Diocesi di Mondovì

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Diocesi di Mondovì
Dioecesis Montis Regalis in Pedemonte o Montis Vici
Chiesa latina
Piazza (Mondovì)-cattedrale-facciata1.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Torino
Regione ecclesiastica Piemonte
  Mondovì diocesi.png
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Luciano Pacomio
Sacerdoti 163 di cui 145 secolari e 18 regolari
711 battezzati per sacerdote
Religiosi 26 uomini, 251 donne
Diaconi 11 permanenti
Abitanti 119.000
Battezzati 116.000 (97,5% del totale)
Superficie 2.189 km² in Italia
Parrocchie 192 (12 vicariati)
Erezione 8 giugno 1388
Rito romano
Cattedrale San Donato
Indirizzo Via F. Gallo 7, 12084 Mondovì [Cuneo], Italia
Sito web www.diocesimondovi.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia
Il santuario di Vicoforte

La diocesi di Mondovì (in latino: Dioecesis Montis Regalis in Pedemonte o Montis Vici) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Torino appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2004 contava 116.000 battezzati su 119.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Luciano Pacomio.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende la città di Mondovì e le zone circostanti, arrivando appena oltre il confine ligure. A nord confina con la diocesi di Alba e la diocesi di Fossano e ad ovest con la diocesi di Cuneo, tutte appartenenti alla regione ecclesiastica piemontese. A sud confina con la diocesi di Nizza, in Francia, mentre ad est confina con la diocesi di Ventimiglia-San Remo, la diocesi di Albenga-Imperia e la diocesi di Savona-Noli, tutte appartenenti alla regione ecclesiastica ligure, e con la diocesi di Acqui.

Sede vescovile è la stessa città di Mondovì, dove si trova la cattedrale di San Donato.

Il territorio è suddiviso in 192 parrocchie organizzate in 12 unità pastorali:

  • Unità pastorale urbana (con sede a Mondovì) - 15 parrocchie
  • Unità pastorale di Chiusa di Pesio (con sede a Chiusa di Pesio) - 12 parrocchie
  • Unità pastorale di Ceva (con sede a Ceva) - 24 parrocchie
  • Unità pastorale di Langhe - Carrù (con sede a Carrù) - 10 parrocchie
  • Unità pastorale di Langhe - Dogliani (con sede a Dogliani) - 10 parrocchie
  • Unità pastorale di Pianura - Benevagienna (con sede a Benevagienna) - 10 parrocchie
  • Unità pastorale di Pianura - Morozzo (con sede a Morozzo) - 10 parrocchie
  • Unità pastorale di Val Bormida - Millesimo (con sede a Millesimo) - 23 parrocchie
  • Unità pastorale di Val Bormida - Cosseria (con sede a Cosseria) - 7 parrocchie
  • Unità pastorale di Val Corsaglia (con sede a Vicoforte) - 21 parrocchie
  • Unità pastorale di Val Tanaro (con sede a Garessio) - 26 parrocchie
  • Unità pastorale di Valle Ellero (con sede a Villanova Mondovì) - 22 parrocchie


Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Mondovì fu eretta da papa Urbano VI con la bolla Salvator Noster data a Perugia l'8 giugno 1388, a seguito di una petizione presentata al Papa dalla Città a dal marchese Teodoro II del Monferrato. Ciò avvenne durante lo Scisma d'occidente, e la promozione di Mondovì a sede vescovile potrebbe essere stata concessa, anche per la fedeltà di Mondovì al legittimo papa di Roma, mentre la diocesi madre di Asti era passata all'obbedienza dell'antipapa francese. Tuttavia il vescovo di Asti conservò per alcuni secoli il diritto di elezione del vescovo di Mondovì.

Il territorio della nuova diocesi venne ricavato da quella di Asti e fu resa suffraganea dell’arcidiocesi di Milano. Il nuovo vescovo ottenne il titolo feudale di conte; che rimase soltanto onorifico. La chiesa di San Donato martire, primitiva parrocchia e pieve del terzero più popoloso di Vico, costruita sulla parte più alta di Piazza (oggi Cittadella e Caserma) fu eretta a cattedrale. La medesima bolla pontificia vi erigeva il Capitolo dei Canonici, che riceveva ulteriori privilegi con altre bolle del 1440, di papa Eugenio IV, e nel 1461 di papa Pio II. La diocesi si estendeva a tutto il territorio dell’antica contea di Bredolo.

Vi era inclusa pertanto anche Cuneo, che tuttavia fu aggregata definitivamente a Mondovì soltanto nel 1438, per decreto di papa Eugenio IV. Lo stesso Pontefice, con bolla del 29 novembre 1438, assegnava al vescovado di Mondovì, l'antica abbazia benedettina di San Dalmazzo, situata presso la romana Pedona.

Nel 1495, per decreto della duchessa reggente, Bianca di Savoia, il distretto di Cuneo ebbe un proprio vicario generale, dipendente dal vescovo di Mondovì. Mons. Gerolamo Calagrano celebrò nel 1491 il primo sinodo diocesano che apre la serie dei 28 sinodi monregalesi, che la storia ci ha tramandato. Tra la fine del XV secolo e il primo decennio del XVI fu ricostruita, per iniziativa di Amedeo di Romagnano, sul luogo della precedente, la cattedrale di San Donato, tra le più imponenti del Piemonte. Fu consacrata da Lorenzo Fieschi nel 1514.

Nel 1515, Torino fu elevata a sede metropolitana, e il 24 maggio papa Leone X assegnò la diocesi monregalese alla provincia ecclesiastica piemontese.

Nel 1522 ci fu un curioso caso di conflitto nell'elezione del vescovo, il 22 ottobre il capitolo elesse Antonio di Romagnano, ignaro che il 15 ottobre il papa aveva già eletto Lorenzo Fieschi.

In esecuzione del Concilio di Trento (1545-63), il vescovo cardinale Vincenzo Lauro fondava nel 1573 il Seminario diocesano. Negli stessi anni (1571-74) il duca Emanuele Filiberto faceva abbattere, insieme con altre chiese e edifici ecclesiastici, la grande cattedrale, da poco costruita, per trasformare il colle di San Donato in cittadella fortificata; la cattedrale fu trasferita nella chiesa gotica di san Francesco dei Frati Minori, risalente al XIII secolo.

Negli ultimi decenni del secolo XVI si sviluppò il culto e la devozione alla Vergine del Pilone presso Vicoforte, e nel 1596, sotto Giovanni Antonio Castrucci, ebbe inizio la costruzione del santuario di Vicoforte, eretto in stupende forme barocche con il contributo dei duchi di Savoia, che divenne il centro spirituale della diocesi.

A metà del XVIII secolo (1743-53), sotto il vescovo Carlo Felice Sammartino, la chiesa di san Francesco fu abbattuta e sostituita dalla Ccttedrale odierna, progettata da Francesco Gallo (1742) e portata a compimento sotto Michele Casati, che la consacrò nel 1763.

Disegnato dall'architetto ducale Ascanio Vitozzi, fu compiuto nella prima metà del secolo XVIII su progetto di Francesco Gallo e per interessamento dei vescovi di Mondovì. I confini della diocesi subirono alcune variazioni nel 1768 per opera di Michele Casati, quando, al termine ad una lunga contesa, furono incorporate le parrocchie di San Michele, Niella Tanaro, Torre, Pamparato – precedentemente soggette alla Chiesa d'Asti – e quelle di Lesegno, Mombasiglio, Viola, Cigliè e Roccacigliè, già appartenute alla diocesi di Alba. Durante l'occupazione francese (1796-1815) la sede vescovile di Mondovì superò il pericolo di essere soppressa, come avvenne per altre nove diocesi piemontesi, e fu trasferita a Cuneo, che era stata eretta a sede provinciale.

Con le bolle del 17 luglio e 29 ottobre 1817 Pio VII istituiva la nuova diocesi di Cuneo, ricavandone il territorio dalla diocesi di Mondovì, ed estendeva i confini della Chiesa monregalese a tutta la valle del Tanaro e a quella del Bormida, includendovi le parrocchie del distretto ligure di Millesimo (Vicarie di Millesimo, Calizzano e Pallare); aggregava pure a Mondovì altre parrocchie delle vicarie di Dogliani e di Murazzano, che erano appartenute alla diocesi di Alba, già soppressa e nuovamente ricostituita.

In seguito alle soppressioni e agli incameramenti delle Congregazioni religiose e dei beni ecclesiastici, attuati da Napoleone Bonaparte (1802-06) e dal governo del Regno di Sardegna (1855), non rimase niente della celebre abbazia e del suo patrimonio; il vescovo di Mondovì mantenne il puro titolo di “abate perpetuo di San Dalmazzo”.

Il 2 febbraio 1965 ha ceduto la parrocchia di Nasino alla diocesi di Albenga.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Damiano Zavaglia, O.P. † (26 giugno 1388 - ? deceduto)
  • Tommaso † (circa 1400 - circa 1403 nominato vescovo di Lipari)
  • Giovanni de Soglio, O.F.M. † (3 agosto 1403 - 1413 deceduto)
  • Franceschino Fauzone † (6 settembre 1413 - 20 novembre 1424 deceduto)
  • Giacomo de Ayresta, O.S.B. † (11 maggio 1425 - ? deceduto)
  • Guido Ripa, C.R.S.A. † (18 maggio 1429 - 1429 deceduto)
  • Percivallo de Balma † (29 luglio 1429 - 29 novembre 1438 nominato vescovo di Belley)
  • Aimerico Segaudi, C.R.S.A. † (29 novembre 1438 - 12 marzo 1470 deceduto)
  • Antonio Fieschi † (17 aprile 1470 - 5 novembre 1484 deceduto)
  • Antoine Champion † (26 novembre 1484 - 5 novembre 1490 nominato vescovo di Ginevra)
  • Gerolamo Calagrano † (5 novembre 1490 - 31 agosto 1497 deceduto)
  • Amedeo di Romagnano † (13 settembre 1497 - 17 marzo 1509 deceduto)
  • Carlo Roero † (28 marzo 1509 - agosto 1512 deceduto)
  • Lorenzo Fieschi † (15 ottobre 1512 - 13 febbraio 1519 deceduto)
  • Ottobono Fieschi † (7 febbraio 1519 - novembre 1522 deceduto)
    • Urbano de Miolans † (19 gennaio 1523 - circa maggio 1523 deceduto) (vescovo eletto)
  • Carlo de Camera † (15 maggio 1523 - 1551 deceduto)
  • Bartolomeo Pipero † (6 aprile 1551 - 17 giugno 1559 deceduto)
  • Antonio Michele Ghislieri, O.P. † (27 marzo 1560 - 7 gennaio 1566 eletto papa con il nome di Pio V)
  • Vincenzo Laureo † (30 gennaio 1566 - 26 ottobre dimesso)
  • Felice Bertodano † (26 ottobre 1587 - prima del 28 dicembre 1587 deceduto)
  • Vincenzo Laureo † (dicembre 1587 - 6 settembre 1588 dimesso) (per la seconda volta)
  • Giannantonio Castruccio † (22 gennaio 1590 - 24 marzo 1602 deceduto)
  • Carlo Argentero † (13 agosto 1603 - 22 marzo 1630 deceduto)
  • Carlo Antonio Ripa † (19 gennaio 1632 - 20 settembre 1641 deceduto)
  • Maurizio Solaro † (16 giugno 1642 - 25 dicembre 1655 deceduto)
  • Michele Beggiamo † (29 maggio 1656 - 21 agosto 1662 nominato arcivescovo di Torino)
  • Giacinto Solaro di Moretta † (23 aprile 1663 - 27 ottobre 1667 dimesso)
  • Domenico Truchi † (12 dicembre 1667 - 29 luglio 1697 dimesso)
  • Giambattista Isnardi † (26 agosto 1697 - agosto 1732 deceduto)
    • Sede vacante (1732-1741)
  • Carlo Felice Sammartino † (17 aprile 1741 - 27 agosto 1753 deceduto)
  • Michele Casati † (1º aprile 1754 - 7 febbraio 1782 deceduto)
  • Giuseppe Anton Maria Corte † (18 luglio 1783 - 25 dicembre 1800 deceduto)
    • Sede vacante (1800-1805)
  • Giovanni Battista Pio Vitale † (1º febbraio 1805 - 11 maggio 1821 deceduto)
    • Sede vacante (1821-1824)
  • Francesco Gaetano Bullione di Monale † (12 luglio 1824 - 10 febbraio 1842 deceduto)
  • Giovanni Tommaso Ghilardi, O.P. † (23 maggio 1842 - 6 giugno 1873 deceduto)
  • Placido Pozzi † (25 luglio 1873 - 17 gennaio 1897 deceduto)
  • Giovanni Battista Ressia † (19 aprile 1897 - 4 luglio 1932 ritirato)
  • Sebastiano Briacca † (5 ottobre 1932 - 13 ottobre 1963 deceduto)
  • Carlo Maccari † (31 ottobre 1963 - 5 agosto 1968 nominato arcivescovo di Ancona e Numana)
  • Francesco Brustia † (15 gennaio 1970 - 17 giugno 1975 deceduto)
  • Massimo Giustetti † (17 dicembre 1975 - 3 dicembre 1986 nominato vescovo di Biella)
  • Enrico Masseroni (3 ottobre 1987 - 10 febbraio 1996 nominato arcivescovo di Vercelli)
  • Luciano Pacomio, dal 3 dicembre 1996

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 119.000 persone contava 116.000 battezzati, corrispondenti al 97,5% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 163.898 163.981 99,9 474 436 38 345 58 815 191
1970 132.450 132.500 100,0 365 310 55 362 111 470 190
1980 139.500 140.500 99,3 285 270 15 489 22 215 190
1990 120.000 120.500 99,6 226 211 15 530 21 304 192
1999 117.500 118.000 99,6 192 177 15 611 23 288 192
2000 117.500 118.000 99,6 186 173 13 631 21 272 192
2001 117.500 118.000 99,6 178 166 12 660 20 262 192
2002 117.500 118.000 99,6 176 159 17 667 5 25 267 192
2003 117.200 118.000 99,3 170 151 19 689 5 27 258 192
2004 116.000 119.000 97,5 163 145 18 711 11 26 251 192

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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