Micene
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Coordinate: 37°44′N 22°46′E / 37.733°N 22.767°E
| Sito archeologico di Micene e Tirinto (EN) Archaeological Sites of Mycenae and Tiryns |
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|---|---|
| Tipo | Culturali |
| Criterio | (i) (ii) (iii) (iv) (vi) |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Riconosciuto dal | 1999 |
| Scheda UNESCO | (EN) Scheda (FR) Scheda |
Micene è un sito archeologico della Grecia, situato nell'Argolide a circa 12 km dal mare e a 9 dalla città di Argo.
È inserita nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Indice |
Storia [modifica]
L'origine del nome Micene non è greca; non è impensabile ipotizzare che questo insediamento sia stato fondato da popolazioni pre-indeuropee oppure provenienti da Creta (dove già esisteva la ricca civiltà minoica). Nella mitologia greca Miceneo fondò la città, che fu invece fortificata da Perseo; la mitologia greca è molto ricca di leggende riguardo alla città di Micene (come per esempio quelle legate agli Atreidi), sintomatiche dell'importanza che questa città rivestì sulla Grecia dell'età del bronzo (nel mito "l'età dell'oro" o "l'età degli eroi"), anche se questi miti sono in parte contradditori ed assai poco utili per chiarire la vera storia della città. Questi miti non si riferiscono però alla città protostorica, ma a quella dell'età del bronzo, da cui provengono la maggior parte delle rovine attualmente visitabili. Infatti il sito preistorico e protostorico di Micene fu presto occupato da una nuova popolazione, probabilmente proveniente dalla parte nord-orientale dei balcani o dall'anatolia, di origine indeuropea e di lingua affine al greco classico, che occupò progressivamente tutta la Grecia continentale e buona parte di quella insulare. Proprio per l'importanza, testimoniata anche a livello mitologico, della città di Micene all'interno di questa nuova civiltà essa viene definita civiltà micenea, dominando su buona parte della grecia tra il 2000 a.C. e il 1200 a.C. La civiltà micenea prende dunque il nome dall'omonima città, ma oltre a Micenei ci si rivolge ad essi anche con il sinonimo di Achei, nome con cui nell'età della grecia classica ci si riferiva, tra l'altro, ad un dialetto (che manteneva particolarità e contatti con la lingua arcaica greca) ed una parte della popolazione greca stanziata su buona parte del Peloponneso.
Durante la civiltà micenea la città di Micene era un importante centro politico-economico-militare a carattere regionale, o forse anche sovra regionale, con evidenti e massicce fortificazioni (di cui è rimasta ben conservata la cittadella), un importante palazzo ed una serie di complesse tombe in cui personalità di riguardo erano sepolte con ricchi corredi. La città all'epoca era probabilmente molto più estesa della cittadella, ma pochi resti sono rimasti della città bassa, probabilmente poco fortificata e costruita con abitazioni deperibili.
Tra il 1200 e il 1100 a.C. la Grecia fu attraversata da una fortissima crisi, concomitante all'invasione delle genti doriche, che provocò la totale scomparsa della scrittura, la distruzione della maggior parte delle città (inclusa Micene, che subì almeno un importante incendio) e una drastica diminuzione della popolazione e della ricchezza. Appare più che probabile una distruzione violenta ed un sacco della città di Micene entro la fine del dodicesimo secolo a.C., sebbene non esistano prove inconfutabili, e siano ipotizzabili sia attacchi violenti di popolazioni straniere (come i Dori o i Popoli del Mare), sia guerre civili fratricide, come testimoniato in chiave mitologica dal mito di Oreste. Popolazioni di ceppo dorico si stanziarono nelle rovine della città, ricostruendola o meglio costruendo sopra le rovine achee. Micene, a differenza di altri importanti centri micenei (come Atene, Argo, Corinto) non tornò ad essere un centro importante e si mantenne come piccola Polis, anche se fu comunque abitata permanentemente a differenza di centri come Tirinto o il palazzo di Nestore, che scomparvero.
La cittadina rimase piccola e poco importante per tutta l'età classica ed ellenistica, partecipò con meno di 50 opliti alle guerre persiane e a quelle del Peloponneso. Durante l'età romana era ormai ridotta ad un piccolo borgo spopolato, o almeno questa è la descrizione che viene data nel II secolo dopo cristo, quando fu visitata da Pausania. Attorno al V secolo d.C. la città (ormai ridotta a poche capanne e casupole, un centro agricolo locale) subì un secondo incendio, in data imprecisata, scomparendo e venendo parzialmente riedificata, come borgata agricola, nei secoli successivi in un'altura poco distante.
Archeologia [modifica]
Gli scavi archeologici furono avviati da Heinrich Schliemann, colui che ritrovò grazie alla descrizione dei poemi omerici la città che si pensa essere Troia. Nel 1874 furono scoperte le tombe di alcuni re di Micene, insieme ai corredi funebri. Ulteriori analisi hanno stabilito che questi gioielli risalgono ai secoli XVI e XII a.C.
La città aveva una acropoli di forma triangolare, sulla quale sono rinvenibili la celebre porta dei Leoni, la tomba di Agamennone e il palazzo reale.
Fra gli oggetti ivi rinvenuti, sono da ricordare anche sigilli, ceramiche e tavolette con iscrizioni.
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Maschera detta di Agamennone, rinvenuta a Micene da Heinrich Schliemann. (Museo archeologico nazionale di Atene.
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Una parte del tesoro ritrovato nelle tombe dei re di Micene (Museo archeologico nazionale di Atene)
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN, FR) Pagina del sito dell'UNESCO relativa a Micene
- (EN) Pagina del sito Scavi 'Citadel House' Micene
- (EN) Greek age of bronze Armamenti micenei