Goceano

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Goceano
subregione
Goceano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.png Sassari
Territorio
Coordinate 40°25′N 9°00′E / 40.416668°N 9°E40.416668; 9 (Goceano)Coordinate: 40°25′N 9°00′E / 40.416668°N 9°E40.416668; 9 (Goceano)
Abitanti
Comuni Bono, Benetutti, Bultei, Anela, Nule, Esporlatu, Illorai, Burgos e Bottidda
Divisioni confinanti Monteacuto, Meilogu, Marghine, Barbagia di Nuoro
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
Cartografia

Goceano – Localizzazione

Sito istituzionale

Il Goceano (Sa Costèra in sardo) è una regione storica della Sardegna centro-settentrionale con un territorio stimato in 480 km² e una popolazione di ca. 13.000 abitanti. Il Goceano comprende il tratto del bacino superiore del fiume Tirso di fronte al quale si affaccia la catena montuosa che porta il nome della regione stessa, comprendente i rilievi montuosi monte Rasu (1259 m) e punta Masiennera (1157 m). Risorse della popolazione sono la cerealicoltura, praticata nel fondovalle, la pastorizia e lo sfruttamento forestale. I centri principali sono Bono, Benetutti e Bultei. Anela risulta essere il borgo più antico della zona. Gli altri paesi della regione sono Nule, Esporlatu, Illorai, Burgos e Bottidda.

Fino al 1969 era attraversata dalla pittoresca ferrovia a scartamento ridotto Chilivani-Tirso: ancora oggi esistono gli edifici delle stazioni abbandonate, tra cui quella di Burgos-Esporlatu.

Storia della regione e del castello[modifica | modifica sorgente]

Il Goceano, in latino Gothianus, probabilmente deve il suo nome ai gruppi di Goti che "ivi si stabilirono", come scrisse lo storico Fara nel XVI sec.

Il castello del Goceano, a Burgos, in una immagine degli anni Trenta

Il territorio è caratterizzato dalla presenza dell'omonimo castello edificato nel 1134 dal giudice (re) di Torres Gonario II[1]. Il maniero era considerato nel Trecento un del pus forts e honrats castel de Sardegna ("uno dei più forti e validi castelli della Sardegna")[2].

Regina di Sardegna (1238-1246), come consorte di Enzo di Svevia, Adelasia di Torres dimorò a lungo, soprattutto negli ultimi anni, e morì, secondo la tradizione, nel castello del Goceano.

Nel 1339 il re di Sardegna Pietro il Cerimonioso nominò Mariano d'Arborea conte del Goceano. Questi abitò a lungo nel castello con la famiglia, anche dopo l'ascesa al trono d'Arborèa, e promosse lo sviluppo della contea.

Nel 1410, dopo la guerra fra il regno di Sardegna ed il giudicato d'Arborea e la fine definitiva di quest'ultimo, alcune sue ex curatorie furono infeudate al discendente del giudice Ugone II, Leonardo Cubello, secondo la natura dei feudi d'Italia, inclusi la contea e il castello del Goceano con tutte le pertinenze, compreso il diritto di mero et mixto imperio, cioè l'esercizio effettivo del potere giurisdizionale, nelle cause civili e penali.[2]

Dopo che nel 1478 l'allora marchese di Oristano e conte del Goceano, Leonardo Alagon, si ribellò al re e ne fu definitivamente sconfitto, la corona incamerò al proprio patrimonio diretto i suoi feudi (acquistandoli dall'avente diritto, il visconte Guglielmo III di Narbona, nipote di Beatrice d'Arborea, sorella di Eleonora)[3].

Da allora i titoli di marchese di Oristano e conte del Goceano spettarono ai re di Sardegna, che li hanno sempre aggiunti ai propri, unici titoli feudali da loro posseduti nell'isola. Dopo il riscatto dei feudi, nel 1838, il titolo è rimasto al capo della casa reale di Savoia. È interessante notare che di questi titoli si sono fregiati i capi delle case che hanno regnato in Sardegna, come titoli nobiliari e non feudali, anche dopo la rinuncia alla corona di Sardegna: perciò oggi il rango di marchese di Oristano e conte del Goceano spetta sia a Vittorio Emanuele di Savoia che a Carlo d'Asburgo-Lorena e Juan Carlos di Borbone, (attuale re di Spagna).

Il castello del Goceano ancora sovrasta il paese di Burgos. Costruito negli anni 1127-29 per volere del giudice Gonario II di Torres, sorge arroccato su una rupe granitica isolata e inaccessibile a nord e ad est.

Al centro della spaziosa corte si erge la poderosa torre quadrata, visibile da lontano, che caratterizza il paesaggio circostante.

Tra i castelli sardi è quello maggiormente ricco di storia e uno tra i più conservati: alcuni fatti non piacevoli che si verificarono tra le sue mura hanno contribuito al nascere di varie leggende.

Nel 1194 fu prigioniera nel castello, ad opera di Guglielmo I di Cagliari, la giudicessa Prunisinda, moglie di Costantino II di Torres.

Nel 1233 il giudice di Gallura Ubaldo Visconti vi fece uccidere il giovanissimo cognato Barisone III di Torres.

Ma il personaggio più famoso che soggiornò per molti anni nella rocca è stata Adelasia di Torres, giudicessa del Logudoro, regina di Sardegna.

La sovrana vi si trasferì dal palazzo di Ardara intorno al 1240, dopo la fine del suo matrimonio con Enzo di Svevia, e vi morì nel 1259 circa.

Dopo la sua scomparsa senza eredi il castello passò ai Doria, poi agli Arborea e Mariano IV, padre di Eleonora, fu nominato nel 1338 conte del Goceano dal re d'Aragona, vi abitò per qualche tempo con la famiglia e fondò il paese di Burgos (Borgo di Goceano).

Nel 1410 il castello, già in fase di declino, fu assegnato a Leonardo Cubello, marchese di Oristano e fu perfino occupato dal noto bandito Bartolo Manno.

Dopo la battaglia di Macomer (1478) (che segnò la fine dell'indipendenza sarda), Artaldo, figlio dell'ultimo marchese Leonardo Alagon si rinchiuse nel maniero con alcuni familiari per sfuggire agli aragonesi. Dopo questo episodio il castello di Adelasia (come viene pure chiamato) rimase in mano degli spagnoli e, abbandonato, cadde in rovina.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vittorio Angius, voce Goceano, in Goffredo Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, 1841
  2. ^ a b Francesco Cesare Casula, Dizionario storico sardo, voce Gocèano (o di Burgos), castello di
  3. ^ Vincenzo Amat di San Filippo, Pretendenti e discendenti della casa d'Arborea, in Archivio storico sardo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • V. Angius, voce Goceano, in Goffredo Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, 1841.
  • R. Carta Raspi, Castelli medievali di Sardegna, Cagliari 1933.
  • F.C. Casula, Dizionario storico sardo, Cagliari, L'Unione Sarda, 2006, ISBN 977-11-2868536-3.
  • S. Chessa, Le dimore rurali in Sardegna, Cargeghe, Documenta, 2008.
  • E. Costa, Adelasia di Torres, Nuoro 2008.
  • F. Fois, Castelli della Sardegna medioevale, Milano 1992.
  • P.P. Tilocca, Borticoro, Burgos, Esporlatu, Sassari 1988.
  • Id., Il castello di Burgos, Sassari 1997.
  • Id., Il Goceano ieri e oggi, Sassari 1987.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]