Dun (archeologia)

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Murus gallicus nel dun di Bibracte (ricostruzione)

Dun (brittonico din, gaelico dùn) è un termine celtico che significava in primo luogo "forte", ma oggi è anche usato come sinonimo di "collina".

Si trattava di insediamenti abitativi della tipologia comunemente indicata dagli archeologi come "fortezza di collina": città, in genere di modeste dimensioni, costruite sulla sommità di un'altura che ne rendeva facile la difesa. Tale schema, tipicamente indoeuropeo, è riscontrabile in quasi tutte le aree occupate storicamente da popolazioni di tale filiazione.

Due erano i nomi utilizzati dai Celti per indicare le loro cittadelle. Nella Penisola iberica i Celtiberi (ma anche altri popoli, non indoeuropei, da essi influenzati) le chiamavano briga[1]; nelle Gallie, prevale il termine δοῦνον (dalle prime iscrizioni galliche, in alfabeto greco), reso in latino con dūnum[2].

I dun come fortilizi sembrano essere stati introdotti in Gran Bretagna dai Celti nel VII secolo a.C., durante l'Età del ferro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dalla radice indoeuropea *bhrgh ("alto", "elevato"); cfr. Francisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, Bologna, Il Mulino, 1997. ISBN 88-15-05708-0 , p. 519.
  2. ^ Anch'esso di etimologia indoeuropea: connesso, per esempio, all'inglese antico dūn ("altura", "montagna"). Nei toponimi gallici appare spesso come suffisso (-dun); cfr. Villar, cit., p. 519.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]