Diocesi di Acqui

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Diocesi di Acqui
Dioecesis Aquensis
Chiesa latina
Acqui Terme-cattedrale-facciata1.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Torino
Regione ecclesiastica Piemonte
Stemma diocesi it Acqui.jpg Acqui Terme diocesi.png
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Pier Giorgio Micchiardi
Vicario generale Paolino Siri
Sacerdoti 101 di cui 93 secolari e 8 regolari
1.431 battezzati per sacerdote
Religiosi 8 uomini, 351 donne
Diaconi 16 permanenti
Abitanti 152.000
Battezzati 144.600 (95,1% del totale)
Superficie 1.751 km² in Italia
Parrocchie 115 (7 vicariati)
Erezione IV secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta
Santi patroni San Guido
Indirizzo Piazza Duomo 9, 15011 Acqui Terme [Alessandria], Italia
Sito web www.diocesiacqui.piemonte.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Acqui (in latino: Dioecesis Aquensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Torino appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2012 contava 144.600 battezzati su 152.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Pier Giorgio Micchiardi.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio della diocesi si estende per 1.683 km², di cui circa il 70% in Piemonte e il restante circa 30% in Liguria. A livello provinciale la suddivisione è la seguente: provincia di Alessandria circa 47%, provincia di Savona il 23%, provincia di Asti circa 22%, provincia di Genova circa il 7% e provincia di Cuneo meno dell'1%. Comprende la città di Acqui Terme e i seguenti comuni:

La diocesi confina con le diocesi di Alba, di Mondovì a ovest, di Genova e Savona a sud, di Tortona ad est, di Asti e Alessandria a nord.

Sede vescovile è la città di Acqui Terme, dove si trova la cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine.

La diocesi è suddivisa in 115 parrocchie, raggruppate in 7 zone pastorali:

  • Zona pastorale di Acqui Terme - 18 parrocchie;
  • Zona pastorale di Alessandria - 9 parrocchie;
  • Zona pastorale delle Due Bormide - 20 parrocchie;
  • Zona pastorale Ligure - 7 parrocchie;
  • Zona pastorale di Nizza-Canelli - 29 parrocchie;
  • Zona pastorale Ovadese - 16 parrocchie;
  • Zona pastorale Savonese - 14 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La presenza di una comunità cristiana nel I secolo è attestata da una lapide ritrovata nel 1660 in un cimitero cittadino. Le decorazioni nella cattedrale seguono la tradizione e mostrano papa Silvestro I che nel 323 fonda la diocesi; protovescovo è san Maggiorino, da sempre venerato come patrono della diocesi. I primi vescovi sono documentati da una pergamena dell'XI secolo; secondo molti autori è una lista degna di fede, benché il primo vescovo documentato sia Ditario, la cui lastra sepolcrale, scoperta nel 1753, riporta come data di morte il 488.

Fino al V secolo lo sviluppo della chiesa locale è continuo, tanto che si può dire che alla fine di quel secolo tutta la popolazione è cristiana, ma a partire dal 490 con l'inizio di invasioni di popolazioni nordeuropee, tra gli altri Longobardi, e Franchi cominciò un periodo di sofferenze che durò più di 4 secoli, senza dimenticare che nel 905 e nel 936 due invasioni di pirati saraceni ridussero la popolazione in condizioni drammatiche. Testimonianza di questo periodo buio della chiesa locale è una lettera del vescovo Valentino datata negli ultimi anni del VII secolo: «Nelle nostre regioni, ogni giorno, ribolle il furore di popoli ostili, ora con combattimenti, ora con scorrerie e saccheggi. Tutta la nostra vita è ricolma di inquietudini e preoccupazioni, siamo sempre accerchiati e chiusi da turbe di popoli. Una sola risorsa ci è rimasta, la nostra fede: per la quale vivere è motivo di vanto, per la quale morire è guadagno senza limiti».

Con l'inizio del secondo millennio si assistette ad una nuova fioritura di spiritualità e attività apostolica, infatti tra il 1034 e il 1070 si costruisce una nuova cattedrale, vengono costruite nuove abbazie e riorganizzate le pievi.

Nel XII secolo papa Alessandro III, fondò la città di Alessandria e pensò di trasferirvi il vescovo, la cittadinanza fu contraria e questo fatto genererà profonda rivalità tra le due città.

La nascita dei Comuni nella zona non fu in contrapposizione alla chiesa locale, anzi nella stesura degli statuti cittadini ci si ispirò ai principi evangelici dell'amore nei confronti del prossimo

Nel corso del XVI secolo abbiamo molte notizie della diocesi acquese sia a causa delle numerose e documentate visite nella diocesi di San Carlo Borromeo che delle numerose lettere che ci sono pervenute, scambiate dallo stesso arcivescovo di Milano e il vescovo di Acqui, Pietro Fausto Costacciara. Da questi documenti emerge un quadro di parrocchie in condizioni di estrema povertà, ma ricche di tanta fede.

Nel periodo tra il 1625 e il 1648 l'invasione di francesi e spagnoli e le loro lotte per il controllo del territorio causarono peggiorarono la situazione economica locale e l'epidemia di peste del 1630 e 1631 decimò la popolazione. In questo periodo emerse la figura del vescovo Gregorio Pedroca che si dedicò alla cura degli appestati, tanto da esserne contagiato.

Nel corso dei secoli sono emerse figure molto importanti nell'ambito della diocesi e della Chiesa universale: Carlo Capra, fondatore dell'orfanotrofio, San Paolo della Croce fondatore dei Padri Passionisti, Santa Maria Domenica Mazzarello cofondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice, San Giuseppe Marello fondatore degli Oblati di San Giuseppe, Beata Teresa Bracco, Beata Chiara Badano, venerabile Paolo Pio Perazzo.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

  • Maggiorino † (IV secolo)
  • Massimo †
  • Severo †
  • Andrea †
  • Adeodato †
  • Ditario † (? - 26 gennaio 488 deceduto)
  • Sifidio † (VI secolo)
  • Sedaldo † (VI secolo)
  • Primo † (VI secolo)[1]
  • Valentino † (menzionato nel 680)
  • Tito † (VIII secolo)[2]
  • Odalberto † (menzionato nell'844)
  • Ragano † (menzionato nell'864)
  • Bodone † (prima dell'876 - dopo l'891)
  • Sedaldo † (al tempo di papa Formoso)
  • Badone † (X secolo)[3]
  • Dodone † (inizio X secolo)
  • Restaldo † (menzionato nel 936 circa)
  • Adalgiso † (prima del 945 - dopo il 952)
  • Gotofredo † (prima del 967 - dopo il 969)
  • Benedetto † (975 - 978)
  • Arnaldo † (978 - 24 giugno 989 deceduto)
  • Primo II † (989 - 1018)
  • Brunengo † (1018 - 3 novembre 1022 deceduto)
  • Dudone † (gennaio 1023 - 15 gennaio 1033 deceduto)
    • Sede vacante
  • San Guido I † (1034 - 2 giugno 1070 deceduto)
  • Opizzone † (1070 - 1073)[4]
  • Alberto † (prima del 13 ottobre 1073 - dopo il 4 luglio 1079)
  • Azzone † (prima del 7 aprile 1098 - dopo settembre 1132)[5]
  • Uberto † (circa 1136 - luglio ? 1148 deposto)
  • Enrico † (menzionato nell'agosto 1149)
  • Guglielmo † (menzionato nel gennaio 1161)
  • Galdino o Gaudino † (circa 1170)
  • Uberto II † (prima di agosto 1177 - dopo agosto 1181)
  • Ugo Tornielli † (prima dell'11 novembre 1183 - novembre 1213 dimesso)
  • Anselmo I † (prima di agosto 1215 - dopo novembre 1226)
  • Ottone I † (prima di agosto 1231 - dicembre 1238 dimesso)
  • Giacomo di Castagnole † (1239 - gennaio 1240 dimesso)
  • Guglielmo II † (1240 - dopo il 10 maggio 1251)
  • Alberto dei Marchesi di Incisa † (prima del 27 agosto 1251 - 1251 o 1252 dimesso)
  • Enrico † (29 aprile 1252 - dopo il 24 maggio 1258 deceduto)
  • Alberto II † (prima del 29 novembre 1258 - dopo il 9 dicembre 1270 deceduto)[6]
  • Bandino o Baudicio † (7 agosto 1276 - 1277 dimesso o deceduto)
    • Tommaso da Camona † (1277 - 1277 deceduto) (vescovo eletto)[7]
    • Sede vacante (1277-1283)[8]
  • Oglerio (o Oggero Cellino) † (prima di agosto 1283 - dopo il 7 novembre 1304 deceduto)[9]
  • Oddone Belingeri † (prima del 24 giugno 1305 - 1334)
  • Ottobono del Carretto † (1335 - 1342)[10]
  • Guido II dei Marchesi di Incisa † (18 luglio 1342 - dopo il 1367)
  • Evordo † (menzionato l'8 marzo 1369)
  • Giovanni † (menzionato il 16 febbraio 1370)
  • Giacomo dei Marchesi di Incisa † (11 maggio 1373 - dopo il 6 settembre 1373 deceduto)
  • Francesco † (21 novembre 1373 - ? deceduto)
    • Corrado Malaspina, O.F.M. † (10 settembre 1380 - ?) (antivescovo)
    • Beroaldo † (1382 - ?) (antivescovo)
    • Valentino † (1388 - ?) (antivescovo)[11]
    • Guido † (1400 - ?) (antivescovo)
    • Roberto † (1403 - ?) (antivescovo)
  • Beato Enrico Scarampi † (febbraio 1396 - 10 aprile 1403 nominato vescovo di Feltre e Belluno)
  • Bonifacio da Corgnato, O.F.M. † (5 maggio 1403 - ?)[12]
  • Percivalle Sigismondo † (10 luglio 1408 - ? deceduto)
  • Matteo Gisalberti † (24 settembre 1423 - ? deceduto)[13]
  • Bonifacio II di Sigismondo † (8 agosto 1437 - ? deceduto)
  • Tommaso De Regibus † (14 ottobre 1450 - 1483 deceduto)
  • Costantino Marenco † (20 febbraio 1484 - 1497 deceduto)
  • Ludovico Bruno † (9 gennaio 1499 - 1508 deceduto)
  • Domenico Solino † (28 luglio 1508 - ? deceduto)[14]
  • Giovanni Vincenzo Carafa † (31 agosto 1528 - ? dimesso)
  • Pierre van der Worst (Vorstius) † (20 febbraio 1534 - 8 dicembre 1548 deceduto)
  • Bonaventura Fauni-Pio, O.F.M.Conv. † (9 aprile 1549 - 1558 dimesso)
  • Pietro Fauno di Costacciara † (23 marzo 1558 - 1585 dimesso)
  • Giovanni Francesco Biandrate di San Giorgio Aldobrandini † (12 agosto 1585 - 1598 dimesso)
  • Camillo Beccio, C.R.L. † (25 novembre 1598 - 1620 deceduto)
  • Gregorio Pedrocca, O.F.M. † (16 novembre 1620 - 1632 deceduto)
  • Felice Crocca (o Crova), O.F.M.Conv. † (7 luglio 1632 - 1645 deceduto)
    • Clemente dalla Chiesa † (1645 - 1647 deceduto) (vescovo eletto)
  • Giovanni Ambrogio Bicuti (o Beccuti) † (27 maggio 1647 - 10 marzo 1675 deceduto)
  • Carlo Antonio Gozzano † (30 settembre 1675 - 11 dicembre] 1721 deceduto)
    • Sede vacante (1721-1727)
  • Giambattista Roero di Pralormo † (1º ottobre 1727 - 3 febbraio 1744 nominato arcivescovo di Torino)
  • Alessio Ignazio Marucchi † (13 aprile 1744 - 13 maggio 1754 deceduto)
  • Carlo Giuseppe Capra † (17 febbraio 1755 - 22 dicembre 1772 deceduto)
  • Giuseppe Anton Maria Corte, O.E.S.A. † (13 settembre 1773 - 18 luglio 1783 nominato vescovo di Mondovì)
  • Carlo Luigi Buronzo del Signore † (20 settembre 1784 - 26 settembre 1791 nominato vescovo di Novara)
    • Sede vacante (1791-1796)
    • Carlo Giuseppe Compans de Bichanteau † (20 luglio 1796 - 25 agosto 1796 deceduto) (vescovo eletto)[15]
  • Giacinto della Torre, O.E.S.A. † (24 luglio 1797 - 26 giugno 1805 nominato arcivescovo di Torino)
  • Maurice-Jean Madeleine de Broglie † (26 giugno 1805 - 3 agosto 1807 nominato vescovo di Gand)
  • Luigi Antonio Arrighi de Casanova † (3 agosto 1807 - 29 dicembre 1809 deceduto)
    • Sede vacante (1810-1817)[16]
  • Carlo Giuseppe Maria Sappa de Milanes † (1º ottobre 1817 - 25 dicembre 1834 deceduto)
  • Luigi Eugenio Contratto, O.F.M.Cap. † (21 novembre 1836 - 6 dicembre 1867 deceduto)
    • Sede vacante (1867-1871)
  • Giuseppe Maria Sciandra † (27 ottobre 1871 - 25 maggio 1888 deceduto)
  • San Giuseppe Marello † (11 febbraio 1889 - 30 maggio 1895 deceduto)
  • Pietro Balestra, O.F.M.Conv. † (29 novembre 1895 - 17 dicembre 1900 nominato arcivescovo di Cagliari)
  • Disma Marchese † (15 aprile 1901 - 25 novembre 1925 deceduto)
  • Lorenzo Del Ponte † (14 maggio 1926 - 18 dicembre 1942 deceduto)
  • Giuseppe Dell'Omo † (12 maggio 1943 - 1º luglio 1976 ritirato)
  • Giuseppe Moizo † (1º luglio 1976 succeduto - 2 febbraio 1979 deceduto)
  • Livio Maritano † (30 giugno 1979 - 9 dicembre 2000 ritirato)
  • Pier Giorgio Micchiardi, dal 9 dicembre 2000

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 152.000 persone contava 144.600 battezzati, corrispondenti al 95,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 179.800 180.000 99,9 344 285 59 522 50 230 147
1959 173.750 174.000 99,9 286 259 27 607 27 218 145
1970 164.103 164.530 99,7 255 215 40 643 43 641 150
1980 150.500 151.100 99,6 194 166 28 775 1 34 435 152
1990 142.000 143.000 99,3 178 149 29 797 31 390 115
1999 143.360 145.288 98,7 148 127 21 968 4 21 313 115
2000 143.200 145.120 98,7 151 124 27 948 4 29 315 115
2001 142.500 144.950 98,3 147 120 27 969 4 28 313 115
2002 141.450 145.830 97,0 144 117 27 982 4 28 308 115
2003 140.823 146.420 96,2 143 118 25 984 5 26 296 115
2004 141.506 145.488 97,3 145 116 29 975 5 30 344 115
2006 137.000 145.000 94,5 135 113 22 1.014 8 22 349 115
2012 144.600 152.000 95,1 101 93 8 1.431 16 8 351 115

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I vescovi Sifidio, Sedaldo e Primo sono esclusi da Lanzoni e da Savio: Sifidio è in realtà il nome di uno dei due consoli durante il cui consolato morì Ditario; Sedaldo è in realtà il vescovo aquense del IX secolo; Primo è posto dopo Sedaldo da autori locali «senza addurre alcuna prova» (Lanzoni); inoltre un Primo è documentato tra X e XI secolo.
  2. ^ Il vescovo Tito, ammesso da autori locali, è escluso da Savio perché non documentato da prove certe.
  3. ^ Secondo Savio Badone sarebbe lo stesso vescovo Bodone.
  4. ^ Secondo Savio Opizzone fu vescovo di Lodi in questo periodo e non ci sono prove che abbia governato la diocesi di Acqui o che ne sia stato amministratore.
  5. ^ Secondo molti autori Azzone fu trasferito nel 1135 alla sede di Vercelli; tuttavia secondo Savio ciò non sarebbe possibile, perché a Vercelli è documentata la presenza di Gisolfo fin dal 9 marzo 1135.
  6. ^ Alcuni autori, tra cui Ughelli e Gams, pongono nel 1266 un vescovo Guido, che per motivi cronologici deve essere cancellato dalla cronotassi (Savio).
  7. ^ Sconosciuto a Savio, menzionato da Gams; morì prima della conferma pontificia.
  8. ^ Durante la vacanza della sede, la diocesi fu retta dal vicario capitolare Enrico di Locedio, menzionato la prima volta nel dicembre 1280 ed ancora l'11 febbraio 1283 (Savio, pp. 46-47). Lo stesso Savio esclude perciò l'affermazione di Ughelli secondo il quale venne eletto vescovo il benedettino Gandolfo (1277-1282).
  9. ^ L'elezione di Oglerio determinò uno scisma diocesano. Infatti venne eletto direttamente dal papa; perciò il capitolo della cattedrale, che fino ad allora aveva esercitato il diritto di elezione, non lo accettò e gli contrappose il vescovo Ruzia. La causa fu portata dinanzi al metropolita di Milano ed era ancora in corso nel 1286 quando morì Ruzia. Al suo posto il capitolo elesse Guglielmo, menzionato in un documento dell'agosto 1288. La controversia impedì inoltre la consacrazione episcopale di Oglerio; infatti, quando sembrava tutto pronto per la consacrazione nel 1296, parte del capitolo si oppose ed invitò i vescovi consacranti a recedere dalle loro intenzioni «propter crimina et defectus» di Oglerio; nell'ultimo documento noto di Oglerio (novembre 1304) è chiamato ancora vescovo eletto.
    In un documento di agosto 1287 si parla di un vescovo di Acqui di nome Ottone. Secondo Savio (p. 47) si tratterrebbe di un errore di qualche copista spiegabile col fatto che spesso i documenti dell'epoca riportavano solo l'iniziale del nome: per cui la O. di Oglerio sarebbe stata letta come Ottone.
    L'elezione contrastata di Oglerio indusse papa Benedetto XI a nominare sua sponte l'arcidiacono di Liegi Ottobono del Carretto, il quale tuttavia non giunse mai ad Acqui ed il 9 gennaio 1304 fu trasferito a Ferrara.
    Resta assodato, secondo Savio, che Oglerio, episcopus electus, è documentato ininterrottamente dall'agosto 1283 alla fine del 1304.
  10. ^ Secondo Eubel, Oddone e Ottobono sono in realtà la medesima persona.
  11. ^ Secondo Eubel, Beroaldo e Valentino sono vescovi dell'obbedienza romana, dunque non antivescovi.
  12. ^ Circa i vescovi Scarampi e Bonifacio, Eubel riporta una cronologia non congruente: infatti Scarampi sarebbe trasferito a Belluno e Feltre il 9 aprile 1404, mentre Bonifacio gli succederebbe sulla cattedra di Acqui il 5 marzo 1403.
  13. ^ I vescovi Francesco Piccolpasso e Bernardo, che alcuni autori attribuiscono a questa sede, appartengono secondo Eubel alla diocesi di Dax in Francia.
  14. ^ Secondo Cappelletti morì nel 1534; tuttavia Eubel inserisce, nel 1528, Giovanni Vincenzo Carafa.
  15. ^ Nominato dal re, non ottenne la conferma papale per la prematura morte.
  16. ^ Durante la sede vacante, fu vicario capitolare Giovanni Francesco Toppia (1810 - 1817).

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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