Mura poligonali

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Le mura poligonali sono mura in opera poligonale, innalzate tramite la posa di grandi massi lavorati fino ad ottenere forme poligonali, per essere giustapposte a incastro, senza calce, con cunei che riempiono i rari spazi vuoti.

Sono dette anche mura ciclopiche o pelasgiche perché secondo Euripide, Strabone e Pausania sarebbero state costruite dai ciclopi ed erano state attribuite ai mitici popoli pelasgi, preellenici, che avrebbero costruito le mura simili delle città micenee di Tirinto, Micene e Argo.

Ne esistono numerosi esempi conservati in Italia, dal Lazio (Alatri, Arpino, Atina, Ferentino, San Felice Circeo, Segni, Norma, Cori, Pescorocchiano, Amyclae, Vicovaro) all'Abruzzo (Alba Fucens), alla Toscana (Cosa, Roselle), all'Umbria dove di notevole importanza per estensione, conservazione ed imponenza sono le mura di Amelia e di Perugia, alla Campania, alla Lucania, alla Puglia e al Molise.

Sono datate al VI-V secolo a.C. ed erano generalmente impiegate come sistemi di difesa della città alta, della quale rappresentavano al contempo la struttura di contenimento. Le porte che segnano questi sistemi difensivi presentano architravi costituiti da monoliti che giungono a pesare fino a 3 tonnellate.

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