Bianca di Savoia

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Contea e Ducato di Savoia
Branca Ducale

Dinastia di Savoia
Arms of the House of Savoy.svg
Amedeo V il Conte Grande
Aimone il Pacifico
Amedeo VI il Conte Verde
Amedeo VII il Conte Rosso
Amedeo VIII il Pacifico (antipapa Felice V)
Ludovico il Generoso
Amedeo IX il Beato
Carlo I il Guerriero
Carlo II

Bianca di Savoia (Chambéry, 1336Pavia, 31 dicembre 1387) fu moglie di Galeazzo II Visconti e signora di Milano.

L'infanzia[modifica | modifica sorgente]

Bianca di Savoia, era terzogenita di Violante Paleologa (figlia di Teodoro Paleologo, uno dei figli minori dell'imperatore Andronico II Paleologo) e di Aimone di Savoia, detto il Pacifico, Conte di Savoia.
La morte della madre, quando aveva solo 6 anni, segnò l'inizio di una vita infelice. Crebbe con i parenti più stretti tra le corti dell'alta Savoia, ma nel 1343 morì il padre e nel 1348 morì anche il fratello Giovanni.

Il matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Nonostante fosse stata chiesta in sposa dal Re d’Inghilterra Edoardo III per uno dei suoi figli, per un’alleanza stretta tra il fratello Amedeo (il conte verde) e la famiglia Visconti il cui figlio era stato esiliato nelle terre dei Savoia dallo zio Luchino, sposò Galeazzo II Visconti, signore di Milano (figlio di Stefano e Valentina Doria). Il matrimonio, celebrato il 28 settembre 1350 al castello di Racconigi, scambiava terre e denari tra le due famiglie.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Colta, di indole docile e caritatevole, si dice mitigasse spesso il carattere burbero e violento del marito. Trasferitisi a Bologna, nel 1351 nacque il primo figlio, Gian Galeazzo, poi nel 1354 una figlia, Violante, e un altro maschio che morì bambino.

Nel 1360 Galeazzo fu nominato vicario imperiale da Carlo IV e Pavia cadde sotto la dominazione della famiglia Visconti.
Qui Bianca seguì il marito che costruì il castello Visconteo dove lei, istruita e studiosa, si avvalse di amicizie illustri, tra i quali Francesco Petrarca, per fondare la Biblioteca Viscontea, nella quale apportò le prime copie della Divina Commedia.

Si occupò dei poveri della sua terra, tant’è che si fece nominare Signora di alcuni feudi, tra cui quello di San Colombano (oggi San Colombano al Lambro) dove istituì gli “Statuti Colombanesi”, un insieme di leggi e ordinamenti legislativi.

Le tragedie[modifica | modifica sorgente]

Fra i Visconti e i marchesi del Monferrato scoppiò una guerra per l’appropriazione dei territori della bassa Lombardia e del basso Piemonte: Bianca vide così su due fronti opposti il marito ed il fratello Amedeo.
Cercò in tutti i modi di far cessare le battaglie, ristabilendo la pace familiare; il conflitto si concluse con la restituzione dei territori occupati da Giovanni II Paleologo nel pavese in favore dei possedimenti viscontei nell'astigiano.

Date le condizioni di salute del marito, si trasferirono al palazzo di Cortenova, nel 1378 Galeazzo morì.
A Cortenova fondò un monastero di suore francescane che dedicò a Santa Chiara.
Infelice anche per le vicissitudini del figlio, si attaccò molto alla nipote Valentina che crebbe ed istruì, insegnandole anche il francese e il tedesco; ma la morte della figlia Violante la colpì duramente: morì a cinquantuno anni, il 1 dicembre 1387.

Predecessore Signora consorte di Milano Successore
Gigliola Gonzaga 1350-1378 Regina della Scala