Pattada

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pattada
comune
Pattada – Stemma
Pattada – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.png Sassari
Amministrazione
Sindaco Mario Deiosso (lista civica) dal 31/05/2010
Territorio
Coordinate 40°34′56″N 9°06′36″E / 40.582222°N 9.11°E40.582222; 9.11 (Pattada)Coordinate: 40°34′56″N 9°06′36″E / 40.582222°N 9.11°E40.582222; 9.11 (Pattada)
Altitudine 794 m s.l.m.
Superficie 164,88 km²
Abitanti 3 283[1] (31-12-2010)
Densità 19,91 ab./km²
Frazioni Bantine
Comuni confinanti Benetutti, Buddusò (OT), Bultei, Nughedu San Nicolò, Nule, Oschiri (OT), Osidda (NU), Ozieri
Altre informazioni
Cod. postale 07016
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090055
Cod. catastale G376
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti pattadesi
Patrono santa Sabina
Giorno festivo 29 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pattada
Posizione del comune di Pattada all'interno della provincia di Sassari
Posizione del comune di Pattada all'interno della provincia di Sassari
Sito istituzionale

Pattada (Patada in sardo[2][3]) è un comune italiano di 3.283 abitanti della Provincia di Sassari. Appartenente all'antico territorio del Logudoro e più precisamente alla sub-regione del Monteacuto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, il cui territorio comunale supera in alcuni punti i 1000 m di altitudine, è il più alto della provincia di Sassari e tra i primi in Sardegna con i suoi 828 metri sul livello del mare del colle di San Gavino.

Lago Lerno

Immerso nelle bellezze naturalistiche della regione del Monteacuto, il territorio pattadese annovera al suo interno il lago Lerno, fonte idrica anche per molti comuni confinanti, che prende il nome dalla sovrastante montagna: il monte Lerno, che con i suoi 1094 m di quota è il punto più alto del territorio comunale. Qui si è cercato di salvaguardare l'ambiente e dunque la flora e la fauna. Altra vetta presente nel comune di Pattada è il colle di San Gavino, dal quale si dominano i vasti territori del Sassarese, della Gallura e di buona parte della Barbagia. Molto rinomata anche l'acqua delle fontane di Pattada, che è apprezzata per la sua leggerezza e la sua purezza, è celebre nei dintorni la fontana de "Su Cuccuru". La parrocchia ha sede nella Chiesa di Santa Sabina, essa è ricca di elementi architettonici e decorativi dal grande valore artistico come il massiccio portone bronzeo all'entrata principale. La bellezza e la particolarità con la quale, nei vari quadri in cui è suddiviso il portone, sono state rappresentate le più famose scene sacre, lo hanno reso oggetto di attenzione anche da parte dei media.

Nel paese è presente un istituto comprensivo di scuole elementari e medie, al quale fa capo anche una scuola materna, mentre un'altra, la Sant'Anna, fa capo alla parrocchia.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un progressivo spopolamento, le foreste del Monte Lerno e di tutto il territorio pattadese sono oggi animate da un ben più grande numero di rari esemplari faunistici: il muflone e il cervo sardo stanno via via ripopolando, e non è inoltre difficile scorgere esemplari di cinghiali e lepri. L'aquila reale, il falco, il nibbio, lo sparviero e l'astore sono spesso presenti nei cieli di questa area. Per quanto riguarda la flora particolarmente presenti sono l'agrifoglio e il tasso. In realtà tutta la zona pattadese era in passato più rigogliosa di vegetazione (leccio, roverella) che è stata devastata dagli incendi e dalle deforestazioni. Rimangono solo alcune parti dall'interesse naturalistico tuttavia molto grande.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le sue origini risalgono all'epoca preistorica, una delle ipotesi sul significato del suo nome dice che esso deriverebbe dal fatto che i vari centri sparsi un po' su tutto il territorio decisero col tempo di unirsi tra di loro per aumentare la propria influenza e la propria forza, strinsero dunque un "patto" (da cui appunto il nome Pattada) dal quale volle però escludersi Bantine, che rimase sempre distaccata dal principale centro abitato. Altra affascinante teoria è quella avanzata dallo scrittore di origine pattadese Bruno Sini, secondo cui il nome potrebbe avere addirittura una origine fenicia, infatti i termini "bath" "ada", che vogliono dire luogo sereno, hanno una notevole assonanza fonetica con il nome Pattada. Secondo il linguista tedesco Max Leopold Wagner, invece, il nome Pattada sarebbe riferito alla posizione geografica del paese e avrebbe il significato di altipiano, già utilizzato in periodo anteriore a quello romano. Di rara bellezza e importanza è il sito nuragico, tra Pattada e Buddusò, nei cui pressi sono stati riportati alla luce alcuni oggetti appartenenti alla Cultura di Ozieri, cultura prenuragica sviluppatasi in Sardegna. Inoltre, nel territorio è possibile osservare alcune interessanti tombe dei giganti, monumenti funerari di origine nuragica. Durante il periodo medievale, Pattada fece parte della curatorìa di Lerron, nel giudicato di Torres, che in seguito fu conquistata dai giudici di Arborea. Quando l'Isola fu invasa dai catalano-aragonesi, Pattada passò alla signoria di Oliva fino al 1843. In seguito fece parte delle diocesi di Castro. Non lontano dal centro abitato sorgono i ruderi del castello di Olomene presso il quale è stato ritrovato un importante ripostiglio monetale risalente al Medioevo. Erede della tradizione urbanistica medievale, il paese presenta un centro storico dall'aspetto pittoresco, caratterizzato da vicoli e strade in acciottolato sulle quali si affacciano piccole costruzioni in stile Liberty e case in granito che, in alcuni casi, ancora conservano i tipici infissi in legno. Accanto alle abitazioni in pietra sono presenti alcuni edifici dalle sobrie facciate neoclassiche. Il paese è famoso per la produzione di esclusivi coltelli a serramanico (sa resolza). Ha dato i natali a illustri esponenti della poesia sarda, Pedru Pisurzi o Pesuciu (nato a Bantine nel 1707 che viene indicato come il padre dei poeti sardi), Padre Luca Cubeddu, Giovanni Maria Asara meglio noto come "Limbudu" (morto nel 1907).

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Protonuraghi e nuraghi

  • su Anzu I
  • su Anzu II
  • Badde Sinara
  • Bisellà
  • sa Cadrea
  • casa Campus
  • su Casteddu 'e Olomene
  • Crabiles
  • sas Domos de sa Terra
  • Donnigheddu
  • Elvanosu
  • sas Giobadas
  • sa 'e Lambrone
  • Lerron - con villaggio nuragico e, nelle vicinanze sotto le acque del lago Lerno, villaggio preistorico.
  • Liolco
  • Litu Pedrosu mannu - con villaggio
  • Litu Pedrosu minore - con villaggio
  • Malzanitu
  • Mandrana
  • Muzzone
  • su Nelo
  • Nennori
  • sa Niera
  • Norchetta
  • Nuridolzu
  • Olisè
  • Ortusanu
  • Otinera - con villaggio
  • sant'Elia
  • sa Patada - con villaggio
  • sa Pedra 'e s'Abba
  • sa Pira
  • sa Punta 'e Bisellà
  • sa Puzonina
  • Serra 'e Sorighes
  • Su Sauccu

Tombe preistoriche

  • Norchetta - allée couverte nei pressi dell'omonimo nuraghe
  • sant'Elia - tomba dei giganti nei pressi dell'omonimo nuraghe
  • Otinnera - due tombe dei giganti nei pressi dell'omonimo nuraghe e villaggio

Fonti sacre nuragiche

  • sa Niera - nei pressi dell'omonimo nuraghe.

altre testimonianze

  • Lamparigos - muraglia megalitica
  • sa Chidade - muraglia megalitica
  • strada romana - a nord del paese nelle località sa Pedra Peltusa e Badu ‘e Crasta ci son resti di una strada romana, circa 3 km, in buono stato di conservazione

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

nel centro abitato

  • Santa Sabina; patrona di Pattada
  • Nostra Segnora 'e su Garminu - La Madonna del Carmelo
  • Nostra Segnora 'e su Rosariu - La Madonna del Rosario già chiesa di san Salvatore, con campanile eretto nel 1920
  • Santu Ainzu - San Gavino (dedicata ai pattadesi caduti in guerra)
  • S'Ispideru Santu - Il Santo Spirito
  • Santu Juanne - San Giovanni
  • Santu Frantziscu - San Francesco - la chiesa dell'ospizio

le chiese di Bantine

  • Santu Jagu - San Giacomo
  • Santu Pedru - San Pietro

le chiese campestri

  • Santu Nigola - San Nicola
  • Santu Miali - San Michele

queste due chiese, insieme alle rovine della chiesa di Santa Caterina, si trovano nella regione di Biduvè (a 5 km da Pattada) e sono l'unica testimonianza dell'omonimo villaggio ormai scomparso.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Su palatu 'e frades Bellos (1901), in piazza su sotziu
  • Su palatu 'e Manuelle, in via Roma (sede del Municipio)
  • Su palatu 'e mamai 'Itoria, in via Roma (sede della biblioteca e mediateca comunale)

Nel ventennio tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento grazie alla presenza a Pattada dei tecnici che seguivano i lavori della vicina ferrovia Tirso-Chilivani, il paese si arricchì di pregevoli opere pubbliche costruite per lo più con granito locale:

  • Funtana 'e Colveddu, in piazza Colveddu
  • Funtana 'e sa Piedade, davanti alla chiesa di Santa Sabina
  • Funtana 'e piatza, in piazza d'Italia (su Pebianu)
  • il mercato pubblico (1892), oggi Museo del Coltello
  • il deposito dell'acqua potabile in via Istria
  • il deposito dell'acqua potabile di Bantine (1908)
  • piazza su Pebianu, in particolare il muro di sostegno e le due scalinate (1891)
  • il portale monumentale del cimitero

Piazze, strade e luoghi pubblici[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza su Pebianu (piazza d'Italia) - area pedonale
  • Piazza santu Juanne (piazza Crispi)
  • Piazza su Sotziu
  • Piazza su Cucuru (piazza Vittorio Veneto)
  • Piazza dei Poeti di Sardegna (rione s'Enighedda), impreziosita dalle sculture di Pinuccio Sciola
  • Piazza dei Caduti di tutte le guerre
  • Piazza Concordia
  • Parco comunale "Salvatore Pala"

Architetture monumentali nel territorio[modifica | modifica wikitesto]

Su ponte 'e sa Corra Chervina

Fino al 1969 il territorio pattadese era attraversato dalla ferrovia Tirso-Chilivani della quale sono rimasti i ruderi delle stazioni e dei caselli. Molto interessanti due ponti della linea ancora in piedi:

  • Ponte "Donna Teresa", altezza 10 m. con 3 arcate.
  • Ponte "Sa Corra Chervina", altezza 10 m. con 5 arcate.

Edifici pubblici[modifica | modifica wikitesto]

  • Municipio, via Roma
  • Biblioteca, mediateca e internet point comunale, via Roma
  • Centro Sociale, piazza su Cuccuru
  • Centro Culturale "Rotolo", sala per conferenze ed esposizioni, piazza s'enighedda

Società[modifica | modifica wikitesto]

« I pattadesi son generalmente di statura mediocre, di corporatura non grossa, un po’ bruni di carnagione, neri nei capelli e nella barba intonsa, di sguardo vivace, vigorosi di membra, e agili, di buon umore, di notevole spirito, facile nel parlare, pronti nell’agire, delicati in fatto d’onore, impetuosi, accorti, ingegnosi, imaginosi, anime poetiche. »
(Dizionario degli Stati del Re di Sardegna, 1856)

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

(SC)
« Che so naschidu in Patada
cussa idda chi arroccada
de rispettu, onore e fama
est istada fitza e mama... »
(IT)
« Sono nato a Pattada
quella città che arroccata
di rispetto, onore e fama
è stata figlia e madre... »
(Anonimo pattadese. PATADA AMIGA)

Il dialetto di Pattada appartiene alla famiglia del sardo logudorese, ritenuto dai più la variante della lingua sarda per eccellenza[senza fonte]. Nonostante facciano parte della stessa famiglia, le parlate dei diversi centri del Logudoro presentano comunque differenze gli uni dagli altri; quella pattadese è generalmente ritenuta la più rappresentativa[senza fonte]: alcune tra le importanti pagine della poesia e letteratura sarda sono state scritte da abitanti di questo paese.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Feste, sagre ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sos fogos de Santu Juanne (23 giugno); la notte che precede il 24 giugno (giorno di S. Giovanni Battista), i ragazzi del paese sono soliti organizzare in varie parti del centro abitato dei falò. Da soli o in coppia è usanza saltarli festosamente in segno di buon auspicio.
  • Festa di San Giovanni Battista (24 giugno); subito dopo la messa celebrata all'interno della piccola chiesa dedicata al santo, il comitato formatosi in occasione della giornata offre alla popolazione pattadese un rinfresco a base dei dolci tipici del paese.
  • Su mortu mortu (2 novembre); nel giorno dei Santi i bambini e i ragazzi di Pattada vanno di casa in casa chiedendo "su mortu mortu", gli adulti allora regalano loro dolcetti e frutta di stagione facendo diventare le buste sempre più pesanti e i piccoli sempre più contenti.
  • Sa die de sos pastores (ultima domenica di luglio): in questa manifestazione gli allevatori locali rendono disponibili i prodotti e gli utensili delle proprie aziende, grazie ai quali vengono allestiti negli spiazzi del Parco "Salvatore Pala" degli stand e delle ricostruzioni storiche di interessanti situazioni agro-pastorali.

Festa della Beata Vergine del Carmelo[modifica | modifica wikitesto]

Banderas sul sagrato della chiesa della Beata Vergine del Carmelo al termine della processione il 16 luglio 2014

La venerazione per la Madonna del Carmelo è fortemente radicata nei pattadesi. Ogni anno un cittadino si impegna nel ruolo di priore della festa in segno di ringraziamento alla Vergine per qualche grazia ricevuta e si occupa di organizzare i festeggiamenti. Il pomeriggio del 16 luglio, giorno della festa, sarà lui a cavallo che, portando "sa bandera" dalla Madonna del Carmelo, aprirà il corteo degli altri cavalieri con le altre bandiere votive a cui segue la processione; la sera segue il banchetto nel viale sottostante la pineta con piatti a base di carne di pecora, patate, e buon vino offerto a tutti. Il primo sabato di settembre di ogni anno si ha il passaggio della bandiera della Beata Vergine del Carmelo tra il priore della festa precedente e quello che si è assunto l'onore di organizzare la successiva (il 16 luglio dell'anno seguente).

Mostra del Coltello di Pattada[modifica | modifica wikitesto]

Sa resolza, coltello tipico di Pattada

Le prime due edizioni della mostra del coltello (sa resolza) di Pattada risalgono al 1984 e al 1985. Successivamente l'esposizione è stata riproposta nel 1999 come "Biennale del Coltello" assumendo la caratteristica di mostra internazionale, giungendo così nel 2013 alla sua X edizione. La mostra, che si svolge in estate ogni due anni, attira migliaia di turisti ed appassionati da tutte le parti del mondo. Dalla III edizione, le collezioni degli artigiani pattadesi, contemporanei e del passato, sono sempre state affiancate da collezioni di ospiti internazionali come quelle giapponesi dell'Isola di Tosa, quella molisana di Frosolone o quelle libanesi di Jezzin. Le famose resolzas si sono fregiate col tempo del titolo di prendas attalzàdas (gioielli taglienti) per la loro raffinatezza e pregevolezza.

Time in Jazz[modifica | modifica wikitesto]

Time in Jazz è un festival internazionale di jazz organizzato da Paolo Fresu che si svolge a Berchidda e nei paesi limitrofi ogni agosto dal 1988. La prima tappa pattadese del festival è del 2006 con il progetto "sas chejas foranas": all'esterno della chiesa di san Michele si esibiscono Bebo Ferra e Paolino Dalla Porta. Negli anni successivi il concerto pattadese si è tenuto sempre in piazza san Giovanni con le esibizioni di Dhafer Youssef e Nguyen Le (2007), Gavino Murgia, Gavino Ledda e Francesco Sotgiu (2008), Paolo Fresu e Gianluca Petrella (2009), GiroDiBanda (2010), Gaia Cuatro (2011), la Funky Jazz Orchestra con Paolo Fresu (2012), il Salvatore Maiore Quartetto (Salvatore Maiore, Peo Alfonsi, Robert Taufic e Maria Vicentini, 2013) e, nel 2014, il Fabrizio Bosso Spiritual trio (Fabrizio Bosso, Alberto Marsico e Alessandro Minetto)[5].

Festa patronale di Santa Sabina[modifica | modifica wikitesto]

La festa di Santa Sabina si celebra il 29 agosto, ricorrenza della riapertura della chiesa parrocchiale (29 agosto 1941) dopo che nel 1929 crollò la volta. La mattina è dedicata alle celebrazioni religiose: alla messa solenne segue la processione con la statua della santa anticipata dalla sfilata dei cavalli i cui cavalieri portano "sas banderas", ex-voto tradizionali pattadesi. Il pomeriggio è il momento dalla sfilata folkloristica alla quale partecipano tanti pattadesi con indosso l'abito tradizionale, i gruppi folk di altri centri della Sardegna e cavalli di Pattada. La giornata si conclude in piazza su Pebianu con l'esibizione dei gruppi folk e dei tenores. I giorni a cavallo del 29 agosto sono dedicati ai festeggiamenti civili arricchiti negli ultimi anni dalla presenza di esponenti della musica e dello spettacolo come Edoardo Bennato, Angelo Branduardi, Piero Marras, i Nomadi e i Tazenda, e della comicità come BAZ e i Tenorenis.

Premiu "Patada" de literadura sarda[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese che ha dato i natali ai padri della poesia sarda si svolge dal 1999 un concorso di poesia sarda inedita. Si svolge generalmente a fine anno ed attira a Pattada, oltre ai vari poeti partecipanti, anche tanti appassionati di cultura sarda visto che la cerimonia di premiazione è solitamente preceduta da relazioni sulla lingua e poesia sarda tenute da esperti del settore. Il "Patada" viene organizzato dalla pro loco che cura anche la pubblicazione di "Poesia in Pattada", il libro antologico giunto alla sua IV edizione che raccoglie le poesie finaliste delle edizioni del concorso letterario.

Il Palio degli Asinelli[modifica | modifica wikitesto]

La gente di Riu Toltu festeggia la vittoria nel 2011

La manifestazione, che nel 2014 è giunta alla sua VI edizione, coinvolge tutto il paese in una sentita sfida tra i dieci rioni più importanti. La gara si tiene a fine agosto e i fantini si sfidano nelle vie del centro in due manches di qualificazione alla finale. I rioni che partecipano al palio sono dieci e ogni fantino veste la giubba coi colori ufficiali del proprio rione: Sa 'Uca e Aidu (maglia verde scuro), Riu Toltu (maglia azzurra), Istria (maglia violetta), Su Eladolzu (maglia grigia), Pedra 'e Mola (maglia gialla), Fronte 'e Concas (maglia verde chiaro), Sa Raga (maglia arancione), Binza 'e Cheja (maglia celeste), Carrucalza (maglia rossa) e 'Antina (maglia nera). La giornata del palio si apre con l'estrazione dell'asinello da assegnare ad ogni rione e la benedizione del parroco ai cittadini, gli appartenenti a ogni contrada si ritirano poi per un pranzo comune. Il palio vero e proprio ha inizio nel tardo pomeriggio, il percorso ha partenza in via Vitt. Emanuele e l'arrivo è posto nella centrale Piazza d'Italia dove il paese si riversa per assistere alla fiera in un carosello di colori e stendardi.

Albo d'Oro

Anno Contrada Fantino Asino
2014 Binza 'e Cheja[6] Beatrice Cuguttu Cinghialetto
2013 Binza 'e Cheja Beatrice Cuguttu Pomello
2012 Su Eladolzu Antonio Arcadu Pomello
2011 Riu Toltu Massimo Pizzadili Marion Jones
2010 Su Eladolzu Antonio Arcadu Cinghialetto
2009 Fronte 'e Concas Tore Deiosso Mariuccia

Un paese di cavalieri[modifica | modifica wikitesto]

Pattada è rinomata in tutta la Sardegna per i suoi abili cavalieri e amazzoni che sono spesso protagonisti delle cavalcate e delle sagre dell'isola col loro portamento e i loro cavalli bardati a festa. Oltre a sfilare in occasione delle feste locali, i cavalieri pattadesi vengono ogni anno invitati alle processioni di altri centri come Ozieri, in occasione della festa per la Beata Vergine del Rimedio, Oschiri, Alà dei Sardi per la festa di San Francesco e Bitti in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna del Miracolo. I cavalieri pattadesi sono tra i più abili nelle corse a pariglie, durante le quali si esibiscono in spettacolari evoluzioni acrobatiche in groppa ai cavalli lanciati in corse sfrenate.

Persone legate a Pattada[modifica | modifica wikitesto]

Il canto a "tenore"[modifica | modifica wikitesto]

Il Tenore 'Sa Niera' durante un'esibizione

Da sempre fucina di cantori a tenore, Pattada si è distinta nella seconda metà del Novecento per aver prodotto alcune interessanti voci di questo tipo di canto antico e misterioso proclamato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2005. Numerose formazioni, ufficiali e non, in passato si sono dedicate alla pratica di questo tipo di canto richiamandosi nel nome a personaggi o santi venerati in paese, da Padre Luca a Santu Salvadore. Oggi, in paese, è presente una sola formazione ufficiale che prende il nome di Tenore "Sa Niera"[7] (dal nome di un sito di epoca nuragica presente nel territorio). Il gruppo di Sa Niera, regolarmente iscritto al Sotziu Tenores de Sardigna, è composto da Giovannino Becciu ('oghe), Michele Demelas e Andrea Regaglia(basciu), Gian Mario Ogana (contra) e Salvatore Virdis (mesa 'oghe).

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Rioni pattadesi - Sos 'ighinados[modifica | modifica wikitesto]

  • Almutedu
  • Biddanoa (paese nuovo)
  • Binza 'e Cheja (vigna della chiesa)
  • Carrucalza (nome dovuto probabilmente al fatto che in passato fosse un luogo molto frequentato dai carri)
  • Corona
  • Cunventu (convento)
  • Fronte 'e Concas (di fronte alla regione denominata "Concas")
  • Funtan'altu (fontana in alto)
  • 'Ia manna - l'ingresso principale del paese
  • Istrìa (strega)
  • Malchitu
  • Marmuradas
  • Mesu 'e Coltes (in mezzo alle corti)
  • Pedra 'e Mola (pietra della macina)
  • Ponte Loddero
  • Riu Toltu (fiume storto)
  • sa 'e don Caralu
  • sa 'e Mazocu
  • sa Funtana 'e Colveddu
  • sa Garrera Longa (la via lunga)
  • sant'Ainzu (san Gavino)
  • santa Rughe (santa Croce)
  • santu Juanne (San Giovanni)
  • sa Pala 'e Corona
  • sa Piedade (la pietà)
  • sa Raga (la braga)
  • sa 'Uca 'e aidu
  • s'Ena
  • s'ena 'itera
  • s'Enighedda (la venuzza - rigagnolo)
  • s'Ispideru Santu
  • s'Oltu 'e Malta
  • s'Oltu 'e s'iscrianu (l'orto dello scrivano)
  • sos Alinos
  • sos Pirastros 'e Itoro
  • su Campusantu 'ezu (il vecchio cimitero)
  • su Cucuru
  • su 'Eladolzu
  • su Filigalzu - la zona della Pineta
  • su Fossu
  • su Fossu 'e Caddura
  • su Galminu (il Carmelo)
  • su Gialdinu 'e Manca
  • su 'Iddizolu
  • su Pebianu (composto di "pe" e "pianu": il piede in piano)
  • su Poju - sas Presones
  • su Rualzu (roveto)
  • su Sotziu (l'incontro della società)

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Viabilità[modifica | modifica wikitesto]

La SS 128 bis attraversa Pattada tra il Km 48 e il Km 50 prendendo il nome di via duca d'Aosta. Un'altra strada che attraversa il paese è la SP 38 (corso Vittorio Emanuele, via Roma, corso Umberto). La SP 85 è una bretella che dal Km 45 della SS 128 bis (località "Ponte Molinu") bypassa il centro abitato ricongiungendosi con la stessa statale al Km 53,400 in località "La Stazione".

Trasporto pubblico[modifica | modifica wikitesto]

L'ARST collega Pattada con vari centri del nord Sardegna: Ozieri, stazione di Ozieri Chilivani, Sassari, Bono, Porto Torres, Benetutti, Nule, Osidda.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1996 2000 Antonello Deiosso[8] Lista civica Sindaco
2000 2005 Antonello Deiosso[9] Lista "Per Pattada" Sindaco
2005 2010 Fabio Pastorino[10] Lista "Alternanza e Democrazia" Sindaco
2010 in carica Mario Deiosso[11] Lista "Pattada democratica" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il Pattada Calcio, nota più semplicemente come Pattada, è l'unica società sportiva ufficiale del paese che gioca in casa allo Stadio Bruno Fois. Nata nel 1974, in passato ha sfiorato la qualificazione al campionato di Promozione. Nella stagione 2014-2015 milita nel campionato di Terza Categoria.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni sessanta-settanta la Polisportiva Pattada ha cercato di valorizzare altri sport oltre al calcio. Importante per il centro logudorese è la tradizione ciclistica. Nel 2012 si è poi costituita l'ASD Pallavolo Pattada, una squadra di volley che gioca le sue partite interne al Palazzetto dello Sport di Fronte 'e Concas. Anche il basket ha appassionato negli anni i giovani pattadesi senza però riuscire a diventare mai una realtà significante.

Eventi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo sportivo "Bruno Fois", reg. sa Raga. Manto in erba con ampia tribuna coperta, oltre duemila posti a sedere, vi gioca il Pattada Calcio.
  • Palazzetto dello sport, via Europa. Impianto moderno capace di ospitare tornei di calcio, calcetto, volley e basket.
  • Campo sportivo "Malchitu", via Giovanni XXIII. Campo di terra utilizzato per eventi minori e affiancato, tra l'altro, da un campo da tennis e da un altro campetto usato prevalentemente per il calcetto.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Alcune scene del film di Salvatore Mereu Sonetàula sono state girate nel 2007 nel territorio di Pattada.
  • Sul finire degli anni settanta divenne teatro di una delle pagine di cronaca nera più famose del Noveceneto italiano: il rapimento del cantautore Fabrizio De André e della moglie Dori Ghezzi. Essi furono prelevati dai malviventi nei pressi del loro ristorante all'Agnata presso Tempio e tenuti nascosti nelle campagne e nei monti di Pattada. Furono liberati quattro mesi dopo in seguito al pagamento di un riscatto. A quest'esperienza De André dedicò la canzone Hotel Supramonte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Toponimo ufficiale in lingua sarda ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 482 del 15.12.1999, adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 48 del 29.09.2010 [1]
  3. ^ In sardo barbaricino Pathàda
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ dati da: http://www.timeinjazz.it/programma.php?id=9
  6. ^ Pattada. In migliaia per il palio dei vicinati, trionfa Binza 'e Cheja con Beatrice Cuguttu, Sardegna Live, 27 agosto 2014. URL consultato il 5 settembre 2014.
  7. ^ A Pattada con 'Sa Niera', agli estremi confini del mondo dei tenores, Sardegna Live, 11 agosto 2014. URL consultato il 5 settembre 2014.
  8. ^ dati da: http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=G&dtel=09/06/1996&tpa=I&tpe=C&lev0=0&levsut0=0&lev1=20&levsut1=1&lev2=73&levsut2=2&lev3=540&levsut3=3&ne1=20&ne2=73&ne3=730540&es0=S&es1=S&es2=S&es3=N&ms=S
  9. ^ dati da: http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=G&dtel=16/04/2000&tpa=I&tpe=C&lev0=0&levsut0=0&lev1=20&levsut1=1&lev2=73&levsut2=2&lev3=540&levsut3=3&ne1=20&ne2=73&ne3=730540&es0=S&es1=S&es2=S&es3=N&ms=S
  10. ^ dati da: http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=G&dtel=08/05/2005&tpa=I&tpe=C&lev0=0&levsut0=0&lev1=20&levsut1=1&lev2=73&levsut2=2&lev3=540&levsut3=3&ne1=20&ne2=73&ne3=730540&es0=S&es1=S&es2=S&es3=N&ms=S
  11. ^ dati da: http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=G&dtel=30/05/2010&tpa=I&tpe=C&lev0=0&levsut0=0&lev1=20&levsut1=1&lev2=73&levsut2=2&lev3=540&levsut3=3&ne1=20&ne2=73&ne3=730540&es0=S&es1=S&es2=S&es3=N&ms=S

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pattada – descrizione e dati su Pattada su Comunas
  • Pattada – descrizione di Pattada su SardegnaTurismo
  • emigrati pattadesi – storia dell'emigrazione pattadese negli Stati Uniti all'inizio del Novecento
Sardegna Portale Sardegna: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sardegna