 Carassone, 1996 San Giovanni, 1997 Breo, 1998 Carassone, 1999 Carassone, 2000 San Giovanni, 2001 Altipiano, 2002 Carassone, 2003 Carassone, 2004 Carassone, 2005 Carassone, 2006 Ferrone, 2007 Sant'Anna, 2008 Sant'Anna, 2009 Altipiano, 2010 Altipiano, 2011 Altipiano
  • Under15: 1995 Altipiano, 1996 Altipiano, 2006 Altipiano, 2007 Via Cuneo, 2008 Frazioni, 2009 Frazioni, 2010 Via Cuneo, 2011 Altipiano

Persone legate a Mondovì[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Mondovì sorge storicamente lungo la direttrice denominata Strada statale 28 del Colle di Nava, ed è servita da un'apposita uscita dell'autostrada A6.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

Servita da una stazione ferroviaria lungo la linea Torino-Savona, la città era un tempo al centro di un importante snodo ferrotranviario che comprendeva la ferrovia Mondovì-Bastia, con la stazione di Mondovì Breo, la ferrovia Cuneo-Mondovì, la tranvia Fossano-Mondovì-Villanova e la tranvia Mondovì-San Michele, che serviva altresì il celebre santuario di Vicoforte.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Dalla soppressa stazione di Mondovì Breo si diparte il percorso della funicolare di Mondovì, che conduce alla parte alta della città, in località Piazza.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Con i comuni limitrofi di Vicoforte, Villanova Mondovì, Carrù, Magliano Alpi e Monastero di Vasco Mondovì forma un'area urbana di circa 38 538 abitanti.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2007 2012 Stefano Viglione Il Popolo della Libertà Sindaco
2012 in carica Stefano Viglione Il Popolo della Libertà Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Mondovì (it) - Skyline.jpg

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Vista di Mondovì Piazza

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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