Arcidiocesi di Trento
| Arcidiocesi di Trento Archidioecesis Tridentina Chiesa latina |
|
|---|---|
| Regione ecclesiastica | Triveneto |
| Diocesi suffraganee | |
| Bolzano-Bressanone | |
| Arcivescovo metropolita | Luigi Bressan |
| Vicario | Lauro Tisi |
| Sacerdoti | 667 di cui 402 secolari e 265 regolari 721 battezzati per sacerdote |
| Religiosi | 319 uomini, 553 donne |
| Diaconi | 28 permanenti |
| Abitanti | 505.527 |
| Battezzati | 481.232 (95,2% del totale) |
| Superficie | 6.212 km² in Italia |
| Parrocchie | 452 |
| Erezione | II secolo |
| Rito | romano |
| Cattedrale | Metropolitana di San Vigilio |
| Santi patroni | San Vigilio |
| Indirizzo | Piazza Fiera 2, 38122 Trento C.P. 389 Trento Centro |
| Sito web | www.diocesitn.it |
| Dati dall'Annuario Pontificio * * | |
| Chiesa cattolica in Italia | |
L'arcidiocesi di Trento (in latino: Archidioecesis Tridentina) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. Nel 2010 contava 481.232 battezzati su 505.527 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Luigi Bressan.
Il patrono è San Vigilio.
Indice |
Territorio [modifica]
| Per approfondire, vedi Parrocchie dell'Arcidiocesi di Trento. |
L'arcidiocesi estende la sua giurisdizione sull'intera provincia autonoma di Trento. Sede arcivescovile è la città di Trento, dove si trova la cattedrale di San Vigilio.
Il territorio nel 2010 era suddiviso 452 parrocchie, comprese nei seguenti decanati: Ala, Arco, Bassa Valsugana, Calavino, Cavalese, Civezzano-Piné, Cles, Condino, Fassa, Folgaria, Fondo, Lavis-Cembra, Levico, Lomaso, Valle di Sole, Mattarello, Mezzocorona, Mezzolombardo, Mori, Pergine, Povo, Primiero, Rendena, Riva del Garda, Rovereto, Taio, Tione, Trento, Villa Lagarina. A loro volta i decanati sono raggruppati in undici zone pastorali[1].
La provincia ecclesiastica tridentina è formata dall'arcidiocesi di Trento e dalla suffraganea diocesi di Bolzano-Bressanone.
Storia [modifica]
| Per approfondire, vedi Principato vescovile di Trento. |
La diocesi di Trento fu eretta nel II secolo e l'evangelizzazione del Trentino si compì, seppure con grande lentezza, nel tardo periodo imperiale. I nomi dei primi vescovi di cui si ha conoscenza sono Giovino, Abbondanzio, che partecipò al concilio di Aquileia nel 381, e san Vigilio. Vigilio (vescovo alla fine del IV secolo) ebbe rapporti epistolari con i metropoliti milanesi Ambrogio e Simpliciano, e con Giovanni Crisostomo. Con Vigilio iniziò un periodo di intensa evangelizzazione delle diverse vallate trentine, anche attraverso il sacrificio dei missionari orientali Sisinio, Martirio e Alessandro, uccisi a Sanzeno nel 397. I martiri erano stati affidati al vescovo di Trento da Ambrogio per aiutare a diffondere la nuova religione in terre ancora fortemente pagane.
Nel IV e nel V secolo la Chiesa tridentina fece dunque riferimento alla prestigiosa sede episcopale milanese, mentre in seguito appartenne alla metropolia del Patriarcato di Aquileia fino al 1751. Con il vescovo Agnello (fine VI secolo) la diocesi, come tutte le diocesi del patriarcato aquileiese, aderì allo scisma tricapitolino, che ebbe fine nel VII secolo.
In età longobarda la diocesi si configurò nella sua attuale dimensione, ma con alcune eccezioni: la Valsugana e il Primiero erano territori affidati alla diocesi di Feltre, mentre la Val di Fassa a quella di Bressanone.
Al vescovo Iltigario (inizio del IX secolo) sono attribuiti i lavori di restauro dell'antica cattedrale extra muros di San Vigilio, che custodiva le reliquie del santo tridentino. Nella stessa epoca fu eretto il palazzo episcopale e venne istituito il capitolo dei canonici della cattedrale. In epoca carolingia inizia una prima organizzazione territoriale della diocesi, con l'istituzione delle pievi.
Nel 962 Trento ed il suo territorio furono incorporati da Ottone I nell'impero germanico. Da questo momento crebbe il ruolo politico dei vescovi tridentini, che venne consacrato, forse già da Enrico II il 9 aprile 1004, di certo da Corrado II il 31 maggio e il 1º giugno 1027. L'imperatore concesse al vescovo Uldarico II il potere temporale sul territorio della diocesi e su altri territori esterni, dove il vescovo si trovava nella particolare situazione di poter esercitare i poteri civili e amministrativi, ma non quelli religiosi. Il principato vescovile, che, unito alla Contea del Tirolo, era parte del Sacro Romano Impero, era dotato di un'autonomia che rimase in vigore fino al 1803. Nel 1796 venne abolito da Napoleone e definitivamente nel 1816 in seguito alla Restaurazione austriaca.
La città venne scelta come sede del concilio di riforma che si svolse in tre diverse riprese tra il 1545 e il 1563. Il XVI secolo rappresentò il periodo di maggior splendore per la Chiesa tridentina, guidata da grandi personalità come Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo.
Il trattato di Lunéville nel 1801 stabilì la secolarizzazione degli stati ecclesiastici, sancendo la fine del principato vescovile. Nel 1803 il principato venne secolarizzato da Napoleone. Fra il 1803 e il 1810 la zona fece parte del Regno di Baviera. Dal 1810 Napoleone ne decise l'annessione al breve regno d'Italia. Nel 1815 con la Restaurazione il territorio entrò a fare parte dell'Impero austriaco, nella Contea del Tirolo.
La diocesi venne ampliata nel 1786 e nel 1818 con l'annessione della Valsugana e del Primiero, parti dell'Impero d'Austria ma soggetti spiritualmente fino ad allora alla diocesi di Feltre, e della Val di Fassa.
In seguito alla soppressione del patriarcato di Aquileia nel 1751 Trento entrò a far parte, ben breve tempo, della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Gorizia ed in seguito divenne diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 1825 e fino al 1920 Trento fu suffraganea di Salisburgo. Il 24 febbraio 1920 fu nuovamente resa immediatamente soggetta alla Santa Sede con il decreto della Congregazione Concistoriale Sedes episcopalis.
Il 14 giugno 1929 è stata elevata a sede arcivescovile con la bolla Inter ceteras di papa Pio XI.
Il 6 luglio 1964 in forza della bolla Quo aptius di papa Paolo VI le parti altoatesine dell'arcidiocesi di Trento vennero aggregate alla diocesi di Bressanone, che assunse il nome di diocesi di Bolzano-Bressanone. Il vescovo ausiliare di Trento Heinrich Fohrer divenne ausiliare di Bolzano-Bressanone. I seminaristi e professori altoatesini di Trento si trasferirono a Bressanone. Nel contempo la sede vescovile di Trento è diventata sede metropolitana in forza della bolla Tridentinae Ecclesiae dello stesso papa Paolo VI.
Cronotassi dei vescovi [modifica]
Il seguente catalogo episcopale, fino al vescovo Uldarico II († 1055), è contenuto in un messale composto al tempo dello stesso Uldarico. Per la sua antichità e l'autorevolezza del manufatto che lo contiene, è ritenuto autentico.[2]
- Giovino †
- Abbondanzio † (menzionato nel 381)
- San Vigilio † (circa 385 - 26 giugno circa 400 deceduto)
- Claudiano †
- Magorio †
- Aspidio †
- Sambazio †
- Valentino †
- Geniale †
- Fedele †
- Valerio †
- Quarto †
- Magoriano †
- Adeodato I †
- Probo †
- Montano †
- Ciriaco †
- Asterio †
- Eugippio †[3]
- Quartino †
- Peregrino †
- Gratismo †
- Adeodato II †
- Agnello † (prima del 571/577 - dopo il 591)
- Verecondo †
- Manasse †
- Vitale I †
- Stablisiano †
- Domenico †
- Rustico †
- Romano †
- Vitale II †
- Corenziano †
- Sisedizio †
- Giovanni I †
- Massimino †
- Mammone †
- Mariano †
- Dominatore †
- Orso †
- Clemenziano †
- Amatore † (? - 802)
- Iltigario (Volderico ?) † (805 - 814)
- Daniele † (814 - 827)
- Eimperto † (827 - 845)
- Odescalco † (854 - 864)
- Adalgiso † (874 - 881)
- Frideberto †
- Gisolfo †
- Bertoldo †
- Giacomo † (? - 900)
- Corrado I † (900 - 926)
- Giovanni II † (926 - 927)
- Bernardo I † (927 -932)
- Manasse d'Arles † (932 - 957)
- Lantramno † (957 - 963)
- Arnoldo di Pavia † (963 - 971)
- Arimondo † (971 - 992)
- Raimondo (o Rainoldo) di Caldore † (992 - 1004)[4]
- Uldarico di Flavon † (1004 - 1022)
- Uldarico II † (1022 - 25 febbraio 1055 deceduto)
- Azzo † (1055 - 14 ottobre 1065 deceduto)
- Sede vacante (1065-1068)
- Enrico I † (1068 - dopo il 15 novembre 1082 deceduto)
- Bernardo II (Pervaldo) † (1082 - 1084)
- Adalberone † (1084 - 1106)
- Gebardo † (prima del 21 ottobre 1106 - 1120 deceduto)
- Adelpreto I † (1120 - 1124)
- Altmanno † (prima di agosto 1124 - 27 marzo 1149 deceduto)
- Arnoldo II † (1149 - 2 febbraio 1154 deceduto)
- Eberardo † (1154 - 18 giugno 1156 deceduto)
- Sant'Adelpreto II † (17 settembre 1156 - 8 marzo 1177 deceduto)
- Salomone † (prima del 1º agosto 1177 - 30 dicembre 1183 deceduto)
- Alberto Madruzzo † (prima del 15 marzo 1184 - 20 novembre 1188 deceduto)
- Corrado di Beseno † (6 dicembre 1188 - 10 marzo 1205 dimesso)
- Federico Vanga † (9 agosto 1207 - 6 novembre 1218 deceduto)
- Adelpreto di Ravenstein † (novembre 1219 - dopo il 27 dicembre 1223 deceduto)
- Gerardo Oscasali † (1224 - novembre 1232 deceduto)
- Aldrighetto di Castelcampo † (novembre 1232 - 1247 deceduto)
- Egnone di Appiano † (8 novembre 1250 - 25 marzo 1273 deceduto)
- Enrico II, O.T. † (29 settembre 1274 - 1289 deceduto)
- Filippo Bonacolsi, O.F.M. † (31 luglio 1289 - 8 dicembre 1303 nominato vescovo di Mantova)
- Bartolomeo Querini † (10 gennaio 1304 - 23 aprile 1307 deceduto)
- Enrico di Metz † (23 maggio 1310 - 9 ottobre 1336 deceduto)
- Nicolò Abrein † (3 luglio 1338 - 1347 deceduto)
- Gerardo da Manhauc † (12 dicembre 1347 - 1348 deceduto) (vescovo eletto)
- Giovanni di Pistoia † (27 ottobre 1348 - 23 ottobre 1349 nominato vescovo di Spoleto)
- Mainardo di Neuhaus † (4 novembre 1349 - 1360 dimesso)
- Alberto di Ortenburg † (31 agosto 1360 - 9 settembre 1390 deceduto)
- Giorgio di Liechtenstein † (7 novembre 1390 - 20 agosto 1419 deceduto)
- Alessandro di Masovia † (20 ottobre 1423 - 2 giugno 1444 deceduto)
- Benedetto da Trento † (12 ottobre 1444 - 1446 dimesso)
- Georg Hack von Themeswald † (16 ottobre 1446 - 23 agosto 1465 deceduto)
- Johannes Hinderbach † (12 maggio 1466 - 21 settembre 1486 deceduto)
- Ulrich Frundsberg † (11 luglio 1488 - 10 agosto 1493 deceduto)
- Ulrich von Liechtenstein † (20 agosto 1493 - 16 settembre 1505 deceduto)
- Georg Neideck † (25 settembre 1505 - 5 giugno 1514 deceduto)
- Bernardo Cles † (25 settembre 1514 - 30 luglio 1539 deceduto)
- Cristoforo Madruzzo † (5 agosto 1539 - 14 novembre 1567 dimesso)
- Ludovico Madruzzo † (14 novembre 1567 succeduto - 2 aprile 1600 deceduto)
- Carlo Gaudenzio Madruzzo † (2 aprile 1600 succeduto - 14 agosto 1629 deceduto)
- Carlo Emanuele Madruzzo † (14 agosto 1629 succeduto - 15 dicembre 1658 deceduto)
- Sigismondo Francesco d'Austria † (7 febbraio 1659 - 28 maggio 1665 dimesso)
- Ernst Adalbert von Harrach † (11 novembre 1665 - 25 ottobre 1667 deceduto)
- Sigismondo Alfonso Thun † (9 settembre 1669 - 2 febbraio 1677 deceduto)
- Francesco Alberti Poja † (3 ottobre 1678 - 4 febbraio 1689 deceduto)
- Giuseppe Vittorio Alberti di Enno † (10 dicembre 1691 - 31 dicembre 1695 deceduto)
- Giovanni Michele Spaur † (24 settembre 1696 - 22 aprile 1725 deceduto)
- Giovanni Benedetto Gentilotti † (9 settembre 1725 - 20 settembre 1725 deceduto)
- Antonio Domenico Wolkenstein † (8 aprile 1726 - 5 aprile 1730 deceduto)
- Domenico Antonio Thun † (22 novembre 1730 - 7 settembre 1758 deceduto)
- Francesco Felice Alberti di Enno † (7 settembre 1758 succeduto - 31 dicembre 1762 deceduto)
- Cristoforo Francesco Sizzo di Noris † (22 agosto 1762 - 13 giugno 1776 deceduto)
- Pietro Vigilio Thun † (16 settembre 1776 - 17 gennaio 1800 deceduto)
- Emanuele Maria Thun † (11 agosto 1800 - 9 ottobre 1818 deceduto)
- Sede vacante (1818-1824)
- Franz Xavier Luschin † (24 maggio 1824 - 23 giugno 1834 nominato arcivescovo di Leopoli)
- Beato Giovanni Nepomuceno de Tschiderer † (19 dicembre 1834 - 3 dicembre 1860 deceduto)
- Benedetto di Riccabona † (22 marzo 1861 - 31 marzo 1879 deceduto)
- Giovanni Giacomo della Bona † (27 febbraio 1880 - 17 novembre 1885 deceduto)
- Eugenio Carlo Valussi † (7 giugno 1886 - 10 ottobre 1903 deceduto)
- Celestino Endrici † (6 febbraio 1904 - 29 ottobre 1940 deceduto)
- Carlo De Ferrari, C.S.S. † (12 aprile 1941 - 14 dicembre 1962 deceduto)
- Alessandro Maria Gottardi † (12 febbraio 1963 - 7 dicembre 1987 ritirato)
- Giovanni Maria Sartori † (7 dicembre 1987 - 26 settembre 1998 deceduto)
- Luigi Bressan, dal 25 marzo 1999
Attuale arcivescovo [modifica]
L'attuale arcivescovo Luigi Bressan è stato eletto il 25 marzo 1999. Nato a Sarche, è stato in precedenza nunzio apostolico in Pakistan, Thailandia e Cambogia.
Istituti religiosi [modifica]
Statistiche [modifica]
L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 505.527 persone contava 481.232 battezzati, corrispondenti al 95,2% del totale.
| anno | popolazione | sacerdoti | diaconi | religiosi | parrocchie | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| battezzati | totale | % | numero | secolari | regolari | battezzati per sacerdote | uomini | donne | |||
| 1950 | 613.500 | 615.000 | 99,8 | 1.717 | 1.149 | 568 | 357 | 834 | 2.168 | 426 | |
| 1970 | 425.471 | 425.782 | 99,9 | 1.193 | 794 | 399 | 356 | 494 | 1.922 | 448 | |
| 1980 | 442.452 | 442.873 | 99,9 | 1.056 | 696 | 360 | 418 | 495 | 1.693 | 458 | |
| 1990 | 440.000 | 445.165 | 98,8 | 940 | 629 | 311 | 468 | 8 | 427 | 1.061 | 456 |
| 1999 | 461.000 | 464.398 | 99,3 | 841 | 552 | 289 | 548 | 17 | 400 | 864 | 456 |
| 2000 | 469.000 | 473.000 | 99,2 | 818 | 541 | 277 | 573 | 19 | 377 | 854 | 456 |
| 2001 | 468.800 | 470.946 | 99,5 | 804 | 522 | 282 | 583 | 19 | 374 | 759 | 456 |
| 2002 | 469.600 | 472.816 | 99,3 | 770 | 495 | 275 | 609 | 20 | 364 | 744 | 456 |
| 2003 | 469.840 | 473.151 | 99,3 | 753 | 484 | 269 | 623 | 18 | 355 | 756 | 454 |
| 2004 | 470.513 | 477.017 | 98,6 | 757 | 474 | 283 | 621 | 19 | 344 | 691 | 454 |
| 2005 | 471.200 | 481.500 | 97,8 | 756 | 470 | 286 | 623 | 20 | 359 | 629 | 454 |
| 2010 | 481.232 | 505.527 | 95,2 | 667 | 402 | 265 | 721 | 28 | 319 | 553 | 452 |
Media [modifica]
- Vita trentina, settimanale diocesano dal 1926[5]
- Radio Trentino inBlu, radio diocesana[6]
Note [modifica]
- ^ Decanati dell'Arcidiocesi di Trento. Arcidiocesi di Trento. URL consultato in data 30-6-2009.
- ^ Cfr. Lanzoni, op. cit., pp. 935-937. Il catalogo è pubblicato nelle Monumenta Germaniae Historica e conterrebbe un errore, in quanto san Vigilio appare al 18º posto, mentre è storicamente documentato che fu il terzo vescovo trentino; per questo motivo alcuni storici ritengono che i quindici vescovi che lo precedono nel catalogo, da Claudiano ad Asterio, siano spuri.
- ^ Menzionato in un mosaico attribuito al VI secolo.
- ^ Nel catalogo tridentino dopo Arnoldo (o Arnaldo) di Pavia è menzionato Rainoardo, seguito da Uldarico I.
- ^ Sezione Chi siamo sul sito del settimanale
- ^ Sezione Chi siamo sul sito dell'emittente
Fonti [modifica]
- Annuario pontificio del 2011 e precedenti, riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [1]
- Sito ufficiale dell'arcidiocesi
- Trent in Catholic Encyclopedia (in inglese), Encyclopedia Press, 1917.
- AA:VV., Storia del Trentino, 6 Voll., Bologna, Il Mulino, 2000-2005 (Collana promossa dall'Istituto Trentino di Cultura):
- 1 La preistoria e la protostoria / a cura di Michele Lanzinger, Franco Marzatico, Annaluisa Pedrotti. - 2001. - 655 p.
- 2 L'età romana / a cura di Ezio Buchi. - 2000. - 643 p.
- 3 L'età medievale / a cura di Andrea Castagnetti, Gian Maria Varanini. - 2004. - 915 p.
- 4 L'età moderna / a cura di Marco Bellabarba, Giuseppe Olmi. - 2002. - 1048 p.
- 5 L'età contemporanea : 1803-1918 / a cura di Maria Garbari, Andrea Leonardi. - 2003. - 999 p.
- 6 L'età contemporanea : il Novecento / a cura di Andrea Leonardi, Paolo Pombeni. - 2005. - 876, [1] p. - Bibliogr.: p. 795-852
- Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. II, Faenza 1927, pp. 934-940
- Storia della Chiesa tridentina
- (LA) Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, pp. 316-317
- (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, pp. 497-498; vol. 2, pp. XXXXI, 256; vol. 3, p. 318; vol. 4, p. 344; vol. 5, pp. 389-390; vol. 6, pp. 416-417; vol. 7, p. 377; vol. 8, p. 566
- (LA) Series episcoporum Tridentinorum, in Monumenta Germaniae Historica, Series Scriptores, XIII, pp. 368-370
- Francesco Felice degli Alberti, Annali del principato ecclesiastico di Trento dal 1022 al 1540, Trento 1860
- (LA) Decreto Sedes episcopalis, AAS 12 (1920), p. 114
- (LA) Bolla Inter ceteras, AAS 21 (1929), p. 471
- (LA) Bolla Quo aptius
- (LA) Bolla Tridentinae Ecclesiae
Voci correlate [modifica]
- Principato vescovile di Trento
- Parrocchie dell'Arcidiocesi di Trento
- Concilio di Trento
- Cattedrale di San Vigilio
- Pontificale di San Vigilio
- Museo diocesano tridentino di Trento e sezione di Villa Lagarina
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Arcidiocesi di Trento
|
|