Milvus milvus

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Nibbio reale
Nibbio reale
Nibbio reale (Milvus milvus)
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Accipitriformes
Famiglia Accipitridae
Sottofamiglia Buteoninae
Genere Milvus
Specie M. milvus
Nomenclatura binomiale
Milvus milvus
Linnaeus, 1758
Milvus milvus (captive).jpg

Il nibbio reale (Milvus milvus - Linneo 1758) è un uccello rapace della famiglia degli accipitridi.

Indice

Sistematica[modifica]

Ne sono conosciute due sottospecie:

  • Milvus milvus fasciicauda
  • Milvus milvus milvus

per alcuni autori il Milvus fasciicauda è una specie a sé, e non una sottospecie.

Descrizione[modifica]

Il dimorfismo sessuale è inesistente, il Nibbio reale per taglia (maschio 60 cm, femmina 66 cm) e apertura alare (maschio 150 cm, femmina 160 cm), supera il Nibbio bruno, con cui spesso si confonde. Il suo piumaggio è molto più chiaro di quello del Nibbio bruno, da cui si distingue per la caratteristica coda rossiccia profondamente forcuta. Se si osserva in volo si distingue anche per la macchia biancastra sul lato inferiore delle remiganti primarie. È un animale dalla coda stupenda ed essendo molto larga permette al nibbio di planare più facilmente.

Distribuzione e habitat[modifica]

Lo si incontra anche in quasi tutta l'Europa, Asia Ovest ed Africa del Nord. Il suo habitat sono le foreste, e gli ambienti aperti.

In Italia lo si può avvistare in volo, in Sardegna, Sicilia, e l'appennino meridionale. Particolarmente diffuso in Basilicata, frequentemente lo si incontra in volo sui centri abitati. In inverno addirittura lo si osserva in folti gruppi.

Cibo e alimentazione[modifica]

La sua dieta principale sono piccoli mammiferi, uccelli, ma anche pesci, e qualche carogna.

Riproduzione[modifica]

Inizia la riproduzione in primavera, depone in media tre uova, che cova fin dal primo, che porta a fare schiudere le uova in tempi diversi, ma sempre dopo circa un mese. Per far sì che i pulli siano autosufficienti, occorrono anche quattro mesi, anche se il primo involo avviene dopo sette settimane.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

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