Sorso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sorso
comune
Sorso – Stemma Sorso – Bandiera
Sorso – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.png Sassari
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Morghen (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 40°48′00″N 8°34′00″E / 40.8°N 8.566667°E40.8; 8.566667 (Sorso)Coordinate: 40°48′00″N 8°34′00″E / 40.8°N 8.566667°E40.8; 8.566667 (Sorso)
Altitudine 136 m s.l.m.
Superficie 67,05 km²
Abitanti 14 388[1] (30-09-2013)
Densità 214,59 ab./km²
Frazioni Arboriamar, Eden Beach, Marina di Sorso, Taniga-Malafede, San Michele
Comuni confinanti Castelsardo, Sassari, Sennori, Tergu
Altre informazioni
Cod. postale 07037
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090069
Cod. catastale I863
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Sorsensi
Patrono san Pantaleo
Giorno festivo 27 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sorso
Posizione del comune di Sorso all'interno della provincia di Sassari
Posizione del comune di Sorso all'interno della provincia di Sassari
Sito istituzionale
« Fermati o passeggero
e il capo inchina,

saluta del ciel
la gran Regina,
a Maria Noli me Tollere. »

(Targa apposta nel Santuario di Noli Me Tollere)

Sorso (Sòssu in turritano[2]) è un comune italiano di 14.388 abitanti[1] della provincia di Sassari in Sardegna. Si tratta del quarto comune per numero di abitanti della provincia, ha una superficie di 67,1 chilometri quadrati ed è situato nell'antica regione della Romangia, affacciandosi sul Golfo dell'Asinara. La città possiede una cantina sociale e per i suoi prodotti è entrata nel novero delle città del vino.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Scorcio della Marina di Sorso

Sorso gode di una collocazione geografica di notevole valore paesistico; la sua costa, con le famose spiagge di Marina di Sorso (che è anche frazione del paese) e di Platamona, si estende per circa 18 km. Nei fertili terreni circostanti si coltivano frutta e ortaggi, ma soprattutto l'olivo e la vite. Il comune comprende anche le seguenti frazioni e località: Riviera di Sorso, Platamona - Costa Dorata o D'Oro, Arboriamar, Bellisara, Eden Beach, Lu Barrili-Monti, Lu Tuvaraggiu, Marritza, San Michele, Serralonga, Stagno Platamona, Taniga-Malafede, Terrada Sud, Tonnara. La costituzione geologica è data in prevalenza dagli ultimi rilievi calcarei del sassarese affievoliti verso al costa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Il territorio è ricco di testimonianze archeologiche risalenti al periodo prenuragico, l'attuale borgo però è di origine romana e divenne grosso centro religioso nel Medioevo. Del Prenuragico, rimangono le domus de janas di l'Abbiu e il sito di Geridu tra Sorso e Sassari. Sono invece propriamente riconducibili al periodo nuragico i nuraghi di Bachileddi, Sa Corona Ruja e San Biagio. È presente anche un pozzo sacro denominato Serra Niedda. Altri siti dominano il golfo dell'Asinara. Nel V secolo i Cartaginesi trasformarono Sorso in una fortezza di cui oggi ci rimane il sito di Santa Filitica.

Geridu[modifica | modifica sorgente]

Il sito di Gericu o Geridu è il più importante sito archeologico della città romangiate. Si trova lungo la strada provinciale 25 Sassari-Sorso a 2 km da Sorso stessa. Gli scavi hanno riportato alla luce un antico insediamento con resti che vanno dal preistorico al romanico originariamente denominato Jelithon. Jelithon o Gelithon (o ancora Heliton) si pensava fosse l'antico nome con cui si identificasse Sorso anche se la storicità di tale affermazione datata XV secolo è stata più volte messa in dubbio. Si è comunque consapevoli di una chiesa denominata S. Andrea d'Elighe, smembrata nel XIX secolo. Per recuperare materiali per la chiesa parrocchiale di San Pantaleo a Sorso, all'epoca in costruzione. In un condaghe del XVII secolo: Condaghe de lo primeros moradores de ciudad de Sacer veniva, non certo storicamente, spiegata la rivalità tra Sorso e Sassari datata addirittura V secolo, e l'esistenza di un capostipite della popolazione chiamato Gelidon a cui oltre la fondazione del paese è attribuita un'indole ribelle e folle che ancora contraddistingue i Sorsesi.[3]

Dall'età Giudicale alla Moderna[modifica | modifica sorgente]

Edificio sede amministrazione comunale

Durante il 1300 Sorso passò di mano a diversi feudatari e venne più volte attaccata e distrutta sia dall'irrequietezza degli abitanti di Castelgenovese (l'attuale Castelsardo), sia dalla famiglia Doria[4].

Nel 1436 Sorso e Sennori vennero vendute insieme a Gonario Gambella e da quel momento le sorti dei due paesi furono identiche. Lo stemma di Sorso sia nella versione odierna che in quella antica riporta un gambale simbolo della famiglia Gambella. Dopo numerosi altri passaggi alla proprietà del paese, nel 1527 subì l'attacco da parte delle truppe francesi di Renzo Orsini per poi passare ancora tra diverse mani prima del riscatto del 1838. Precedentemente, nel 1821 divenne uno dei capoluoghi della provincia di Sassari. Vittorio Angius nel suo Dizionario del Casalis annotava a Sorso (sunto): "durante il periodo delle milizie, Sorso e Sennori, potevano contare su 112 elementi".

La storia dell'agricoltura e allevamento sorsese ha portato alla luce terreni adattissimi a tutte le colture e scarsi pascoli che provvedevano al sostentamento del paese mentre l'eccedenza era venduta a Sassari e Porto Torres. Nel 1859 Sorso fu inserita nella ricostituita Provincia di Sassari.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Per il nome di Sorso sono ipotizzate diverse etimologie. Secondo la più probabile, il toponimo deriverebbe dall’avverbio logudorese josso/zosso (dal latino deorsum, ovvero "in giù", "verso il basso", "sotto"), successivamente divenuto Zorso, quindi Sorso (o Sossu), ad indicare la minore altitudine rispetto alla vicina Sennori. Il nome di Sorso, per la prima volta, è citato nel Condaghe di S. Pietro di Silki (1065-1180). Il toponimo appare più volte anche negli atti del Condaghe della chiesa di San Nicola di Trullas (Semestene), prezioso documento redatto tra il 1115 ed il 1176, nel quale vengono citati i nomi di Barusone de Sorso, Gosantine de Sorso, Furatu de Sorso; nello stesso Kondaghe si legge "Fece dono donna Iorgia d’Athen in punto di morte, della sua domo di Sorso con tutte le sue pertinenze di salto e vigne e terreni e corte e servi e canneto e palmeto". La famiglia degli Athen, molti dei cui appartenenti erano membri della Corona de Logu nella reggia di Ardara, aveva proprietà in Sorso. È verosimile che il toponimo abbia avuto origine da un avverbio latino sursum versus, "in su", "verso l'alto"; questo probabilmente per indicare la posizione elevata del paese rispetto a quella di Turris Lybisonis (attuale Porto Torres), da cui i turrenses partivano per recarsi a Sorso. Gli abitanti di Sorso sono nominati sorsensi o sorsinchi, dal latino incola, cioè abitatore (sors-inchi, abitanti di Sorso).

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Sorso

Descrizione tratta integralmente dal regolamento dell'utilizzo dello stemma e gonfalone del comune di Sorso[5].

Lo Stemma, approvato con deliberazione n° 75 del 26.11.2004 adottata dal Consiglio Comunale e ricevuto con Decreto del Presidente della repubblica del 03.03.2005 per il tramite dell'Ufficio Onorificenze e Araldica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, è rappresentato da:

  • all'interno dello scudo: un gambale di guerriero in campo azzurro, completato da una “S”, acronimo di Sorso, di colore azzurro, contenuta tra due fasci rossi su campo oro.
  • all'esterno dello scudo: sotto lo scudo due fronde entrambe di colore verde, una fronda di alloro con bacche d'oro e una fronda di quercia con ghiande d'oro, che si intersecano su una cravatta frangiata dai colori nazionali ed ascendono lateralmente; sopra lo scudo una corona di Città d'oro.
Gonfalone di Sorso

Gonfalone[modifica | modifica sorgente]

Il Gonfalone comunale, emblema ufficiale storico del Comune, approvato con deliberazione n° 75 del 26.11.2004 e ricevuto con Decreto del Presidente della repubblica del 03.03.2005 per il tramite dell'Ufficio Onorificenze e Araldica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, è rappresentato da:

  • Un drappo quadrangolare di stoffa di un metro per due, del color porpora, sospeso mediante un bilico mobile ad un'asta terminata in punta da una freccia. Il drappo ornato da due cordoni laterali d'oro e frangiato da motivi d'oro, è caricato nel centro dello stemma di Città, sormontato sopra la corona dall'iscrizione centrata "Città di Sorso". La cravatta frangiata si compone in nastri tricolorati dai colori nazionali.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— 11 maggio 2004[6]
La leggenda della Billellera

La 1ª versione della leggenda narra che gli abitanti di Sorso, gelosi della Fontana del Rosello di Sassari, tentarono di spostarla con delle corde e portarla via, i sassaresi per questo li apostrofarono come pazzi per aver bevuto l'acqua della Billellera. (Nella versione di Sorso, i sassaresi sono i veri macchi, che nel dialetto della zona significa pazzi, perché attaccarono altre corde per trattenere la fontana). La 2ª versione invece narra che l'appellativo di macchi, per aver bevuto l'acqua della fontana, sia stato dato dalle popolazioni dei paesi vicini a Sorso per la gelosia dovuta alle proporzioni e l'eleganza dell'opera, che da questi era ritenuta inadeguata per le esigenze del luogo.

Sorso non è l'unica città della Sardegna in cui si registrano leggende legate alla fontana del paese. Altre realtà sono Calangianus, Lodè e Tonara. Un detto popolare gallurese riguardo ai primi due infatti citava Sossù, Calangianus e Lodè son macchi tutti e tre (Sorso, Calangianus e Lodè sono matti tutti e tre).

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Quartiere della Bicocca: presente nell'abitato è un quartiere di impianto medievale.
  • Chiesa di S.Pantaleo: ai margini del quartiere della Bicocca. La chiesa attuale in forme neoclassiche del 1836 è costruita su un'altra risalente al XV secolo.
  • Fontana della Billellera: è una fontana seicentesca fatta costruire a imitazione di quella di Sassari. Svolse un importante funzione di approvvigionamento per la popolazione. Su questa fontana persistono due simpatiche leggende, entrambe portano alla stessa conclusione cioè che bere l'acqua renda pazzi ma sono contrastanti tra loro.
  • Palazzo Baronale: nel centro del paese, di fattura seicentesca è stato fatto costruire dagli Amat che vi risieddero. Andato in rovina, è stato restaurato per farlo diventare centro culturale.
  • Chiesa della Beata vergine d'Itria: poco distante dal palazzo baronale è stata costruita nel XVII secolo e la facciata è scandita da lesene.
  • Chiesa di Noli Me Tollere: anch' essa del XVII secolo, è sede del simulacro dell'omonima Madonna oggetto di profonda venerazione popolare.
  • Cappella di Noli Me Tollere: In località Pedrugnanu risale ai primi del Novecento, ed è stata rinnovata pochi anni fa
  • Oratorio di Santa Croce: XVI secolo, in stile tardogotico, al suo interno è collocato un antico crocifisso ligneo di pregevole fattura.
  • Chiesa di Sant'Anna: XVII secolo, è completata da alcune cappelle laterali e ha la volta a botte.
  • Chiesa di San Pasquale Baylon : è una chiesa del 1780 in forme barocche costruita dai gesuiti. Si trova in regione Malafede al confine col comune di Sassari.
  • Chiesa di Santa Monica: Chiesa di Fattura Moderna, con tetto a cuneo e 3 rondoni sulla facciata.

Chiesa parrocchiale di san Pantaleo[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Pantaleo

La parrocchiale di San Pantaleo, intitolata al patrono del paese, fu edificata nel 1836 dal sassarese Antonio Cano nello spazio in cui sorgeva l'antica parrocchiale, di cui riutilizzò i materiali. La facciata era quasi terminata nel giugno del 1840 ma l'improvvisa scomparsa del progettista, tre mesi più tardi, provocò un rallentamento dei lavori. L'incarico di portare avanti la fabbrica venne affidato agli architetti sassaresi Francesco Agnesa e Angelo Maria Piretto, ma numerose interruzioni e dispute caratterizzarono il prosieguo. Seppur non ancora terminato, l'edificio venne aperto al culto nel 1856. La chiesa si ispira a canoni neoclassici. Presenta una pianta centrale imperniata su un'ampia cupola emisferica ma con l'asse trasversale leggermente più corto di quello longitudinale, ulteriormente prolungato dal profondo presbiterio absidato. Quattro cupolette ellissoidali coprono i vani agli angoli dell'edificio mentre nel vano presbiteriale trova spazio un'altra cupola emisferica. Oltre allo scenografico gioco dei profili delle cupole e della torre campanaria, costruita solamente nel 1899, l'esterno è caratterizzato dall'andamento sinuoso delle absidi e dalla bianca facciata, a due livelli, scandita da lesene e coronata da un fastigio curvilineo. Le nicchie accolgono statue degli Apostoli, dello stesso Cano, mentre nei nicchioni all'interno dell'edificio sono collocate statue in stucco raffiguranti gli apostoli realizzate da Salvatore Demeglio e datate 1858. Il San Pantaleo di Sorso è considerato, nonostante alcune incoerenze imputabili alle travagliate vicende costruttive, il massimo raggiungimento del frate architetto sassarese.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Caratteristica la parlata locale, il sassarese o turritano dal nome del Giudicato di Torres, con la quale la città trova un'affinità con Sassari, Porto Torres e Stintino in quanto condividono lo stesso idioma. Questa nacque nell'età dei giudicati dalla commistione di elementi toscani, liguri e còrsi e la successiva forte influenza del sardo logudorese nel corso dei secoli, cessato solo nel XX secolo col prevalente utilizzo dell'italiano; si creò così una lingua di confine, di transizione fra il sardo parlato nel resto dell'isola ed il còrso parlato in Gallura e nella vicina isola. Per la vicina Sennori invece è una grande peculiarità, infatti si parla il sardo logudorese, seppure con la curiosa caratteristica di avere, al plurale, solo sostantivi di genere maschile[senza fonte]; molto probabilmente influenzati dalla morfologia del Sassarese/Sorsese dove il plurale è identico per il maschile e il femminile.

La statua della Madonna Noli Me Tollere viene portata in processione in occasione dell'800º anniversario della sua apparizione
Simulacro della Madonna di Noli Me Tollere, Sorso

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Feste e tradizioni popolari[modifica | modifica sorgente]

  • Celebrazioni della Settimana Santa. Dalla sera della Domenica delle Palme ha inizio la Settimana Santa con la Processione dei Misteri, si continua il giovedì con la " Missa in Coena Domini e il rito della lavanda dei piedi di Gesù agli Apostoli, quindi la mattina del venerdì la processione che rievoca la ricerca di Gesù da parte della Madonna accompagnata dalle Pie Donne he tocca tutte le chiese del paese passando per Santa Croce da dove il Cristo viene portato nella Parrocchia di San Pantaleo per la Crocifissione ( s'incravamentu ). La sera si svolge il rito della deposizione di Gesù ( s'ischravamentu )con la processione per le via del paese che porta il Cristo morto fino alla chiesa di Santa Croce dove avviene la sepoltura. In occasione di questi riti i "Cantori dell'Arciconfraternita" eseguono i tradizionali canti dello "Stabat Mater" e del" Miserere". Le celebrazioni terminano la mattina di Pasqua con la cerimonia de "s'incontru" fra Gesù che esce da Santa Croce e le Madonna che invece parte dal Santuario della Vergine "Noli me Tollere" per incontrarsi appunto col Figlio nella centrale piazza S.Agostino e proseguire in solenne processione per la messa di Pasqua celebrata nella Parrocchia.
  • Beata Vergine di Noli Me Tollere, 26 maggio La festa è in parte agreste e in parte cittadina. Si festeggia il miracoloso simulacro che, secondo la tradizione popolare, scomparve da una chiesa in cui era stato collocato al centro cittadino per riapparire nel luogo dove sorge oggi la cappella dedicata alla Vergine. Sotto i piedi del simulacro, quando venne ritrovato, in una pietra di marmo era scritto “Noli Me Tollere” (non mi spostate). Nel 2008 ne ricorse l'ottavo centenario dell'apparizione.
  • Sant'Antonio di Padova, 13 giugno.
  • San Costantino, 7 luglio . Viene svolta la tradizionale Ardia attorno alla chiesa della Vergine d'Itria. (festa abolita)
  • Sagra della melanzana: 26 luglio
  • San Pantaleo, 27 luglio. Patrono del paese, è festeggiato con balli in piazza, albero della cuccagna, e manifestazioni sportive.
  • Madonna degli Angeli, 2 agosto.
  • Maria assunta in cielo, 15 agosto.
  • Madonna di Lourdes, 11 febbraio.
  • Santa Rita da Cascia, 22 maggio.
  • Santa Monica, 28 agosto.
  • Calici di Stelle: 10 agosto manifestazione di degustazione di vini e prodotti tipici locali in vari punti della città.
  • Esaltazione della croce, 14 settembre. - Festa religiosa a cura dell'Arciconfraternita dei Disciplinati Bianchi di Santa Croce settembre.
  • Water Music Festival: 16-17-18 settembre manifestazione musicale e culturale.

Costume tradizionale[modifica | modifica sorgente]

Il costume oggi è usato in occasioni di festa o manifestazioni folkloristiche.

Femminile: contadine e ceti poveri[modifica | modifica sorgente]

  • Sul capo: fasthetta cuvaccadda si tiene in testa e copre il corpo sino al bacino compreso. Tale indumento tende a restringersi nella parte che si appoggia sul capo in quanto è fittamente plissettata e si allarga nella parte bassa. È divisa in due parti: quella alta con disegni floreali colorati e fantasie vivaci in genere su sfondo blu, e quella bassa detta pannu da pedi, di colore unico, questo per le giovani. Per le anziane i fiori sono piccoli e di colore bianco, per le vedove il tutto è tinto di nero.
  • Camicia: jacca, vivacemente colorata per le giovani e con disegni eleganti o a tinta unita per le adulte.
  • Gonna: a pieghe in vita, incripiddi, lunghe sino alla caviglia nei decenni a cavallo tra 800 e 900, a mezza gamba negli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale.
  • Grembiule: lu paneddu copriva la parte anteriore della gonna.

Persone legate a Sorso[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade principali[modifica | modifica sorgente]

  • Strada Statale 200 Italia.svg : La Strada statale 200 dell'Anglona collega Sassari a Sorso e Sennori per poi terminare a Castelsardo.
  • SP 25: la Strada provinciale 25 è il tratto finale della strada che da Sassari porta a Sorso.
  • SP 60: la Strada provinciale 60 detta Buddi Buddi è la strada che collega Sassari e Sorso passando dai rispettivi litorali Platamona e la Marina di Sorso.
  • SP 81: la Strada provinciale 81 collega Sorso alla SS 131 e da qui a Porto Torres da un lato e alla frazione di Sassari denominata Li Punti dall'altro.

Linee urbane[modifica | modifica sorgente]

  • Stagionali: Il Comune in collaborazione con l'Azienda Trasporti Pubblici di Sassari, attiva nel periodo Estivo una linea di autobus che serve entrambi i lati della riviera sorsese percorrendo in entrambe le direzioni le direttrici Tonnara e Rotonda Centrale, attraverso la Marina di Sorso.

Linee extraurbane[modifica | modifica sorgente]

Ferroviario[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovia Sassari-Sorso e Stazione di Sorso.

Linea diretta Sassari-Sorso dell'ARST con fermate a Funtana Niedda, Crabulazzi, Rodda Quadda e Santa Maria di Pisa.

Automobilistico[modifica | modifica sorgente]

Linee automobilistiche formite da ARST
    • Linea 311 Sassari - Sorso - Castelsardo - Perfugas
    • Linea 313A Osilo - Sennori - Sorso - Porto Torres
    • Linea 313A Osilo - Sorso - Marina di Sorso
    • Linea 332 Sassari - Sennori - Marina di Sorso - Terzo Pettine
    • Linea 329 Sassari - Sorso - Marina di Sorso

Sport[modifica | modifica sorgente]

Azione di gioco in una partita disputata dalla squadra di calcio locale

Società[modifica | modifica sorgente]

Lo sport a Sorso è praticato in varie discipline:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sorso Calcio.
  • Calcio: maschile, è presente nel girone B del campionato di Promozione sarda, la compagine Sorso Calcio 1930. La partecipazione al secondo campionato regionale sardo la rende la società più importante della città. Sono presenti altre due società, il Sorso Calcio, che negli anni ottanta ha militato nel campionato di serie C2, e lo Sporting Sorso, che milita in terza categoria.
  • Pallavolo: nota è la squadra femminile dell'Esperia Sorso che ha militato in serie C, al quale si aggiungono la Sporting Volley e la Polisportiva Sporting.
  • Pallacanestro: Ha raggiunto il massimo livello con la A.S. Pallacanestro Sorso nella stagione 2005-2006 con la disputa del campionato maschile di serie C2; attualmente è presente con la società Nuova Pallacanestro Sorso.
  • Tennis: Tennis Club Sorso.
  • Arti marziali: Budokan Karate Sorso,Shiro Saigo, Accademia Moros Muay Thai e Kickboxing, Worldwellness Karate Sorso.
  • Atletica leggera: Il C.C.R.S. Sorso (Centro Culturale Ricreativo Sportivo) è presente nel panorama dell'atletica regionale dal 1987.
  • Motociclismo: nel 1986 viene fondata l'Associazione Motociclistica Motoclub Sorso, regolarmente affiliata alla Federazione Motociclistica Italiana ed impegnata nell'attività agonistica fuoristrada (motocross, enduro e, più recentemente, motorally). La società si è fregiata di diversi titoli regionali di motocross e enduro, ed è attivamente impegnata nell'educazione stradale. Presenta proprie squadre nel motocross, nel minicross e minienduro e quindi nei campionati italiani di enduro e rally con oltre venti piloti. Dal vivaio del M.C.Sorso proviene Luca Manca, pluricampione regionale di motocross e enduro, secondo assoluto al Rally dei Faraoni 2009 e sfortunato protagonista della Parigi-Dakar del 2010.

Strutture[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio comunale "Salvatore Madau"
  • Polisportivo calcio-atletica "viale Puggioni" o "La Piramide"
  • Impianto volley-basket "Scuole medie via Addis e via Porto Torres"
  • Campi di calcetto "Tennis Club Sorso" e "Li Nibari"
  • Campi da tennis "Tennis Club Sorso"

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2013.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 633.
  3. ^ Comune di Sorso: Sorso Storia e Territorio, Viterbo, Betagamma edizioni, 1999.
  4. ^ Giuseppe Meloni - Alessandro Soddu, L'insediamento umano nella Sardegna settentrionale nel basso medioavo: il villaggio medioevale di Geridu (Geriti), in "Mélanges de l'Ecole Française de Rome. Moyen Age", t. 113, 1, 2001.
  5. ^ http://www.comune.sorso.ss.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=9&Itemid=2
  6. ^ Riconoscimento del titolo di Città al Comune di Sorso (PDF), Comune di Sorso. URL consultato il 24 maggio 2012.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sardegna Portale Sardegna: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sardegna