Arcidiocesi di Sassari

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Arcidiocesi di Sassari
Archidioecesis Turritana
Chiesa latina
SAN NICOLA sassari(126).JPG
Regione ecclesiastica Sardegna
Diocesi suffraganee
Alghero-Bosa, Ozieri, Tempio-Ampurias
Arcivescovo metropolita Paolo Mario Virgilio Atzei, O.F.M.Conv.
Sacerdoti 153 di cui 99 secolari e 54 regolari
1.437 battezzati per sacerdote
Religiosi 61 uomini, 198 donne
Diaconi 4 permanenti
Abitanti 223.000
Battezzati 220.000 (98,7% del totale)
Superficie 1.978 km² in Italia
Parrocchie 60
Erezione V secolo
Rito romano
Cattedrale San Nicola
Indirizzo Via Arcivescovado 19, 07100 Sassari, Italia
Sito web www.arcidiocesidisassari.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia

L'arcidiocesi di Sassari (in latino: Archidioecesis Turritana) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Sardegna. Nel 2010 contava 220.000 battezzati su 223.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Paolo Mario Virgilio Atzei, O.F.M.Conv.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi comprende 28 comuni della provincia di Sassari in Sardegna.

Sede arcivescovile è la città di Sassari, dove si trova la cattedrale di San Nicola.

Il territorio è suddiviso in 60 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La diocesi di Torres (l'odierna Porto Torres, anticamente chiamata Turris Libisonis') fu eretta forse verso la fine del III secolo, quantunque la tradizione indichi come primo vescovo un Clemente romano nel I secolo. Nemmeno san Gavino vissuto verso il 100 è un vescovo certo, di lui però si ritiene fondato il martirio. Sebbene esistano documenti riguardanti i vescovi precedenti, non è possibile stabilire con assoluta certezza che si riferiscano a vescovi di Torres, perché esistevano altre sedi vescovili dal nome simile. Il primo vescovo storicamente documentato è Felice, che nel 484 partecipò alla conferenza di Cartagine con altri quattro vescovi sardi.

Fino al VII secolo Torres era suffraganea dell'arcidiocesi di Cagliari. Con papa Giovanni V (685-686) divenne una sede immediatamente soggetta ai vescovi di Roma.

Nel 727 il vescovo Felice III dovette abbandonare la città in seguito all'invasione dei saraceni e rifugiarsi a Genova. Successivamente le notizie sui pastori della diocesi si interrompono per circa tre secoli.

Terminato il periodo saraceno, Torres fu elevata da papa Alessandro II (1061-1073) al rango di sede metropolitana per il nord dell'isola. Ebbe fino a sette diocesi suffraganee: Ampurias, Bisarcio, Bosa, Castro, Ottana, Ploaghe e Sorres. Primo metropolita fu Costantino de Castra, investito della carica arcivescovile a Capua da papa Gregorio VII nel 1073.

Lo stesso papa insistette presso il giudice di Torres perché nell'arcidiocesi si attuassero le norme canoniche sulla vita, la disciplina e l'istruzione del clero, indice della grave inadeguatezza morale, culturale e religiosa dei presbiteri a quell'epoca.

Tra XI e XII secolo diversi ordini religiosi si insediarono nell'arcidiocesi, in particolare i Cistercensi. Infatti il giudice di Torres, Gonario, dopo un incontro con san Bernardo, si fece monaco e favorì lo sviluppo dell'ordine a Torres, e si deve alla sua influenza la fondazione del monastero di Santa Maria di Paulis. Alla fine del XII secolo fu vescovo un cistercense, Erberto, autore di un Liber miraculorum et visionum che ebbe molta fortuna nei Paesi tedeschi. In questo stesso secolo fu terminata la basilica di San Gavino, in stile romanico.

Nel XIII secolo l'arcivescovo Dorgodorio costruì a Sassari il suo palazzo arcivescovile, che verso la fine del secolo diverrà la dimora principale del suo successore Teodosio. Torres infatti aveva perso il suo ruolo di porto commerciale e attraversava un grave periodo di decadenza. Ma solo nel 1441 Pietro Spano traslò definitivamente la sede arcivescovile da Torres a Sassari, autorizzato dalla Santa Sede con la bolla Super universas.

L'8 dicembre 1503 furono soppresse le diocesi di Sorres e di Ploaghe e il loro territorio fu unito all'arcidiocesi di Sassari in forza della bolla Aequum reputamus di papa Giulio II. Ciò non avvenne subito, ma solo alla morte dei rispettivi vescovi, ossia nel 1505 e nel 1523.

Nei secoli successivi gli arcivescovi si impegnarono per l'attuazione dei decreti del concilio di Trento. In quest'opera si distinsero soprattutto: Salvatore Alepus († 1568) che fece alcune visite pastorali nell'arcidiocesi ed emanò diverse costituzioni sinodali per riformare la vita del clero ed obbligare i parroci a curare l'istruzione religiosa del popolo; Alfonso de Lorca † 1603) che istituì il seminario diocesano; Gavino Manca de Cedrelles († 1620) che pubblicò la versione in sardo logudorese della Dichiarazione del Simbolo apostolico di Roberto Bellarmino; Giuseppe Sicardo († 1714 che fece pubblicare un nuovo catechismo in lingua sardo-logudorese; Matteo Bertolini († (1750) che estese la pratica degli esercizi spirituali a tutti i seminaristi e al clero diocesano.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

  • Clemente? † (circa 50)
  • San Gavino ? † (circa 100)
  • San Proto † (menzionato nel 290)
  • San Gaudenzio † (menzionato nel 301)
  • Protogene † (menzionato nel 324)
  • Felice I † (menzionato nel 404)
  • Sansuzio † (menzionato nel 410)[1]
  • Felice II † (menzionato nel 484)
  • Giovanni I ? † (prima del 501 - dopo il 504)[2]
  • Mariniano † (prima del 591 - dopo il 599)
  • Valentino † (menzionato nel 649)
  • Novello † (menzionato nel 685)
  • Felice III † (prima del 727 - 743 deceduto)
  • Simone? † (1050 o 1065)
  • Costantino di Castra † (prima del 1073 - dopo il 1087)
  • Cristoforo † (menzionato nel 1090)
  • Attone I † (prima del 1112 - 1116)
  • Manfredi † (1116)
  • Anonimo † (1118)
  • Vitale † (1120 - 1122)
  • Costantino Berrica † (dopo il 3 settembre 1127 - ?)
  • Attone † (1134)
  • Pietro de Cannetu † (1134 - 1139)
  • Attone II † (1139 - 1146)
  • Pietro Manacu † (1153 - 1170)
  • Alberto, O.S.B. † (1170 - 1178)
  • Erberto, O.Cist. † (1181 - prima del 14 agosto 1196)
  • Bandino † (1196 - prima del 28 agosto 1198)
  • Anonimo † (prima del 17 ottobre 1200)
  • Biagio † (1202 - prima del 1217 deceduto)
  • Gianuario † (menzionato nel 1225)
  • Opizzo † (1230 - ?)
  • Piacentino † (31 maggio 1231 - ?)
  • Stefano, O.P. † (1249 - circa 1260)
  • Prospero, O.Cist. † (1261 - 1264)
  • Dorgodorio † (prima del 1278 - circa 1289 deceduto)
    • Pandolfo † (4 luglio 1290 - 1292 ?) (amministratore apostolico)
  • Giovanni d'Ancona, O.F.M. † (4 marzo 1296 - dopo il 1303)
  • Teodoro (o Teodizio) di Pisa † (3 ottobre 1398 - dopo il 1308 deceduto)
  • Giacomo † (9 maggio 1324 - ? deceduto)
  • Pietro de Portilo, O.P. † (12 ottobre 1327 - ? deceduto)
  • Bartolomeo † (2 settembre 1349 - ? deceduto)
  • Diego Navasques, O.Carm. † (12 febbraio 1354 - ? deceduto)
  • Arnaldo Bordach, O.Cist. † (5 ottobre 1355 - ? deceduto)
  • Arnaldo Baiuli, O.F.M. † (4 marzo 1360 - ? deceduto)
  • Bernardo, O.F.M. † (12 gennaio 1368 - 8 agosto 1369 nominato arcivescovo di Cagliari)
  • Guglielmo Belvaysius, O.F.M. † (8 agosto 1369 - 3 settembre 1371 nominato vescovo di Coria)
  • Giacomo Gualberotti (de Lanfranchis), O.P. † (3 settembre 1371 - 1372 deceduto)
  • Giacomo di Pietro, O.P. † (11 ottobre 1372 - dopo il 20 giugno 1373 deceduto)
  • Giovanni III de Fornellis, O.F.M. † (14 dicembre 1373 - 1391 deceduto)
  • Obbedienza avignonese:
    • Giovanni di Passau, O.P. † (1º luglio 1391 - ?)
  • Obbedienza romana e pisana:
    • Ubaldino Bonamici † (8 marzo 1393 - 4 aprile 1397 nominato arcivescovo di Oristano)[3]
    • Antonio Cipolloni, O.P. † (4 aprile 1397 - ? deceduto)
    • Primo (o Priamo) † (8 agosto 1399 - 1411 deceduto)
    • Nicolò de Probis (o di Roma), O.F.M. † (11 marzo 1411 - 1412 dimesso) (vescovo eletto)[4]
    • Giovanni de Azaro † (4 maggio 1412 - 1422 deceduto)
  • Pietro Spano † (1º aprile 1422 - 1448 deceduto)
  • Antonio Cano † (23 ottobre 1448 - dopo il 1475)
  • Giovanni de Sos (19 gennaio 1478 - ?)
  • Berengario de Sos † (19 gennaio 1481 - 1500)
  • Francesco Pellicerio † (1500 succeduto - 1509 deceduto)
  • Angelo Leonini † (3 agosto 1509 - circa 1515 dimesso)
    • Francesco Minerbetti de Medici † (circa 1515 - 1516 dimesso) (vescovo eletto)
  • Giovanni Sanna † (23 gennaio 1516 - circa 1524)
  • Salvador Alepus † (29 gennaio 1524 - 1568 deceduto)
  • Juan Segría † (23 luglio 1568 - 16 settembre 1569 nominato arcivescovo di Palermo)
  • Martín Martínez del Villar † (7 ottobre 1569 - 3 marzo 1573 nominato arcivescovo, titolo personale, di Barcellona)
  • Miguel Ibáñez † (10 ottobre 1572 - 1573 deceduto)
  • Alfonso de Lorca † (24 ottobre 1576 - 1603 deceduto)
  • Andrés Bacallar † (13 settembre 1604 - novembre 1612 deceduto)
  • Gavino Manca de Cedrelles † (29 luglio 1613 - luglio 1620 deceduto)
  • Diego Passamar † (13 giugno 1622 - 1644 deceduto)
  • Andrea Manca † (13 luglio 1644 - 1652 deceduto)
  • Gaspare Litago † (26 luglio 1656 - 1657)
  • Onofrio Gerona o Gervida † (13 gennaio 1659 - ?)
  • Íñigo Royo, O.S.B. † (19 luglio 1660 - 17 novembre 1670 nominato vescovo di Albarracín)
  • Gavino Cattayna, O.Carm. † (16 novembre 1671 - 1679 deceduto)
  • Antonio de Vergara, O.P. † (11 marzo 1680 - 15 novembre 1683 nominato arcivescovo di Cagliari)
  • Juan Morillo Velarde † (15 gennaio 1685 - 1699 deceduto)
  • José Sicardo, O.E.S.A. † (12 maggio 1702 - gennaio 1714 deceduto)
  • Gaspar Fuster, C.O. † (1º ottobre 1714 - 28 agosto 1720 deceduto)
    • Sede vacante (1720-1726)
  • Costanzo Giordino, O.C.D. † (16 dicembre 1726 - 19 novembre 1729)[5]
  • Bernardino Ignazio Roero di Cortanze, O.F.M.Cap. † (2 ottobre 1730 - 18 settembre 1741 nominato arcivescovo, titolo personale, di Novara)
  • Matteo Bertolini † (27 novembre 1741 - 9 novembre 1750 deceduto)
  • Carlo Francesco Casanova † (17 maggio 1751 - 26 febbraio 1763 deceduto)
  • Giulio Cesare Viancini † (16 maggio 1763 - 7 settembre 1772 nominato arcivescovo, titolo personale, di Biella)
  • Giuseppe Maria Incisa Beccaria † (7 settembre 1772 - 12 ottobre 1783 deceduto)
  • Giacinto Filippo Oliverio † (20 settembre 1784 - dicembre 1788 deceduto)
  • Giacinto della Torre, O.E.S.A. † (29 marzo 1790 - 24 luglio 1797 nominato arcivescovo, titolo personale, di Acqui)
  • Giambattista Simon † (28 settembre 1798 - 22 febbraio 1806 deceduto)[6]
    • Sede vacante (1806-1819)
  • Gavino Murru † (29 marzo 1819 - 1820 deceduto)
  • Carlo Tommaso Arnosio † (27 settembre 1822 - 18 agosto 1828 deceduto)
    • Sede vacante (1828-1833)
  • Giovanni Antonio Gianotti † (15 aprile 1833 - 19 maggio 1837 nominato vescovo di Saluzzo)
  • Alessandro Domenico Varesini † (13 settembre 1838 - 22 settembre 1864 deceduto)
    • Sede vacante (1864-1871)
  • Diego Marongiu Del Rio † (24 novembre 1871 - 10 ottobre 1905 deceduto)
  • Emilio Parodi, C.M. † (10 ottobre 1905 succeduto - 22 dicembre 1916 deceduto)
  • Cleto Cassani † (5 gennaio 1917 - 1º luglio 1929 dimesso)
  • Maurilio Fossati, O.SS.G.C.N. † (2 ottobre 1929 - 11 dicembre 1930 nominato arcivescovo di Torino)
  • Arcangelo Mazzotti, O.F.M. † (12 febbraio 1931 - 29 gennaio 1961 deceduto)
  • Agostino Saba † (16 marzo 1961 - 19 febbraio 1962 deceduto)
  • Paolo Carta † (22 marzo 1962 - 18 marzo 1982 ritirato)
  • Salvatore Isgrò † (18 marzo 1982 - 2 maggio 2004 deceduto)
  • Paolo Mario Virgilio Atzei, O.F.M.Conv., dal 14 settembre 2004

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 223.000 persone contava 220.000 battezzati, corrispondenti al 98,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1949 139.000 140.000 99,3 162 109 53 858 56 33 39
1970 191.000 194.645 98,1 214 124 90 892 119 505 53
1980 207.591 214.245 96,9 191 113 78 1.086 1 97 360 56
1990 213.167 216.346 98,5 170 100 70 1.253 1 89 317 61
1999 214.500 215.535 99,5 165 100 65 1.300 1 81 256 61
2000 219.730 220.739 99,5 150 101 49 1.464 2 58 269 61
2001 220.000 221.100 99,5 147 98 49 1.496 2 58 259 61
2002 221.000 223.100 99,1 170 100 70 1.300 2 79 259 61
2003 223.100 224.603 99,3 162 98 64 1.377 3 71 238 61
2004 219.356 220.859 99,3 149 94 55 1.472 3 65 247 61
2010 220.000 223.000 98,7 153 99 54 1.437 4 61 198 60

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Secondo Lanzoni, questi primi presunti vescovi di Sassari, tramandati dalla tradizione, o furono vescovi di altre sedi (Protogene di Sardica, Sansuzio di Torre di Numidia), o sono santi locali che col tempo furono creduti vescovi.
  2. ^ Secondo Lanzoni è vescovo di Thurii in Calabria.
  3. ^ Prima di Ubaldino, Eubel menziona, senza alcun dato cronologico, i vescovi Guglielmo, Bertrando, Paolo, Jacopo e Francesco, nominati da papa Urbano VI e papa Bonifacio IX.
  4. ^ Nomina revocata perché «infra tempus debitum non fecit expediri litteras apostolicas».
  5. ^ Luigi Cibrario, Storia di Torino, vol. II, Torino 1846, p. 590
  6. ^ Pasquale Tola, Dizionario biografico degli nomini illustri di Sardegna, vol. I, Torino 1837, p. 185

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]