Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela

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Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela
Archidioecesis Messanensis-Liparensis-Sanctae Luciae
Chiesa latina
Messina Dome.jpg
Regione ecclesiastica Sicilia
  Arcidiocesi di Messina.png
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Diocesi suffraganee
Nicosia, Patti
Arcivescovo metropolita Calogero La Piana, S.D.B.
Vicario generale Carmelo Lupò
Arcivescovi emeriti Giovanni Marra,
Ignazio Cannavò
Sacerdoti 376 di cui 241 secolari e 105 regolari
1.405 battezzati per sacerdote
Religiosi 232 uomini, 489 donne
Diaconi 75 permanenti
Abitanti 510.000
Battezzati 508.750 (99,7% del totale)
Superficie 1.848 km² in Italia
Parrocchie 244 (16 vicariati)
Erezione I secolo (Messina)
V secolo (Lipari)
1206 (Santa Lucia del Mela)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta
Concattedrali Santissimo Salvatore
San Bartolomeo
Santa Maria Assunta
Santi patroni Madonna della Lettera
San Placido
Santa Lucia
San Bartolomeo
Indirizzo Via Garibaldi 67, 98122 Messina, Italia
Sito web www.diocesimessina.net
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia
La facciata ed il campanile del Duomo di sera
La navata centrale del Duomo
La concattedrale di San Bartolomeo a Lipari
La concattedrale di Santa Maria Assunta a Santa Lucia del Mela
Interno della concattedrale di Santa Maria Assunta a Santa Lucia del Mela

L'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela (in latino: Archidioecesis Messanensis-Liparensis-Sanctae Luciae) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2010 contava 508.750 battezzati su 510.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo e archimandrita Calogero La Piana, S.D.B.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi è nata dall'unione dell'arcidiocesi di Messina, della diocesi di Lipari, della prelatura di Santa Lucia del Mela e dell'archimandritato del Santissimo Salvatore e si stende sulla parte orientale della provincia di Messina.

Il territorio è suddiviso in 244 parrocchie in 66 comuni.

Suddivisione del territorio[modifica | modifica sorgente]

I. Zona Pastorale Messina e villaggi

  • Vicariati di Messina Centro, Messina Nord, Messina Sud (Madonna della Lettera)
  • Vicariato di Galati (San Placido)
  • Vicariato di Faro (Sant'Eustochia)

II. Zona Pastorale Versante Ionico

III. Zona pastorale Versante Tirrenico

IV. Zona Pastorale Isole Eolie

Cattedrali[modifica | modifica sorgente]

Provincia ecclesiastica[modifica | modifica sorgente]

La provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela comprende due sole suffraganee:

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'attuale arcidiocesi è frutto dell'accorpamento di quattro antiche circoscrizioni ecclesiastiche.

Diocesi di Lipari[modifica | modifica sorgente]

L'isola di Lipari fu abitata, fin dal IV secolo, da monaci di rito latino, che adottarono il rito greco nell'VIII secolo. La tradizione tramanda come protovescovo sant'Agatone, presente nell'isola nel 254. Primo vescovo documentato storicamente è Augusto, presente a due sinodi romani del 501 e 502.

In seguito l'arcipelago delle Eolie fu occupato dagli arabi. La vita cristiana riprese nell'XI secolo, quando il conte Ruggero, dopo aver conquistato le isole, fondò a Lipari un'abbazia benedettina intitolata a san Bartolomeo apostolo, assegnandole come dote le isole Eolie; la fondazione fu approvata da papa Urbano II con bolla del 3 giugno 1091. Lo stesso Ruggero aveva fondato a Patti un'altra abbazia, quella del Santissimo Salvatore (1094), che fu unita con quella di Lipari e governata da un solo abate.

Nel 1131 l'antipapa Anacleto II, con l'appoggio di Ruggero II, eresse in vescovato le due abbazie, nominando come vescovo l'abate Giovanni. Questi atti furono tuttavia abrogati da papa Innocenzo II nel 1139, nel corso del secondo concilio lateranense, ed il vescovo Giovanni fu deposto.

Nel 1157 papa Eugenio III eresse la diocesi di Patti e Lipari, unite aeque principaliter, e nominò il primo vescovo, Gilberto. Papa Alessandro III nel 1166 assoggettò le due diocesi alla sede metropolitana di Messina.

L'unione delle due sedi rimase fino al 18 aprile 1399, quando papa Bonifacio IX, con il breve Dudum ex certis[1], separò le due diocesi e trasferì il vescovo Francesco Gattolo alla sede di Lipari, e nominò Francesco Hermemir per la sede di Patti. Con un'altra bolla, lo stesso papa dovette determinare i possedimenti di ciascuno, sui quali i due prelati avevano trovato modo di litigare.

Il 29 novembre 1627 la chiesa di Lipari fu esentata dalla metropolia di Messina e divenne immediatamente soggetta alla Santa Sede con il breve Romanus Pontifex[2] di papa Urbano VIII. Nel 1844 ebbe fine questo privilegio e la sede fu nuovamente sottoposta a Messina.

Il 10 dicembre 1977 Ignazio Cannavò fu nominato arcivescovo di Messina e vescovo di Lipari, unendo così le due sedi in persona episcopi

Prelatura di Santa Lucia del Mela[modifica | modifica sorgente]

Nel 1206 fu eretta la parrocchia di Santa Lucia del Mela, per interessamento dello stesso imperatore Federico II, che aveva fatto del sito un suo luogo di villeggiatura e vi aveva eretto una cappella regia. Il territorio fu staccato dalla diocesi di Patti e concesso dal sovrano al Cappellano Maggiore del Regno di Sicilia, istituzione sorta nel 1132.

Poiché i vescovi di Patti rivendicavano i loro diritti sul territorio parrocchiale, nel 1228 prima e poi definitivamente nel 1248 il sovrano confermò l'indipendenza di Santa Lucia, in virtù delle prerogative proprie che gli derivavano dal privilegio che papa Urbano II aveva concesso nel 1098 al conte Ruggero e noto come Apostolica legazia.

Nella prima metà del XVII secolo i vescovi si adoperarono per la ricostruzione ex novo dell'antica cattedrale, che era stata voluta dal conte Ruggero nel 1094.

Nell'Ottocento, papa Pio IX eresse Santa Lucia ed il suo territorio in prelatura nullius. Il prelato godeva di tutti i diritti episcopali ad eccezione del potere d'ordine ed esercitava la sua giurisdizione su un piccolo territorio composto dai comuni di Santa Lucia del Mela, San Filippo del Mela, Pace del Mela, Gualtieri Sicaminò e rispettivamente le frazioni di San Giovanni, Archi, Cattafi, Corriolo, Olivarella, Giammoro, Soccorso.

Con la nomina del prelato Ignazio Cannavò ad arcivescovo di Messina il 10 dicembre 1977, le due sedi furono unite in persona episcopi

Archimandritato del Santissimo Salvatore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Archimandritato del Santissimo Salvatore.

Nell'XI secolo fu fondato dal gran conte Ruggero d'Altavilla, il monastero del Santissimo Salvatore "in lingua phari", nei pressi della falce del porto di Messina, conosciuta anche come penisola di San Raineri, e venne affidato a monaci basiliani di rito bizantino. Suo figlio il re Ruggero II lo elevò a monastero archimandritale (o archimandritato, cioè a capo di altri monasteri) nel maggio del 1131. Nell'ottobre dello stesso anno Ugone arcivescovo di Messina donò all'archimandrita del Santissimo Salvatore 35 tra chiese e monasteri con le loro possessioni.

La giurisdizione dell'archimandritato del Santissimo Salvatore, nel corso dei secoli, si ampliò estendendosi sino a 62 monasteri in Sicilia e in Calabria. L'archimandritato fu eretto in diocesi da papa Urbano VIII con il breve del 23 marzo 1635. In seguito non mancarono divergenze con l'arcidiocesi di Messina sorte per le difficoltà nell'individuare e delimitare il territorio proprio dell'archimandritato.

Con la morte dell'archimandrita cardinale Emmanuele De Gregorio avvenuta il 6 novembre 1839 iniziava un lunghissimo periodo di sede vacante. Le successive leggi sulla soppressione delle corporazioni religiose provocarono la chiusura dei monasteri basiliani e il loro incameramento da parte dello stato. L'archimandritato si ridusse così a poche parrocchie e papa Leone XIII con breve del 31 agosto 1883 unirà l'archimandritato del Santissimo Salvatore aeque principaliter all'arcidiocesi di Messina.

Arcidiocesi di Messina[modifica | modifica sorgente]

Secondo la tradizione, la diocesi sarebbe stata eretta da san Paolo che ordinò il primo vescovo, san Bacchilo. Tuttavia, se hanno notizie certe solo dal V secolo e primo vescovo noto è Eucarpo I presente al sinodo romano del 502. Dalle lettere dei papi Pelagio I e Gregorio Magno si conoscono i nomi di altri vescovi: Eucarpo II, Felice e Dono. Altri vescovi messinesi sono presenti ai concili ecumenici celebrati in Oriente: Benedetto, Gaudioso e Gregorio.

Con la conquista araba della Sicilia, non si hanno più notizie delle comunità cristiane dell'isola e della loro organizzazione ecclesiastica. Sopravvissero solo alcuni monasteri greci nella impervia Val Demone.

A partire dal 1061 i Normanni iniziano la riconquista della Sicilia proprio a partire da Messina. Il conte Ruggero I, dopo aver occupato la roccaforte di Troina la scelse come capitale del suo regno e vi istituì una diocesi, nominando come vescovo Roberto, ignaro delle prerogative dei papi di Roma. Con la conquista di Messina, Roberto vi trasferirà la sua sede. I suoi successori mantennero il doppio titolo di Messina e Troina fino all'epoca della regina Costanza.

Gli iniziali difficili rapporti fra i sovrani normanni e la Santa Sede si acuirono quando Ruggero II aderì all'antipapa Anacleto II (1130), che eresse Messina a sede metropolitana con la bolla Piae postulatio voluntatis. Tuttavia queste iniziative di Anacleto II furono annullate alla fine dello scisma da papa Eugenio III, che con la bolla Cum universis ecclesiis del 1159 ribadì il privilegium libertatis concesso all'epoca di Ruggero I, ossia l'esenzione di Messina da ogni altra giurisdizione ecclesiastica e la sua sottomissione diretta alla Santa Sede.

Nel 1166 papa Alessandro III, dopo aver visitato Messina l'anno precedente, eresse la sede a metropolia con la bolla Licet omnes discipuli con le suffraganee di Cefalù e di Patti e Lipari.

Il 22 settembre 1197 fu consacrata la cattedrale alla presenza di Enrico VI di Svevia.

A causa della guerra dei Vespri siciliani la sede messinese rimase vacante per un ventennio circa. Infatti il vescovo Francesco Fontana, eletto a Napoli dal capitolo della cattedrale in esilio, rinunciò poco dopo alla sede, che rimase senza pastore fino alla nomina di Guidotto d'Abbiate nel 1304.

Nel corso del Trecento e del Quattrocento non furono rari i casi di scontro tra il capitolo della cattedrale e la Santa Sede, che in più occasioni si rifiutò di approvare le nomine degli arcivescovi, lasciando così per diversi anni la sede vacante.

I vescovi Giovanni Retana e Antonio Lombardo costruirono ed inaugurarono il seminario arcivescovile. Tra il 1621 ed il 1725 furono celebrati cinque sinodi diocesani, che seguirono a quelli celebrati nel 1392 e nel 1588.

Nel corso del Settecento l'arcidiocesi dovette molto soffrire dapprima per la peste del 1743, che causò la morte di 30.000 persone tra cui anche l'arcivescovo Tommaso Vidal; e poi per il terremoto del 1783, che causò ingenti danni e danneggiò gravemente la cattedrale.

Nella prima metà dell'Ottocento Messina cedette porzioni di territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Nicosia (17 marzo 1816) e della diocesi di Acireale (27 giugno 1844); inoltre nel 1827 ventiquattro centri abitati furono ceduti alla diocesi di Patti.

Nel 1844 la provincia ecclesiastica di Messina cedette la diocesi di Cefalù come suffraganea dell'arcidiocesi di Palermo, mentre acquisì come nuova suffraganea la diocesi di Lipari, fino ad allora immediatamente soggetta alla Santa Sede. Inoltre, nel 1883 papa Leone XIII unì aeque principaliter l'archimandritato del Santissimo Salvatore, da cinquant'anni vacante, all'arcidiocesi di Messina.

Nel primo Novecento l'arcidiocesi e la città di Messina vissero due momenti altamente drammatici: il terremoto del 1908, che distrusse il 90% degli edifici (tra cui la cattedrale e la maggior parte delle chiese e delle case religiose) e fece 80.000 morti; il bombardamento alleato del giugno 1943, che provocò nuovamente la distruzione della cattedrale, che bruciò per tre giorni consecutivi.

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, le due sedi di Messina e di Lipari, la prelatura di Santa Lucia del Mela e l'Archimandritato del Santissimo Salvatore furono unite con la formula plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale. Inoltre è stato stabilito che all'arcivescovo pro tempore spetta anche il titolo di archimandrita del Santissimo Salvatore.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Sede di Messina[modifica | modifica sorgente]

Sede di Lipari[modifica | modifica sorgente]

  • Sant'Agazio I † (? - circa 254 deceduto)
  • Augusto † (prima del 501 - dopo il 502)
  • Agazio II † (menzionato nel 593)
  • Paolino † (menzionato nel 592)[5]
  • Pellegrino † (menzionato nel 649)
  • Anonimo † (menzionato nel 700 circa)
  • Basilio † (menzionato nel 787)
  • Samuele † (menzionato nell'879)
    • Sede soppressa (880-1157)
    • Giovanni I, O.S.B. † (1131 - 1139 deposto) (antivescovo)
  • Gilberto † (1157 - 1166)
  • Stefano † (1180 - 1199)
  • Anselmo † (menzionato nel 1207)
  • Giacomo † (prima del 1222 - 25 settembre 1225 nominato arcivescovo di Capua)
  • Pagano † (10 ottobre 1229 - 3 marzo 1246 deceduto)
  • Rinaldo † (15 febbraio 1248 - ?)
  • Filippo † (1250 - 1254 deceduto)
  • Bartolomeo Varello, O.P. † (5 gennaio 1254 - 1282 deceduto)
    • Matteo † (1284 - ?) (amministratore apostolico)
  • Pandolfo † (25 febbraio 1286 - dopo il 1296 deceduto)
  • Giovanni II † (31 gennaio 1304 - 1324 deceduto)
  • Pietro I, O.P. † (prima del 1325 - ?)
    • Francesco Di Pietro † (1342 - ?) (vescovo eletto)
  • Vincenzo, O.F.M. † (27 novembre 1342 - 1346 deceduto)
  • Pietro II, O.F.M. † (15 febbraio 1346 - 21 gennaio 1354 deceduto)
  • San Pietro Tommaso, O.Carm. † (16 novembre 1354 - 10 maggio 1359 nominato vescovo di Corone)
  • Giovanni Graffeo, O.F.M. † (17 luglio 1360 - ? deceduto)
  • Ubertino, O.F.M. † (28 novembre 1373 - 1386 deposto)
  • Francesco, O.P. † (30 maggio 1386 - 18 marzo 1388 nominato vescovo di Mazara del Vallo)
  • Ubertino, O.F.M. † (16 maggio 1390 - 18 agosto 1397 nominato vescovo di Gaeta) (per la seconda volta)
  • Francesco Gattolo † (18 dicembre 1397 - 1400 deceduto)[6]
  • Antonio † (11 giugno 1400 - circa 1403 deceduto)
  • Tommaso † (circa 1403 - 1419 nominato vescovo dei Marsi)
  • Antonio de Conte † (31 luglio 1419 - 31 luglio 1432 deceduto)
  • Bartolomeo de Salvo † (17 ottobre 1432 - dopo aprile 1457)
  • Francesco de Stylo, O.P. † (19 giugno 1461 - 1479 dimesso)
  • Giacomo Carduini † (9 ottobre 1489 - 1506 deceduto)
  • Luigi de Amato † (19 settembre 1506 - 26 gennaio 1515 nominato vescovo di San Marco Argentano)
  • Antonio Zeno † (26 gennaio 1515 - ? deceduto)
  • Pietro † (menzionato nel 1530)
  • Gregorio Magalotti † (23 agosto 1532 - 20 agosto 1534 nominato vescovo di Chiusi)
  • Baldo Ferratini † (20 agosto 1534 - 28 novembre 1558 nominato vescovo di Amelia)
  • Filippo Lancia † (13 aprile 1554 - 1564 deceduto)
  • Antonio Giustiniani, O.P. † (12 maggio 1564 - 1571 deceduto)
  • Pietro Cancellieri † (3 ottobre 1571 - 1580 deceduto)
  • Paolo Bellardito † (17 ottobre 1580 - 1585 dimesso)
  • Martín Acuña, O.Carm. † (11 dicembre 1585 - circa 1593 deceduto)
  • Juan Pedro González de Mendoza, O.E.S.A. † (31 maggio 1593 - 1599 dimesso)
  • Alfonso Vidal, O.F.M. † (23 novembre 1599 - 17 novembre 1618 deceduto)
  • Alberto Caccano, O.P. † (2 aprile 1619 - 9 agosto 1627 deceduto)
  • Giuseppe Candido † (29 novembre 1627 - 9 dicembre 1644 deceduto)
  • Agostino Candido † (12 giugno 1645 - agosto 1650 deceduto)
  • Benedetto Geraci † (19 dicembre 1650 - 18 agosto 1660 deceduto)
  • Adamo Gentile † (15 novembre 1660 - novembre 1662 deceduto)
  • Francesco Arata † (13 agosto 1663 - 25 maggio 1690 deceduto)
  • Gaetano de Castillo † (8 gennaio 1691 - 22 marzo 1694 deceduto)
  • Gerolamo Ventimiglia, C.R. † (19 luglio 1694 - 17 dicembre 1709 deceduto)
  • Nicola Maria Tedeschi, O.S.B. † (10 marzo 1710 - 28 febbraio 1722dimesso)
  • Pietro Vincenzo Platamone, O.P. † (23 marzo 1722 - 13 febbraio 1733 deceduto)
  • Bernardo Maria Beamonte, O.C.D. † (11 maggio 1733 - 24 luglio 1742 deceduto)
  • Francesco Maria Miceli † (11 marzo 1743 - 2 gennaio 1753 deceduto)
  • Vincenzo Maria de Francisco e Galletti, O.P. † (9 aprile 1753 - 19 luglio 1769 deceduto)
  • Bonaventura Prestandrea, O.F.M.Conv. † (20 novembre 1769 - 12 dicembre 1777 deceduto)
  • Giuseppe Coppula † (14 dicembre 1778 - 16 febbraio 1789 deceduto)
    • Sede vacante (1789-1802)
  • Domenico Spoto † (9 agosto 1802 - 28 maggio 1804 nominato vescovo di Cefalù)
  • Antonino Reggio † (29 ottobre 1804 - 14 dicembre 1806 deceduto)
  • Silvestro Todaro, O.F.M.Conv. † (18 settembre 1807 - 22 luglio 1816 nominato vescovo di Patti)
  • Carlo Maria Lenzi, Sch.P. † (25 maggio 1818 - 5 aprile 1825 deceduto)
  • Pietro Tasca † (23 marzo 1826 - 17 settembre 1827 nominato vescovo di Cefalù)
    • Sede vacante (1827-1831)
  • Giovanni Portelli † (30 settembre 1831 - 28 gennaio 1838 deceduto)
  • Giovanni Maria Visconte Proto, O.S.B. † (18 febbraio 1839 - 17 giugno 1844 nominato vescovo di Cefalù)
  • Bonaventura Atanasio, C.SS.R. † (22 luglio 1844 - 1858 dimesso)
  • Ludovico Ideo, O.P. † (25 giugno 1858 - 4 dicembre 1880 deceduto)
  • Mariano Palermo † (13 maggio 1881 - 14 marzo 1887 nominato vescovo di Piazza Armerina)
    • Sede vacante (1887-1890)
  • Giovanni Pietro Natoli † (23 giugno 1890 - 23 agosto 1898 deceduto)
  • Nicola Maria Audino † (28 novembre 1898 - 22 giugno 1903 nominato vescovo di Mazara del Vallo)
  • Francesco Maria Raiti, O.Carm. † (22 giugno 1903 - 6 dicembre 1906 nominato vescovo di Trapani)
  • Angelo Paino † (12 luglio 1909 - 10 gennaio 1921 nominato arcivescovo coadiutore di Messina)
    • Sede vacante (1921-1928)
  • Bernardino Re, O.F.M.Cap. † (11 aprile 1928 - 15 gennaio 1963 deceduto)
  • Salvatore Nicolosi † (21 marzo 1963 - 27 giugno 1970 nominato vescovo di Noto)
    • Sede vacante (1970-1977)
  • Ignazio Cannavò (10 dicembre 1977 - 30 settembre 1986 nominato arcivescovo di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela)

Sede di Santa Lucia del Mela[modifica | modifica sorgente]

  • Gregorio Mostaccio †
  • Bartolomeo Antiocheno †
  • Damiano de Palizio † (menzionato nel 1302)
  • Pietro de Pernis, O.F.M. † (1340 - 25 febbraio 1346 nominato vescovo di Patti)
  • Orlando Brunello † (1344 - 1355)
  • Francesco De Luca † (1355 - 1360)
  • Dionigi De Murcia, O.E.S.A. † (1360 - 20 marzo 1363 nominato arcivescovo di Messina)
  • Filippo da Castrogiovanni † (1363 - ?)
  • Ubertino da Corleone †
  • Filippo Crispo, O.E.S.A. † (? - 1402 deceduto)
  • Filippo De Ferrario † (12 gennaio 1402 - ?)
  • Tommaso Crisafi, O.F.M. † (1416 - ?)
  • Giovanni de Stefano † (1424 - ?)
  • Giacomo Porzio †
  • Giacomo Gallarat †
  • Alemanno de Sicar † (1450 - ?)
  • Puccio de Palizio † (1452 - ?)
  • Giacomo Bonanno † (1456 - ?)
  • Giacomo Gagliardo † (1457 - ?)
  • Gabriele Enguerra † (1458 - maggio 1462 dimesso)
  • Angelo Stayti † (menzionato nel 1464)
  • Federico de Vitale † (prima del 1482 - 1483 deceduto)
  • Leonardo De Albertis † (9 ottobre 1483 - ?)
  • Gian Martino de Vitale † (1484 - 20 febbraio 1491 deceduto)
  • Dalmazio di Tolosa † (1485 - ?)
  • Alfonso d'Aragona † (1492 - ?)
  • Giacomo Conchilles, O. de M. † (1505 - 25 febbraio 1509 nominato vescovo di Catania)
  • Juan Miguel de Mayo † (1509 - ? dimesso)
  • Diego Herrera † (1510 - ?)
  • Giovanni Rizzo † (circa 1516 - 20 agosto 1530 deceduto)
  • Girolamo Zafarana, O.S.B. † (prima del 1535 - 1575 deceduto)
  • Pedro Manríquez de Buytron †
  • Girolamo Riggio † (1585 - ?)
  • Juan d'Espinar † (1590 - 1601 deceduto)
  • Simone Rao Grimaldi † (15 agosto 1602 - 12 marzo 1616 deceduto)
  • Beato Antonio Franco † (12 novembre 1616 - 2 settembre 1626 deceduto)
  • Vincenzo Firmatura † (24 marzo 1628 - 3 marzo 1648 deceduto)
  • Martino La Farina † (21 settembre 1648 - 17 settembre 1668 deceduto)
  • Simone Impellizzeri † (? - agosto 1701 deceduto)
  • Carlo Massa † (4 dicembre 1702 - 26 dicembre 1704 deceduto)
    • Sede vacante (1704-1709)
  • Pedro Solerá Montoya † (1709 - 31 marzo 1711 deceduto)
  • Francesco Barabara † (maggio 1712 - 15 gennaio 1732 deceduto)
  • Antonio Ura † (15 ottobre 1732 - 28 ottobre 1735 deceduto)
  • Marcello Moscella † (5 gennaio 1736 - 10 aprile 1760 deceduto)
    • Sede vacante (1760-1767)
  • Scipione Ardoino Alcontres, C.R. † (19 dicembre 1767 - 17 giugno 1771 nominato arcivescovo di Messina)
  • Emanuello Rao-Torres † (18 dicembre 1771 - aprile 1778 deceduto)
  • Carlo Santacolomba † (1780 - 13 luglio 1801 deceduto)
  • Alfonso Airoldi † (1803 - 25 marzo 1817 deceduto)
  • Gabriele Maria Gravina, O.S.B. † (gennaio 1818 - settembre 1818 dimesso)
  • Giacomo Coccia † (15 settembre 1818 - 4 giugno 1829 deceduto)
    • Sede vacante (1829-1834)
  • Ignazio Avolio † (1834 - 22 febbraio 1844 dimesso)
    • Sede vacante (1844-1852)
  • Paolo Maria Mondìo † (15 marzo 1852[7] - 4 settembre 1857 deceduto)
  • Carlo Vittore Papardo, C.R. † (27 settembre 1858 - 27 ottobre 1871 nominato vescovo di Patti)
    • Sede vacante (1871-1880)
  • Gaetano Blandini † (12 agosto 1880 - 15 marzo 1883 nominato vescovo coadiutore di Girgenti)
    • Sede vacante (1883-1890)
  • Stefano Gerbino, O.S.B. † (3 giugno 1890 - 29 novembre 1895 nominato vescovo di Trapani)
  • Giuseppe Fiorenza † (15 dicembre 1895 - 22 giugno 1896 nominato arcivescovo di Siracusa)
  • Vincenzo Di Giovanni † (21 ottobre 1896 - 4 marzo 1901 dimesso)
  • Salvatore Ballo Guercio † (8 marzo 1920 - 18 settembre 1933 nominato vescovo di Mazara del Vallo)
  • Antonio Mantiero † (1º giugno 1935 - 29 agosto 1936 nominato vescovo di Treviso)
  • Luciano Geraci † (6 marzo 1937 - 20 luglio 1946 deceduto)
  • Luigi Cammarata † (4 dicembre 1946 - 24 febbraio 1950 deceduto)
  • Guido Tonetti † (25 luglio 1950 - 16 febbraio 1957 nominato arcivescovo, titolo personale, di Cuneo)
  • Francesco Ricceri † (16 marzo 1957 - 15 maggio 1961 nominato vescovo di Trapani)
  • Francesco Tortora, O.M. † (19 marzo 1962 - 21 ottobre 1972 nominato vescovo di Gerace-Locri)
    • Sede vacante (1972-1976)
  • Ignazio Cannavò (20 dicembre 1976 - 30 settembre 1986 nominato arcivescovo di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela)

Sede di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela[modifica | modifica sorgente]

Vicari generali[modifica | modifica sorgente]

Santi[modifica | modifica sorgente]

Santi Patroni[modifica | modifica sorgente]

Santi della diocesi[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 487.429 persone contava 486.329 battezzati, corrispondenti al 99,8% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
arcidiocesi di Messina
1949 399.000 400.000 99,8 454 294 160 878 270 1.700 250
1970 478.000 495.500 96,5 502 274 228 952 292 1.120 214
1980 447.100 457.000 97,8 417 241 176 1.072 230 944 239
diocesi di Lipari
1949 20.000 20.000 100,0 51 48 3 392 5 16 26
1970 13.000 13.000 100,0 37 34 3 351 3 24 26
1980 13.048 13.550 96,3 24 24 - 543 - 17 26
prelatura di Santa Lucia del Mela
1950 19.940 20.550 97,0 42 21 21 474 - 20 9
1970 17.613 17.716 99,4 20 14 6 880 6 23 11
1980  ? 17.100  ? 22 16 6  ? 16 6 11
arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela
1990 514.000 526.000 97,7 483 267 216 1.064 15 278 913 241
1999 503.000 518.360 97,0 435 248 187 1.156 46 237 720 243
2000 503.000 518.360 97,0 435 250 185 1.156 46 236 706 243
2001 503.000 518.360 97,0 415 235 180 1.212 53 240 690 244
2002 503.000 518.360 97,0 420 238 182 1.197 53 210 675 244
2003 486.329 487.429 99,8 343 241 102 1.417 62 165 502 244
2004 486.329 487.429 99,8 346 241 105 1.405 62 232 489 244

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Breve in Sicilia Sacra, vol. II, pp. 956-957.
  2. ^ Breve in Sicilia Sacra, vol. II, pp. 964-965.
  3. ^ Non poté prendere possesso della sede, per cui Roma lo nominò nel 1289 amministratore della diocesi di Nola, fino al suo trasferimento a Milano.
  4. ^ M. Moscone, «LUNA, Pietro de». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2006, Vol. LXVI (on-line)
  5. ^ Forse anche nel 597.
  6. ^ Dal 18 aprile 1399, sciolta l'unione di Patti e Lipari, Gattolo rimane vescovo solo della sede di Lipari.
  7. ^ Eletto nel 1850.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Messina[modifica | modifica sorgente]

Lipari[modifica | modifica sorgente]

Santa Lucia del Mela[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]