Castello

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Castello (disambigua).
Castello di Fosdinovo, da molti considerato il più bel castello medievale d'Italia

Il castello è un complesso architettonico composto da uno o più edifici fortificati, tipico del Medioevo, costruito per ospitare una guarnigione di soldati, con il loro comandante (il castellano) e i suoi familiari. Esso sorge solitamente in un luogo strategico, spesso in posizione elevata, rialzata o arroccata e facilmente difendibile.

Castel Nuovo di Napoli, meglio noto come Maschio Angioino
Entrata a trabocchetto, Castello di Sasso Pisano

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il nome odierno deriva da castellum, a sua volta da castrum, insediamento militare. Fu infatti un accampamento organizzato con diverse strutture di difesa. L'arrivo dei Barbari comportò uno studio da parte degli ingegneri romani di nuove fortificazioni, come le Mura Aureliane. Tuttavia è con la caduta dell'Impero romano d'Occidente e il conseguente annullamento del potere centrale che si cominciò a sviluppare l'idea di un edificio fortificato adatto a difendere un territorio. Molti castelli in principio erano solo delle torri di guardia isolate, solitamente di legno, adatte a proteggere appezzamenti di terreno e a controllare passaggi obbligati.

La Torre del Filarete, all'entrata principale del Castello Sforzesco di Milano

Con il passare degli anni si assiste a un progressivo processo evolutivo dove il castello diventa un complesso di edifici fortificati, a volte comprendenti un intero borgo, abitato dal popolo che serve il Signore e i suoi bisogni e che, all'occorrenza, si rifugia all'interno del complesso fortificato sopportando assedi. Sede del signore, rimase per tutto il Medioevo, il centro amministrativo e giuridico. Nel tardo Medioevo si assiste all'edificazione di castelli nelle grandi città, allo scopo di controllarle e far fronte alle insubordinazioni cittadine. La ricerca storiografica ha indicato il X secolo come l'inizio di un vero e proprio incastellamento. In Sicilia esistono alcuni castelli come a Sperlinga e Gagliano Castelferrato nella provincia di Enna che in origine erano essenzialmente scavati nella roccia, a queste strutture rupestri furono aggiunte imponenti parti in muratura nel periodo Normanno.

Il castello ha funzione difensiva fino al tardo XVI secolo quando i castelli medievali vengono fortemente trasformati, a causa del forte utilizzo di armi da fuoco. Le torri alte e svettanti divengono più basse e larghe fino a divenire bastioni a forma di punta, per meglio deviare i colpi d'artiglieria. Viene anche abbandonata la fisionomia difensiva per compartimenti stagni in favore di una più ampia accessibilità delle varie parti, in modo da poter agevolmente raggiungere i punti sotto attacco e rifornirli di munizioni e uomini. Il passaggio dai castelli medievali del primo tipo (che avevano nella compartimentazione e nell'altezza i propri punti di forza) a quelli aggiornati per la difesa dai colpi delle armi da fuoco sempre più potenti, avviene per gradi, con strutture dette di transizione (rocche di transizione come quelle della Romagna e Marche).

Si ha, pian piano (oltre al progressivo infossamento e abbassamento, dove il fossato non serve per il riempimento con acqua, ma per nascondere le file di bombarde più in basso, pronte al tiro ficcante), il passaggio a torrioni tondi, maggior spessore delle mura, aggiunta di una punta ai torrioni tondi che assumono la forma in pianta ad asso di picche. Punta che serve ad evitare che gli attaccanti raggiungano il punto cieco nel quale non si poteva essere raggiunti dall'azione del tiro di fiancheggiamento, cioè dei colpi incrociati provenienti dagli altri torrioni vicini. Nelle rocche e castelli di transizione si ha anche la progressiva trasformazione della bombardiera e della corrispondente finestra di sfiato fumi, la cui fisionomia permette di datare le strutture e di riconoscere le varie fasi della evoluzione difensiva di determinate opere militari dell'epoca di transizione.

Con la nascita delle fortificazioni alla moderna e delle cittadelle, i castelli non più modificabili efficacemente per resistere alle pressanti innovazioni, vengono ristrutturati come residenze signorili per le famiglie nobili. Questa trasformazione è stata particolarmente forte in Francia, dove i numerosi castelli reali della Valle della Loira (v. Castelli della Loira) sono stati trasformati in splendidi palazzi. Ancora oggi oltralpe si usa distinguere questi château dalle fortezze che mantengono aspetto medievale, chiamate château-fort. Altri castelli diventeranno delle prigioni.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Anche se progettati diversamente, tutti i castelli presentano alcune caratteristiche canoniche. Nella figura è rappresentato il castello di Pierrefonds.

A - Residenza fortificata, comprensiva del mastio, la vera e propria abitazione della famiglia feudale e della corte
B e C - Torri difensive
D - Mastio o Donjon la torre più grossa, residenza dei feudatari ed estrema difesa in caso di invasione della corte
E - Cappella
G e H - Torri difensive minori
K - Accesso laterale
M e N - Torrette del mastio collegate con scale a chiocciola alle torri esterne difensive
O - Garitte a strapiombo, camere delle sentinelle e torrette di guardia
P - Merlatura guelfa
Q - Cammino di ronda
R - Fossato
S - Barbacane

Tipi di castelli[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono due tipi di castelli: il primo tipo non ha un mastio, ha un grande cortile centrale e le stanze del signore e la cappella sono nel cortile o nelle mura. Il secondo è composto dal mastio al centro con una o più mura intorno.

Fossato[modifica | modifica wikitesto]

Spesso i castelli erano circondati da fossati, che potevano essere colmi d'acqua (celebre è il Castello degli Este a Ferrara, alimentato dall'acqua del Po) oppure semplici fossi. Il fossato impediva al nemico di attaccare le torri dal basso cercando di farle crollare e permetteva di mantenerlo ad una distanza tale da essere colpito con frecce. Il fossato poteva essere superato tramite ponti fissi in muratura o ponti levatoi in legno, i quali venivano sollevati in caso di attacco impedendo alla fanteria di colpire direttamente gli ingressi e anche di raggiungerli.

Merlature[modifica | modifica wikitesto]

I castelli medievali presentano la caratteristica architettonica della merlatura, che consiste in un'alternanza di settori pieni e vuoti nella parte terminale della muratura così a formare una sommità dentata. Lo scopo delle merlature era la protezione dei soldati sui camminamenti dagli attacchi di arcieri e frombolieri. Dai bordi dei merli si aprivano le caditoie, delle botole che consentivano di versare sui nemici acqua bollente o pietre.
I merli presentano due stili architettonici: si definiscono merlature ghibelline (o imperiali) quelle che presentano sommità a coda di rondine mentre guelfe (o papali) sono le merlature a corpi quadrati che tuttavia intendono i feudi governati da sacerdoti. Tuttavia questa definizione è impropria poiché anche se Guelfi e Ghibellini effettivamente utilizzarono queste divisioni, negli anni successivi le merlature furono costruite a discrezione dei progettisti. Due esempi di Castelli merlati e fortificati sono il celebre Castello Orsini di Soriano nel Cimino (VT) che domina maestosamente la cittadina cimina e il Castello di Arcidosso (Gr) che ancora oggi ha la torre Maestra merlata in stile Guelfe, prima ancora in stile Ghibellino, la Porta di Castello con ancora le merlature Guelfe, mentre per le altre due porte, la Porta Talassese e la Porta dell'Orologio non hanno più le merlature, lo stesso per le poche mura rimaste che vennero distrutte alla metà del 1700 circa.

L'epoca di un castello si può decifrare grazie alle merlature: 1- romanici, se le merlature sono semplici (guelfe); 2- gotici, se le merlature sono a coda di rondine (ghibelline).

Torri[modifica | modifica wikitesto]

La torre quadrata fu il primo tipo ad essere costruito, permetteva alcune linee di tiro ed era spesso soggetta a scavi nelle fondamenta da parte dei nemici per farla crollare. Più tardi un secondo tipo più raro comparve sulla scena: la torre poligonale, che offriva più linee di tiro. Ultima e più recente, la torre rotonda sostituì le precedenti perché non poteva essere minacciata dagli scavatori e offriva illimitate linee di tiro. Le torri potevano essere scoperte o coperte da un tetto a capanna o conico.

Il castello in Asia[modifica | modifica wikitesto]

In Medio Oriente[modifica | modifica wikitesto]

Costruiti dai Crociati durante il Regno di Gerusalemme a protezione dei loro domini, i castelli distribuiti in Terra Santa presentano caratteristiche medievali, non essendo sostanzialmente modificate dai musulmani dopo l'abbandono dei cavalieri. Uno dei più famosi è il così detto Krak des Chevaliers, in Siria.

India e Pakistan[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre gli Indiani sono stati in contatto con l'Occidente, così, qualche secolo dopo il nostro Medioevo, anche in Asia meridionale ha luogo un incastellamento da parte dei feudatari. I castelli sono sostanzialmente simili a quelli europei, con torri e mura, ma si distinguono per una maggior attenzione alle decorazioni architettoniche, ovviamente in stile orientale.

Durante la colonizzazione inglese vennero costruiti nuovi forti, pur mantenendo un certo stile orientaleggiante, come il Forte Rosso a Delhi.

In Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello giapponese.

Chiamato shiro, il castello giapponese è architettonicamente molto diverso da quelli europei. È un edificio enorme, a corpo unico, con pianta quadrangolare e alto basamento in pietra. Lo shiro si sviluppa in verticale con forme tipicamente a pagoda, e si sviluppa su più piani.

I castelli giapponesi sono più recenti, alcuni hanno meno di 200 anni: questo perché fino al XIX secolo il Giappone aveva ancora una struttura sociale tipicamente feudale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]