Ludovico Madruzzo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ludovico Madruzzo
cardinale di Santa Romana Chiesa
Moroni-Ludovico Madruzzo.jpg
Giovanni Battista Moroni, Ritratto di Giovanni Lodovico Madruzzo, Art Institute, Chicago
Cardinalbishop.svg
Nato 1532, Trento
Creato cardinale 26 febbraio 1561 da Pio IV
Deceduto 20 aprile 1600, Roma

Ludovico Madruzzo (Trento, 1532Roma, 20 aprile 1600) è stato un cardinale italiano, principe-vescovo di Trento nel corso della seconda metà del XVI secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del barone Nicolò Madruzzo e di Elena di Lanberg, nonché nipote del cardinale Cristoforo Madruzzo, studiò presso le università di Lovanio, nelle Fiandre, e di Parigi.

Nel 1550 ottenne dallo zio, impegnato in attività politiche e nominato pochi anni dopo governatore del Ducato di Milano, l'amministrazione del Principato Vescovile di Trento. Dopo importanti esperienze come diplomatico, in particolare come legato pontificio alla dieta d'Augusta, dove pronunciò l’orazione funebre per l'imperatore Carlo V, venne creato cardinale a ventinove anni da Pio IV (1561), che lo nominò sei anni dopo titolare effettivo della Diocesi di Trento.

Come vescovo di Trento, Ludovico Madruzzo si trovò a scontrarsi pesantemente con il conte del Tirolo e arciduca d'Austria Ferdinando II. Grazie all'operato di Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo, il Principato di Trento aveva conquistato nella prima metà del Cinquecento un livello d'indipendenza che poteva minacciare gli interessi della Casa d'Austria. L'obiettivo di Ferdinando era quello di limitare fortemente il potere della famiglia Madruzzo nonché quello della figura del principe-vescovo, restaurando un rapporto di subordinazione del Principato verso la contea del Tirolo.

Ferdinando invase Trento nel 1567, cercando d'imporre con la forza accordi sfavorevoli all'autonomia del Trentino e all'autorità del vescovo.

Ludovico cercò allora una soluzione diplomatica al contrasto con l'arciduca. Decise di trasferirsi a Roma, dove venne nominato dal papa Protector Germaniae, una carica che gli permise il controllo delle nomine episcopali e cardinalizie dell'Impero tedesco.

La sovranità di Ludovico venne completamente ripristinata con la convocazione della dieta di Spira nel 1587.

Nel governo della diocesi, Ludovico si impegnò nell'applicazione delle norme teologiche e pratiche del Concilio di Trento, compiendo numerose visite pastorali e istituendo un nuovo Seminario diocesano. Fu legato da profonda amicizia a Carlo Borromeo e a San Filippo Neri.

Nel 1596 papa Clemente VIII nel tentativo di porre fine alla diatriba insorta sul molinismo, istituì una commissione chiamata congregazione De Auxiliis la cui presidenza affidò al cardinale Ludovico Mandruzzo, ed assistita dai cardinali Bellarmino e Bernerio; i lavori della congregazione si protrarranno fino al pontificato di papa Paolo V.

Morì a Roma il 20 aprile 1600. Gli succedette come principe-vescovo di Trento il nipote Carlo Gaudenzio.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Cardinale diacono di San Callisto
pro illa vice
Successore CardinalCoA PioM.svg
Pietro Tagliavia d'Aragona 1561-1562 Innocenzo Ciocchi del Monte
Predecessore Cardinale diacono di Sant'Onofrio Successore CardinalCoA PioM.svg
Innocenzo Ciocchi del Monte 1562-1586 Philippe de Lenoncourt
cardinale presbitero
Predecessore Principe vescovo di Trento Successore BishopCoA PioM.svg
Cristoforo Madruzzo 1567 - 1600 Carlo Gaudenzio Madruzzo
Predecessore Cardinale presbitero di Sant'Anastasia Successore CardinalCoA PioM.svg
Pierdonato Cesi 1586-1591 Giulio Canani
Predecessore Cardinale presbitero di San Lorenzo in Lucina Successore CardinalCoA PioM.svg
Michele Bonelli 1591-1597 Pedro de Deza
Predecessore Cardinale protopresbitero Successore CardinalCoA PioM.svg
Michele Bonelli 1591-1597 Pedro de Deza
Predecessore Cardinale vescovo di Frascati Successore CardinalCoA PioM.svg
Tolomeo Gallio 1600 Girolamo Simoncelli

Controllo di autorità VIAF: 72195232 LCCN: nr92042828