Arcidiocesi di Bari-Bitonto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Arcidiocesi di Bari-Bitonto
Archidioecesis Barensis-Bituntina
Chiesa latina
Bari Cattedrale San Sabino.jpg
Regione ecclesiastica Puglia
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Diocesi suffraganee
Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, Andria, Conversano-Monopoli, Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, Trani-Barletta-Bisceglie
Arcivescovo metropolita Francesco Cacucci
Vicario generale Domenico Ciavarella
Sacerdoti 338 di cui 195 secolari e 143 regolari
2.206 battezzati per sacerdote
Religiosi 209 uomini, 552 donne
Diaconi 73 permanenti
Abitanti 753.987
Battezzati 745.898 (98,9% del totale)
Superficie 1.264 km² in Italia
Parrocchie 126
Erezione IV secolo
Rito romano
Cattedrale San Sabino
Concattedrali San Valentino
Santi patroni patroni principali: Maria Odegitria e San Nicola (Bari); Immacolata Concezione (Bitonto)
patrono secondario: San Sabino (Bari)
Indirizzo Piazza Odegitria 1, 70122 Bari, Italia
Sito web www.arcidiocesibaribitonto.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Italia

L'arcidiocesi di Bari-Bitonto (in latino: Archidioecesis Barensis-Bituntina) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2012 contava 745.898 battezzati su 753.987 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Francesco Cacucci.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi si estende su 21 comuni della provincia di Bari.

Sede arcivescovile è la città di Bari, dove si trova la cattedrale di San Sabino. A Bitonto si trova la concattedrale di San Valentino.

Il territorio è suddiviso in 13 vicariati e 126 parrocchie:

Santuari[modifica | modifica sorgente]

Nell'arcidiocesi sono presenti diversi santuari, fra cui i più importanti, per affluenza di pellegrini e tradizione storica, sono quello di San Nicola a Bari, della Madonna del Pozzo a Capurso e dei Santi Medici a Bitonto.

Provincia ecclesiastica[modifica | modifica sorgente]

La provincia ecclesiastica della sede metropolitana di Bari si estende interamente in territorio pugliese e corrisponde quasi esattamente alle province di Bari e Barletta-Andria-Trani.

Le cinque sedi suffraganee sono l'arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie(-Nazareth) e le diocesi di:

Storia[modifica | modifica sorgente]

Arcidiocesi di Bari[modifica | modifica sorgente]

Le prime notizie storicamente attendibili circa la diocesi di Bari risalgono al IV secolo, quando il vescovo Gervasio prese parte al concilio di Sardica del 342/344. Nel 465 fu il suo successore Concordio a prendere parte al sinodo romano: secondo Lanzoni, è Concordio l'unico vescovo storicamente certo di Bari nei primi sei secoli cristiani.[1] Nel 530 con il vescovo Pietro la diocesi fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana, soggetta al patriarcato di Costantinopoli.[2]

Dall'VIII all'XI secolo l'arcidiocesi di Bari, sotto il diretto dominio di Costantinopoli, adottò il rito bizantino, di cui rimarranno tracce fino al XVI secolo. Insieme con il rito bizantino, il calendario liturgico della Chiesa di Bari ricordava i santi dell'Oriente celebrati secondo il calendario bizantino. Infine nella cattedrale Bari fu in uso fino al XX secolo enunciare Vangelo ed Epistola in latino e in greco.

Nel IX secolo, in seguito alle devastazioni operate in Puglia dai Saraceni, la città di Canosa (Canusium) fu distrutta e Angelario, vescovo di quella città nell'844 riparò a Bari portando con sé le reliquie dei santi Rufino, Memore e san Sabino; quest'ultimo divenne poi patrono della diocesi di Bari. Il pontefice Sergio II conferì ad Angelario il titolo di vescovo di Bari e Canosa, titolo che gli arcivescovi di Bari hanno mantenuto fino alla recente riorganizzazione delle diocesi del 1986.[senza fonte]

Nel 933 papa Giovanni IX concesse l'uso del pallio all'arcivescovo di Bari, e nel volgere di un secolo ogni legame con Costantinopoli fu rescisso, in favore di quelli con Roma.

L'arcivescovo Bisanzio (1025-1035) ottenne dal Papa il privilegio di consacrare i vescovi delle sedi suffraganee. Iniziò anche la costruzione della nuova cattedrale intitolata a san Sabino, che fu distrutta nel 1156 da Guglielmo il Malo. Nell'XI secolo si tennero a Bari due sinodi: il primo, nel 1064 fu presieduto da Arnoldo, vicario di papa Alessandro II.

In quegli stessi anni, a Bari era arcivescovo Ursone che però, prediligendo la sede di Canosa, si era inimicato la popolazione. Pertanto, quando nel 1087 alcuni marinai traslarono a Bari le reliquie di san Nicola, le affidarono in custodia presso un monastero benedettino. Solo nel 1089, con la morte di Ursone e l'elezione ad arcivescovo proprio dell'abate benedettino Elia, si diede avvio alla costruzione della basilica di San Nicola, che venne consacrata nello stesso anno da papa Urbano II, a lavori ancora ampiamente in corso. In questa occasione lo stesso papa tumulò nella cattedrale le reliquie di san Nicola di Bari, appena giunte dall'Oriente.

Pochi anni dopo, nel 1098, Urbano II tornò a Bari per celebrarvi un sinodo finalizzato alla riavvicinamento tra la Chiesa d'Oriente e la sede apostolica di Roma. Nella scelta di Bari ebbe un peso rilevante il ruolo assunto dalla Chiesa locale, che per la presenza delle reliquie di san Nicola costituiva il naturale terreno di dialogo tra cristiani d'oriente e d'occidente. Al sinodo intervennero ben 183 vescovi, tra i quali sant'Anselmo d'Aosta che si distinse per le posizioni prese sull'uso del pane lievitato nell'eucarestia e della processione dello Spirito Santo (la cosiddetta disputa sul Filioque). Ciò nonostante il sinodo non diede i risultati sperati e la distanze dottrinali ne furono acuite.

Dopo l'arcivescovo Rainaldo, che diede impulso alla riedificazione della cattedrale distrutta da Guglielmo il Malo, anche l'arcivescovo Romualdo Grisoni (1280) si distinse per la restauro ed edificazione di chiese. Nel 1377 era arcivescovo di Bari Bartolomeo Prignano, divenuto poi papa Urbano VI, il quale peraltro non vide mai la città.

Due arcivescovi del XVII secolo hanno ricoperto un ruolo significativo nella storia dell'arcidiocesi: Diego Sersale (1638) ristrutturò a proprie spese la cattedrale e promosse la costruzione del palazzo episcopale e del seminario, mentre il domenicano Tommaso Maria Ruffo (1684) morì in odore di santità.

In seguito al Concordato del 1818 tra la Santa Sede e il Regno delle Due Sicilie, le diocesi di quest'ultimo furono oggetto di fusioni e aggregazioni. In quella circostanza, con la bolla De utiliori di papa Pio VII del 27 giugno 1818, all'arcidiocesi di Bari fu aggregata la soppressa diocesi di Bitetto.

Diocesi di Bitonto[modifica | modifica sorgente]

Anche la diocesi di Bitonto, come quella di Bari, secondo la tradizione ha un'origine che può essere fatta risalire al tempo della piena conversione della Puglia. La cronotassi episcopale parte infatti dal 515[senza fonte]. Sebbene vi siano notizie confuse circa un vescovo di nome Anderano vissuto attorno al 742 (e appartenente probabilmente alla chiesa di Bisignano), il primo vescovo di Bitonto di cui si hanno notizie dettagliate fu Arnolfo nel 1087.

Nel 1151 e nel 1172 la sede di Bitonto fu confermata come suffraganea dell'arcidiocesi di Bari rispettivamente da Eugenio III e da Alessandro III.

Successivamente tennero la sede bitontina, tra gli altri, Enrico Minutolo (1382), in seguito divenuto cardinale; Cornelio Musso (1544), un conventuale che si distinse al concilio di Trento dove tenne la predica di apertura; il servo di Dio Girolamo (al secolo Bernardino) Pallantieri (1603-1619)[3], Fabrizio Carafa (1622), fondatore di un'accademia letteraria; e Alessandro Crescenzi (1652), appartenente ad un'importante famiglia romana, che fu creato cardinale nel 1675.

Nel 1703 il capitolo della cattedrale proclamò l'Immacolata Concezione patrona principale della città e della diocesi. Patrono del capitolo invece era san Valentino, il cui culto fu introdotto a Bitonto dal vescovo Guglielmo da Viterbo nel XII secolo.

Con la bolla De utiliori di papa Pio VII del 27 giugno 1818, la diocesi di Bitonto venne unita aeque principaliter a quella di Ruvo.

Arcidiocesi di Bari-Bitonto[modifica | modifica sorgente]

L'unione delle diocesi di Bitonto e Ruvo perdurò fino al 1982; il 30 settembre di quell'anno infatti la Santa Sede procedette alla nomina di due vescovi distinti per le due sedi. Sulla diocesi di Bitonto fu nominato Andrea Mariano Magrassi, che era già arcivescovo di Bari: in questo modo Bari e Bitonto furono unite in persona episcopi.

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, nel quadro più ampio della revisione delle circoscrizioni ecclesiastiche in Italia, le due sedi furono unite con la formula plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale. Contestualmente il comune ed il territorio di Santeramo in Colle fu ceduto dalla nuova arcidiocesi alla diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

In occasione del Congresso Eucaristico Nazionale del maggio 2005, l'arcidiocesi di Bari-Bitonto fu meta del primo viaggio apostolico di Benedetto XVI dopo l'elezione a papa.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Papa Urbano VI, nato Bartolomeo Prignano, arcivescovo di Bari (1377 - 1378)
Papa Clemente VII, nato Giulio Zanobi di Giuliano de' Medici, amministratore apostolico di Bitonto (18 febbraio 1517 - 27 febbraio 1517)
Papa Paolo III, nato Alessandro Farnese, amministratore apostolico di Bitonto (24 gennaio 1530 - 17 maggio 1532) - (17 giugno 1537 - 11 gennaio 1538 amministratore apostolico per la seconda volta)
Alessandro Farnese il Giovane, vescovo di Bitonto ( 1544 - 27 ottobre - 1544)
Cornelio Musso, O.F.M.Conv., vescovo di Bitonto ( 1544 - 27 ottobre - 1574)
Francesco Pedicini, arcivescovo di Bari (1858 - 1886)
Casimiro Gennari, amministratore apostolico di Bari (1886 - 1887)
Marcello Mimmi (a sinistra), in udienza da papa Giovanni XXIII, arcivescovo di Bari (1933 - 1952)
Anastasio Alberto Ballestrero, arcivescovo di Bari (1973 - 1977)

Sede di Bari[modifica | modifica sorgente]

  • San Mauro † (I secolo)
  • Gervasio o Geronzio † (menzionato nel 342/344)
  • Concordio † (menzionato nel 465)
  • Pietro I † (menzionato nel 530)
  • Marco † (596 - 610)
  • Giulio † (610 - 634)
  • Stefano † (634 - 653)
  • Ursone † (653 - 681)
  • Trasmondo † (681 - 688)
  • Rodecauto † (688 - 694)
  • Bursa † (694 - 753)
  • Maurenziano † (753 - 758
  • Andrea † (759 - 761)
  • Rodoaldo I † (762 - 780)
  • Leone † (781 - dopo il 787)
  • Pietro II † (? - 821)
  • Sebastiano † (821 - 828)
  • Giacomo I † (828 - 840)
  • Rodoaldo II † (843 - 854)
  • Angelario † (855 - 876)
  • Domenico † (877 - 891)
  • Giovanni I † (892 - 905)
  • Guitpardo † (906 - 912)
  • Rodrigo † (912 - 920)
  • Giovanni II † (920 - 924)
  • Alsario † (924 - 930 o 931 deceduto)
  • Pietro III † (931 - 950/952 deceduto)
  • Giovanni III † (952 - 978 deceduto)
  • Paolo † (978 - 988 o 993 deceduto)
  • Crisostomo † (988 o 993 - 1006 deceduto) (arcivescovo di Bari e Trani)
  • Giovanni IV † (1006 - 27 maggio 1025 deceduto)
  • Bisanzio † (14 luglio 1025 - 6 gennaio 1035 deceduto)
  • Romoaldo I † (1035 - 1035 deceduto)
  • Nicola I † (9 agosto 1035 - 27 aprile 1062 deceduto)
  • Andrea II † (1062 - 1078 deceduto)
  • Ursone † (giugno 1078 - 14 febbraio 1089 deceduto)
  • Elia, O.S.B. † (febbraio 1089[4] - 23 maggio 1105 deceduto)
  • Risone † (1105 - settembre 1117 deceduto)[5]
  • Gualtieri † (1118 - 1126)
  • Matteo, O.S.B. † (1126 - 1128 o 1129 deceduto)
  • Angelo † (1128 o 1129 - 1137 deposto)
  • Giovanni V † (1137 - 1151 deposto)
  • Giovanni VI † (12 febbraio 1151 - 31 agosto 1169 o 1171 deceduto)
  • Rainaldo † (marzo 1171 - 4 febbraio 1188[6] deceduto)
  • Doferio † (1188[7] - 27 febbraio 1207 deceduto)
  • Berardo di Castagna (o Costa) † (1207 - 11 settembre 1213 nominato arcivescovo di Palermo)
  • Andrea III di Celano † (1214 - 27 settembre 1225 deceduto)
  • Marino Filangieri † (21 dicembre 1226 - 6 luglio 1251 deceduto)
  • Enrico Filangieri, O.P. † (27 aprile 1252 - 11 ottobre 1258 deceduto)
  • Giovanni VI Saraceno, O.F.M. † (1259 - 19 agosto 1280 deceduto)
  • Romoaldo Grisone † (20 giugno 1282 - 3 febbraio 1309 deceduto)
  • Landolfo I † (24 novembre 1310 - 4 ottobre 1336 deceduto)
  • Ruggiero Sanseverino † (24 marzo 1337 - 23 maggio 1347 nominato arcivescovo di Salerno)
  • Bartolomeo Carafa † (23 maggio 1347 - 16 marzo 1367 deceduto)
  • Niccolò Brancaccio † (12 aprile 1367 - 13 gennaio 1377 nominato arcivescovo di Cosenza)
  • Bartolomeo Prignano † (13 gennaio 1377 - 8 aprile 1378 eletto papa con il nome di Urbano VI)
  • Landolfo Maramaldo † (1378 - 1384 deposto)
  • Giacomo Carafa † (1384 - dopo il 1º maggio 1400 deceduto)
    • Niccolò Acconciamuro † (5 novembre 1378 - 1387 deceduto) (antivescovo)
    • Guglielmo † (29 luglio 1387 - 1390 dimesso) (antivescovo)
    • Roberto † (2 luglio 1390 - ?) (antivescovo)

Sede di Bitonto[modifica | modifica sorgente]

  • Sant'Apollinare ? † (I secolo)
  • Guglielmo da Viterbo † (715 - 742)[senza fonte]
  • Andreone o Andreano † (742 - 754)
  • Oto o Ottone † (754 - ?)
  • Arnolfo † (1085 - 1095)
  • Giovanni I † (1095 - 1145)
  • Giovanni Nicolao † (1145 - 1198)
  • Domenico † (1198 - 1225)
  • Sergio d'Orvieto † (1225 - 1251)[8]
  • Pancrazio da Anagni, O.P. † (12 agosto 1253 - 1260)
  • Teodorico de' Borgognoni † (1260 - 9 giugno 1266 nominato vescovo di Cervia)
  • Pardo Perrese † (1266 - 1267)
  • Bernardo † (1267 - 1268)
  • Leucio Corasi † (1283 - 1317 deceduto)
    • Giovanni da Venotstis † (1317 - 1317 deposto) (antivescovo)
  • Giovanni Lacadia † (27 giugno 1317 - 1333)
  • Stefano Vitano † (1334 - 1346)
  • Roberto Lenato † (1346 - 1347)
  • Giacomo Falcone † (10 novembre 1348 - 1349 ? deceduto)
  • Nicola Fontana † (1350 - 1352)
  • Giacomo Castelli † (1352 - 1371)
  • Biagio Domenico † (1371[9] - circa 1380 deposto)[10]
    • Pietro De Valle, O.E.S.A. † (15 giugno 1380 - 1384) (antivescovo)
    • Nicola dei Guiscardi † (1º aprile 1384 - ?) (antivescovo)
  • Enrico Minutolo † (1381 - 1383 nominato arcivescovo di Trani)
  • Giacomo Castelli † (1383 - 1386)
  • Nicola de Pice † (1386 - 1392)
  • Giovanni degli Orselli † (1392 - 1396)[11]
  • Nicola Perrese † (1396 - 1399)
  • Antonio Ciccivellis, O.F.M. † (31 luglio 1399 - 1423 deceduto)
  • Paolo Alfatati † (14 giugno 1423 - 1457 deceduto)
  • Antonio di Reggio, O.P. † (4 maggio 1457 - 1472 deceduto)
  • Andrea Paltroni † (17 agosto 1472 - 5 novembre 1484 nominato vescovo di Nepi e Sutri)
  • Battista Pontini † (5 novembre 1484 - 1500 deceduto)
    • Giovanni Battista Orsini seniore † (12 giugno 1500 - 20 dicembre 1501 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Giovanni Battista Orsini iuniore † (20 dicembre 1501 - 1517 dimesso)
  • Giacomo Orsini † (27 febbraio 1517 - 24 gennaio 1530 dimesso)
  • Lope Alarcón † (17 maggio 1532 - 1537 dimesso)
  • Sebastiano Deli di Castel Durante † (11 gennaio 1538 - 1544 deceduto)
  • Alessandro Farnese † (1544 - 27 ottobre 1544 dimesso)
  • Cornelio Musso, O.F.M.Conv. † (27 ottobre 1544 - 13 gennaio 1574 deceduto)
  • Giovanni Fortiguerra † (26 aprile 1574 - 1593 deceduto)
  • Flaminio Parisio † (17 settembre 1593 - 1603 deceduto)
  • Girolamo Bernardino Pallantieri, O.F.M.Conv. † (10 settembre 1603 - 23 agosto 1619 deceduto)
  • Giovanni Battista Stella † (13 novembre 1619 - 15 dicembre 1621 deceduto)
  • Fabrizio Carafa † (24 gennaio 1622 - 9 marzo 1651 deceduto)
  • Alessandro Crescenzi † (26 agosto 1652 - 19 aprile 1668 dimesso)
  • Tommaso Acquaviva d'Aragona, O.P. † (14 maggio 1668 - 23 agosto 1672 deceduto)
  • Francesco Antonio Gallo † (3 ottobre 1672 - 11 agosto 1685 deceduto)
  • Filippo Massarenghi, C.O. † (13 maggio 1686 - 5 giugno 1688 deceduto)
  • Carlo de Ferrari † (6 giugno 1689 - 13 novembre 1698 deceduto)
  • Giovanni Battista Capano, C.R. † (21 giugno 1700 - 14 gennaio 1720 deceduto)
  • Domenico Maria Cedronio, O.P. † (20 marzo 1720 - maggio 1722 deceduto)
  • Luca Antonio della Gatta † (6 luglio 1722 - 8 luglio 1737 nominato vescovo di Melfi e Rapolla)
  • Giovanni Barba † (8 luglio 1737 - 13 dicembre 1749 deceduto)
  • Nicola Ferri † (23 febbraio 1750 - 28 maggio 1770 nominato vescovo di Campagna e Satriano)
  • Orazio Berarducci † (28 maggio 1770 - 1801 deceduto)
    • Sede vacante (1801-1819)
  • Vincenzo Maria Manieri, O.F.M.Conv. † (29 marzo 1819 - 1833 deceduto)
    • Sede vacante (1833-1838)
  • Nicola Marone † (15 febbraio 1838 - 18 giugno 1853 dimesso)
  • Vincenzo Materozzi † (12 settembre 1853 - 8 luglio 1884 deceduto)
  • Luigi Bruno † (8 luglio 1884 succeduto - 10 gennaio 1893 deceduto)
  • Tommaso de Stefano † (19 gennaio 1893 - 24 marzo 1898 nominato arcivescovo di Trani e Barletta)
  • Pasquale Berardi † (24 marzo 1898 - 21 aprile 1921 nominato arcivescovo di Gaeta)
  • Placido Ferniani † (28 marzo 1922 - 22 maggio 1925 deceduto)
  • Domenico Del Buono † (24 luglio 1925 - 16 gennaio 1929 deceduto)
  • Andrea Taccone † (27 agosto 1929 - 30 aprile 1949 dimesso)
  • Aurelio Marena † (16 marzo 1950 - 21 novembre 1978 dimesso)
    • Sede vacante (1978-1982)
    • Salvatore Isgrò † (21 novembre 1978 - febbraio 1981) (amministratore apostolico)
    • Aldo Garzia † (febbraio 1981 - 30 settembre 1982) (amministratore apostolico)
  • Andrea Mariano Magrassi, O.S.B. † (30 settembre 1982 - 30 settembre 1986 nominato arcivescovo di Bari-Bitonto)

Sede di Bari-Bitonto[modifica | modifica sorgente]

Vescovi oriundi dell'arcidiocesi[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 753.987 persone contava 745.898 battezzati, corrispondenti al 98,9% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 486.600 487.500 99,8 358 234 124 1.359 208 837 56
1959 532.000 535.000 99,4 400 220 180 1.330 250 1.300 70
1969 625.000 628.746 99,4 434 199 235 1.440 332 1.604 82
1980 630.000 640.655 98,3 375 194 181 1.680 2 268 1.128 94
1990 650.000 680.000 95,6 411 231 180 1.581 21 283 1.202 120
1999 600.000 710.000 84,5 426 251 175 1.408 40 255 893 123
2000 600.000 710.000 84,5 426 251 175 1.408 46 257 1.010 124
2001 690.000 710.000 97,2 394 228 166 1.751 48 239 909 124
2002 690.000 710.000 97,2 369 211 158 1.869 58 226 790 124
2003 699.700 720.000 97,2 390 210 180 1.794 59 289 718 126
2004 712.000 720.000 98,9 372 207 165 1.913 62 259 711 125
2006 732.277 740.900 98,8 362 207 155 2.022 66 246 791 125
2012 745.898 753.987 98,9 338 195 143 2.206 73 209 552 126

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, Faenza 1927, pp. 301-302.
  2. ^ Lanzoni parla invece del X secolo come periodo di erezione dell'arcidiocesi.
  3. ^ Girolamo Pallantieri
  4. ^ Consacrato il 31 ottobre (cfr. Gams).
  5. ^ Eletto alla morte di Elia, venne consacrato vescovo il 13 aprile 1112
  6. ^ Norbert Kamp, Doferio (Doferius, Dauferius), Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani.
  7. ^ Nominato tra ottobre del 1188 e maggio del 1189 (cfr. Norbert Kamp, Doferio (Doferius, Dauferius), Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani). Gams riporta come data il 13 dicembre 1188.
  8. ^ Un anonimo episcopus Botontinus è nominato vescovo di Mileto il 22 aprile 1252 (cfr. Eubel, vol. I, p. 340).
  9. ^ 18 maggio 1373 secondo Eubel.
  10. ^ Il 1º aprile 1384 è nominato arcivescovo titolare di Tiro.
  11. ^ Forse identificabile con Giovanni Guiglielmucci, O.P., nominato il 4 maggio 1391 (cfr. Eubel. vol. I).

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Sede di Bari[modifica | modifica sorgente]

Sede di Bitonto[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

diocesi Portale Diocesi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di diocesi